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ARBITRI RASSEGNA STAMPA

Caos arbitri, tre big si dissociano da Lotito: la situazione

La PEC inviata da Claudio Lotito alla Lega Serie A ha avuto l’effetto di dividere l’opinione pubblica e il mondo del calcio: i presidenti di JuventusMilan e Inter ne prendono le distanze. 

Restano oscuri gli intenti della dirigenza biancoceleste quando ha deciso di inviare la PEC alla Lega Serie A. Da un lato, si chiedeva di fare luce su casi contrari alla Lazio tanto ricorrenti da non essere più ascrivibili alla casualità; dall’altro, si prendeva le distanza da ogni teoria del complotto. Nel frattempo, la lettera inviata ha fatto un gran rumore e ha avuto l’effetto di dividere le società di Serie A, specie in relazione allo specifico punto in cui si parlava di una preoccupazione relativa alla regolarità del campionato “non isolata e che riguarda altri club del massimo campionato”. Come sottolineato da Il Messaggero, proprio a riguardo di questo specifico passaggio sono arrivati messaggi da parte di Scaroni, Marotta e Chiellini, con cui hanno dichiarato che le rispettive squadre da loro rappresentate si dissociano dal contenuto della lettera di Lotito.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito ha perso la battaglia politica e non lo accetta. Il 2025 della Lazio? All’insegna del ridimensionamento” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è il calcio del terreno di gioco e quello che si gioca nelle stanze di potere e anche questo conta. Tuttavia questo non può diventare un alibi per la società che ha avuto 6 mesi per lavorare. Ora il mercato non va fatto con le parole, il presidente ha detto che aveva grandi progetti in estate e che i soldi ci sono, quindi aspettiamo e vediamo cosa accadrà.

L”altro calcio’, definiamolo così, è protagonista in modo particolare da un anno, da quando dall’allora presidente della Lega Casini, voluto da Lotito, si è passati a Simonelli, portato da Galliani ed ex commercialista di Berlusconi. Il presidente Lotito, che più che i soldi ha avuto sempre a cuore il potere, ora ha contro Simonelli, la Lega quindi, e la Federcalcio: è una battaglia politica che Lotito ha perso e non accetta. Le battaglie dovrebbe portarle avanti per la Lazio ma le personalizza molto, tant’è che ne paga le conseguenze la Lazio stessa.

Nel 2025 della Lazio c’è stato il ridimensionamento. Adesso Lotito ha l’opportunità di fare mercato: non credo ci sia la fila per alcuni calciatori biancocelesti. Castellanos non ha numeri da goleador, Tavares è stato messo da parte da Sarri. Per la Lazio fare mercato sarà molto difficile così come sarà complicato accontentare Sarri, ma vediamo, aspettiamo i fatti”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, come fosse ‘saldo zero’: Lotito attende offerte per Taty e Tavares. Intrigo Mandas

Non è un mercato a saldo zero, è come se lo fosse. Lotito vorrebbe prima incassare, poi spendere. In uscita ci sono Taty e Tavares, sempre che qualcuno faccia offerte. I rumors sull’argentino, che danno il Flamengo interessato, non si sono mai trasformati in offerta. Lotito chiede 35 milioni per lui. Difficile credere che un club brasiliano, per quanto ricco, possa accontentarlo. Su Tavares c’è l’Al-Itthiad, avrebbe fatto un’offerta al giocatore, non alla Lazio. Servono almeno 15 milioni per convincere Lotito a venderlo, deve il 35% dell’incasso all’Arsenal.  

