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RASSEGNA STAMPA

Lazio, diritti tv e preliminare Coppa Italia: le conseguenze del nono posto. E Lotito…

Stando a quanto riportato da Il Messaggero nella sua edizione odierna, il presidente della Lazio Claudio Lotito avrebbe promesso un altro bonus alla squadra, oltre che per la Coppa Italia, anche per quanto riguarda il campionato.

Non solo la Coppa Italia, non solo le cinque vittorie di fila (ormai fallite, visto il pareggio con il Parma e la sconfitta con la Fiorentina), ora Lotito pensa ad altri bonus da dare alla squadra per evitare il nono posto in campionato. Oltre a portare meno milioni nelle casse del club, l’attuale nono posto obbligherebbe di iniziare il cammino in Coppa Italia dai 32esimi (in programma intorno a Ferragosto), con conseguente ritiro estivo anticipato. Ecco perché, come riporta Il Messaggero, per mantenere alta l’attenzione anche in Serie A, è nuovamente sceso in campo anche il presidente Lotito promettendo ulteriori bonus legati a entrambe le competizioni. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un vecchio credito sui diritti tv porta soldi in cassa: i dettagli

Situazione in classifica deficitaria, mercato bloccato in estate, contestazione dei tifosi, stadio vuoto e problemi anche nelle istituzioni. Un motivo per strappare un sorriso al presidente della Lazio Lotito, però, come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, c’è. Sono infatti in arrivo i nuovi ricavi dai diritti tv: potrà finalmente essere inserito nel bilancio dello scorso 31 marzo il vecchio credito dei diritti tv. Si tratta di una fetta da 10-15 milioni della transazione da 300 con l’IMG, accettata lunedì scorso dalla Serie A. Un incasso importante, soprattutto in vista della prossima stagione.

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DICHIARAZIONI

Kamada e il retroscena sulla Lazio: “Sembrava tutto fatto per restare, poi con Lotito…”

Alla vigilia della sfida in casa della Fiorentina, in cui il suo Crystal Palace dovrà difendere il 3-0 ottenuto a Londra nell’andata dei quarti di Conference League, ha parlato in conferenza stampa Daichi Kamada che ha risposto alle domande sulla sfida contro i viola ma anche sulla stagione vissuta in Italia con la maglia della Lazio (con 38 presenze totali e 2 gol).

“Alla Lazio ho vissuto un anno bellissimo, poi non so cosa è successo alla fine – ha detto il 29enne centrocampista giapponese, arrivato in biancoceleste nel 2023 dopo le quattro stagioni vissute in Germania con l’Eintracht Francoforte e poi portato in Premier League dal Crystal Palace nel 2024 –. Ho avuto anche dei momenti difficili ma sembrava tutto fatto per rimanere ma poi, ripeto non so cosa è successo tra il mio procuratore e Lotito. Mando un saluto a tutti i tifosi biancocelesti”.Calciomercato Lazio

Così invece sul suo futuro: “Il contratto scade a fine anno, ma non so cosa accadrà. Voglio concentrarmi su quello che è il presente e godermi il momento”. Queste invece le parole di Kamada sulla prossima sfida contro la Fiorentina“Ho giocato tante partite europee, ma non so quanto questo possa contare nella partita di domani. Dobbiamo cercare di replicare quello che abbiamo già fatto, difenderci bene e ripartire”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Cagni: “Lazio, più di questo non si poteva fare. I tifosi hanno delle ragioni, ma se attacchi Lotito…” (AUDIO)

GIGI CAGNI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La Lazio non avrebbe potuto fare meglio in questa stagione. Il campo non mente, al di là dei motivi, questa è una squadra che ha 16 titolari. Se poi ci sono anche degli infortuni, il resto è una conseguenza. Poi bisogna capire quali fossero gli obiettivi iniziali, quelli io non li conosco. Se Sarri dice che il club non gli ha chiesto l’Europa, allora è stato fatto quello che avrebbe dovuto fare.

