Categorie
RASSEGNA STAMPA

Pioggia d’oro con la Champions: ora Sarri spinge per costruire una Lazio completa

Sarri spinge. La Lazio torna in Champions due anni dopo l’ultima partecipazione peraltro funestata dall’assenza di pubblico per il Covid. I tifosi, quindi, torneranno a vedere una partita della coppa europea più importante dopo otto anni (preliminare perso contro il Bayer Leverkusen), quindici se consideriamo la fase a gironi. Un traguardo importante per il club, arriveranno almeno una cinquantina di milioni tra incassi e diritti televisivi, fondamentali per accontentare le richiesta di Sarri che vuole 5-6 rinforzi di qualità. Migliorare e allungare la rosa senza soffrire i tre impegni in settimana come accaduto in entrambe le stagioni con il tecnico toscano alla guida. Un difetto emerso, peraltro, anche con gli allenatori del passato segnale chiaro che la Lazio non ha mai avuto disponibilità tali per competere a grandi livelli in più competizioni. Già in settimana l’allenatore vuole confrontarsi col presidente Lotito per pianificare le strategie (ritiro fissato ad Auronzo dall’11 al 28 luglio). Inutile temporeggiare o perdere altro tempo: progetto giovani o giocatori più anziani? Questa è la prima domanda ma non l’unica con Sarri pronto ad incalzare il suo presidente su temi fondamentali per il progetto futuro.

Dal punto di vista economico c’è un altro obiettivo che ingolosisce il club: il secondo posto che vale almeno altri trenta milioni, forse qualcosa in meno. Qualificarsi in Champions da secondi consente di prendere dalla Uefa una quindicina di milioni in più tra diritti e market pool e almeno 12-13 per la partecipazione alla Supercoppa che si giocherà il prossimo gennaio in Arabia Saudita con finale a quattro (in caso di arrivo in finale la cifra potrebbe salire). Soldi importanti a cui si aggiungerà quasi sicuramente l’incasso della cessione di Milinkovic a un anno dalla scadenza di contratto. La richiesta è di quaranta milioni, ne entreranno meno ma alla fine Lotito avrà un tesoro da poter gestire di oltre 100 milioni, non pochi visti gli investimenti sempre molto misurati del passato. Tare medita l’addio, scenario sempre più probabile, a quel punto ci sarà un nuovo diesse che il presidente deve scegliere in fretta perché, ormai, non c’è più tempo da perdere (Accardi, Foggia o la promozione di Fabiani, i nomi più gettonati anche se è difficile capire le mosse del proprietario del club).

Sul mercato sono attese le prime mosse anche perché, come detto, tra un mese e mezzo si parte per il ritiro e Sarri spinge, gradirebbe avere il prima possibile i nuovi giocatori. Un terzino sinistro se non resterà Luca Pellegrini (i tifosi sperano nel riscatto dalla Juve), un secondo portiere (se parte Maximiano per andare a giocare), almeno due centrocampisti se non tre tra cui il regista titolare, il sostituto di Milinkovic e un altro in caso di partenza di Marcos Antonio o Basic. Infine gli attaccanti, almeno un esterno (in cima alla lista Berardi del Sassuolo gradito al tecnico), se non due in caso Pedro andasse via, più il vice Immobile. Una rifondazione che non può più aspettare, Sarri chiede chiarezza e un incontro nei prossimi giorni. È arrivato il momento delle scelte. Il Tempo

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un pareggio a Udine? Teoricamente sarebbe buono, ma poi c’è il ‘braccino’…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Pareggio a Udine? “Loro sono una buona squadra, è chiaro che ci saranno delle difficoltà, ma la buona notizia riguarda il rientro di Vecino che chiaramente non potrà essere al massimo nel corso dei novanta minuti. Le difficoltà sono lì a centrocampo, la mediana di Sottil ha qualità, forza e fisicità, fanno molta densità. La Lazio deve cercare di tenere botta in quella zona, se lo fa per il resto non c’è storia. Bisogna tornare ad avere quella tenuta difensiva che ultimamente la squadra ha perso. Dei friulani mi piace molto Samardžić, non a caso c’è già il Napoli su di lui.

Pareggio a Udine?

