La formazione che abbiamo visto in campo sabato… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La formazione che abbiamo visto in campo sabato era la stessa che aveva provato il giorno prima a cui non abbiamo creduto completamente e abbiamo fatto male. Ecco perché oggi sui giornali trovate la formazione che ha provato ieri. Poi ovviamente vedremo se sarà così.
Anderson ha regalato un meraviglioso assist a Castellanos che purtroppo l’argentino ha sprecato calciando sull’esterno della rete. La Lazio sta trattando ancora il rinnovo col giocatore brasiliano, ma ancora non c’è convergenza da nessuna delle due parti che sembrano ferme sulle loro posizioni.
Questa estate è stato commesso un grave errore con il prolungamento di contratto a quelle cifre di Luis Alberto. La Lazio fa bene a tirare sul prezzo del rinnovo di Anderson, ma poi dovrà prendere una decisione. Anderson è molto legato alla Lazio e vorrebbe rimanere, ma vedremo.
Stasera giocheranno Vecino e Guendouzi e vedendo la designazione arbitrale mi preoccupa molto quel Di Paola al VAR che fece malissimo in Lazio-Milan non correggendo Di Bello nelle molte circostanze in cui ha sbagliato come il rigore su Castellanos, l’espulsione di Guendouzi e il fallo su Immobile in occasione del gol del Milan.
In difesa penso che si andrà verso Patric titolare con Casale in panca anche per questione di mero turnover”.
Vittoria meritata sabato contro la Juve… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Vittoria meritata sabato contro la Juve, c’è stata solo una squadra. Ma anche grazie alla pochezza della Juventus. A memoria non ho ricordo di una Juve di tale pochezza dal punto di vista tecnico.
Abbiamo visto che il calcio non è scienza e che in 10 giorni un allenatore può rivoluzionare una squadra e cambiarle completamente l’assetto. Poi la vittoria dà morale e aiuta l’allenatore a lavorare meglio nel prosieguo della stagione.
Mi sono piaciute le parole di Tudor che dice che ha dato gli input e poi devono essere i giocatori che devono trovare spazio e giocate in campo. Se si è troppo ordinati e schematici è più facile per gli avversari trovare contromisure.
Tra l’altro la Lazio finalmente è stata molto pericolosa tutta la partita e ha tirato molte volte in porta. Ho notato tra l’altro che non ci sono state marcature a uomo in tutto il campo, ma i calciatori sono rimasti nelle loro zone di competenza.
Stasera tutto l’ambiente spingerà per portare la Juventus a giocarsi una finale e quindi spero che la partita di andata possa rimanere aperta a quella di ritorno.
Se Marusic non avesse segnato quel gol al 93′ oggi staremmo senz’altro a parlare di quel rigore allucinante non dato e che il VAR avrebbe dovuto segnalare all’arbitro”.
La cosa che mi piace di più è che Tudor… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La cosa che mi piace di più è che Tudor abbia la voglia di coinvolgere tutti nel suo progetto, cosa che prima Inzaghi e poi Sarri non hanno mai fatto o fatto poco. Mi è piaciuta la coppia Cataldi-Kamada davanti alla difesa e credo che stasera si andrà verso la formazione che più ha in mente Tudor.
Dal punto di vista tattico era un 4-4-2 in fase difensiva, ma con molte licenze di attaccare per tutti, poi Tudor ci riprende sempre quando parliamo di tattica e moduli, perché per lui il calcio è altro che non solo numeri.
Stasera la Juventus sarà un’altra squadra perché in campo ci saranno 5 giocatori che sabato non c’erano e che sono tutti titolari. In più giocheranno con la difesa a tre che è a loro più congeniale.
Dopo la partita persa contro l’Inter nello spogliatoio bianconero si è spenta la fiamma e hanno bisogno di un nuovo obiettivo per rivitalizzarsi. Indubbiamente in campionato stanno rischiando di perdere la Champions, ecco perché mi aspetto una reazione da parte loro.