I gol presi non sono stati un problema, ma i gol fatti. Questo è un problema generale, non ci sono più i centravanti. Così come non ci sono più i grandi centrocampisti o le grandi ali. La Nazionale, non ha caso, per la terza volta non farà il Mondiale. Siamo un Paese che non programma, il tutto e subito non è possibile, se invece costruisci per il futuro bisogna saper aspettare. Quando si parla di città dove c’è il derby, cambia tutto. C’è il confronto costante, sono piazze particolari.

In questo momento, il tifoso della Lazio che contesta il proprio presidente, avrà delle ragioni. E questo è il primo problema da risolvere, influisce molto. Visto da lontano, il problema esiste. Poi, mi sembra che Lotito sia uno di quelli che se gli rompi le scatole hanno una reazione contraria. Non so se conviene, più l’attacchi e più fa il contrario. Non so quanto valga continuare a combattere con lui”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, frattura epocale nella storia del calcio. Servono risposte su tifoseria, ambizioni e tecnico” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Se ieri la Lazio avesse vinto a Firenze sarebbe cambiato poco, il problema è il fuori dal campo. Una nebbia fitta di scarsità di messaggi, di lamentele di un allenatore, di dubbi di una tifoseria. Sono curioso di capire come si uscirà da questo empasse. E non è una cosa facilissima, credo che sia un momento di difficoltà della società Lazio. Vorrei capire e sapere qual è lo stato d’animo che regna a Formello. Comunicazione vuol dire mettere in comune, confrontarsi, dialogare, rispondere a delle domande precise. Davvero noi pensiamo che con l’arrivo dell’estate, come una specie di periodo di assoluzione, tutte le tensioni, la rabbia e le incomprensioni possano venir meno come se nulla fosse? Qui parliamo di una frattura che nella storia del calcio italiano ha un valore epocale. Mi vengono in meno poche analogie, qui si tratta di una magnitudo. Qui la scelta è volontaria, così come a me ieri non mi è costato non guardare la panchina.

Come si recupera in modo non superficiale con il 95% della tifoseria? Qual è l’orizzonte di ambizione di questa squadra? Qual è il futuro dell’allenatore? Mettiamo in fila questi punti concatenati tra di loro in attesa di risposte e soluzioni”.

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POLITICA SPORTIVA

Lotito: “Il Parlamento ha abdicato, non intacca l’autonomia dello Sport. FIGC pseudo-istituzione”

Claudio Lotito, presidente della Lazio ma in questo caso nella sua veste di senatore di Forza Italia, è intervenuto nel corso dell’audizione del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, davanti alla 7ª commissione (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport). Il numero uno biancoceleste, in verità, aveva capito che si trattasse delle risposte di Abodi a un’interrogazione depositata, appuntamento che deve ancora arrivare: “Io sono da ventidue anni nel calcio, mi spiace constatare che il Parlamento ha abdicato ai propri ruoli, con la scusa dell’autonomia dello sport. Nessuno la intacca. Le leggi si scrivono, poi ci sono le norme
interne della Federcalcio, per carità. Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron-coglion che metteva i soldon e andava tutto bene. Oggi gli interessi sono diversi, la visibilità è mondiale e le ricadute sul piano dell’immagine o identitario sono completamente diversi.

La cura passa attraverso le riforme, e le leggi le fa il Parlamento. Nel momento in cui deleghi a una pseudo istituzione come la Federcalcio, che non si capisce se è pubblica o privata si determina una situazione abnorme. Insieme a Tavecchio facemmo riforme vere: imponemmo il limite del 3% di provvigione ai procuratori. Ora siamo al 10% per l’agente e 10% per l’intermediazione, cioè il 20%: dove si è mai visto che uno va dall’avvocato e glielo paga la controparte?

