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Senza Ciro i numeri spaventano. Ma con Sarri le cose sono migliorate

Sarri avrebbe preso Raspadori, ma servivano 30 milioni sul tavolo. Oltretutto Immobile non ha mai gradito vice che potessero ostacolare il suo rendimento. Aveva indicato Caputo, la Lazio ha detto no. Adesso però è inutile guardare al passato, anche se i numeri senza Immobile fanno tremare per il prossimo mese di fuoco.

Dal suo sbarco nel 2016, Ciro ha saltato appena 20 partite (su 235) di campionato. La Lazio ne ha vinte solo 6, ne ha pareggiate 7 e ne ha perse altrettante. Il conto, considerando Europa League e Coppa Italia, sale a 33 assenze e migliora appena il bilancio complessivo: 10 pareggi, 10 vittorie e 13 ko.

Restringendo il focus allo scorso campionato, Sarri nel 2021/22 ne ha dovuto fare a meno 7 volte e ha perso le prime due con Bologna e Juve, ha vinto con Genoa e Venezia, ha pareggiato le altre tre con Udinese fuori (a febbraio), Juve e Verona all’Olimpico. Il Messaggero

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Mercoledì gli esami, intanto Immobile promette: “Di tutto per tornare presto!”

In attesa di sapere notizie più approfondite in merito al suo infortunio con gli accertamenti strumentali che svolgerà mercoledì, Ciro Immobile rompe il silenzio e prova con una stories Instagram ha rassicurare tifosi e Sarri circa la sua volontà di ritornare in campo il prima possibile: “Farò tutto quello che è in mio potere per tornare presto. Grazie per i vostti messaggi”. 

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Sarri: “Contento dei giocatori. Vice Immobile? Spenderei un miliardo…” (AUDIO)

Maurizio Sarri a DAZN.

Sulla partita e lo stop di Immobile?

“Purtroppo la partita si è messa così, ci sta. Sono quelle piccole difficoltà su cui dobbiamo cercare di andare oltre, la squadra ci ha provato ma quando incontri una squadra così fisica dopo che hai fatto 3 partite in 6 giorni su un terreno ingiocabile diventa difficile”.

Su come si analizza l’infortunio di Immobile?

“Sai, c’è anche chi ha giocato di più di Immobile, sono cose un po’ a sé. Se ho provato a giocare anche senza di lui? Lo abbiamo fatto, a volte, anche l’anno scorso con tre attaccanti di movimento. Lo abbiamo fatto anche abbastanza bene, ma chiaramente quando si parla di certi giocatore è difficile sostituirli senza un minimo effetto negativo. Sono giocatori troppo impattanti per dire che sarà la stessa cosa”.

Le sensazioni sull’infortunio di Immobile?

“Le sensazioni lasciano il tempo che trovano, facciamo passare 48 ore e vedremo cosa accadrà”.

Sulla fase difensiva?

“Sicuramente il condizionamento era enorme, avevamo preparato un sacco di uscite da dietro ma appena fatto il riscaldamento abbiamo annullato tutto perché farle col terreno di oggi era una bomba. Non so cosa voglia fare il presidente, ma se vuole giocare su questo campo deve prendere un altro allenatore perché io qui non riesco a giocare. O altrimenti giochiamo da un’altra parte. Se il terreno è questo io non sono un allenatore ideale”.

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Ansia Immobile, possibile stop fino al 2023: ora in avanti sono guai

Una lacrima su Ciro: «Mi sono rotto tutto». Non solo il derby, sul 2022 di Immobile può calare il sipario. Si teme uno stiramento alla coscia sinistra fra il primo e il secondo grado. E pure il “vecchio” bicipite femorale destro è di nuovo malconcio. Rischia almeno un mese di stop e di saltare quindi 7 partite, fra cui Atalanta, Roma e l’ultima del 13 novembre contro la Juve a Torino. Senza considerare quella Coppa in bilico (mancano gli scontri con Midtjylland e Feyenoord), in cui Ciro si è appena sbloccato col 21esimo gol, diventando il biancoceleste più prolifico di ogni tempo. Gli esami di dopodomani mattina daranno un primo responso, ma addirittura il bomber deve scongiurare uno strappo del muscolo, il peggio. Dal 29’ di Lazio-Udinese l’Olimpico è muto. Immobile segue uno stacco di Milinkovic con uno scatto: inizia a zoppicare, ad alzarsi il pantaloncino, a piegarsi e a mettersi le mani sul volto. Piange, gelo. Il bomber mima il gesto del crac al flessore sinistro. Chiede il cambio, ma non ce la fa nemmeno a uscire, viene accompagnato nello spogliatoio. Ciro è sconfortato, lui stesso teme che stavolta l’infortunio sia davvero serio. Assiste comunque in panchina al secondo tempo, borse del ghiaccio su entrambe le coscie sotto la tuta, una smorfia infinita sul viso. Dagli spalti tutti continuano ad acclamarlo, c’è uno striscione per i suoi 188 gol. Nessuno pensa più nemmeno al pareggio, solo al futuro.


