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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ottimizzatore. Modulo con trequartista se Dele non svolta. E se Insigne…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Frosinone contro l’Avellino ho visto una Lazio più vicina a quella dell’ultimo Sarri piuttosto che di quella più efficace del secondo anno. In particolare dal punto di vista della produzione offensiva. Si fraseggia molto, anche se ho visto una buona prima mezzora dal punto di vista del ritmo. Queste gare servono per mettere a punto delle cose, non poteva essere un esame probante per la difesa, anche se da Provstgaard arrivano buone sensazioni. E’ solido, è chiaro per lui è una fase importante anche perché Patric è alle prese con un nuovo problema, questa volta muscolare. Ora la preoccupazione maggiore per Sarri è in vista dell’esordio a Como. In difesa, senza Patric e Romagnoli (squalificato, ndr), ha la necessità di avere un centrale dominante che guidi la linea insieme a Gila. Vediamo che segnali arrivano nei prossimi giorni da Patric, con queste poche garanzie fisiche è difficile pensare di liberarsi tramite il mercato di Gigot.

Cataldi a metà campo è quello che garantisce maggiore ordine. Per caratteristiche è un po’ come il Jorginho del Napoli. Se dovessi immaginare già adesso il trio di centrocampo per Como, punterei su di lui, Guendouzi e Rovella come mezzala alla Allan.

Quello di oggi è un Sarri meno rigido rispetto alla versione precedente. Anche lui ha confessato che sta pensando ad alternative tattiche. Se non dovesse avere indicazioni positive da diversi giocatori, Dele-Bashiru e gli esterni in particolare, è pronto a cambiare anche il sistema di gioco per ottimizzare le risorse che ha, andando verso un modulo con il trequartista. Pensando a gennaio, con il possibile arrivo di Insigne, per esempio, si potrebbe virare su un 4-3-2-1 con Zaccagni ed Insigne o Pedro dietro uno tra Dia e Castellanos. Sull’ex capitano del Napoli, l’agente ha fatto sapere che a breve ci possa essere un annuncio per il suo assistito. Nel caso della Lazio, dovrebbe aspettate diversi mesi per il tesseramento a patto di potersi, nel frattempo, allenarsi con la squadra”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’- ‘LeastSquares’: “Capitali, investimenti, ricavi e fatturato, le preoccupazioni per il futuro della Lazio. Limite di spesa anche a gennaio…” (AUDIO)

Intervista all’esperto economista ‘LeastSquares’ (su X) ai microfoni di Radiosei

“Quello che è accaduto lo sappiamo tutti, il mercato della Lazio è bloccato perché non ha rispettato gli indicatori al 31 marzo.

Lotito ha una ritrosia all’indebitamento a lungo termine ma questo invece è fondamentale per poter investire; la cosa che ha dimenticato di dire il presidente è che la Lazio è una società in cui la proprietà non immette liquidità. Mettendo insieme questi due fattori la Lazio si è trovata sempre ad operare con bassissima liquidità.

Lotito ha detto che non è importante spendere molto ma fortunatamente Sarri lo ha smentito subito; vedendo la A notiamo che le classifiche le stilano i fatturati. I dati non sono confortanti perché la stagnazione dei ricavi vede la Lazio retrocedere nel ranking.

Adesso il problema, sul fronte dei diritti tv, è che quelli nazionali sono stagnanti, su quelli internazionali c’è un problema legato alla maggiore competitività, è più difficile qualificarsi in Europa. Significa che se in passato potevi contare sui milioni che ti entravano dalle Coppe ora non ci sono, quindi i diritti tv sono un problema ma quello principali restano gli altri ricavi: la Lazio negli ultimi anni non ha investito ma in maniera costante.

L’altra nota dolente che non ha creato una crescita è quella delle plusvalenze; siamo molto indietro rispetto a tante altre squadre che pur rimanendo col bilancio sano hanno fatto le loro fortune con le plusvalenze

In virtù dei bassi ricavi e per evitare un nuovo blocco a marzo, anche a gennaio, laddove dovesse avere il via libero per un mercato libero, la capacità di spesa sarebbe minima”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, altra occasione persa da Lotito. Nessuna certezza per gennaio. Sarri bello sui tifosi ed interessante su Tavares e varianti tattiche” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Da parte del presidente della Lazio, la conferenza stampa di ieri, è stata l’ennesima occasione persa per fare un passo verso i tifosi. Nei toni e nel merito delle questioni affrontate, ogni uscita pubblica da parte sua diventa controproducente. Genera sconforto, le cose che si ripetono all’infinito sempre uguali non possono non provocare questo sentimento. Per fortuna che c’è stato Sarri che ha dato tanti spunti. Le risposte di Lotito sono quelle di sempre, l’assunzione di responsabilità non c’è stata, è stato solo tempo sottratto al vero protagonista di ieri. Tra l’altro, il tecnico è stato molto simpatico nel pregare i giornalisti nel fare domande a Lotito che potessero portare a risposte secche.

