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STATISTICHE

Immobile: 300 volte da titolare (?) e tanta voglia di riscatto

Quattordici gol nella scorsa stagione, appena 7 in 22 partite in quella attuale. Da quando è arrivato alla Lazio, Ciro Immobile non ha mai avuto numeri così bassi e il rendimento del bomber si riflette inevitabilmente su quello della squadra: nonostante il girone di Champions League brillantemente superato, i capitolini sono undicesimi in campionato e non riescono a trovare la giusta continuità per insediarsi in pianta stabile nelle parti alte della classifica.

La fiducia della società nei confronti di King Ciro è però immutata, anche se gli anni passano e le sirene dall’Arabia Saudita tentano il 33enne di Torre Annunziata. La squadra di Sarri ha bisogno ancora una volta dei suoi gol per ottenere una vittoria che sarebbe importantissima per risollevare il morale e trascorrere le feste con maggiore serenità. Come riporta il Corriere dello Sport, poi, quella contro l’Empoli sarà una partita speciale per il capitano, che potrebbe tagliare l’ennesimo grande traguardo in biancoceleste: il numero 17 infatti dovrebbe disputare infatti la 300esima partita da titolare in Serie A. Sarà lui a guidare l’attacco, come è successo spesso nell’ultimo periodo, affiancato da Zaccagni e Felipe Anderson.

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CALCIOMERCATO

Immobile, le voci saudite non si placano: ora spunta l’Al-Ahli

L’Arabia (ri)tenta Ciro Immobile. Dopo che in estate si erano fatte sotto Al Shabab e Al Waeda, senza però riuscire a convincere il capitano della Lazio e il presidente Lotito, adesso è il turno di un’altra squadra araba.Come scrive La Gazzetta dello Sport, si tratta dell’Al-Ahli di Firmino e Mahrez, che sarebbe pronto a mettere sul piatto 35 milioni di euro annui. Addirittura c’è chi – anche nelle settimane scorse – aveva spiegato come il club volesse cedere Firmino che non stava convincendo per investire tutto su Immobile. Che però al momento non pensa al trasferimento, è concentrato sulla Lazio. La questione quindi può essere rimandata in estate.

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DICHIARAZIONI

Fabiani: “Stop agli egoismi, va cambiata la mentalità. Ho punito alcuni giocatori. Il rinnovo va meritato ed Immobile sarà ancora…”

Il direttore sportivo Fabiani ha parlato ai microfoni di Lazio Style:

“Purtroppo di questi momenti in carriera ne ho vissuti tanti. C’è sempre un rimedio, ‘finché c’è vita c’è speranza’. Bisogna cambiare mentalità, essere consapevoli che la Lazio deve essere al centro di tutto e non lasciare spazio ad egoismi personali. Vale dal settore giovanile alla prima squadra.

Sono entrato a far parte della prima squadra un po’ per caso, in realtà dovevo occuparmi solo di Women e Primavera, poi ho preso in carico anche la prima squadra. Da persona umile quale sono, ho riconosciuto i meriti della Lazio dello scorso anno, nonostante per molti quel risultato è stato frutto del caso. Dopo Salerno, che per me era anche una gara particolare, sono intervenuto e dissi ai calciatori: ‘Facciamo finta che io di tecnica non capisco nulla, ricordatevi che però i gruppi li so gestire e ho ottenuto i miei successi in ogni categoria con gruppi solidi e che non si da mai per vinto’. Un po’ quello che sta succedendo alla Primavera. Dopo la partita con l’Atletico mi sono inca**ato e ho punito alcuni giocatori. Quando ho detto questo anche alla prima squadra, composta da professionisti seri, ho rimarcato il metodo: il gruppo viene prima del singolo.

Con Sarri c’è grande sinergia. Alla base, tra Lotito e Sarri stesso, ho trovato un rapporto importante di rispetto reciproco. La rabbia dopo una sconfitta è normale. Conosco Maurizio dalla Nocerina, so che tipo di allenatore sia sotto il piano della preparazione. Migliora tantissimo i suoi calciatori. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino tecnici come Capello, Ancelotti – che ho anche battuto col Messina – e altri mostri, come Marcello Lippi. Ho sempre preso spunto, rubando con gli occhi. Sarri non è inferiore a questi tecnici. Con lo zoccolo duro sono state fatte belle cose, quando è uscito il sorteggio dei gironi dicevano che il nostro fosse facile. Di facile non c’è niente, quando ci siamo qualificati abbiamo mostrato il nostro valore. Anche in coppa Italia.

