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CALCIOMERCATO

Lazio-Fazzini, non è finita? Ieri incontro Lotito-Corsi

FazziniLazio: non è ancora finita! L’affare resta appeso a un filo ma resta in piedi e l’epilogo, stando a quanto riferito stamani da Il Messaggero, non è scontato. Il centrocampista vede solo biancoceleste e si lavora per accontentarlo, consci di tutte le difficoltà del caso. Colloqui anche ieri in Lega a Milano tra il presidente Fabrizio Corsi e Claudio Lotito.

Il vero nodo adesso non sembra più essere legato alla cifra del trasferimento (11-12 milioni di euro) con un prestito biennale gratuito quanto all’obbligo di riscatto legato al posizionamento in classifica della Lazio: i toscani pretendono che il prestito sia oneroso o che l’obbligo non sia legato alla posizione in classifica dei biancocelesti per poterlo mettere in bilancio già a giugno. Si tratta ancora.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Non c’è solo Fazzini. Immobile ha fatto la sua scelta”

In occasione della festa per i 125 anni della Lazio, che si è tenuta in Campidoglio, il presidente Claudio Lotito ha avuto l’opportunità di intervenire su diversi temi caldi legati alla squadra e al futuro del club. Tra gli argomenti trattati, non sono mancati aggiornamenti sul mercato, la situazione di Ciro Immobile e il futuro dello Stadio Flaminio, tema che da tempo interessa i tifosi biancocelesti.

Lotito ha affrontato anche il capitolo mercato, con una menzione particolare per il giovane Fazzini. Il presidente ha precisato di aver fatto un’offerta che considera “più che congrua” per il calciatore, sottolineando come l’importo offerto fosse superiore ai 10 milioni, una cifra che, secondo lui, non può essere considerata insignificante. Lotito ha inoltre precisato che, nonostante l’interesse per Fazzini, il suo arrivo non è mai stata visto come una necessità assoluta: “Non è che o Fazzini o morte”, ha dichiarato con la consueta franchezza.

Poi su un possibile ritorno di Immobile: “Immobile vorrebbe tornare? Ogni storia è legata a momenti specifici. Ciro è stato un punto di riferimento per la Lazio. Ha preso una decisione, è andato a giocare in un altro campionato. Mi ha chiesto di lasciarlo andare, e io l’ho fatto.”

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Cragnotti: “Il nostro un periodo aulico, la Lazio voleva rappresentare il grande calcio. L’apice contro il Manchester. Nesta? Se avesse voluto…” (AUDIO)

SERGIO CRAGNOTTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’!

“Quando ero presidente della Lazio per me era complicato festeggiare contemporaneamente il mio compleanno e quello del club (ride, ndr).

Abbiamo attraversato un periodo aulico, si voleva vincere, si voleva rappresentare il grande calcio, si volevano fare investimenti. C’era la volontà condivisa con il presidente della Roma Sensi di rilanciare la città di Roma a livello sportivo. La grande soddisfazione è aver capito di aver investito bene, visto che molti dei prescelti sono oggi diventati dei manager importanti.

Con Ronaldo, senz’altro, la Lazio avrebbe vinto di più. Sicuramente avremmo anticipato lo scudetto. Ha fatto vedere di che stoffa era, poi avuto un travaglio fisico. Cercavamo quello che poteva renderci ancora più grandi ed affermare ancora di più la lazialità.

Il momento clou fu quando vincemmo la Supercoppa con il Manchester. Lì tutto il mondo capì che grande lavoro era stato fatto. Fu un epoca felice, si poteva rinnovare, già a fine anni ’90 si parlava della costruzione degli stadi di proprietà. Entrammo in borsa, costruimmo Formello. Quando parlai di calcio e finanza non venni capito, in realtà fummo innovativi già in tempi non sospetti. La plus-valenza l’abbiamo inventata noi. Non si capiva che il giocatore già ammortizzato e ben venduto implicasse la possibilità di investimenti ancora più importanti.

Nesta è stato un grande calciatore, tutti lo ammiravano, anche se dal punto di vista caratteriale era un po’ fragile. Se avesse voluto restare da noi l’avrebbe potuto fare. Magari anche lui si è fatto un po’ ingolosire dalla possibilità di confrontarsi su altri piani”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Progetto stadio indica la nostra prospettiva. Mercato? Facciamo quello che serve con le risorse a disposizione”

All’uscita del Senato e poco prima di recarsi in Campidoglio, il presidente Claudio Lotito, ai microfoni dei cronisti presenti, ha commentato così i festeggiamenti per i 125 anni del club soffermandosi anche sul mercato e sul derby. Le sue parole: “Si festeggerà avendo, prima di tutto, la consapevolezza di aver preso una società che oltre vent’anni fa era tecnicamente fallita e oggi mi pare ha una prospettiva completamente diversa e soprattutto adesso sta costruendo l’academy e ha presentato il progetto dello stadio e quindi diciamo è un valore assoluto dal punto di vista di quelle che sono le prospettive del club in termini di certezze risultati, sportivi e economici.