Questa sera ci saranno 1.400 tifosi della Lazio allo Stadium.
Gila mi è piaciuto molto e su Kean ha fatto un recupero alla Nesta rischiando tanto, ma con grande autostima e convinzione. Stasera dovrà tenere Vlahovic e vedremo come si comporterà. Mi è piaciuto molto anche Romagnoli che si è adattato subito alla difesa a tre, così come Casale”.
Non solo Lazio-Juventus. Fra pochi giorni ci sarà anche Juventus-Lazio, l’andata della semifinale di Coppa Italia 2023-24. Di seguito numeri e curiosità.
● La Juventus è la squadra che la Lazio ha affrontato più volte in Coppa Italia (25); i biancocelesti hanno perso 10 sfide contro i bianconeri in Coppa Italia, contro nessuna squadra hanno subito più sconfitte nel torneo (10 anche contro la Roma) – completano il quadro otto successi dei capitolini e sette pareggi. ● La Juventus ha vinto tutte le ultime quattro sfide contro la Lazio in Coppa Italia, solo contro il Genoa i bianconeri hanno una serie aperta più lunga di successi consecutivi nel torneo sei). ● La Juventus ha mantenuto la porta inviolata nelle ultime tre partite contro la Lazio in Coppa Italia, i bianconeri potrebbero registrare quattro clean sheet di fila contro i biancocelesti per la prima volta nel torneo. ● Juventus e Lazio si affrontano in semifinale per la settima volta nella storia della Coppa Italia: in quattro delle precedenti sei occasioni, i biancocelesti hanno superato questo turno, incluse tutte le tre più recenti (2012/13, 2008/09 e 1997/98). ● La Juventus ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia in cinque stagioni consecutive per la seconda volta nella sua storia, dopo le cinque tra il 1957/58 e il 1961/62. ● La Juventus è rimasta imbattuta nelle ultime 22 partite casalinghe di Coppa Italia (19V, 3N), già striscia record per il club bianconero nel torneo – la sua ultima sconfitta in gare interne risale al 5 marzo 2015 (1-2 contro la Fiorentina con doppietta di Mohamed Salah). ● La Lazio ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia per la prima volta dal 2018/19; i biancolesti hanno registrato ben sei clean sheet nelle ultime sette sfide in semifinale nel torneo, non subendo gol in alcuna delle ultime quattro. ● La Lazio ha perso tutte le ultime quattro trasferte di Coppa Italia e non ha mai subito cinque sconfitte fuori casa di fila nella sua storia nel torneo. ● Dal suo arrivo in Italia Dusan Vlahovic ha segnato sei reti in otto sfide contro la Lazio tra tutte le competizioni (inclusa una doppietta casalinga lo scorso 16 settembre in campionato), contro nessuna squadra ha realizzato più gol (a quota sei anche Bologna, Salernitana e Sassuolo). ● Tra i giocatori ancora in attività, solo Paulo Dybala (13) ha segnato più gol di Ciro Immobile (12) in Coppa Italia – a quota 12 anche Krzysztof Piatek – subito dietro a loro troviamo Federico Chiesa (10).
Il direttore responsabile del sito ilbianconero.com, Cristiano Corbo, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per presentare Lazio-Juventus.
“La gara di oggi sarà molto diversa da quella dell’andata. Allora la Juventus viveva un momento positivo, c’erano risultati importanti e soprattutto c’era un gioco. La Lazio veniva da un secondo posto. Entrambe invece stanno vivendo una stagione al di sotto delle aspettative”.
“Il futuro della panchina bianconera? In società continuano a ribadire che sarà Allegri l’allenatore. Io credo che invece, a fine stagione, le parti si incontreranno e metteranno un punto. Motta alla Continassa? Non lo escludo, anche perché il contratto del tecnico brasiliano peserebbe molto meno rispetto a quello attuale (Allegri guadagna circa 7 milioni netti l’anno, ndr)”.