È mancato l’ardore nell’affrontare le squadre meno importanti e lì abbiamo perso quei 7/8 punti che oggi ci farebbero stare in una posizione di classifica diversa. Oggi il focus è sul campionato. Se rimettiamo lo spirito visto con Atalanta, Torino, ma anche con l’Inter, in classifica risaliamo sicuramente. Basta vedere i volti dopo le sconfitte, i ragazzi ci tengono, anche se qualche voce fuori dal coro l’ho fatta rientrare.

L’analisi si fa a fine anno, come le pagelle a scuola. Questi sono professionisti, non possono sentirsi appagati. Se dovessimo registrare questi atteggiamenti, verrebbe fuori il metodo, oggi non ci sono queste avvisaglie. Preferisco la critica costruttiva ai bravi ragazzi, li preferisco come avversari quelli. Esistono due tipi di calcio: quello giocato e quello mediatico. In quello mediatico ci sguazzo, ma mi occupo di quello giocato. Un calciatore a scadenza da il fritto per riconquistarsi la pagnotta, offre prestazioni all’altezza. Ma sono discorsi del calcio mediatico. Un rinnovo non è scontato, va meritato e va soprattutto discusso tra le parti. Se non dovesse accadere questo, il professionista deve comunque rispettare il precedente accordo. Non è il caso della Lazio, non ho sentito nessuno lamentarsi del suo contratto. Ho letto di Immobile, con lui ho un rapporto da direttore a capitano, oltre per una persona che stimo. Mi ha sempre fatto pensare che vuole chiudere qui la carriera. Anche dopo il calcio giocato e Immobile può dare ancora tanto alla società. La Lazio deve i suoi risultati quasi soprattutto a lui. Sentire i rumors fa parte del calcio mediatico, che a volte dovrebbe prestare attenzione a non mettere malumore, perché poi alla fine siamo uomini. Non siamo impermeabili del tutto, bisogna essere sensibili su alcuni temi. Immobile ama la Lazio e la sua maglia, leggere certe cose mi ferisce.

A volte si fanno girare voci false che sconvolgono anche gli stessi giocatori. Se la Lazio è una meta ambita dai calciatori, non vedo perché poi i calciatori debbano invertire la rotta. Nessuno ha manifestato la voglia di andare via, poi con la rabbia si dicono cose che non si pensano. Immobile sarà ancora il capitano della Lazio. Come vice Immobile abbiamo investito su Castellanos, un ragazzo che sta facendo vedere buone cose. Credo che farà molto bene, così come Isaksen, Guendouzi e Rovella. Una volta collaboravo con una squadra che comprava dalla Lazio, oggi è il contrario. Non si poteva smantellare una squadra che ha fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo fatto un’operazione di rinnovamento prendendo ragazzi giovani ma con esperienza come quelli sopra citati. Abbiamo ampliato la rosa investendo a medio – lungo termine. Tutto ha un inizio e una fine, arriverà il giorno in cui alcuni giocatori smetteranno e dobbiamo essere pronti.”

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Fischi per la classifica, paghiamo l’atteggiamento nelle altre gare. A Empoli con la stessa testa. E non bersagliamo Marusic…” (AUDIO)

Ciro Immobile ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel, analizzando i 90 minuti giocati. Ecco le sue parole: “Questa sconfitta ci fa pensare a ritroso dei punti persi in altre partite, dove non abbiamo messo lo stesso atteggiamento. È un risultato che accettiamo perché l’Inter è una squadra forte, ma noi abbiamo fatto una grande prestazione. Dobbiamo ripartire da questo per andare avanti. Ci mancano i risultati, che aiutano il morale e a farti girare l’episodio verso di te. È giusto che ci ricompattiamo in questo momento difficile”.