Di Sarri mi hanno colpito molte cose. Mi è piaciuto l’appello fatto alla gente, a tutto ciò che può trasformare un’estate negativa in qualcosa di positivo. Bello quando ha subito riconosciuto la motivazione dei 26 mila abbonati, il loro atto di fede che si somma alla rabbia per gli eventi ed il blocco di mercato. Quando, invece, mette in concorrenza Rovella e Cataldi mi preoccupa un po’. Così come l’ultima battuta sul capitano. A domanda ha risposto che sulla fascia di Zaccagni deciderà il gruppo. Pensavo che almeno questo tema fosse stato superato in un’estate già complicata.

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, certezze da Lotito non sono state date. Inoltre, lo stesso Sarri ha detto che per il momento la lista dei desideri è stata cancellata dalla propria testa.

Importante da parte del tecnico anche la sottolineatura su Tavares. Ha fatto capire che tatticamente l’ha trovato più avanti rispetto a quanto pensasse prima di allenarlo. Significativo, poi, il fatto che Sarri abbia aperto anche alla possibilità di varianti tattiche rispetto al 4-3-3. In questo momento la priorità è quella di non confondere la squadra, di dare un’identità, ma nel corso del ritiro ha lavorato anche sul 4-3-1-2 e sul 4-2-3-1. Alternative che potrebbero anche essere legate all’arrivo di Insigne“.

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Lazio, la chiarezza di Sarri nel soliloquio di Lotito: motivazione, visione e lazialità

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La ‘svista’ è un aggravante, non una giustificazione. Ecco gli appunti da fare a Lotito…”(AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sapevo come si sarebbe sviluppata la conferenza. Bravissimo Sarri, inutile sottolinearlo.

Ad ogni modo ho degli appunti da fare dopo le risposte del presidente, visto che in conferenza non si può replicare. Ha detto che non si deve scusare perché sono anni che sta potenziando la squadra, se è così qualcosa è andato storto visto che la Lazio viene da due settimi posti ed è fuori dalle coppe. Ha parlato dello sponsor, dice che non si accontenta di pochi milioni per non sminuire il valore della Lazio ma è lui che sta svalutando la Lazio; in occasione dell’ultima Champions disputata la Lazio era l’unica squadra senza sponsor.

Ha anche detto che lo scorso hanno è venuto meno lo spirito battagliero della squadra, quando mesi prima aveva dichiarato di aver mandato via i mercenari per puntare a fare i fatti.

Ha nominato, testuali parole, ‘l’indice di stupidità’, che tra l’altro aveva votato anche lui. Sostiene che le banche abbiano riso di questa situazione ma i tifosi sicuramente non hanno riso, anzi, sono arrabbiati.

Visto che lui in società controlla tutto, la ‘svista’ di cui parlano non è una giustificazione ma un aggravante. Sul Flaminio, il Comune di Roma si aspetta più fatti e meno parole.

Sostiene di non aver venduto Milinkovic per accontentare la piazza, altro aggravante perché poi l’ha venduto per 40 milioni, molti meno rispetto a quelli che avrebbero dato prima per il calciatore.

Dare la colpa agli altri è inutile, i tifosi ormai lo hanno capito questo gioco, queste parole non servono a nulla”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Lotito: “Sarri, il blocco del mercato e i ricavi. Non abbiamo bisogno di soldi. Scuse ai tifosi? No e non vendo perché…” (VD/AD)

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Sarri, il blocco del mercato e i ricavi. Non abbiamo bisogno di soldi. Scuse ai tifosi? No e non vendo perché…” (VD/AD)

Le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del tecnico Maurizio Sarri

Il ritorno di Sarri

“La prima parte non si è mai interrotta, sono state situazioni contingenti che hanno comportato l’avvicendamento in quel momento. Motivi anche familiari. Il mister aveva fatto una scelta che abbiamo accettato, non era stata una nostra valutazione, ma per una situazione che abbiamo compreso. Ora proseguiamo insieme per mantenere un percorso intrapreso che non era stato ultimato. Una scelta di cuore, affetto, considerazione e stima per un uomo che ha dato tanto al calcio e alla Lazio, e che può ancora dare tanto. Può insegnare ai nostri calciatori a sfruttare le loro potenzialità”.