Castellanos non è mai stato così vicino alla cessione, ma per concretizzarla serve un’offerta. Il suo manager ha il mandato per venderlo, cerca offerte in Europal’opzione Flamengo (sempre se diventerà concreta) per il momento non è contemplata. Si potrebbero aprire strade in Premier, è presto per dirlo. Non è mai stato un segreto, tra Taty e Sarri non c’è stato feeling. Mau vuole un centravanti alla Mertens, è un chiodo fisso. Raspadori sarebbe l’ideale, vale lo stesso discorso fatto per Loftus-Cheek, è inarrivabile per costi. In estate sognava Oyarzabal della Real Sociedad, valutazione 40 milioni. Oggi gli spagnoli sono a due punti dalla zona retrocessione, ma il cartellino non è scontato. Resta sempre in attesa Insigne, conta sulla parola di Sarri e di Lotito. Non ha il via del diesse Fabiani, che punta su Maldini dell’Atalanta.

Intrigo-intreccio tra Mandas, Perin e Leali. Il portiere della Lazio è stato in ballo per la Juve, da secondo, al posto di Perin. Quest’ultimo è di nuovo dato vicino al Genoa con Leali, in orbita Lazio, adesso vicino alla Juventus per sostituire Perin. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio contraddittoria sugli arbitri. Se Lotito fa la guerra al mondo, chi ha intenzione di collaborare con lui?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Regolamento fisarmonica: che si apre e chiude per giustificare gli arbitri. E’ tempo perso. L’arbitro bravo è quello che sa interpretare bene, con logica e buonsenso, il regolamento; gli arbitri ora non hanno personalità e seguono il regolamento. Senza quel tocco di mano Davis non l’avrebbe presa quindi trae vantaggio, pertanto è da sanzionare. È la prima volta che non vedo annullare un gol del genere per il discorso dell’immediatezza. Ci si nasconde dietro al regolamento, che ha mille cavilli, per giustificare la categoria.

La stessa società, a distanza di un mese e mezzo, ha fatto due comunicati opposti. Va intrapresa una strada. Così la Lazio si contraddice. E’ una società abbandonata che si contraddice anche con i comunicati. Sono 4 mesi che deve arrivare lo sponsor, la gente ha capito che, a parte le parole, di vero non c’è niente. Cosa accadrà ora dopo la Pec? Niente. Se tu fai la guerra al mondo, poi chiede al mondo di collaborare? Quando mai ti verranno incontro?

L’intervento di Fabiani prima di Udinese-Lazio, con l’ironia sul Flamengo non fa ridere. Queste battute, in questo momento, non fanno ridere”.

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ARBITRI

Arbitri, la risposta della Lega alla Lazio: “Se pensa ad un disegno faccia denuncia nelle sedi competenti”

Lazio? Gli risponderemo, ma ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato“. Così il presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli, sul caso creato dalla lettera della Lazio dopo il pareggio contro l’Udinese. Il gol di Davis convalidato dall’arbitro Colombo ha scatenato la furia del club biancoceleste, che ha reagito con una “formale richiesta di intervento immediato” per il “ripetersi di errori arbitrali e disomogeneità Var“.

“Gli risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi inopportune – la risposta del presidente Ezio Maria Simonelli a a Radio Anch’Io Sport -. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto. Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici. Ieri sera ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio”.

Simonelli duro: “Critica non tollerabile, se si sostiene altro…”

Poi prosegue, rispondendo duramente alla Lazio: “Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale: metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile. Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali vanno accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti“.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora la verità sul mercato: le aspettative di Sarri, c’è un patto da rispettare

Lo sblocco del mercato apre ufficialmente alla ricerca della mezzala, del vice Zaccagnidel terzino (se partirà Tavares) e delle verità. Sarri e la Lazio non sono quasi mai sullo stesso piano. Mau punterebbe su big in uscita dalle grandi. Il diesse Fabiani su giovani pronti all’uso. La forbice tra sogni e realtà è enorme. Devono trovarsi sulla strada del compromesso, per ora solo teorizzabile. Loftus-Cheek e Raspadori, i prediletti di Mau da mezzala e centravanti, sono irraggiungibili anche a mercato sbloccato per via dei costi, rischiano di appesantire i conti in vista della prossima soglia da rispettare: non più lo 0,8 bensì lo 0,7. 