“Contro la Lazio stasera la formazione è quasi scontata. Davanti a Szczesny i tre centrali saranno Gatti, Bremer e Danilo. Sulle fasce a mio avviso giocheranno De Sciglio a destra e Cambiaso a sinistra. A centrocampo non si cambia: Locatelli in regia con McKennie e Rabiot interni. In attacco Kean e Chiesa. Yildiz credo verrà schierato martedì in Coppa Italia con il rientrante Vlahovic”.
“Il mercato della Juventus ha già indicato alcune priorità. Yildiz non sarà ceduto, diversamente da Soule. L’argentino alla Lazio nel 3-4-2-1 di Tudor? Potrebbe giocare trequarti partendo dalla destra. Il mancino ha detto di voler giocare con continuità, cosa che la Juve non potrebbe garantirgli. Senza parlare di Felipe Anderson, tra le due società ci sono buoni rapporti e in tal senso penso anche all’interesse bianconero per Zaccagni”.
Attesi 55mila spettatori oggi pomeriggio all’Olimpico per la prima uscita della nuova Lazio di Igor Tudor contro la Juventus. C’è curiosità e voglia di rilancio tra i tifosi biancocelesti. Non solo, venduti 13mila biglietti (da ieri partita la vendita libera) per il settore Ospiti nel derby di sabato prossimo.
Il tecnico della Lazio, Igor Tudor, presenta in conferenza stampa a Formello la gara di domani contro la Juventus:
Che segnali ha avuto dalla squadra? Come sono tornati i nazionali? “Sono tornati tutti senza acciacchi e questo è importanti. Il problema è che sono arrivati tardi e abbiamo lavorato poco. Con gli altri abbiamo lavorato bene in 6-7 allenamenti. I ragazzi hanno avuto la giusta applicazione e voglia. La squadra deve essere lo specchio dell’allenatore, ci vuole però tempo e pazienza per trasformare questa Lazio. Sono qui da poco. Ci provo a farlo in fretta, ma non sarà perfetta la squadra, ma lavoreremo”.
Emozionato e teso per il suo debutto? “Sono sempre positive le sensazioni, nello sport si pensa sempre alla sfida, di poter vincere. Lo sport è gioia. Lo stadio pieno? Sarà bello, ci saranno molte motivazioni, ma va preparata nel modo giusto sotto ogni punto di vista. Penso a preparare la squadra e non alle emozioni”.
Cosa ha rappresentato per lei la Juventus? “Non credo al destino che affronto subito la Juventus. Ho trascorso lì 7-8 anni, nel periodo in cui si costruisce la persona. Sono grato alla Juventus. Ho avuto compagni e dirigenti che mi hanno fatto diventare quello che sono ora, soprattutto per la cultura del lavoro”.
La profonda differenza con Sarri è il modo di difendere. Prima era la palla il riferimento, con lei diventa l’uomo. Lo fa subito questo passaggio? “Ci sono due cose che penalizzano questo cambio. Sono tre anni che la Lazio lavora in questa maniera e poi c’è stato Sarri che è un allenatore forte. Bisogna essere intelligenti. Il modulo è importante ma non come molti pensano. Magari parti con un modulo, ma poi diventa un altro schema. La difesa a tre? Lo vedrete tra poco, vedremo domani”.
Ha già in mente una squadra tipo o cambierà molti giocatori nelle prossime partite ravvicinati? “È una situazione particolare, dovranno giocare per forza tutti. È la prima partita, dopo le nazionali, e poi ci sono due partite in 4 giorni. I 5 cambi sono importanti. Io anche devo capire la squadra, una cosa sono gli allenamenti, un’altra le partite. Devo valutare i giocatori che possono migliorare e che possono seguire il tuo calcio. Poi bisogna vincere, c’è da fare bene da subito, serve essere tosti e con la qualità giusta”.