I tifosi

“Dipenderà da noi non deluderli, la società sta mettendo in campo tutto ciò che è possibile. Non voglio fare polemiche dal punto di vista normativo, accettiamo le situazioni che si sono determinate anche se non le condividiamo. Necessità fa virtù, non fare mercato per la gente comune è uno svantaggio, ma può diventare qualcosa di positivo se il gruppo decide di dimostrare al massimo le proprie potenzialità. Il gruppo ha in Sarri un maestro che può tirare fuori il massimo. Nella scorsa stagione non è successo visto il risultato finale, spero che i calciatori colgano l’occasione come un momento di coesione. Mi sembra dai primi giorni di allenamento c’è grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ora starà a loro dimostare quanto valgoino”. 

Obiettivi cambiati senza mercato?

“Penso che noi non ci siamo mai prefissati obiettivi in partenza. Abbiamo allestito una squadra che può competere e lo abbiamo dimostrato nella prima parte, anche in Europa. Poi abbiamo buttato chance contro squadre abbordabili in casa, forse era scomparso lo spirito battagliero. Ieri un giocatore importante mi ha fatto sorridere, io mi faccio la foto a patto che venga il mister con me. Viene già considerato per l’autorevolezza, come elemento trainante per un valore aggiunto. La nostra scelta, indipendentemente dal mercato che non pensavamo fosse bloccato, nasce dal pensare che fosse Sarri il più idoneo. Ma anche sul percorso interrotto prematuramente senza una scelta voluta dalle due parti. Ricorderete: dicemmo “apriamo un ciclo che ci porterà a crescere man mano”. Il ciclo si è interrotto, ora lo abbiamo riscoperto con la difficoltà del blocco del mercato. Ma la rosa dal punto di vista numerico è abbondante, dovremo tagliare quando il mister sceglierà chi continuerà qui. Alcuni di loro poi sono stati poco valorizzati, il mister ha la capacità empatica di farli migliorare. Il campo sarà il nostro giudice. Noi da società mettiamo a disposizione tutto ciò che possiamo. Abbiamo scelto di non fare il ritiro fuori perché il centro sportivo ha tutto per formare al meglio la squadra. Ce l’hanno riconosciuto anche i giocatori e il mister, senza essere sballottati a destra e sinistra. Se i giocatori si mettono a disposizione e recepiscono le sue indicazioni, vedremo che risultati otterremo. Sono convinto che il valore aggiunto è il mister, che è un fuoriclasse. Come tale lavorerà. Ci sono giocatori normali, buoni giocatori, ottimi giocatori e campioni. Non dico campioni, ma tutti insieme possono fare grandi cose”.