Se diciamo che mancano tre punti per la Champions, considerando la probabile penalizzazione della Juventus, è chiaro che potrebbe bastare anche un pareggio ad Udine. Ma è un discorso teorico, c’è sempre il Milan che vincendo contro la Samp andrebbe a crearti pressione per il match successivo con la Cremonese. La Lazio deve davvero ragionare gara dopo gara, nulla è scontato. Noi facciamo tante tabelle, ma dobbiamo capire che domenica sera la Lazio scenderà in campo con la squadra di Pioli ad un punto. Si, certo, bastano tre punti per la Champions, ma poi c’è il campo, c’è la psicologia, la pressione da gestire. La Lazio ha chiaramente il ‘braccino’, è inutile che continuiamo a dire che basta poco e che c’è superiorità sulla carta nei confronti delle avversarie. L’aspetto psicologico è fondamentale. Penalizzazione Juventus? Credo che minimo avrà nove punti di penalizzazione. Non mi addentrerei troppo sulla questione della pena afflittiva, su quella non ho certezze”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito si muove per un nuovo DS: tentativo per Giuntoli, alternative Foggia e Accardi

Eppur si muove, Lotito si sta muovendo. Per lo meno finalmente inizia davvero a guardarsi intorno e ad alzare il telefono. E partita ieri la caccia a un eventuale nuovo DS per la Lazio. Guarda caso, subito dopo il confronto fra il pa-tron e Sarri, martedi a pranzo a Formello, Ufficialmente Maurizio non ha mai posto un aut aut fra lui e Tare, ma ha fatto più volte intendere al presidente che il rapporto col diesse è ormai compromesso e deteriorato in modo definitivo. Al di la delle divergenze caratteriali, il tecnico è convinto che leli non capisca proprio il suo calcio e quindi non riesca a sostenerlo e ad assecondarlo sul mercato, Lo ave va già intuito l’anno scorso, per questo aveva suggerito invano a Lotito il nome di Giuntoli per far decollare il suo progetto. Forse ora, strabiliato dall’epopea sotto il Vesuvio (com un monte ingaggi ridotto come quello della Lazio), il presidente ci sta ripensando, sia pure in ritardo: ieri si è fatto dare i numeri di Cristiano e del suo brac cio destro Pompilio. In realtà entrambi sono già d’accordo con la Juve, ma De Laurentiis non ha intenzione di liberarli. Giuntoli gli ha detto di non avere più motivazioni per restare il azzurro, ma Aurelio non ha intenzione di lasciarlo andare dall’acerrimo nemico bianconero. Chissà se invece per la Lazio farebbe uno sgarro. È difficile, al momento, sarebbe un colpo di teatro, Lotito non ha mai preso un ds più legato all’allenatore che a lui stesso. Fra i candidati rimbomba l’emergente Aronica dell’Empoli da diverso tempo. Il ritorno da dirigente dell’ex Foggia sarebbe invece un’operazione alla Tare, magari con Fabiani DG a supervisionarlo. Fabiani lavora nell’ombra, ha feeling con Sarri, ha vinto ovunque ed è uomo di fiducia assoluto del pa-tron. Di certo i movimenti di Lotito spingono Tare sempre più verso l’uscio e la scadenza di giugno. Tare ora accetterebbe anche un contratto in ritardo o al ribasso rispetto agli 1,2 milioni percepiti (a Napoli Giuntoli ne guadagna uno) pur di restare alla Lazio. Lotito ora sembra dirigersi sempre più verso Sarri. Non a caso, ha già fissato ufficiosamente con il suo staff il ritiro di Auronzo dall’11 al 28 luglio.Il Messaggero

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Penalizzazione Juve deve essere afflittiva. Situazione complicata per nuova classifica…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAISPORT) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La decisione legata alla Juventus e della possibile penalizzazione si sta complicando. La squadra di Allegri sta vincendo molto, la pena deve essere afflittiva e se ora andiamo a vedere la classifica i famosi nove punti di penalizzazione che in molti ipotizzano non estrometterebbero i bianconeri dalla corsa Champions. Se la Juventus vincesse tutte e tre le ultime partite, per essere chiari, con quella penalità chiuderebbero comunque la stagione con più punti di Roma e Milan. Discorso diverso è quello che riguarda la Lazio che è comunque padrona del proprio destino dal punto di vista della matematica.

