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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Lazio, abbiamo un presidente che ci dice che non dobbiamo ambire. Non può spegnere la nostra passione” (AUDIO)

Tommaso Paradiso in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

”Se il presidente della tua squadra ti dice apertamente e chiaramente. in conferenza stampa, che i tifosi della Lazio non devo tifare per la competitività sportiva ma per la sua stabilità patrimoniale ed economico-finanziaria, allora è più che legittimo abbandonare lo stadio. Tu mi stai dicendo che mia squadra del cuore non deve ambire a risultati sportivi. Un concetto che va contro ai principi dello sport agonistico. Anche nei circoli romani c’è la competizione, se manca questo io a cosa mi devo attaccare. Non puoi dirmi così, almeno raccontami qualcosa che mi possa far sperare. Quando entro in campo, voglio giocare per vincere. Qui ci sono pochi tifosi laziali, miei amici compresi, che non hanno ambizioni. Sono nella comfort-zone, contenti solo se la Roma perde. Noi siamo la prima squadra della Capitale d’Italia. Qui si sta togliendo la passione nei confronti della Lazio. Con il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni vuole far appassire la passione. Noi abbiamo il fuoco, non può spegnerlo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Mancano dignità e rispetto. Per i tifosi solo due date da cerchiare…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Dignità e rispetto, questi mancano. Per il presidente Lotito la Lazio non è il fine ma il mezzo, viene usata per interessi personali.

La Lazio al massimo può puntare all’ottavo posto per evitare un turno di Coppa Italia, per il resto il campionato è finito.

Il tifoso ha due date da cerchiare in rosso: la prima è quella del 22 aprile, relativa al ritorno della semifinale di Coppa Italia con tutte le difficoltà che conosciamo, l’altra è quella del 15 maggio, quando si capirà come i club potranno operare sul mercato; una data è legata alla sfera tecnica, l’altra a quella economica.

Imprevedibile la soluzione al problema tifosi-società, non credo ci siano margini di recupero per questa situazione. Dove porterà tutto ciò? Imprevedibile anche questo”.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-Fiorentina, ritorno al futuro: priorità Lazio, ma questa volta chiederà garanzie scritte. Gattuso e Grossi i primi nomi…

Passato, presente e futuro s’intrecciano. Chissà se lunedì sera Sarri ripenserà a come sarebbe andata, se avesse preso la via più vicina a Castelfranco: «In estate mi è arrivata la telefonata di un dirigente della Fiorentina (Pradé, ndr), ma due ore dopo che avevo già accettato la Lazio». Maurizio non è tornato indietro «per amore dei tifosi biancocelesti», nemmeno dopo aver scoperto in ritardo il blocco del mercato estivo, ma se dovesse arrivare un’altra chiamata a fine stagione potrebbe essere diverso. A giugno scorso Lotito e Fabiani gli avevano promesso che avrebbero rimediato allo stop Covisoc con gli acquisti d’inverno su indicazione del tecnico. Così non è stato, eccezion fatta per Taylor.

A gennaio il Comandante ha ribadito di «voler accettare tutto sino a fine stagione», poi si siederà «a un tavolo con la società per fare un punto». A differenza del 2024, Mau non ha alcuna intenzione di dimettersi perché «come giustamente ha detto Fabiani, ho un contratto sino al 2028 (da 2,5 milioni a stagione più bonus, ndr), ma se questo era l’anno zero, il prossimo dev’essere l’uno». Sarri sta bene alla Lazio, ama i tifosi, ma si è già scottato fin troppo sul mercato: stavolta non alcuna intenzione di credere solo alle parole, senza avere garanzie concrete in mano.

Priorità alla Lazio, ma c’è già un piano per giugno. Se Lotito gli ribadirà la fiducia senza esonerarlo, Sarri vorrà sapere subito che tipo di mercato potrà fare la società (libero o, più probabile, a saldo zero), il budget che sarà investito (non importa quanto, ma va stabilito nel dettaglio), e pretenderà che tutto venga ratificato in una scrittura privata con fideiussioni legate agli acquisti e non solo. In pratica, Mau vorrebbe legare la sua permanenza al rispetto delle condizioni stabilite, pena la risoluzione del contratto in essere e il pagamento del restante biennio. Sarebbe una svolta epocale, se Lotito accettasse le clausole poste dal tecnico, a tutela del suo lavoro e dei tifosi della Lazio.