Sul blocco del mercato

“Lotito era consapevole 8 anni fa a istituire un indice di liquidità quando saltò il Parma a campionato in corso, per far sì che non saltassero a campionato in corso. Monitora i costi e ricavi a breve, nei 12 mesi. L’indice all’epoca era 0,2 o 0,3. Oggi è 0,8 per le aziende in crisi. La fotografia della scoietà viene fatta al 31 marzo, immaginate cosa può accadere. Il 31 marzo uno ha una fotografia, poi al 30 giugno può essere un altra. Io lo chiamo indice di stupidità. Si verifica questo: una persona rigorosa, attenta, se fa investimenti patrimoniali, arricchisce la società, realizza cose con la cassa della società. Se uno fa così, la Lazio è l’unico contribunete in Italia che negli uiltimi 20 anni ha pagato la rata del Fisco con 6 mesi di anticipo. Scadeva il primo aprile, pagavamo a novembre. Sempre adempiuto a ogni cosa. La Lazio parte con la rata di 6 milioni del Fisco pregressa creata da altri, poi paga 15 milioni all’anno per la legge che ha salvato lo sport con il Covid e spende circa 6 milioni per la squadra femminile, che non tutti anno. Vuol dire partire con -27 milioni. Nonostante ciò non abbiamo mai ritardato un pagamento, stiamo facendo degli investimenti. Non ha un mutuo, non ha un leasing, non ha un bond. Io potrei fare tutto ciò andando in banca, facendo un bel mutuo, e gravo la società di debiti. Squadre hanno 500-600-700 milioni di debiti e hanno l’indice a posto. L’hanno spostato dal breve al lungo termine. Se io lo sposto da 12 a 13 mesi non viene monitorato dall’indice. Vero, è nato tutto da una svista, l’attuale management che ho trovato e che ho lasciato perché comunque stimo, ha scaricato i costi entro il 31 marzo sul presupposto che l’indice di liquidità sarebbe stato abolito dal 1° luglio. In Europa la Lazio non ha problemi, è solidissima. Bastava sposare 3,6 milioni di costi ad aprile per non avere questo problema. Mi hanno detto la norma è stata abolita, ma vale sempre la vecchia norma. Uno vende e ricompra. Quando abbiamo visto questa cosa abbiamo avvisato il mister del problema, non ci sono né inganni, né atteggiamenti diversi. Tutto questo è fuori da ogni logica. Alcune sanzione comminate dalla Fifa sono state impugnate e annullate perché considerate troppo restrittive dal Tirbunale dello Sport. La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare e altri 300 di giocatori, nonostante ciò siamo stati puniti. Una cosa che non fa onore al calcio italiano. Ora ci sarà una nuova Covisoc, ma non è colpa loro perché prende atto delle norme fatte dalla Federazione. Siamo in silenzio, faremo di tutto sulla base delle necessità che matureranno dopo il girone d’andata, non ci tireremo indietro. Abbiamo speso centinaia di milioni di giocatori, abbiamo avuto tante offerte per i giocatori, non li abbiamo ceduti né a gennaio scorso, né adesso. Il tecnico valuterà chi è idoneo. In alcuni ruoli ci sono doppioni, quindi vedremo”.

Chiedere scusa ai tifosi?

No, per un semplice motivo. Io non ho fatto nulla per non potenziare la società. Sono anni che sto potenziando la squadra. L’indice di stpidia, non conta nulla, ma conta l’indice di solidità. La Lazio non può fallire. Se mi blocchi il mercato, mi crei un danno. Questa restrizione crea un danno, se avessero mantenuto l’indice con “io vendo 100 e compro 100″ avrebbero salvaguardato l’integrità della società. Oggi non posso comprare neanche uno per la Primavera. Vediamo l’indebitamento delle altre società? Che ha fatto la Federazione per tutelare l’integrità e la regolarità del campionato? Voi partite sempre dai nomi, mi dovete spiegare perché allora la Lazio ha vinto contro le più forti e perso contro quelle che stavano retrocedendo… Squadre sono partite per vincere tutto e non hanno vinto niente, non è un discorso solo di nomi, ma di creare un’alchimia nello spogliatoio per far esprimere al meglio le potenzialità delle rose”.

Offerte per la Lazio?

“Totalmente falso. Vi annuncio: la Lazio è una società quotata in borsa, è reato. Sono notizie totalmente false e destituite di fondamento. Solo fantasie di qualche soggetto che ha interesse a strumentalizzare e a creare problemi alla società, soprattutto al sottoscritto. Non consentirò a nessuno di utilizzare mezzi improri per creare problemi alla società. Nel momento in cui si mettono in atto azioni contro di me, ognuno se ne assume le proprie responsabilità”.

Flaminio?

Se dipendesse dalla mia volontà, ci sarebbe il 100%. Abbiamo messo in campo tutto quello che dovevamo, stiamo lavorando in silenzio, come sono abituato. Facciamo le cose pratiche, fatti e non parole. Non parlo, lavoro, con uno staff di altissimo livello. Stiamo mettendo tutta la documentazione necessaria e siamo sicuri di essere nella parte del giusto. L’investimento della Lazio è di oltre 140 milioni per il territorio, e non per lo stadio. Il progetto del Flaminio serve per riqualificare tutta la zona di Roma, non solo la struttura. Abbiamo dato delle soluzioni tecniche e tante persone qualificate al nostro fianco. L’amministrazione sta dimostrando grande disponibilità perché ha visto la serietà. Poi ci sono strumentalizzazioni da bar che vengono dette. C’è un iter che va seguito con professionalità sapendo di fare le cose giuste e in modo trasparente, qui nessuno è agevolato. Lo stadio Flaminio è nato come uno stadio di calcio, non è una piscina. Nessuno favorisce nessuno. Deve finire la campagna denigratoria e strumentale, si vuole evitare, magari anche da qualche tifoso laziale, che la Lazio possa tornare a casa propria. È un investimento da 480 milioni, penso di star facendo un’iniziativa di interesse collettivo. Stiamo facendo tutto per far sì che questo accada. È meglio prevenire che curare, stiamo facendo piano piano i nostri passi”.