Con Infantino abbiamo fatto una lunga chiacchierata. La prima norma la deve fare il Parlamento: i dilettanti valgono il 34%, e i soldi vengono dalla Serie A. Il 20% sono i calciatori, il 10% gli allenatori: se si compattano decidono i dipendenti. Oggi la maggioranza è precostituita: chiunque si candidi deve scendere a compromessi. Serve un bel commissario, di altissimo profilo internazionale, con una commissione sportiva che supporti il lavoro da fare. È possibile, lo prevedono le leggi: in meno di un anno sistemiamo tutto, i temi sono sempre gli stessi. Se c’è la volontà ci sono anche gli strumenti per farlo”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, un presente triste ed un futuro preoccupante: Sarri attende i programmi e ipotizza una “via d’uscita”

Per descrivere il presente e il futuro della Lazio è sufficiente riprendere quanto successo ieri al Franchi di Firenze, La stretta attualità parla della decima sconfitta in questa stagione, della decima trasferta su 16 chiusa senza segnare e di un nono posto in classifica piuttosto sciapo. C’è poi il futuro, e per quello basta riprendere le parole in conferenza stampa di Maurizio Sarri: “Sentiamo la società cosa ha in mente, se ha un programma. Faremo delle valutazioni: se loro sono contenti si troverà una soluzione, se non sono contenti si cercherà una via di uscita“.

Sono tre gli aspetti principali, a cominciare dalla domanda sui programmi. Sarri, a un mese dalla fine della stagione, non sa se la società abbia un programma per il futuro e in caso quale sia. Poi il
passaggio della palla nella metà campo societaria, ovvero le valutazioni sulla soddisfazione della società per il rendimento stagionale. Sarà la società a decidere se andare avanti o meno. Infine, e questa forse è la grande novità, l’apertura verso una “via di uscita” nel caso in cui la società non fosse contenta.

La domanda che tutti i tifosi della Lazio si stanno ponendo è relativa al futuro, cosa aspettarsi al termine della stagione? Prima c’è da giocare una partita fondamentale tra otto giorni a Bergamo
per inseguire una finale di Coppa Italia che, nelle condizioni attuali, avrebbe il sapore del miracolo sportivo. Poi si dovrà inevitabilmente capire come andare avanti e se andare avanti con questi protagonisti. Da Sarri a Fabiani, non c’è certezza del futuro di nessuna componente sportiva all’interno di Formello. Per il direttore sportivo avanza l’ipotesi di un ritorno a Salerno, per il tecnico bisognerà fare delle valutazioni da qui a fine stagione. Ci sono i margini per un’altra rivoluzione in panchina dopo le dimissioni in serie di Sarri, Tudor e Baroni nel giro di un anno e qualche mese? Si può rinunciare a Sarri in un momento così delicato sia dentro che fuori dal campo? Tutte risposte che dovranno necessariamente arrivare nel giro di qualche settimana, per cercare di accendere una luce in un futuro che si sta facendo sempre più grigio. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “La testa è già alla Coppa. Mancano i ruoli non sostituiti a gennaio. Gila? Titolare a Napoli” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo dicevo da giorni: la Lazio è con la testa alla Coppa Italia. Squadra fragile ma ci sono comunque indicazioni importanti in vista di Bergamo. Davanti gruppo spuntato, inoffensivo, innocuo. Poi il solito torto arbitrale che ci condiziona, anche se ci preoccupa poco in questo momento; chiaramente non perdere avrebbe dato morale. Come ha detto Sarri, è il classico rigorino che però adesso si dà.

La Lazio è l’unica squadra a cui è capitato che in tre volte in cui l’arbitro è stato richiamato al Var, questo non ha cambiato idea.

FIGC? Lotito è favorevole al commissariamento, lui è convinto che un presidente federale, che sia Malagò o Abete, non avrebbe il potere per attuare una vera e propria riforma mentre il commissario avrebbe poteri straordinari. Questa è la sua posizione.

A questa Lazio mancano esattamente i ruoli che non hanno sostituito a gennaio: una mezzala destra e un attaccante. A gennaio la Lazio è stata costretta a vendere per il bilancio e ora la situazione questa, altrimenti a mio avviso saresti andato a Bergamo con qualche speranza in più.