Pena deve essere afflittiva

La Juventus dopo la decisione di lunedì 22 maggio da parte della Corte Federale d’Appello potrà comunque ricorrere al Coni, ma certamente non può pensare di cavarsela con meno di quei nove punti. Il problema, ripeto, è che la pena dovrà essere afflittiva e questa classifica complica le cose. Poi, certo, c’è sempre la posizione della UEFA che potrebbe estromettere il club dalla coppe europee. Lunedì sera ne sapremo di più anche in virtù dei risultati di tutte le squadre coinvolte nella lotta Champions. La Lazio deve solo pensare a fare i cinque punti utili per essere almeno quarta. Se non dovesse riuscirci con Udinese, Cremone ed Empoli sarebbe grave”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Pranzo Sarri-Lotito per il futuro: il presidente promette “carta bianca”, ma aspetta la Champions

Un pranzo per decidere il futuro. Come scrive Il Messaggero, ieri Lotito e Sarri si sono ritrovati a tavola insieme dopo la grigliata a Formello organizzata da Immobile. Il tecnico ha ribadito le sue necessità (5 acquisti e alcune garanzie, gestionali e tecniche), il patron le conosceva da tempo e gli ha sempre assicurato carta bianca, ma senza la certezza della Champions non vuole fare ancora dei passi. Rischia di essere tardi, ma Sarri ha dato il proprio ok e aspetta Lotito al varco.

Il tecnico, intanto, ha consegnato la lista degli obiettivi a Claudio Lotito. I principali nomi sono quelli di Audero, Frattesi, Torreira, Berardi e Rafa Silva. Serviranno circa 70 milioni per completare il mosaico. Cinquanta arriverebbero dalla UEFA post qualificazione alla Champions League, gli altri 20 dal gruzzolo ottenuto dall’eventuale cessione di Milinkovic. In casa Lazio è appeso il cartello dei lavori in corso.

Da Maximiano a Cancellieri, passando per Basic e Marcos Antonio. Gli acquisti voluti dal ds Tare sono stati messi alla porta da Sarri che in estate ne vorrebbe la cessione per investire, poi, su altri nomi. Il Messaggero sottolinea che questi giocatori siano stati portati alla Lazio da Tare, che ha una visione di calcio diversa da quella del tecnico. Che infatti ieri, nel pranzo con Lotito, ha ribadito di voler un direttore sportivo che capisca il suo calcio. Tare si avvia con silenzio alla scadenza del contratto, ma Lotito non lo ha mai salutato a tu per tu.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Pedro vuole chiudere il cerchio, ma il futuro è ancora in bilico

Fermo al palo. Trema ancora quello dell’Olimpico sull’arcobaleno di Pedro. Stavolta comunque decisivo: lo spagnolo subentra al 58’ al posto di Felipe Anderson e sforna il cross su cui poi Milinkovic s’avventa con la schiacciata del 2-2, a un soffio dal gong. Ora quel punto acciuffato venerdì scorso in pieno recupero può diventare davvero d’oro, alla luce di due risultati (pari della Roma e Atalanta ko) dell’ultimo turno. Se la Lazio dovesse vincere domenica sera al Friuli, potrebbe ritrovarsi matematicamente già qualificata in Champions il giorno dopo: lunedì infatti ci sarà il processo Juve, la penalizzazione (certa e afflittiva) è attesa al tramonto. A quel punto non conterebbe più nemmeno la corsa sul Milan, al momento a -3 al quinto posto. Sarri non vuole fare calcoli, ieri alla ripresa lo ha ribadito al gruppo, ma adesso diventa fondamentale risollevare la ciurma, apparsa ancora sotto tono dal punto di vista psico-fisico. «Questa Lazio è stanca perché è faticoso lottare con squadre forti che cercano di rubarci il posto. Dobbiamo impegnarci, nell’ultima gara abbiamo perso punti, ma manca poco al traguardo», ha spiegato Immobile, premiato ieri mattina dall’Ussi all’Olimpico. Dopo il gol casalingo ritrovato, anche Ciro vuole rialzare il morale dello spogliatoio: così oggi il capitano ha organizzato una grigliata con tutti i compagni a Formello. Deve sdebitarsi anche per il 14esimo assist ad personam recapitatogli da Luis Alberto, un Mago riabilitato in tutto e per tutto da gennaio. Merito anche e soprattutto dell’opera di mediazione con Sarri dell’amico Pedro.

