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RASSEGNA STAMPA

Mancini non cambia: Immobile a giugno in Nazionale. Atteso confronto per un sì condiviso

Ciro Immobile non si tira indietro e non ha intenzione per ora di mollare la Nazionale. Dall’altra parte, Mancini non ha mai pensato di scaricarlo e continuerà, almeno nell’immediato e salvo presa di posizione contraria, a convocarlo. Questa la notizia riportata oggi dal Corriere dello Sport. Per il ct – si legge – il dubbio su chi potrebbe giocare ad oggi al posto di Immobile (Belotti, Scamacca e Raspadori, ndr) non si pone, è questo il suo ragionamento.

Colloquio in vista. Mancini ha intenzione di confrontarsi con Ciro per sondarne l’umore, forse parleranno prima della chiusura del campionato e in tempo utile a preparare la lista per la finale di Supercoppa con l’Argentina (1 giugno) e per la Nations League, altre quattro partite di livello, di cui due con la Germania, più la rivincita con l’Inghilterra e l’Ungheria. Per quanto i prossimi impegni non possano avere la stessa valenza delle qualificazioni fallite a Qatar 2022, l’Italia non potrà ripartire male, pena un drastico ridimensionamento nel ranking Fifa, decisivo in funzione del sorteggio di ottobre per l’Europeo 2024.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “La lezione del derby per il momento è servita. Bravo Ciro che zittisce i chiacchieroni” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’!

Non è scritto da nessuna parte che una piccola perda con una squadra più forte. L’Italia con la Macedonia è un esempio calzante. La Lazio ha giocato molto bene, ha sfruttato molto le fasce laterali, ha preso subito in mano il gioco. Ciro è tornato al gol, così ha zittito tanti chiacchieroni che sono in giro. La Lazio ha vinto meritatamente, ha fatto davvero una bella partita. Marusic ha fatto un grande gol, tecnico e potenza fisica. Quando vedo giocare la Lazio, da tecnico la prima cosa che mi viene in mente è come riesce a trovare spunti sulle corsie esterne. Bene anche nell’atteggiamento, la lezione del derby per il momento è servita“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Piscedda: “Partita senza storia, Immobile? Uno che segna due gol a partita…” (AUDIO)

“E’ andata come previsto, non c’è stata partita. La Lazio poteva fare anche più gol, il Genoa si giocherà la salvezza col Cagliari. Credo che il Grifone abbia i punti che merita, mi dispiace solo per il loro pubblico, che non è certo da retrocessione. Blessin dice che la Lazio ha giocato solo di contropiede? Pensa se avesse giocato veramente, allora. La Lazio ha interpretato bene la partita, ha saputo gestire i momenti e poteva tranquillamente vincere con uno scarto maggiore. Sono rimasto perplesso dal mancato impiego di Destro, che rimane comunque superiore a Piccoli. A tratti sembra una squadra allo sbando. Immobile? Uno che segna di media due gol a partita, si difende da solo (riguardo la Nazaionale, ndr). Tre gol con qualche minima complicità da parte di Sirigu”.

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Lazio, Immobile nella top 10 dei cannonieri italiani più prolifici di sempre

Su Il Giornale si dà spazio ai numeri di Immobile. Stravince la Lazio, che passa 4-1 a Genova, in casa dei rossoblù, ed è sesta. Decisiva la tripletta di Immobile, capocannoniere della Serie A (a +2 da Vlahovic) che, superato Boniperti, con 179 gol è entrato nella top 10 dei migliori marcatori italiani della storia del nostro campionato (è quattordicesimo contanti anche gli stranieri).

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DICHIARAZIONI

Immobile, hat-trick per la storia (superato Boniperti) e le cattiverie: “Non mi tiro mai indietro. Sarri mi ha detto di restare come sono” (AUDIO)

Al fischio finale di Genoa-Lazio, ai microfoni di Sky ha parlato Ciro Immobile, autore di una tripletta nella sfida: “Le critiche fanno parte di questo sport, ma restano critiche. Quando si inventano cattiverie non mi piace e mi butto giù. Sono dispiaciuto per il derby e per il Mondiale, ma ho le stesse responsabilità degli altri e del gruppo che ha fallito. Le responsabilità sono di tutti, non si deve puntare il dito contro qualcuno”.

Cosa hai detto a Sarri?
“Che non mi tiro mai indietro, nella mia carriera è sempre stato così. Punto a finire bene il campionato, poi vedremo”.

Quanto vuoi scalare la classifica marcatori?
“È bello. Vlahovic sta facendo un grande campionato, è molto difficile. Il mister e i compagni mi aiutano ed è così da quando sono qui. Il merito è loro, e della mia famiglia che mi è sempre vicina”.