Possono servire dirigenti per fare da raccordo tra squadra e proprietà? Una figura alla Peruzzi… “Non è per me questa domanda. Non abbiamo parlato con la squadra del passato, ci siamo messi subito a lavorare”.
Sui social si è discusso molto su Immobile in Nazionale. Ne ha parlato con Ciro? “Non leggo i social e i giornali, sarebbe un suicidio. Io penso a lavorare, sia quando vanno bene le cose che quando vanno male. Ciro ci ho parlato due volte anche su questo argomento, l’ho visto molto motivato. Penso che lui ci tenga alla Nazionale, dipende solo da lui in questi due mesi. Ha sempre segnato, penso che li farà ancora. Ci conto tanto, è un ragazzo con qualità non solo calcistiche ma anche umane. Lo conosco, sono convinto che saranno due mesi importanti”.
Si affiderà allo zoccolo duro? “C’è sempre rispetto per passato, ma non si vive di passato. Il calcio è crudele. Noi dobbiamo vincere, conta la squadra”.
La posizione di Kamada? “Lui in Germania giocava sia davanti che dietro, è un giocatore completo, ha corsa e qualità di gioco. Penso che, se devo essere sincero, è più adatto a questo calcio rispetto a quello precedente. Non è pulitissimo tecnicamente, ma ha altre doti che a me piacciono tanto. Ha la mentalità giusta e poi ha gol, una dote che fa la differenza. L’ho visto anche bello allegro e voglioso, vedremo in campo”.
Come sta Lazzari? Può giocare con Pellegrini o Felipe Anderson? “Lo vediamo oggi, ha avuto un problemino piccolo. L’equilibrio è sia offensivo che difensivo. Servono sempre giocatori con gol, ma anche che facciano la fase difensiva. Poi si sceglie in base all’avversario e alla partita. A me piace attaccare, ma non prendere gol. Felipe Anderson a tutta fascia? Ah c’è già un sistema di gioco? Non lo ho provato, non so questa domanda. Ma lui è molto disponibile, ha gamba e qualità. Lei è convinto che giocheremo con la difesa a 3, magari non è quella”.
Dal punto di vista umano, che spogliatoio ha trovato? “Sono vogliosi e molto orgogliosi. Non sono giocatori da nono posto, vogliono riscattarsi. In 10 giorni sono tutti perfetti perché c’è il nuovo allenatore, con il tempo però capiremo meglio. La gente vera si vede più avanti, nelle battaglia, quando non gioca o deve subentrare”.
Come ha trovato la Lazio dal punto di vista fisico? “Vedremo domani se sarà in grato di esaudire le mie richieste. Nei dati fisici, la Lazio è sempre stata in alto. Abbiamo parlato tanto di questo, è un argomento importante, sono le distanze che saranno diverse. Dovranno fare corse diverse, ma anche delle similitudini perché Sarri voleva andare a prendere la palla su, la stessa cosa che voglio io”.
Marusic o Hysaj possono giocare nel terzetto difensivo? “Tutto è ipotetico. Se non voglio dirti una cosa, posso non rispondere (ride, ndr). Patric è tornato, mi è sempre piaciuto da fuori, può essere un giocatore per me. Mi piace come difende anche a campo aperto”.
La Lazio segna poco di testa, al contrario delle sue squadre del passato… “Sì, ogni squadra ha caratteristiche diverse. Serve però la cattiveria per fare gol, questo fa la differenza”.
È riuscito a trasferire la sua mentalità vincente? “Se un allenatore ci riesce in 5 allenamenti è un mago (ride, ndr)”.
Sono tre partite decisive, si gioca tutto la Lazio… “Non esistono partite della vita, è tutta un’esagerazione, è tutto fumo. Sono partite. A me interessa la squadra, prepararla bene, oggi voglio caricarla. Questo appartiene a me. Il resto è tutto fumo”.