LA VITTIMA PREFERITA – Ora il richiamo della Spagna va scansato di nuovo. Il Cadice ci riproverà per Luis Alberto a giugno, adesso si affaccia invece anche il Valencia per Pedro: «C’è un’opzione a favore della Lazio e il suo rinnovo lo do per scontato», assicurava Lotito ormai a dicembre scorso. Ma ora improvvisamente ci sarebbero nuove valutazioni in corso. La Lazio vuole giocatori stra-motivati il prossimo anno e, oltretutto, ha deciso di abbassare il monte ingaggi e svecchiare ulteriormente l’organico. Diego Gonzalez ha già sostituito Luka RomeroCancellieri potrebbe essere inserito nell’affare Berardi col Sassuolo. Forse non è un caso che il club biancoceleste stia pensando a nomi di grido (occhio a Kulusevski offerto dalla Juveper Milinkovic) anche sull’esterno. Pedro compirà 36 anni a luglio, in questa stagione è già sceso parecchio il suo rendimento, anche se rimane un campione-leader dello spogliatoio. Nel 4-3-3 di Sarriperò c’è bisogno di maggior ricambio sulle fasce, spremute all’osso. Dal suo ritorno, Felipe Anderson(a breve papà) ha giocato 95 gare di seguito: è alla sua stagione più prolifica (12 centri), ma ha l’affanno dopo i tre gol segnati in quattro gare tra Spezia e SassuoloZaccagni (nel weekend nella capitale il suo procuratore Giuffredi per il rinnovo), ha collezionato un solo assist nelle ultime sei gare perché un principio di pubalgia è tornato a tormentarlo. Chissà che, anche per questo, domenica non possa tornare proprio Pedro dal 1’, per riscattare la chance da titolare sciupata nello 0-1 col Torino. Mai una sconfitta (in 5 confronti) contro l’Udinese, la sua vittima preferita (3 gol) e anche quella contro cui ha firmato il suo nome per la prima volta – con la maglia giallorossa al Dacia Arena il 3 ottobre 2020 – nel campionato italiano. Potrebbe essere un rilancio o la chiusura di un cerchio romantico. Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri a cena con Lotito, 5 colpi con la Champions: idee Kulusevski e Fabbian

Maurizio Sarri vuole cinque acquisti per continuare il suo progetto alla Lazio. L’ha ribadito giovedì sera a cena a Lotito, disposto ad accontentarlo in caso di qualificazione in Champions: traguardo che consentirebbe al club di guadagnare 50 milioni di euro.

Il Messaggero fa il punto sulle idee di mercato e parte da Milinkovic, che piace alla Juventus. Per far abbassare il prezzo, i bianconeri possono abbassare il prezzo del riscatto di Pellegrini, inserire Rovella, giocatore che interessa soprattutto per il ruolo (Marcos Antonio andrò via) o il 23enne rientrante dal prestito al Tottenham, Dejan Kulusevski. Che a suo tempo scelse la Juventus proprio per Sarri, per poi ritrovarsi Pirlo.

Una novità invece si chiama Fabbian della Reggina. Mezzala, 8 gol quest’anno, classe 2003, sta stupendo tutti ed è di proprietà dell’Inter, con cui c’è in ballo il rinnovo di Acerbi. L’altro intermedio attenzionato, oltre a Frattesi il cui costo però è troppo alto, è Fazzini dell’Empoli: anche lui un giovane italiano destinato a crescere tanto. La priorità per Sarri però rimane il mediano: è stato proposto Clasie dell’Az, anche Schouten del Bologna e Sarri non ha ancora dimenticato Torreira.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lotito, compleanno e messaggi: “Ora necessaria unione interna ed esterna. La Champions per la svolta del club”

Nel giorno del suo 66° compleanno, il Presidente Claudio Lotito è stato ospite ai microfoni di Lazio Style Channel. Queste le sue parole:

“Chiedo serenità all’ambiente perché mancano quattro finali da qui al termine della stagione e ognuno deve fare la propria parte, dobbiamo continuare a creare un clima positivo e di unione, sia internamente sia esternamente.