LE ALTERNATIVE


Dopodomani Immobile si sottoporrà agli accertamenti della verità. Prima sarà impossibile vedere cosa c’è sotto l’edema, lo spiega il professor Rodia: «Saranno necessarie 48/72 ore, ma almeno ai flessori sinistri non aveva mai avuto sofferenza». In realtà, Ciro si era fermato per un dolorino nella rifinitura della vigilia. Era ormai evidente la sua stanchezza. Il centravanti partenopeo era l’unico biancoceleste (escluso Provedel in porta) ad aver superato i 1000’, ad aver giocato quattro gare su quattro, compresa l’ Europa dopo la sosta. Immobile aveva saltato solo le sfide di Nations con l’Italia per una contrattura al bicipite femorale della coscia destra: anche quella è di nuovo indolenzita. E ora dove lo trova Sarri un sostituto in rosa? «Non ce l’abbiamo, ma la vedo dura avere 11 Immobile in panchina. Ha dei numeri come pochi in Europa, chiunque lo farebbe rimpiangere alla lunga. L’anno scorso Felipe Anderson lo ha sostituito per 2-3 partite e abbiamo avuto una buona vena realizzativa». Ieri il brasiliano non ha convinto da falso nueve, Pedro tornerà ad essere una prima alternativa. Da mesi a Sarri balena l’idea Luka Romero prima punta, la carriera di Cancellieri lì non decolla. Forse in estate il tecnico avrebbe dovuto insistere con la società: «Avevamo un budget, bisognava scegliere e dare delle priorità. Fosse per me, spenderei un miliardo sul mercato, ma poi bisogna fare i conti con la realtà». Il Messaggero


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Provedel, finimondo di imbattibilità: è in top ten

Siamo solo a metà ottobre e Provedel ha già raggiunto un’importante meta con la maglia della Lazio. Al 30° della partita contro l’Udinese l’ex giocatore dello Spezia ha superato Giacomo Blason, alla Lazio dal 1934 al 1940, nella classifica di minuti di imbattibilità.
Blason si era fermato ad un massimo di 419 minuti, record superato un minuto dopo la mezz’ora della partita di oggi quando Provedel ha raggiunto i 420 minuti di imbattibilità. Il prossimo obiettivo di questa classifica è Dario Marigo, al nono posto con 487 minuti.

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Vecino: “Sapevamo sarebbe stata dura, prendiamo il punto con soddisfazione. Immobile? Senza si cambia modo di giocare” (AUDIO)

Nel post partita di LazioUdineseMatias Vecinoha parlato ai microfoni di DAZN: “Se le condizioni del campo sono queste, diventa complicato. Ciro è il nostro leader e giochiamo tanto per lui, ovviamente i primi minuti senza di lui sono difficili perchè siamo abituati in un certo modo“.

Ai microfoni di Lazio Style Radio, il giocatore biancoceleste ha poi aggiunto: “Terza partita in una settimana, sapevamo che oggi sarebbe stata tosta a livello fisico. Purtroppo non siamo riusciti a vincerla, ma abbiamo fatto una buona gara con un avversario difficile. Abbiamo giocato in un campo che sta sempre peggio, così è difficile. Si sono visti i tanti errori a livello tecnico. È stata una bella gara con occasione per entrambe le squadre, ci prendiamo il punto e la prestazione. L’Udinese segna in in ogni gara, importante la nostra rete inviolata. Quella con l’Atalanta sarà una gara difficile, abbiamo questi giorni per lavorare e per ritrovare energie, ci aspetta un’altra finale.

L’assenza di Ciro? L’abbiamo avvertita, è il nostro leader. Nei primi minuti dovevamo risistemarci per trovare nuove soluzioni per arrivare al tiro. Mi piace lo stadio, c’era un grande stadio e un bel clima, per noi deve essere un fortino”. 

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Meno male c’è la prima difesa del campionato: quinto clean-sheet di fila, come nel 2007

Lazio-Udinese 0-0. La Lazio a reti bianche sale a 21 punti in classifica, confermando la sua solidità difensiva con il quinto clean-sheet di fila, il sesto complessivo. Non accadeva dal 2007 quando in panchina c’era Delio Rossi. La prima retroguardia del campionato si conferma anche nel turno meno brillante.