Player trading: vendere giocatori all’apice rispetto al passato?

“Domanda è intelligente. Se vendevamo i giocatori all’apice, i tifosi sarebbero stati scontenti. È un cane che si morde la coda. Sicuramente l’esperienza maturata sarà considerata nelle future valutazioni. Noi dobbiamo allestire una squadra sui nomi, non sui soldi. Non è solo un problema di denaro, ma di organizzazione dal punto di vista tecnico, si potrebbero prendere giocatori a poco ma molto forti. Non è questo il tema, ma l’effettivo riscontro delle qualità tecniche dei giocatori. Per accontentare all’epoca il mister Inzaghi non ho venduto Milinkovic a una cifra importantissima, elevatissima, proprio per l’impegno preso. Fu per altro per una serie di coincidenze, il mercato in entrata era chiuso all’1 agosto, avevamo pochi giorni per sostituirlo. Tare mi aveva detto che in pochi giorni non sarebbe riuscito a sostituirlo. Io ho sempre onorato gli impegni che ho assunto, e non volevo privare i tifosi di un idolo. Dal punto di vista economico, avete ragione. Ma questa è una scelta per la piazza e per l’allenatore, che magari forma il giocatore e poi gli viene sottratto. La società così avrà un vantaggio, ma anche i tifosi devono avere i propri beniamini”.

Aumentare i ricavi della Lazio? Lo Sponsor?

Stiamo lavorando in questo senso, abbiamo dato priorità ad allestire certe strutture per la pubblicità e per gli sponsor. Abbiamo creato radio, tv, app che possono consentire a noi sul mercato di avere nuovi sponsor. In passato abbiamo avuto Binance che ha pagato puntuale con cifre importanti. Non metto un marchio sulla maglia per 1/2 milioni, svilisco il valore del mercato. La Lazio secondo voi era giusto che partecipasse alla Conference league? Non era una competizione a cui aspiravamo, deve averne diverse. Ci è saltata l’Europa League e ci è entrata la Roma che ci stava sotto 15 punti. Alla Lazio è successo qualcosa: ci siamo spenti? Ai posteri l’ardua sentenza”.

Tornare sul mercato

La Lazio sta lavorando per correggere l’impianto tecnico-agonistico della squadra. Se ci chiedono tutti i nostri giocatori, significa che la squadra non è male. Parlavano male di Tchaouna, e l’abbiamo venduto a 15 milioni. Abbiamo ritenuto non vendere i nostri calciatori nonostante le tante richieste per tanti motivi, sia per rispetto per l’allenatore e sia perché la Lazio non ha bisogno di cassa. Abbiamo impostato un ragionamento di crescita di un certo tipo. Se poi dei calciatori verranno considerati non idonei, saranno ceduti e sostituiti con alcuni più funzionali. Abbiamo il mercato invernale in cui ci troveremo a parlare di altro. La Lazio lavorerà per operare a gennaio”.

Ancora su Sarri

“Ho grande stima di Sarri dal punto di vista umano, trasmette valori di lealtà. Lavoro perché la Lazio faccia il suo meglio, con l’Academy e lo stadio potrà avere certezza del futuro e un ruolo più importante, senza instabilità. Tante squadre hanno problemi. I laziali devono stare tranquilli, non devono chiedere aiuto a nessuno. Tutti vogliono tutto, io voglio creare le condizioni perché questo club mantenga i suoi profili e resti solido. Per questo mi batterò sempre, spero di raggiungere anche i risultati sportivi, fin qui ci siamo difesi. Ora dobbiamo fare il grande salto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la chiarezza di Sarri nel soliloquio di Lotito: motivazione, visione e lazialità