Io posso mettere volontà e determinazione nel risolvere i problemi, con l’obiettivo di tirare fuori il 100% delle potenzialità di ognuno, poi però in campo vanno i calciatori: sono loro gli artefici del loro e del nostro destino.

Il ritorno dell’Under 19 nel campionato Primavera 1 è per me motivo di grande soddisfazione, avevo delegato mio figlio a guida di questo comparto, ha portato un risultato importante, la squadra è risalita con merito con una giornata di anticipo.

Ora sarà battaglia per la Lazio Women che, dopo tanti mesi al primo posto, ha purtroppo perso domenica scorsa con il Napoli: confidiamo nelle ultime tre partite fare bene, sperando che i nostri avversari co permettano recuperare quel punto che ci distanzia dalla squadra partenopea.

Queste ultime quattro partite possono rappresentare una svolta per la Società, la squadra ed i tifosi perché vorrebbe dire rientrare nell’Olimpo del calcio, una ulteriore testimonianza del fatto che rappresentiamo la Prima Squadra della Capitale sia anagraficamente sia dal punto di vista sportivo.

Festeggeremo nei prossimi giorni l ricorrenza del decennale della vittoria del 26 maggio, abbiamo preparato un evento ad hoc, speriamo possa rappresentare un momento di gioia e di festa, accompagnato anche dai risultati del campionato”, conclude Lotito nel giorno del suo compleanno.

Compleanno Lotito. LEGGI ANCHE:

Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito con Sarri: “Champions ad ogni costo, poi farò le mie valutazioni”

Unità d’intenti dall’alto in basso. Dietro il confronto di lunedì voluto da Sarri con i big e il resto del gruppo c’è la regia di Lotito, furioso per la debacle di Milano, ma soprattutto per aver rivisto qualcuno pensare solo a se stesso e al proprio orticello piuttosto che al bene della Lazio: «Dobbiamo subito ritrovare lo spirito collettivo che ci ha portato così in alto in questo campionato. Mancano quattro finali – assicura il numero uno – e dobbiamo centrare la Champions a ogni costo. Poi io farò le mie valutazioni al traguardo». Né figli né figliastri, di nuovo tutti sulle spine, nessuno escluso. È questa la strategia del patron per tirare fuori da ognuno il massimo. Lotito con Sarri, fa riprendere il pugno duro, è al fianco del tecnico con cui si è confrontato al telefono anche lunedì sera, dopo il discorso mattutino nello spogliatoio. Dopo il 4 giugno però il presidente dovrà fare delle scelte drastiche per evitare che in futuro possano ripetersi alcune situazioni dell’ultimo anno. Ormai pure lui lo ha appurato: appena qualcosa va storto, anche dentro Formello c’è chi aizza gli animi irritati, gettando benzina sul fuoco.

CROCEVIA, LOTITO CON SARRI – Pure questo è un frangente delicato e Sarri ha voluto capire se tutti stessero ancora remando nella stessa direzione per il medesimo obiettivo. I mugugni di Milinkovic e lo sfogo di Immobile alla sostituzione col Sassuolo potevano essere un campanello d’allarme, ma i senatori hanno risposto pubblicamente e in privato: «Uniti per la Champions». Sergej non ha pensieri legati a un addio estivo (anche se in Italia Juve e Milan sono tornate sotto), Ciro ha addirittura già rifiutato un’altra offerta milionaria dall’Arabia alla Cristiano Ronaldo, pur di rimanere a vita alla Lazio e di sostenere ancora questo progetto tecnico. E allora è attesa una grande dimostrazione sul campo davanti al proprio popolo (venduti 7mila biglietti al momento). D’altronde anche a inizio gennaio la Lazio superò un altro momentaccio con un confronto e un patto che la portò a un cammino da record con un nuovo Luis AlbertoSarri spera che il chiarimento di lunedì produca lo stesso effetto. Dalla sconfitta col Lecce al ritorno col Lecce dopo 3 ko nelle ultime 4 gare e la Caporetto di San Siro. Forse è uno snodo del destino. In quel terribile schiaffo al Via del Mare Immobile si sbloccò, dopo il primo calvario. Adesso il capitano vuole tornare al gol, che gli manca ormai dall’11 settembre all’Olimpico. Serve una vittoria contro i salentini, stramotivati dalla ricerca della salvezza dopo la batosta col Verona, ora col fiato sul collo. Sarà una sfida all’ultimo respiro perché anche i biancocelesti non possono più permettersi nessun passo falso.