Se il Comandante dovesse andar via, Lotito e Fabiani dovrebbero tornare a guardarsi intorno: non hanno mai dimenticato Gattuso, piace Grosso. Passato, presente e futuro s’intrecciano di nuovo. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, lavoro di Sarri positivo a prescendire dalla Coppa Italia. Ora è giusto che pretenda garanzie per il futuro” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Il giudizio sull’operato di Sarri determinato dal percorso in Coppa Italia? No, ad oggi io dico che il lavoro che fatto è stato buono. Se poi dovesse vincere la Coppa Italia sarebbe un valore aggiunto. Ha salvato la faccia del presidente in estate quando è emersa la notizia del blocco di mercato. A fine campionato, poi, si confronterà con la società per capire se ci sono i precupposti per condividere i prossimi programmi. Anzi, doveva essere stato già fatto.

Dopo tutto ciò che è avvenuto in questa stagione, mi sembra giusto che lui possa decidere di legare la propria permanenza alla garanzia che quanto deciso con la società possa essere poi mantenuto durante il mercato. E’ normale che non voglia rivivere tutto quello che già c’è stato. E’ rimasto scottato, giusto ora pensare di potersi tutelare”.

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RASSEGNA STAMPA

Riduzione monte ingaggi, sfoltimento rosa e giovani: la Lazio verso “un altro anno zero”

Dopo mesi di immobilismo forzato, la Lazio si prepara a cambiare volto. L’estate che verrà si preannuncia diametralmente opposta rispetto a quella del 2025, quando il club fu costretto a bloccare ogni operazione a causa dei noti vincoli finanziari legati agli indici di bilancio.
Ora, invece, il vento sembra essere cambiato. In attesa del verdetto della Commissione previsto entro il 31 maggio, come si legge su La Repubblica, la società ha già tracciato le linee guida per il futuro: ridurre il monte ingaggi, sfoltire la rosa e puntare su profili più giovani. Un processo che potrebbe concretizzarsi anche con un mercato a saldo zero tra entrate e uscite, ma con un impatto comunque significativo sull’organico. La variabile Europa resta centrale. Attualmente, l’unica via per accedere alle competizioni continentali passa dalla Coppa Italia, e questo potrebbe influenzare le scelte strategiche.

Tuttavia, alcune operazioni sono già state definite, come l’arrivo a parametro zero del terzino sinistro Pedraza, eccezione a una politica improntata al ringiovanimento. Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fissato l’obiettivo con chiarezza: “La Lazio non tarderà a inserirsi di
nuovo tra le prime cinque del campionato
”. Un traguardo ambizioso, che passerà inevitabilmente dalla capacità di sostituire al meglio i partenti. All’orizzonte si profila dunque una nuova rifondazione: un altro anno zero che potrebbe ridisegnare profondamente l’identità biancoceleste.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ventura: “Crisi Italia? Io sono la prova, non basta cambiare Ct, deve subentrare il Governo. La Lazio il mio grande rimpianto, Sarri…” (AUDIO)

L’ex Ct della Nazionale, GIAN PIERO VENTURA in collegamento a ‘NMM’

“Già dopo l’eliminazione nel 2017 della mia Nazionale contro la Svezia si diceva che era necessario un cambiamento. Mi terrorizza sentir dire che il problema si risolva cambiando il presidente federale o il Ct. Credo che ci siamo molto da fare, molte domande dovrebbero porsi, inutile solo cercare dei responsabili. E’ tempo di iniziare un percorso che ci permetta di tornare ad essere protagonisti. Una volta andavamo al Mondiale per vincere, ora sogniamo semplicemente di andarci. Il vero grande problema è che già se ne parla meno, ci rituffiamo sul campionato come se nulla fosse. Qui dovrebbe subentrare anche il nostro Governo, c’è da ricostruire e per farlo bisogna ripartire dal basso, dalle fondamenta. Da tutto quello che non c’è più, ci sarebbe da costruire dei centri federali in tutta Italia, da scegliere tecnici preposti per un obiettivo ben preciso. Che non è il risultato, ma la formazione tecnico-calcistica del giovane. Una volta fatti crescere, c’è da capire come immetterli. Nel passaggio Primavera-prima squadra il talento viene disperso, visto che in Italia i giovani non vengono poi utilizzati. Il percorso non lo fai con le parole, ma con i concetti e con i mezzi. Ci sono Paesi in cui vengono investiti 150-200 milioni di euro per i centri federali. Da noi mi auguro che avvenga, ma ho qualche dubbio.