LA PRESTAZIONE – “Credo che nel complesso la squadra abbia fatto una partita equilibrata, giusta, cattiva. Poi gli episodi girano o bene o male. Il gesto di Marusic ha cambiato il corso della partita, ma lui in campo ha sempre dato tutto. Non possiamo bersagliarlo per un errore tecnico”.

LA COPPIA CON CASTELLANOS – “Il mister farà le sue scelte, oggi ci ha fatto giocare insieme perché potevamo recuperare la partita. Io e Taty ci stiamo gestendo bene, dobbiamo solo trovare il gol con più continuità. Io a Empoli voglio rivedere la stessa Lazio di questa sera, quello mi basta”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, attacco sveglia c’è la capolista. Zacc: “Dovremo essere semplicemente perfetti”

L’allarme del gol suona senza sosta. Da inizio stagione la Lazio fatica a creare occasioni, fatica a tirare con continuità, fatica a segnare. Immobile potrebbe essere la cura a questa carestia dilagante, un problema endemico che ha colpito tutto l’attacco biancoceleste. Anche stasera contro l’Inter, Sarri si affiderà al capitano per guidare il reparto, per ora non sembrano esserci alternative. Lo stesso Castellanos, apprezzato per temperamento e determinazione, non ha quasi mai visto la porta. Appena un gol realizzato nei 725 minuti avuti a disposizione da quando è arrivato a Roma. Davvero troppo poco, anche per un centravanti di riserva, che poi così riserva non è stato.

L’aggravante del costo elevato per il suo cartellino (19 milioni comprensivi di bonus) ha frenato Sarri nel provare qualcosa di diverso. Di nuovo, anzi di vecchio. Nella passata stagione le partite più spettacolari a livello di gioco espresso erano state quelle con Felipe Anderson falso nueve. Una soluzione adottata solo in caso di emergenza offensiva, ma rivelatasi decisiva dal punto di vista dei gol realizzati. Ne beneficiavano tutti, a cominciare dal brasiliano. Strada poi abbandonata con l’arrivo dell’ex Girona. Ora però serve ritrovare anche i gol degli esterni, come successo a Verona con Zaccagni. «Affrontiamo l’Inter in un momento particolare per noi a livello di risultati, ma siamo convinti che davanti al nostro pubblico faremo una grandissima gara», ha detto al canale ufficiale l’esterno della Nazionale alla vigilia del match contro i nerazzurri. «Avremo di fronte la squadra più forte del campionato, per questo per portare a casa punti servirà la nostra massima prestazione, dovremo essere semplicemente perfetti. La Champions? Sicuramente è una competizione che porta via tante energie fisiche e mentali, però dobbiamo restare concentrati partita dopo partita: sono sicuro che la pausa della Champions League ci darà una grande mano a migliorare in campionato».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Inter consapevole e senza punti deboli. Sarri ed Inzaghi, un difetto in comune. Dubbio Patric” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Le critiche che vengono mosse all’Inzaghi interista sono le stesse che qualcuno gli faceva ai tempi della Lazio, quello di essere molto ancorato al 3-5-2 a prescindere dal momento o dal risultato. La rigidità del modulo ed i cambi già codificati quando arrivano delle ammonizioni sono piccoli difetti di un allenatore che è cresciuto molto. Inzaghi e Sarri non sono amanti del turnover, sono allenatori che danno il meglio utilizzando 15-16 calciatori. Se ne hanno di più qualche piccolo problema di scelta magari lo affrontano.

La consapevolezza dell’ambiente Inter e della squadra di poter fare serenamente risultato a Roma contro la Lazio è dettato dai fatti e dall’evidenza di una squadra che non ha punti deboli.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, settimana Champions: staffetta Ciro-Taty. Patric ancora a rischio, a Madrid torna Vecino

Ciro-Taty, riparte la staffetta nella settimana di Champions. Come riportato da Il Messaggero, l’argentino sembrerebbe favorito rispetto al capitano biancoceleste – che potrebbe riposare in vista della sfida contro l’Inter – per scendere in campo dal primo minuto contro l’Atletico Madrid. Da oggi Castellanos avrà a disposizione due allenamenti per convincere il tecnico della Lazio che, intanto, rischia di non avere a disposizione Patric (oltre che Romagnoli) e spera che l’occhio di Marusic non abbia ripercussioni. In cabina di regia tornerà Vecino (Rovella sarà squalificato per Madrid).