ANSIA – Due settimane fa era di 8 lunghezze il vantaggio sulla quinta, adesso di tre, striminzito. Persi 9 punti dall’Inter, 6 dall’Atalanta, 5 dal Milan, 4 dalla Juve. Guadagnato solo un punto sulla Romaal settimo posto. La consolazione in questo caso non può essere un premio. Lunedì Sarri ha voluto scongiurare un crollo emotivo, ma è palpabile il calo fisico con un organico così ristretto e spremuto. Nei finali di stagione purtroppo è una costante della Lazio. Anche RejaPioliPetkovic e lo stesso Simone Inzaghi finirono a corto di fiato. Questo dovrà servire da insegnamento, è un monito definitivo per il futuro. Perché evidentemente non dipende solo dal tecnico di turno e nemmeno dal tutti per uno. Il Messaggero

Categorie
SOCIETA'

L’editoriale di Lotito: “Raccogliamo i frutti del lavoro con la guida impeccabile di Sarri”

L’editoriale del presidente della Lazio, Claudio Lotito, per il Magazine ufficiale del club

Editoriale Lotito: “Cari tifosi biancocelesti, sono stati mesi particolarmente intensi, che ci hanno restituito i frutti di tanto lavoro svolto. La Lazio, con la guida impeccabile del Mister Maurizio Sarri, è arrivata fino al secondo posto in classifica, stupendo l’Italia con un gioco spettacolare e concreto.

Abbiamo ancora negli occhi la doppia vittoria del derby, con una cornice di pubblico magnifica e una coreografia che ha citato Shakespeare per esprimere con arte e fantasia il senso della lazialità.

Ricorderemo a lungo anche vittorie come quelle contro il Napoli campione d’Italia e la Juventus. La prima, sorprendente e cinica. La seconda, figlia di quella maturità sul campo che è la vera grande novità di quest’anno sportivo. Le partite più a rischio, di solito, sono quelle che vengono dopo affermazioni così esaltanti: eppure, senza accusare cali di concentrazione, la Lazio ha vinto anche quelle.

Non è un caso allora che la nostra compagine vanti una delle migliori difese d’Italia e abbia lasciato la propria porta imbattuta per la cifra record di diciannove volte.

Ogni reparto, non solo la difesa, ha dato il suo meglio: un centrocampo pieno di creatività e intelligenza, un attacco che ha saputo incantare dovendo anche fare a meno per tante partite del suo bomber Ciro Immobile che è tornato con la carica di sempre per dare il suo contributo anche in questo finale di stagione.

Sono tanti i punti di eccellenza in questa squadra costruita dalla società in un’ottica di crescita e di valorizzazione dei singoli, ma nel contesto di un collettivo in cui ognuno aiuti l’altro.

Ci sono giocatori che fanno parte della Lazio ormai da tempo, ma che riescono a sorprenderci sempre: le 250 partite con la Lazio di Luis Alberto e Felipe Anderson, le oltre 200 di Danilo Cataldi, il premio come miglior goleador straniero della Lazio di tutti i tempi per Sergej Milinkovic. Testimonianze di grandi professionalità e attaccamento ai colori sociali.

Tutti si sono dimostrati utili per raggiungere un obiettivo ambizioso che vogliamo fortemente: la qualificazione alla prossima Champions League. 

Il pubblico è con noi e ha ritrovato la voglia di andare allo stadio in numero sempre crescente e sono felice che stia accadendo.

Voglio, da ultimo, fare un cenno agli ottimi risultati della Primavera e della Lazio Women, che stanno lavorando per raggiungere la promozione con perseveranza e impegno. Aggiungo alle note liete la qualificazione di quasi tutte le altre squadre nel settore giovanile alle fasi finali. C’è una Lazio che cresce, che si afferma, che scrive già oggi il proprio futuro”.