Doveva essere una conferenza muta ed è diventata una conferenza di enorme, inarrestabile loquacità. Doveva essere la presentazione di Sarri ed è diventata il soliloquio di Lotito. La storia delle domande scritte dei giornalisti, come aveva annunciato la Lazio prima che proprio Sarri, una volta informato, mostrasse il suo dissenso, è morta sul nascere e di sicuro per la Lazio è stato un bene. Lotito si è preso la scena, ma quando parlava Sarri era tutto molto più chiaro. Visione, motivazione, prospettiva, queste sono state le parole più ascoltate nelle due ore di conferenza stampa, insieme a umiltà, convinzione e determinazione. Non possiamo fare mercato, ma abbiamo preso Sarri che è un valore aggiunto. E’ la sintesi del pensiero del presidente che ha riempito la sala con una serie interminabile di complimenti per il nuovo/vecchio allenatore: è un fuoriclasse, è un maestro, è una grande persona. Quasi ad ogni risposta aggiungeva qualcosa su Sarri, sulla sua passione, sulla sua lazialità, sulla sua capacità tattica.

Lotito si è aggrappato all’allenatore sapendo che il momento in casa Lazio è a dir poco delicato. Un suo caro amico, Carlo Tavecchio, quando era presidente della federcalcio, fece una mossa analoga quando chiamò Antonio Conte, fresco di scudetto, sulla panchina della Nazionale dopo il fallimento del Mondiale in Brasile. Qualcuno disse che fu proprio Lotito a ispirare il presidente. C’era bisogno non di un ombrello, ma di un ombrellone. Ma Sarri, come si dice dalle sue parti, mica è bischero. Prima ha fatto una battuta che tanto battuta non era: «Cosa ho pensato quando il presidente mi ha informato del blocco sul mercato? Che mi aveva fregato. Ma ormai la decisione era presa, l’arrabbiatura è durata un’ora, poi ho capito che non potevo lasciare l’incarico davanti a delle difficoltà». Ed è stato ancora più chiaro quando ha parlato del livello della squadra: «C’è bisogno di qualcosa per fare un passo avanti, ma ora non è il caso di pensare al mercato. Dobbiamo dare tutti il cento per cento, anche se non è detto che sia poi sufficiente per raggiungere dei traguardi». E sempre davanti ai giornalisti, mentre Lotito parlava della squadra che può migliorare, Sarri ha commentato: «Quello che dice il presidente è vero, però fino a un certo limite, puoi dare il massimo ma non è detto che basti». Insomma, allenare nelle difficoltà può anche piacergli, ma diventare il garante di una situazione così complicata meglio di no.

Questa è la posizione di Maurizio Sarri a un mese dall’inizio del campionato. «La lazialità ti invade», l’allenatore lo ripete con un piacere evidente, ma conosce i problemi e sa che ha bisogno della gente al suo fianco, anzi, al fianco della squadra. Sarà anche un valore aggiunto (lo è), ma se per due anni di fila la Lazio è arrivata settima quanto valore va aggiunto per farla salire in classifica? C’è un punto su cui Sarri ha voluto soffermarsi e riguarda l’aspetto tattico: «Vedo giocatori acerbi sotto questo profilo». Sono gli stessi giocatori allenati da Baroni… Il comandante allenerà per settimane intere, senza le coppe in mezzo. Per un tecnico che per primo (o fra i primi) ha protestato per il calendario troppo pieno può essere un vantaggio. Però «spero che nella prossima stagione la Lazio giri anche l’Europa». Come dire: si gioca troppo, ma è meglio giocare troppo che poco. E mentre l’allenatore spiegava come sarà duro il lavoro della squadra in questa stagione, il presidente parlava dell’indice di liquidità, dell’indice di solidità e dell’indice di stupidità, così ha mollato un’altra botta a Gravina, senza nominarlo: «Cosa ha fatto la federcalcio per tutelare l’integrità e la regolarità del campionato?». In casa Lazio, se non c’è polemica si sta male. Corriere dello Sport

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Lazio, tabù sponsor: “Ecco come abbiamo lavorato per offerte migliori”

Il tema legato al mancato sponsor tiene ormai banco da diverso tempo in casa Lazio: il presidente ha spiegato la situazione.