Quanto è importante raggiungere il quinto posto?
“È uno step che ci serve, ora esprimiamo il gioco che vuole Sarri. Ci stiamo divertendo e si sta divertendo anche la gente. Con Sarri abbiamo passato una settimana a parlare e mi ha detto di non diventare diverso da quello che sono. Dedico i gol alla mia famiglia”.

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SERIE A

Immobile trascina la Lazio, Genova espugnata: colpo corsaro per l’Europa

Seconda vittoria consecutiva per la Lazio che dimostra di essersi messa alle spalle il derby perso contro la Roma. La squadra di Maurizio Sarri ha battuto 4-1 il Genoa di Blessin grazie ad una tripletta di Ciro Immobile e alla rete iniziale di Adam Marusic. Per il Grifone un’autogol di Patric propiziata da Amiri.

Le scelte
Alexander Blessin schiera Piccoli dal primo minuto con Melegoni, Amiri e Portanova larghi ad innescare l’ex Atalanta. In difesa Vasquez torna largo a sinistra con Ostigard e Maksimovic al centro e Hefti a destra a completare il pacchetto arretrato a protezione della porta di Sirigu. A centrocampo al posto di Sturaro c’è Galdames al fianco di Badelj. Maurizio Sarri invece schiera dal primo minuto Luis Alberto a centrocampo con Lucas Leiva e Milinkovic-Savic mentre in difesa, davanti a Strakosha spazio al quartetto formato da Lazzari, Patric, Aecerbu e Marusic con Hysaj in panchina. In attacco il tridente formato da Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni.

Marusic apre, Immobile chiude
Il Genoa parte subito con tanta intensità ma è della Lazio il primo guizzo con Immobile che calcia dalla distanza mettendo di poco sul fondo. Al decimo minuto ancora ospiti in avanti con Acerbi che stacca di testa sugli sviluppi di un corner ma il difensore biancoceleste non riesce a deviare il pallone verso la porta di Sirigu. La risposta rossoblu però non si fa attendere e arriva con una grande incornata di Ostigard salvata da Strakosha in corner con un bel tuffo. Dieci giri di lancette più tardi è Amiri a scaldare i guantoni del numero 1 ospite con una bella conclusione. Sul capovolgimento di fronte Luis Alberto prova il destro dalla distanza trovando però la sicura parata di Sirigu che inchioda il pallone a terra. Al 27’ Piccoli si dirige verso l’area di rigore e cade in area in seguito al contrasto con Acerbi, il direttore di gara fa proseguire fra le proteste rossoblu. Sul capovolgimento di fronte, Marusic è autore di una bella discesa e con una conclusione a giro supera Sirigu. Il raddoppio biancoceleste arriva nel recupero del primo tempo con Immobile che lascia partire un diagonale che non lascia scampo a Sirigu.

Immobile-show
La ripresa si apre con una conclusione dalla distanza di Felipe Anderson su cui Sirigu vola a deviare in calcio d’angolo. Ritmi intensi in questo inizio di frazione con Amiri che calcia dalla distanza trovando la risposta sicura di Strakosha e Zaccagni che calcia a giro dall’interno dell’area ma sul fondo. I biancocelesti prendono il largo poi con Ciro Immobile, abile a sfruttare un’indecisione fra Sirigu e Maksimovic e a realizzare la rete del tris. Il Genoa però prova a tornare in partita con un traversone di Amiri deviato nella sua porta da Patric che vale l’1-3 ma poco dopo la mezz’ora di gioco un errore di Maksimovic spiana la strada per il 4-1 di Immobile che si porta il pallone a casa. tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Ricarica Ciro, per riprendere la scalata dove è iniziata

Come riportato dal Corriere dello SportImmobile si è ricaricato a dovere, metabolizzando le delusioni accumulate nell’ultimo mese e in cui, guarda caso, non è riuscito a segnare. L’ultimo gol, realizzato con il Venezia, risale al 14 marzo. Le tensioni emotive erano ancora evidenti di fronte al Sassuolo. Sarri lo ha difeso e protetto, sottolineando l’apporto in costruzione. «Siamo noi la tua Lazionale» recitava lo striscione esposto dai tifosi allo stadio Olimpico. Lo hanno sostenuto l’affetto della famiglia e il sostegno in blocco del popolo biancoceleste, non solo Sarri, che al suo posto lascerebbe la maglia azzurra come ha spiegato senza tanti giri di parole. La trasferta di Genova cade a proposito per rinfrescare i suoi numeri, troppe volte trascurati. E’ lo stadio in cui Immobile ha segnato, dieci anni fa, il suo primo gol in Serie A il 26 agosto 2012. Non andò benissimo quella stagione, condizionata dal triplice cambio di allenatore (Delneri e Ballardini dopo De Canio). Ciro si fermò a 5 reti in 33 presenze, ma basterebbe ricordare dov’è arrivato per comprenderne il percorso. 