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SERIE A

Hellas-Lazio 1-1, il tabellino

Serie A TIM | 15ª giornata

Sabato 9 dicembre 2023, ore 15:00

Stadio Marcantonio Bentegodi, Verona

HELLAS VERONA-LAZIO 1-1

Marcatori: 23` Zaccagni (L), 70` Henry (H)

HELLAS VERONA (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Coppola (87` Magnani), Amione, Terracciano; Duda, Serdar (46` Lazovic); Suslov (76` Mboula), Folorunsho (57` Hongla), Ngonge; Djuric (57` Henry).

A disp.: Berardi, Perilli, Doig, Kallon, Saponara, Cabal, Charly`s, Bonazzoli.

All.: Marco Baroni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Gila, Marusic (29` Hysaj) (85` Pellegrini)  ; Guendouzi (85` Vecino), Rovella, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile (71` Castellanos), Zaccagni (71` Pedro).

A disp.: Sepe, Mandas, Kamada, Gonzalez, Basic, Cataldi, Ruggeri, Sana Fernandes.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro. Giovanni Ayroldi (sez. di Molfetta)

Assistenti: Rocca-Cipriani

IV ufficiale: Tremolada 

V.A.R.: Paterno 

A.V.A.R.: Di Vuolo 

NOTE. Ammoniti: 15` Duda (H), Marusic (L), 63` Hysaj (L), 82` Felipe Anderson (L), 90`+4` Pedro (L)

Espulsi: 77` Duda (H) per doppia ammonizione

Recupero: 2` pt

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RASSEGNA STAMPA

Immobile guida il tentativo di rimonta: a due gol dal gota della serie A, ma servono più palloni giocabili

Immobile, sempre aperta la caccia ai 200 gol in Serie A (gliene mancano due), sarebbe l’ottavo nella storia a riuscirci dopo Piola, Totti, Nordahl, Altafini, Meazza, Di Natale e Baggio. A riportarlo è Il Corriere dello Sport.

Dopo un inizio zoppicante, pieno di polemiche e soprattutto di pochi gol, il numero 17 si è ripreso la Lazio. E l’ha fatto nel giro di ‘soli’ 36 giorni: dal 30 ottobre al 5 dicembre ha segnato cinque volte tra campionato e Champions, spesso decidendo sfide pesanti. In Serie A non trova la rete su azione dalla prima giornata contro il Lecce, ma è anche vero che gli stanno mancando palloni giocabili. Ne riceve in media 18 a partita (228 in 14 giornate): in questa statistica è dietro a Lukaku (20), Thuram (21), Zirkzee (23) e Lautaro (25).

Adesso però c’è da archiviare la pratica Verona, che non sarà sicuramente facile da affrontare. È una delle vittime preferite di Ciro Immobile, che ha messo a segno ben 10 gol totali contro gli scaligeri: meglio di lui ha fatto solo Batistuta (11). Come se non bastasse, il bomber di Torre Annunziata si prepara a entrare ancora una volta nella storia della Lazio. Con la partita di oggi al Bentegodi, salirà a quota 253 presenze eguagliando Stefano Mauri nella top-10 dei calciatori biancocelesti più presenti. Un altro traguardo per il capitano, che ormai è abituato a questi continui riconoscimenti.p

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CURIOSITA'

Immobile e la confessione in tv: “C’è una partita che vorrei giocare”

Ciro Immobile grande protagonista su Rai 2 nel programma “Boomerissima”. Canta, balla, gioca a calcio. Ciro fa lo showman spalleggiato dalla moglie Jessica. Poi la presentatrice Alessia Marcuzzi chiede: “Se tu potessi tornare indietro con la macchina del tempo ad una partita, in quale andresti?”. Subito la risposta del bomber: “La finale Coppa del Mondo del 2006”. Una partita mitica che ha regalato il Mondiale all’Italia allenata da Marcello Lippi. “Questo è un Pallone d’Oro. Magari averne uno a casa, vabbè ma ho la Scarpa d’Oro”. Mitica anche quella, vinta nel 2020 con il record di gol nei maggiori campionati europei. Ciro anche in tv va forte.