Sarri-Fiorentina? I tifosi viola vogliono lui in panchina, la società dovrebbe avere altre idee. Però è anche vero che dopo un anno disastroso, Paratici che è intelligente e sa agire, potrebbe prenderla in considerazione l’idea Sarri, considerate le pressioni dell’ambiente. Al momento comunque non c’è niente, comunque Sarri non si dimetterà senza avere un’altra squadra.

A Napoli Gila tornerà dal primo e anche Zaccagni sarà titolare, a maggior ragione dopo ciò che abbiamo visto ieri”.

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POLITICA SPORTIVA

Isolato ed in minoranza, oggi Lotito vuole il commissario: quando comandava lui: “Antidemocratico”

“Ci vuole il commissario, solo così potremmo fare le riforme che servono davvero”. Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha motivato il suo mancato appoggio a Giovanni Malagò, da ieri
candidato della Serie A come presidente federale. Il numero uno biancoceleste, rimasto l’unico dopo che in serata il Verona ha chiamato Malagò, ha sostenuto che non si tratta di una opposizione ad personam, ma di una contrarietà al metodo e alle regole in vigore. Resta il dubbio
di quanto sia (legittimamente) sincero al riguardo.

Su Tavecchio: “Commissario antidemocratico”. Oggi Lotito è, seppur influente, di fatto ai margini della politica calcistica italiana. È uno dei due – l’altro è Adriano Galliani – esponenti del calcio a sedere in Parlamento, ma dalla rielezione di Gravina alla vittoria di Simonelli, di fatto, è sempre rimasto in minoranza, a volte (come sulla questione e sulla cruciale transazione con IMG) proprio da solo. Nel 2014 la situazione era molto diversa, l’oggi senatore di FI era il deus ex machina del calcio italiano. E, quando decideva lui, del commissario pensava peste e corna. Erano i giorni della corsa elettorale tra i compianto Carlo Tavecchio – sponsorizzato da Lotito e oggetto, per usare le sue parole, di un “killeraggio mediatico”, dopo l’uscita su Opti Pobà – e Demetrio Albertini. Il commissario, come in ogni elezione federale che si rispetti, era uno spettro dopo la delusione per i Mondiali brasiliani, e Lotito ne parlava così: “Le società che lui (Albertini, ndr) pensava lo sostenessero preferiscono chiedere un commissario: un atto estremamente antidemocratico e che creerebbe solo problemi alla federazione”. Com’è cambiato il mondo.

È cambiato, a proposito, anche su uno dei cavalli di battaglia di Lotito, che ieri ha sostenuto di non appoggiare Malagò perché tutto il processo, a oggi, si basa su una legge vecchia di 45 anni. È la legge n. 91 del 1981, che ha disciplinato per quattro decenni il professionismo sportivo (che peraltro era una normativa più che altro giuslavoristica). Come ha fatto notare Ivan Zazzaroni sulle pagine del Corriere dello Sport, peccato che sia stata abrogata – anche se va riconosciuto a Lotito che, in gran parte, l’impianto è rimasto analogo, con l’aggiunta di alcune tutele – dalla riforma dello Sport (varata dal governo di centrodestra, con Lotito in Senato) approvata nel 2021 (Dlgs 36/2021)
e operativa dal 2023. Tuttomercatoweb.com

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POLITICA SPORTIVA

FIGC, no a Malagò. Lotito: “Non è questione di nomi. Serve commissario che cambi la legge”

Brevi ma significative dichiarazioni del presidente della Lazio Claudio Lotito all’uscita dall’odierna Assemblea di Lega in cui la Serie A ha individuato in Giovanni Malagò il proprio candidato in vista delle prossime elezioni federali del 22 giugno. 18 club su 20 di Serie A hanno appoggiato il nome di Malagò, con le eccezioni di Lazio e Verona.
Questo il pensiero di Lotito ai giornalisti presenti: “Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa e non va bene”.

Lei ha un nome diverso?
“Non è il nome. Il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona va ristrutturata no? Ripeto, c’è una legge di 45 anni fa, fin quando c’è quella legge il sistema… Va ridisegnato tutto, ci vuole la nomina di un commissario”.