E’ la qualità dei giocatori che determina, noi ci entusiasmiamo per Pio Esposito e Pisilli che certamente hanno un futuro, ma che hanno bisogno anche di tempo per affermarsi. Il problema è che parliamo di due giocatori. Dopo tre partite Vergara è stato definito il nuovo Sivori. In Italia funziona così, allora mi chiedo come mai è stato lanciato solo a causa di un’emergenza infortuni. Il nostro calcio è andato a sparire, questo vale anche per il nostro campionato, non più paragonabile agli altri top. Il Napoli ha preso sei gol dal PSV, la Juventus ne ha presi cinque dal Galatasaray. Oggi in Serie A, ogni volta che un giocatore fa un contrasto aereo resta a terra per minuti. Oggi, non si riesce più a vedere con piacere una partita nel campionato italiano, lo spettacolo è davvero sceso. Se togli l’emozione dal calcio è finita e l’emozione è il gesto tecnico, l’intuzione.

Il trammento che ha ricevuto dopo l’eliminazione con la Svezia ha influito sul mio addio alla panchina? E’ così. Qualche riflessione la dovrebbero fare quelli che hanno giocato su questo. Sono stato e resto un grandissimo tifoso della Nazionale, ho sofferto molto dopo i rigori contro la Bosnia.

Succesore Gattuso? Mi viene difficile rispondere, non credo che Allegri andrà mai in Nazionale. L’unico che davvero vuole andare, credo sia Mancini. Ma dopo quanto accaduto è difficile. Ancellotti sarebbe un nome che metterebbe d’accordo tutte le componenti del calcio italiano”.

“Rimpianto Lazio”

E’ chiaramente un’annata che non verrà ricordata come straordinaria. Dall’assenza dei tifosi, ai tanti infortuni, passando per alcune prestazioni non all’altezza. A volte ho visto delle reazioni che non è da squadra di Sarri. Quando ti trovi a dieci punti dalla Conference non può essare un’annata da ricordare. Sarri sa facendo tutto quello che può in un contesto in cui non è facilissimo fare.

Rimpianto di non aver scelto la Lazio piuttosto che la Nazionale? Assolutamente si, la Lazio aveva una grande squadra, mentre per me non c’erano i presupposti per andare ad allenare la Nazionale senza una rete. Il rammarico è per la qualità di quella Lazio, è il mio grande rammarico nel calcio. Quella squadra lì aveva valori assolutamente superiori a quella di oggi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio-tifosi, se fossi la società non ci dormirei la notte. Se la rabbia diventa assuefazione…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Nel momento della Lazio vedo tanta superficialità, sottovalutazione, confusione, tanta impotenza, tanti silenzi. Questa situazione è semplicemente è rimandare l’appuntamento con un chiarimento, una messa a terra di un discorso sensato sul futuro della Lazio calcio come posizionamento, come ambizioni, come posto nel mondo. Una posizione che richiede la necessità di riallacciare in modo organico, passionale ed umile il rapporto con i tuoi tifosi. Nonostante i tentativi di evitare l’effetto deserto, anche in Lazio-Parma la contestazione ha lasciato il segno sullo stadio. Andando avanti così, dove vuoi andare, nella prossima stagione dove vuoi andare, siamo quasi alla fine.

Mi auguro che tramite la Coppa Italia accada qualcosa che possa ribaltare una stagione una delle più brutte stagioni della Lazio. Speriamo che questo piccolo, grande miracolo, possa accadere. Ma se io fossi la Società Sportiva Lazio non dormirei la notte, cercando di pensare al modo in cui poter uscire positivamente da un Cul de Sac mostruoso dopo aver coltivato a volte disprezzo verso una enorme maggioranza di tifosi. Quest è l’avvvizzimento, l’accartorciarsi della passione collettiva. Prima di tante altre cose, se fossi la Lazio mi porrei come problema principale quello di risolvere questa situazione. Questo fossato che siè creato con decine e decine di migliaia di tifosi. Quando la rabbia diventa scoramento ed assuefazione a questo stato di galleggiamento emotivo c’è un problema drammatico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio nona per Lotito non è un problema. Pensa solo alla politica, club un mezzo, non un fine” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Queste sono partite di preparazione all’unica gara che conta. Non è facile giocare con tante assenze, senza pubblico e senza motivazioni. D’altronde se abbiamo un presidente che pensa solo alla politica, questo è lo scenario. Tutti hanno parlato di questa situazione, allenatore e calciatori, meno che lui. Per lui la Lazio nona non è un problema, l’importante è ottenere il massimo con il minor sforzo, chiaramente economico.