Durante la conferenza di presentazione di mister Sarri il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha approfondito il tema del mancato sponsor, che potrebbe costituire una crescita per la società:

“Stiamo lavorando in questo senso, abbiamo dato priorità ad allestire certe strutture per la pubblicità e per gli sponsor. Abbiamo creato radio, tv, app che possono consentire a noi sul mercato di avere nuovi sponsor. In passato abbiamo avuto Binance che ha pagato, puntuale, cifre importanti. Non metto un marchio sulla maglia per 1 o 2 milioni, svilisco il valore del mercato”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, “l’indice di stupidità” ed introiti ridotti al minimo

Claudio Lotito ieri ha fatto fuoco e fiamme. Ha criticato aspramente l’indice di liquidità, perché considera solamente il breve termine, bloccandogli il mercato. Ha tirato delle frecciatine all’attuale management – che non ha scelto lui ma che stima, bontà sua – ma anche a diverse altre società che hanno debiti per centinaia di milioni. Non ha torto del tutto, perché ci sono club, anche nella stessa città, che sopravvivono grazie al fatto che ci sia qualcuno che li mette di tasca sua e che ripiana i debiti. Oppure – in altre città – non lo fa, accendendo un bond e mettendo come pegno la società, perdendola. Oppure ancora che ripiana anno dopo anno più per una storia di famiglia.

Lotito ha votato l’attuale legge, a fine 2023. La FIGC ne utilizzerà un’altra dall’inizio di questa stagione, 1 luglio, ma la fotografia che fa fede era al 30 marzo. Dice anche che c’è stato uno sbaglio, un errore, una svista. Che essenzialmente non è giusto. Effettivamente sembra qualcosa di esagerato, considerando i conti della Lazio nei confronti degli altri. Però c’è una legge – votata da lui stesso peraltro – che ora vorrebbe cambiare quasi ad personam, dicendo che gli altri fanno peggio di lui. Non l’esempio migliore in questi casi.

C’è un solo modo per sbloccare la situazione: mettere i soldi di tasca propria. Non è dato sapere quanto abbia guadagnato Lotito – e le sue aziende – in questi 21 anni grazie alla Lazio. E nessuno vuole contargli i soldi, almeno non qui. Però in una società, alle volte, serve un’iniezione di denaro fresco. La Lazio ha una sola competizione, introiti ridotti al minimo e, in caso di cessioni, non potrebbe nemmeno sostituire chi ha venduto. A questo punto meglio lasciare la rosa così e, a gennaio, si vedrà. Sperando nelle capacità di Sarri che con un solo obiettivo (due con la Coppa Italia) può concentrarsi al meglio. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “È un peccato che tra i tifosi e Lotito non ci sarà mai un punto d’incontro. E sulla difesa…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Il problema è sempre non ammettere gli errori perché può capitare di sbagliare e non serve nasconderlo. È un peccato che tra i tifosi e Lotito non ci sarà mai un punto di incontro.

Il tifo è l’anima di una squadra, una squadra senza tifosi non esiste o comunque non conta niente. I numeri degli abbonamenti parlano chiaro. Bisogna cercare di alimentare la fiducia dei sostenitori laziali. Il tifoso è sempre stato accanto alla Lazio, anche negli anni più difficili.

Sentire Pedro parlare di Champions mi fa piacere, significa che c’è fiducia

Coppia difensiva? Se stanno bene Romagnoli e Gila sono i titolari, si sposano perfettamente. Romagnoli deve guidare la difesa, ha l’esperienza per poterlo fare. Poi c’è Patric se torna il solito dopo l’infortunio, anche Gigot ci può stare pure se l’abbiamo visto meno sappiamo il suo passato. Provstgaard non l’abbiamo visto molto ma sono convinto che diventerà bravo”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, stallo Flaminio: “Nessuno ci aiuta…”

Il destino dello Stadio Flaminio si gioca tutto nelle prossime settimane. Entro inizio agosto verrà approvata una legge voluta dal Ministro dello Sport Andrea Abodi e che prevede, tra le altre cose, l’istituzione della figura del Commissario Straordinario per gli stadi destinati agli Europei 2032. Necessaria sarà poi una mossa da parte del presidente della Lazio Lotito, che non ha ancora presentato i documenti necessari per far partire l’iter.

Come sottolineato ieri dal presidente Claudio Lotito, in occasione della conferenza stampa di presentazione di Maurizio Sarri, i biancocelesti credono di aver fatto tutto il necessario per quanto concerne il progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio. Ieri infatti il presidente ha ribadito come manchino aiuti da parte delle istituzioni, senza i quali il progetto non può proseguire. L’investimento intanto è di 480 milioni, 140 dei quali ricadranno successivamente sul territorio. Il presidente Lotito è stato chiaro: “Dipendesse da me avremmo il 100% di possibilità, ma nessuno ci aiuta…”