[…] Sarri si aspetta molto dal mercato di gennaio, dopo un’estate di stenti. Innanzitutto vuole capire se sarà rispettato il patto su cui si è fondata la ripartenza dopo lo scontro di giugno, avvenuto quando ha saputo del blocco di mercato: al Comandante dovevano spettare veti sulle cessioni e approvazione degli acquisti proposti dal club. Al tempo stesso bisogna capire quanto Lotito può ed è disposto a spendere, nel conto della finestra invernale vanno messi anche i rinnovi di Basic e Marusic, per i quali ci sono già stati incontri preliminari. Chiedono rispettivamente ingaggi da tre e due anni da oltre 2 milioni. Aspetta la svolta anche Romagnoli. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, Luis Alberto: “Conosciamo tutti Lotito, per fortuna non è più il mio presidente”

L’inizio traumatico della sua avventura alla Lazio, i contrasti con Lotito, le vittorie e l’addio. Luis Alberto, che poche settimane fa ha seguito da tifoso la squadra biancoceleste a Milano, racconta la sua esperienza nella capitale. “Ho litigato tante volte con Lotito. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è fortunatamente non è più il mio presidente“, ha detto a Fanpage.

Il centrocampista spagnolo è tornato sul suo arrivo a Roma e le difficoltà iniziali: “Ero stato presentato come esterno destro. Era tutto nuovo ed è stato tutto molto veloce. I primi quattro o cinque mesi sono stati devastanti per me, perché non capivo niente. È vero che non giocavo, ma poi è cambiato tutto, soprattutto la cosa più importante: la mia mentalità e il mio lavoro. Lì ho fatto vedere a Simone (Inzaghi ndr) che dovevo giocare”. Nel 2020 il sogno scudetto della Lazio si fermò con la pandemia. “Quell’anno, per mentalità e per come giocavamo, era difficile non arrivare fino alla fine per vincere lo Scudetto. Era una squadra che giocava a occhi chiusi. All’Olimpico spesso vincevamo già nel primo tempo”Una squadra che, alla sospensione del campionato, era in lotta per il titolo: “Per sei-sette mesi non c’era sofferenza in campo. Anche quando andavamo sotto, vincevamo al 90’, 92’, 93’. Si percepiva che in pochi secondi potevamo fare uno o due gol. In campo eravamo felici, ci divertivamo. Senza il Covid, secondo me, fino alla fine ce la saremmo giocata per lo Scudetto”.

Secondo Luis Alberto, nella Lazio “c’è gente che non capisce di calcio e lo dirò sempre. Eravamo un gruppo sano, con un allenatore amico e un direttore sportivo che sapeva quando mettere pressione e quando no. Poi è arrivato Sarri, che è un maestro. Quando è andato via sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”. Secondo lo spagnolo, tra le cause del suo addio, c’è il rapporto con Lotito: “E’ uno dei motivi. Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è nessun rapporto d’amicizia e non ci sentiamo più”. Luis Alberto sarebbe pronto a tornare alla Lazio? “Sì, ma mi deve chiamare Sarri”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, sta pesando l’impegno di Lotito in Senato. Squadra buona, manca una mezzala di classe. Su Tavares e Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ho seguito la storia delle Noif e dell’ammissione al mercato. Ieri Lotito era impegnato a Palazzo Madama, mi vien da dire che una delle cose che più sta pesando è l’impegno del presidente in Senato. E’ venuta meno, da parte sua, un po’ di attenzione in più sulle questioni Lazio. Chi fa il nostro mestiere non può chiedere ad un presidente di vendere la società, per quanto siano comprensibili i timori e lo stato d’animo dei tifosi.