Ora sono 176 (144 con la Lazio) e non si è preso solo il record laziale di Piola ma è salito al quattordicesimo posto nella classifica all time dei marcatori del campionato italiano, gliene mancano 2 per agganciare una leggenda come Boniperti. Una scalata impressionante, perché Immobile ha impiegato meno del decennio considerato dal debutto in Serie A: durante lo stesso arco temporale ha trascorso una stagione in Bundesliga con il Borussia Dortmund e altri sei mesi nella Liga con il Siviglia, altrimenti si ritroverebbe ancora più avanti. Tra tanti dubbi, dentro un’estate che porterà la Lazio verso interventi strutturali e una ricostruzione profonda, c’è un punto fermo da cui ripartire: i gol di Immobile, capitano senza scadenza di contratto. Corrieredellosport.it

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‘NMM’ – Dalla Palma: “17 punti per l’Europa. Sarri? E’ la resa dei conti, senza rinnovo inutile andare avanti” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma a ‘NMM’


LAZIO-SASSUOLO


“Contro il Sassuolo era importantissimo vincere per ripartire, sotto ogni punto di vista. Ho visto un’ottima Lazio, forse una delle migliori della stagione. Peccato per Immobile, se fosse stato in altre condizioni avrebbe potuto fare molti gol contro i nervoderi. Dopo il derby perso e dopo esser diventato – senza ragione – il capro espiatorio della situazione, ha pagato lo scotto. Ora sono 7 le partite alla fine, la Lazio si gioca tutto. Sono convinto che entrare in Europa – anche nella Conference – sia necessario anche per avere un appeal diverso agli occhi del calciatori, oltre che per le casse del club. Non penso che i giocatori che andranno via mollino di colpo. Il giocatore di livello resta al alti livelli, come ha fatto vedere Dybala con la Juve, Kessie col Milan o Insigne col Napoli. Non li vedo demotivati o pronti a far qualcosa di meno. Ci sono anche dei premi legati al raggiungimento degli obiettivi”.


IL GENOA E IL RUSH FINALE


“Milan e Juve sono gli scogli più grandi nelle ultime gare. I precedenti contro le big non sono di buon auspicio, è vero però che questa è un’altra Lazio e che anche le big a volte perdono i punti. Lo ha dimostrato il Milan ieri sera, tanto per fare un esempio. Il Genoa? Nelle ultime partite ha pareggiato molto spesso, segnando solo due gol nelle ultime sette partite vincendo una volta, prima della sconfitta di ieri. Ha una ottima organizzazione difensiva, davanti poca qualità. La Lazio deve fare il suo, domenica, perché bisogna prendere almeno 16-17 punti sui 21 disponibili per puntare seriamente al quinto posto. Consideriamo sempre la gara da recuperare della Dea”.

SARRI, LA SETTIMANA DELL’ INCONTRO


Ora siamo alla resa dei conti, posso accettare un rifiuto di Sarri per sua scelta, non che la Lazio torni sui suoi passi dopo aver sbandierato la volontà di rinnovare. Non c’è niente di meglio che affrontare queste ultime giornate con l’ufficialità del rinnovo di Sarri. Questo darebbe un segnale forte, di programmazione, di voglia di andare avanti insieme. Senza intesa e rinnovo, credo che non serva niente fare il prossimo anno con questo tecnico. Perché rifare la squadra su indicazioni di un tecnico destinato a lasciare? Non ne vedo veramente il senso. Serve invece programmare, serve che Sarri sia al centro del progetto e legittimato da un impegno a lungo termine. A lui Roma piace, l’ambiente idem. Vuole costruire qualcosa di ‘suo’, il contrario di ciò che è successo a gennaio. Ambizione e qualche sacrificio per Lotito andando avanti con Sarri, altrimenti sarà ridimensionamento con un tecnico con meno ambizioni. Resto convinto che si possa andare avanti e costruire qualcosa di importante”.

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INDISCREZIONI

Flop Cabral, per il “vice Immobile” ora spunta Onuachu

La ricerca di un vice-Immobile è stata il grande tema del calciomercato di gennaio. Un tema che, risolto in inverno con l’arrivo di Jovane Cabral (non esattamente una prima punta) si riproporrà in estate. A riguardo, la Lazio avrebbe posato le sue attenzioni in Belgio; in particolare al Genk, dove si sta mettendo in luce il talento di Paul Onuachu.