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Udinese, che numeri nel 2022. Conquistati appena 2 punti in meno della Juve

I risultati non sono casuali. L’Udinese è partita da lontano, crescendo gradualmente. I bianconeri che oggi scenderanno in campo all’Olimpico sono fra le prime della classe anche considerando l’anno solare. I friulani, dallo scorso gennaio, hanno conquistato 47 punti in 29 giornate, appena due in meno della Juve, tre della Roma e sei di Inter e Lazio (ma tutte hanno giocato una partita in meno). Con l’arrivo di Sottil l’Udinese è migliorata ulteriormente, ma sta semplicemente proseguendo un percorso. In particolare è riuscita a diventare più cinica. Come riportato da Opta, fino a questo momento Lazio e Udinese sono le due formazioni della Serie A attuale che hanno registrato le migliori percentuali realizzative (rispettivamente 21% e 15%). I biancocelesti, fra l’altro, guidano il campionato per percentuale di conclusioni terminate nello specchio della porta (59%). Le due statistiche, sommate, fanno sì che la squadra di Sarri vanti il secondo miglior attacco con 21 gol segnati (solo il Napoli ha fatto meglio con 22). L’Udinese non può però esser sottovalutata per quel che riguarda la capacità offensiva: nel 2022 i bianconeri hanno segnato in cinque occasioni 4 o più gol (esattamente come la squadra di Sarri). L’anno scorso (era ancora il 2021) calarono il poker anche contro la Lazio all’Olimpico. In Serie A gli ultimi a farne 4 ai biancocelesti sono proprio stati i friulani. Come stile di gioco, inoltre, i ragazzi di Sottil ricordano molto formazioni europee per ritmo e intensità. Caratteristiche che Sarri ha ammesso che i suoi calciatori soffrono particolarmente. La sfida con l’Udinese però mette di fronte anche due mentalità completamente opposte. In estate la Lazio ha cercato di italianizzare la rosa, prendendo Romagnoli, Provedel, Cancellieri e Casale. Giocatori di età diverse, con status differenti, uniti solo dalla nazionalità. Il club di Formello, d’altronde, negli ultimi anni ha dimostrato di fare fatica a individuare giocatori adatti se presi dall’estero (da Muriqi a Vavro, fino ad arrivare a Basic, chi non veniva dalla Serie A spesso ha inciso poco), mentre già un anno fa, con gli acquisti di Pedro, Zaccagni, Felipe Anderson e Hysaj, Lotito ha cercato di invertire la tendenza (riuscendoci). La rosa dell’Udinese, al contrario, è quella con più stranieri dell’intera Serie A: sono 22 su 26, vale a dire l’84%. Italiani sono solo i tre portieri e Udogie, nato a Verona da genitori nigeriani. L’organico della Lazio di stranieri ne ha invece 17 su 26, cioè il 65,4%, ma appunto ormai molti fra questi sono stati acquistati da altre società nostrane. Filosofie diverse, che per il momento stanno però portando a risultati simili: 20 punti in 9 giornate. Due pareggi nei precedenti della passata stagione (più lo 0-0 al 90′ in Coppa Italia, poi risolto ai supplementari da Immobile). Attenzione quindi a pensare che i risultati dell’Udinese siano casuali…

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Lazio-Udinese, sfida della qualità per la Champions

“Alta qualità”. Questa è l’apertura delle pagine sportive de Il Messaggero di oggi, in riferimento alla sfida fra la Lazio e l’Udinese. Da una parte c’è Immobile, dall’altra Beto. Poi Deulofeu sfida Sergej Milinkovic-Savic. “Guai a farsi ingannare dal nome. Lazio-Udinese stavolta è una sfida da alta classifica e lo show sarà assicurato: dopo Napoli e Atalanta ci sono loro, a pari punti, venti, con il Milan. A dirla tutta, lo spettacolo, non sarebbe nemmeno una novità visto che lo scorso anno nella Capitale finì 4-4 con il gol di Arslan al 99′” si legge. 

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Tare: “Roma, Inter e Juve sono tecnicamente fallite, tenete in vita per interesse del sistema”

Duro attacco alle big di Serie A da parte di Igli Tare, ds della Lazio. Il dirigente ieri ha tenuto una lectio all’università Luiss di Roma: “Sono rimaste quattro proprietà familiari, Udinese, Atalanta, Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione, le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola. Cosa manca? Dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me, sono uno dei dirigenti più anziano in attività in serie A, questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio. Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan, Inter, che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere nella società una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società”, le parole riportate da salernitananews.it.