La Lazio è un mezzo, non un fine, timbra il cartellino la domenica allo stadio, ma non va a Formello. Anche la comunicazione viene fatta dalla agenzie, non dalla Lazio, quindi senza mai parlare in prima persona, senza metterci la faccia. Il problema è solo uno e si chiama Claudio Lotito. In quasi 22 anni, non ha mai chiesto scusa, o meglio, non si è mai preso le sue colpe, o responsabilità.

La Lazio da oggi è nona in classifica, è scesa, e la posizione potrebbe ancora calare perché all’orizzonte ci sono le trasferte a Firenze e a Napoli. La Lazio, come dicevo ad inizio stagione, finirà tra l’ottavo e il dodicesimo posto.

Mancata conferenza? Per farla servirebbero argomenti, il problema è questo. Ormai non bastano le parole, servono fatti concreti. Sono frasi di circostanza quelle delle conferenza, dette, o fatte dire, per guadagnare tempo.

La situazione è chiara: Ratkov è costato 13 milioni, Dia 12, Maldini 14, Noslin 16. Quando si acquista Belahyane per Baroni, che non lo faceva giocare neanche a Verona, di cosa vogliamo parlare?

Per commentare bisogna essere oggettivi e quindi vanno anche riconosciuti gli errori di Sarri. Per me è troppo schiavo delle sue idee, Pedro non riesce a partire titolare, Ratkov poteva forse essere utile contro questo Parma. Detto questo però, se pensiamo che il problema di questa Lazio sia l’allenatore, non abbiamo capito niente”.

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POLITICA SPORTIVA

Tutta la Serie A tranne Lotito appoggia Malagò: vuole commissariare la FIGC

Il candidato principale come successore di Gravina a presidente della FIGC, al momento, è Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI. Come riporta Repubblica, Malagò ha chiamato mezza Serie A per ottenere appoggio e consensi, ma non ha trovato quello del presidente Lotito.

Anzi, c’è di più. Il patron biancoceleste sta supportando e sostenendo l’idea del Ministro Abodi di commissariare la Federazione, aprendo così una fase di transizione all’interno della massima istituzione calcistica. Da giorni, infatti, il numero uno del club biancoceleste ha affidato all’ex presidente della Lega Serie A, nonché suo fedelissimo alleato, Lorenzo Casini, di redigere un disegno di legge che permetta appunto alla politica di commissariare la Federcalcio.

Si tratterebbe di una mossa estrema, che indurrebbe anche la Uefa a tenere fuori l’Italia dalle coppe europee e dall’Europeo. In questo caso, la nostra nazione perderebbe anche del 2032 che si sta tentando di ospitare in casa. La situazione è in divenire, ma le elezioni del 22 giugno sono alle porte. Quella di Lotito è una corsa contro il tempo ma, soprattutto, in solitaria. Malagò è appoggiato da quasi tutta la Lega Serie A, il presidente della Lazio potrebbe ritrovarsi spalle al muro.

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DICHIARAZIONI

Renzi contro Lotito: “Fa il presidente e sta in parlamento, il sistema non è pulito…”

Domani contro il Parma lo Stadio Olimpico sarà di nuovo deserto con la massiccia protesta dei tifosi della Lazio che diserteranno gli spalti contro il presidente Lotito. La brutta figura della Nazionale e le dimissioni di Gravina, poi, hanno fatto scattare una serie di dibattiti sul sistema calcio da rifondare completamente per tornare competitivi.

Durante la trasmissione a L’Aria che tira in onda su La7, Matteo Renzi ha parlato della situazione politica-calcio e ha attaccato anche Claudio Lotito: “La politica faccia cose per il calcio, oggi la politica ha distrutto il calcio. Fino a quando abbiamo Lotito che fa il presidente, con i tifosi che lo vogliono cacciare via, e siede in Parlamento per fare gli emendamenti non avremo mai un sistema pulito”.