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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Vecino leader carismatico ed esperto: torna una pedina fondamentale per Sarri

Il tecnico lo conosce bene e aspettava il suo rientro in gruppo: l’uruguaino è pronto a partire per Bergamo.

Uno stop lungo più del previsto e una lunga attesa per rivederlo in gruppo: ora Vecino è pronto a tornare tra i convocati di Sarri.

Come riporta il Corriere dello Sport, dopo oltre due mesi di assenza, l’uruguaiano partirà per Bergamo. È la notizia che Sarri aspettava da tempo, quella che può ridare profondità a un centrocampo in difficoltà numerica e qualitativa. Si è allenato regolarmente con il gruppo nell’ultima seduta prima del weekend libero e ha confermato i progressi nelle prime due sessioni di questa settimana. I test atletici hanno dato risposte incoraggianti, la condizione fisica non è ancora al top, ma sufficiente per garantirgli la prima convocazione stagionale in vista della trasferta in casa dell’Atalanta.

Un ritorno, si legge, che pesa, non solo dal punto di vista tecnico ma anche psicologico, perché restituisce al gruppo uno dei leader carismatici e più esperti dello spogliatoio. Il suo ritorno non sarà immediato sul piano del minutaggio, servirà un reinserimento graduale. Ma la sua sola presenza in panchina ha già un valore tattico e mentale. Vecino è l’uomo dell’equilibrio, capace di interpretare il ruolo di mezzala in modo moderno, fondamentale in interdizione ma anche nell’area di rigore avversaria con i suoi inserimenti.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli il leader della difesa: ora Sarri attende anche i suoi gol. A Bergamo può sfatare un tabù

Punto fermo della Lazio, ora il tecnico spera anche nelle sue reti.

Fondamentale per la Lazio, Romagnoli dà garanzie nel suo ruolo ma solitamente garantisce anche marcature importanti; è il centrale dominante della linea a quattro di Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, colui che tiene insieme il reparto e lo guida nei momenti in cui la squadra rischia di sfilacciarsi. Sono queste le qualità che dovrà mostrare a Bergamo, , un appuntamento reso ancora più interessante dal duello con Krstovic.

C’è anche, conclude il quotidiano, un dettaglio statistico che aggiunge un pizzico di motivazione in più: tra le tredici squadre affrontate almeno quindici volte in carriera da Romagnoli, l’Atalanta è una delle cinque a cui non ha mai segnato (insieme a Juventus, Torino, Lazio e Sampdoria). Un piccolo tabù personale che dura da anni e che, chissà, potrebbe anche essere sfatato. In questa stagione (iniziata in salita, con le due prime partite saltate per squalifica), il centrale biancoceleste non è ancora riuscito ad andare a segno. La scorsa stagione, però, è stata la più importante della sua carriera dal punto di vista della prolificità, con 5 reti complessive tra campionato (2) ed Europa League (3). In un momento in cui la Lazio è in grossa emergenza in attacco, la sua fisicità e la sua abilità nel gioco aereo potrebbero fare la differenza sui calci piazzati.

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DICHIARAZIONI SERIE A

Isaksen pre match: “Leader? Mi piace prendermi le mie responsabilità. E su Baroni…”

Poco prima del fischio d’inizio di Lazio-Parma, Isaksen ha presentato il match ai microfoni di Dazn:

 “Se sono un leader? Non lo so, non parlo molto ma mi piace prendermi le mie responsabilità. Ho imparato tante cose quest’anno, la squadra è diversa così come il mister che crede in me. Sono molto contento. È un piacere giocare davanti a questi tifosi.

Baroni? È una grande persona e un grande allenatore. È facile per noi giocatori perché stare con lui è molto semplice: devi dare tutto in ogni partita, ed è contento: questo è quello che provo a fare sempre”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Piccolo esame di maturità superato. Romagnoli leader, a Provedel critiche gratuite. E su Isaksen e Tavares…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Vittoria importantissima e pesante contro una squadra che ti fa giocare male. Il campo non mi sembrava perfetto. Partita brutta ma bella, la squadra si è adeguata ad un calcio diverso dimostrando voglia. Anche in 9 contro 11 è andata in avanti per vincerla.

Romagnoli è il leader lì dietro, si adopera per gli altri. Provedel? Critiche gratuite; il campo poi non aiutava ieri.

Isaksen? Ha fatto una gara diversa dal solito, ma come tutti. Non è stata una partita tecnicamente ed esteticamente bella, ma è stata seria, efficace. E’ stato un piccolo esame di maturità superato, senza fare il solito calcio. Obiettivo raggiunto adattandosi all’avversario. Isaksen è diventato un giocatore decisivo.

Tavares deve cercare di migliorare in alcune cose. Lui ancora ogni tanto si lascia andare, non è sul pezzo. Magari due mesi fa questa gara non l’avresti vinta. Marusic è il giocatore più europeo che avevamo, ora anche gli altri stanno crescendo.

Dia? E’ un ragazzo maturo, ha capito quello che gli chiede l’allenatore e come superare i momenti della gara in cui non è protagonista. Lui, come tanti altri della squadra, è bravo perché è funzionale allo spartito e quindi rende tanto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, leader solido: Baroni scopre Gigot

Leader solido, punto di riferimento nello spogliatoio e difensore centrale di grande esperienza. Dopo la sorprendente partenza di Casale, la Lazio ha puntato sulla forza e sul carattere di Samuel Gigot. Con il suo aspetto da duro e un’aria minacciosa, il difensore nato ad Avignone ha scelto di proseguire la sua carriera in un’altra città papale, questa volta la più importante. Gigot ha sempre preferito la pioggia al sole, forse per il suo atteggiamento cupo. Dopo tre anni in Belgio, tra Kortrijk e Gent, si trasferisce allo Spartak Mosca, dove vivrà la sua esperienza più lunga. Tuttavia, poco dopo il suo arrivo in Russia, deve affrontare un grave infortunio al crociato, che lo tiene fuori per otto mesi e richiede un recupero complicato, soprattutto per un giocatore con la sua struttura fisica imponente.

Secondo Il Corriere dello Sport, la Lazio aveva già tentato di ingaggiarlo in passato, dopo l’addio di De Vrij, prima di optare per Acerbi, che allora giocava nel Sassuolo. In Russia, Gigot si distingue nei derby, segnando due volte contro il CSKA e una contro la Dinamo Mosca, e i tifosi della Lazio sperano che questo sia un buon segno. A 29 anni esordisce finalmente in Ligue 1 con il Marsiglia, rimanendo affascinato dall’atmosfera del Velodrome. Il suo addio al club coincide con l’arrivo di De Zerbi sulla panchina dell’OM. Quanto ai suoi modelli, non guarda a difensori famosi come Cannavaro, Thuram, Sergio Ramos o Maldini, ma trae ispirazione da suo fratello maggiore Tony, un affermato giocatore di rugby nato nel 1990. Ora, Gigot è pronto a lasciare da parte la sua passione per la pioggia e a diventare il leader della difesa della Lazio, brillando sotto il sole di Roma.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, la spiegazione ai tuoi blackout è che ci sono pochi leader” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’!

“Un’idea che mi sono fatta di questi cali di tensione della Lazio è che manchino dei leader o quantomeno ce ne sono pochi. Sicuramente Immobile è un calciatore carismatico, ma gioca in attacco. Ci sono situazione che dentro il campo devono prescindere dalle indicazioni del tecnico, devono essere lette e prevenute in campo. Come rosa le quattro squadre che sono avanti alla Lazio sono superiori, ma nonostante questo credo che sulla carta il quarto posto possa giocarselo. A patto che questi difetti vengano corretti”.