Occhi su Onuachu del Genk

Nazionalità nigeriana, 27 anni, 2.02 metri d’altezza e 19 gol, conditi da tre assist, in appena 28 partite di Jupiler League belga. Questo è il biglietto da visita di Paul Onuachu, attaccante del Genk che pare aver incuriosito la Lazio. La scorsa estate – come riportato da Il Corriere dello Sport – furono ArsenalMilan Inter a mettere gli occhi sul profilo del giocatore, anche se alla fine non se ne fece nulla. Ora la sua valutazione si aggira intorno ai 15 milioni di euro, ma di vera e propria trattativa non si può ancora parlare: si tratta solamente di un’indiscrezione. Infatti, l’unica cosa certa al momento rimane che Maurizio Sarri necessita di un vice-Immobile e la società capitolina in estate proverà ad accontentarlo.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, Marassi per tornare a sorridere. E Lotito gli sussurra: “Criticano te per colpire me”

Fuori è ancora buio. Così scuro in volto, Immobile, nessuno lo aveva mai visto all’uscita dall’Olimpico. Nonostante l’inno, il premio, i cori e gli striscioni di incitamento. Sabato spaesato in campo, impreciso sotto porta, anche nelle occasioni da gol più elementari contro il Sassuolo. Sarri ha sdrammatizzato, ma oggi tornerà a Formello in versione psicologo. Ci aveva parlato subito dopo il ritorno da Coverciano, era convinto che il bomber si potesse riprendere subito. Invece le critiche per la disfatta della Nazionale hanno colpito. Ciro è ancora sotto le macerie azzurre lasciate dalla Macedonia del Nord. Deve rialzarsi subito: «Sei la Scarpa d’oro, la leggenda della Lazio. Colpiscono te per colpire me», gli ha sussurrato Lotito all’orecchio sabato, alla cena di Pasqua all’Olimpico. Lì dove ha segnato di più (81 reti, l’ultima col Venezia su rigore), nelle ultime due gare è rimasto a digiuno. A fine derby, in particolare, era furioso e sconsolato. Vergognato, aveva riportato tutta la squadra dentro lo spogliatoio. Quel 20 marzo, la sera era partito da Roma tutto solo, sperando di consolarsi in azzurro. Invece, è sprofondato, è diventato Ciro espiatorio. 

IL PRIMO STADIO

C’è un pensiero che continua a tormentarlo: dire addio all’Italia oppure no. Chi gli è più vicino, non ha nessun dubbio. Anche Immobile è orientato a tirarsi indietro, ma la verità è che ci tiene troppo all’azzurro. Ora però deve mettere da parte questo discorso, ci ripenserà a giugno. In primis, a 32 anni ha bisogno di ritrovare se stesso. Magari può servigli proprio un tuffo nel passato. Marassi e il Genoa rappresentano le origini, in trasferta il primo dei 176 gol nel campionato italiano. Tutti i laziali vogliono tornare a urlare “clamoroso in tutti gli stadi”, segna sempre lui, Ciro. Ha già colpito in 26 impianti italiani, tutti di serie A, da quel 26 agosto 2012 a oggi. Dicevamo, 81 centri all’Olimpico di Roma, 17 all’Olimpico di Torino. Seguono il Ferraris di Genova (15 gol), il Bentegodi di Verona (9), il Mazza di Ferrara (5), il Meazza di Milano (5), il Mapei di Reggio Emilia (4), la Dacia Arena di Udine (4), il Dall’Ara di Bologna (4), l’Allianz di Torino (3), il Maradona di Napoli (3), il Franchi di Firenze (3) e la Sardegna Arena (3) di Cagliari. Due timbri al Rigamonti di Brescia, all’Arechi di Salerno, al Castellani di Empoli, al Vigorito di Benevento, al Tardini di Parma, al Gewiss Stadium di Bergamo, allo Scida di Crotone e al Barbera di Palermo. Dove, brutto scherzo del destino, è ripiombato nell’incubo azzurro. 

IL CAPOCANNONIERE

In Sicilia però Immobile ha colpito anche al Massimino di Catania, proprio nel vecchio Cibali, all’Adriatico di Pescara, al Sant’Elia (quando il Cagliari giocava lì), al Manuzzi di Cesena e al Picchi di Livorno. C’è un solo giocatore in attività che ha segnato in più stadi di Ciro, è Quagliarella, in gol su 28. Ma c’è un altro record su cui Ciro può battere subito il conterraneo: gli mancano 4 reti in A per eguagliarlo e diventare il bomber più prolifico in attività del campionato. Immobile è ancora il capocannoniere di questa Serie A a quota 21 timbri perché anche Vlahovic è fermo. Domenica si gioca all’ora di pranzo. Fuori sarà giorno. Il Messaggero