Sul campo la squadra, dopo l’impresa di Parma, contro la Cremonese si è espressa sotto tono. Magari sarebbe servito un pizzico di creatività in più da parte di Sarri. Mi ha stupito molto l’intero match in panchina di Tavares. Lui davanti può spostare molto, mi piacerebbe vederlo come mezzala o esterno alto quando manca Zaccagni. Pedro non ha più tempi ed abitudine per giocare sulla fascia. Fuoriclasse leggendario, ma insistere su un giocatore che non sta più dando risposte può essere un errore. Sarri è un fenomeno ed io sono un sarriano, ma di queste cose si può discutere. Tavares a me non piace, in fase difensiva consegna agli avversari una valanga di palloni, ma in situazione di emergenza proverei a recuperarlo. Dubito che possa forzare il suo impiego ad Udine da interno sinistro.

La Lazio a pieno organico è una buona squadra. E’ successo di tutto in questo inizio di stagione, credo manchi una mezzala di classe. Un Luis Alberto, un Mauri, un Milinkovic, il Samardzic di cui si parla adesso. Un po’ di creatività alle spalle dell’attacco. Se elimini le prime cinque, secondo me potresti anche giocartela con Bologna, Como ed Atalanta. La Lazio ha sbagliato la partenza, dalla quinta in poi ha fatto bene, sarebbe al quarto posto per punti totalizzati”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Arbitri? La società deve tutelare la squadra. Crediti tv o immissione capitale, mi auguro che Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quasi sicuramente la Lazio sarà costretta a fare mercato a saldo zero, però c’è questa novità delle modifiche delle Noif che rende meno complicato ripianare il deficit che una società ha. Tra i crediti dei diritti tv e la possibile immissione del presidente, mi auguro che il mercato sarà libero. Si potrebbero fare così i rinnovi in aumento, poi sani la recidiva, quindi non ti presenti ai controlli di marzo con la sanzione e non rischieresti dunque un altro blocco.

Questione arbitrale? Difficile giocare con questa situazione. Le gestioni delle gare creano difficoltà devastanti.

Il campionato della Lazio è falsato già da qualche tempo, la squadra va tutelata dalla società. Anche quello che ha detto con toni civili Pellegrini deve far riflettere: ‘Qualcosa non torna, ad esempio 9 falli della Cremonese e primo giallo a Pedro’, è una provocazione”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Noif in soccorso di Lotito: ecco come può sbloccare il “saldo zero” ed evitare il blocco estivo

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noif in soccorso di Lotito: ecco come può sbloccare il “saldo zero” ed evitare il blocco estivo

Letteralmente sul filo. Dopo lo stop estivo, la Lazio è al limite della soglia dell’80% del “costo del lavoro allargato”, ma stavolta insieme ad altri tre club. Ecco perché Lotito aspetta con ansia il responso della nuova Commissione di controllo. La riunione – inizialmente prevista ieri – è slittata direttamente alla mattinata di martedì 23: già nel pomeriggio il presidente Atelli trasmetterà i verdetti alla Figc per la comunicazione alla società.

Se la società dovesse aver sforato l’80% del costo del lavoro allargato, a quel punto la Commissione certificherebbe la somma da immettere per rientrare nel parametro. Se bastassero 4 milioni, il presidente potrebbe versarli immediatamente per sbloccare il mercato, oppure usare un credito futuro. Tuttociò grazie alle modifiche del titolo VI del regolamento NOIF, che daranno a tante società in difficoltà il modo per ripianare più facilmente eventuali gap. Oltre all’aumento di capitale, si possono sfruttare crediti relativi alla cessione di calciatori e diritti TV.  Novità vitali nel nuovo anno, anche in vista della trimestrale di marzo (la soglia dell’indicatore scenderà al 70%) per non incorrere in nuovi blocchi a giugno. Da una parte la Lazio ha bisogno di “liberare” subito il mercato per scongiurare la necessità di fare plusvalenze e scongelare i rinnovi; dall’altra deve pensare anche al futuro