Mercato? Non è una questione di nomi, non facciamo la collezione delle figurine panini. Facciamo quello che serve compatibilmente con quelle che sono le risorse a disposizione. Stiamo facendo le cose senza ricorrere al credito. Indice di liquidità? Abbiamo un problema tecnico, dobbiamo fare le cose con equilibrio. Gli spogliatoi hanno degli equilibri che non vanno snaturati. Conta avere la persona in funzione alle necessità e non il nome. Creare le condizioni di spirito di gruppo, umiltà e sacrificio. Tutti per uno e uno per tutti. La ferocia agonistica si acquista con la consapevolezza di appartenere a un grande club. La Lazio è diventata un punto di arrivo e non di partenza. Se arriverà qualcuno? Vedremo, tutto è possibile”.

Derby? I primi 20’ non abbiamo avuto la concentrazione dovuta, poi chi l’ha vista ha notato che era a senso unico. Nel calcio vieni punito se non sei concentrato. Poi abbiamo avuto anche tante occasioni che abbiamo sprecato, ma non significa che la prestazione nel suo complesso ha rilevato un posizionamento sportivo superiore al risultato. Il campo troppo spesso non è garantista delle qualità e dei meriti consumati nella prestazione. Giustamente siamo andati sotto e si sono messi dietro la metà campo. Non mi è piaciuto l’atteggiamento, quando stavamo andando in porta, di buttare il pallone. Non accade manco in prima categoria. Se ho parlato con Castellanos dopo il rosso? Da me esistono delle regole, le persone devono essere conformi ai dettami che cerco di inculcare e non a caso, nell’academy, verrà eretta anche una chiesa. Teniamo ai valori e al rispetto delle regole, il calcio ha l’obbligo di essere un punto di riferimento in tal senso. Non dobbiamo dimenticare e relegare lo sport solo al risultato sportivo e economico, deve essere didascalico e moralizzatore”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, un centrocampista arriverà, ma le dinamiche sono le solite. Su Elmas e Castrovilli…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Penso che un centrocampista la Lazio lo prenderà, ma le dinamiche sono le solite. Se vuoi prendere un giocatore devi accordarti con il club che vende. La Lazio sta lavorando da un mese per Fazzini, ma l’accordo con l’Empoli non l’ha trovato. Sarebbe un elemento funzionale e di qualità, pronto a da subito una mano e con margini di miglioramento. E’ il profilo che Baroni ha da tempo ritenuto giusto e di cui parlava molto bene anche Sarri. Il club toscano aveva una base di accordo superiore con il Napoli, poi la situazione si è bloccata.

Vediamo se la cosa può riaprirsi, ma si lavora anche su obiettivi che ora non conosciamo. Può darsi che alle stesse condizioni vadano su un altro calciatore. Un under 22 è meglio perché consente di aggiungere e non sostituire nessuno in lista.

Secondo me la Lazio farebbe un affare a prendere Elmas dal Lipsia, è una mezzala/trequartista forte che nella squadra di Baroni avrebbe un senso. Non c’è una trattativa, ma ora lo darebbero in prestito con riscatto a 15 milioni. Tra i nomi circolati nei giorni scorsi, è quello per il quale farei un sacrificio.

In questo momento non credo che la Lazio abbia la volontà di fare operazioni diverse dal centrocampista. Il difensore centrale ed il terzino sono tutte esigenze per giugno, poi non dobbiamo dimenticare che, oltre alla questione lista, c’è anche da fare i conti con l’indice di liquidità.

Castrovilli? Baroni non lo vede, il club ci punterebbe ancora. Ha fatto una scommessa che per adesso sta perdendo. Oggi chi è che investirebbe su di lui? Non vedo Lotito che manda via un giocatore su cui ha scommesso pochi mesi fa. Questo è nn giocatore che la Lazio ha sottoposto al parere di quattro diversi ortopedici. Manca di ricondizionamento atletico, Baroni non gli ha dato le possibilità in virtù di un calcio che va sull’intensità”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito su Rovella: “Ancora nessuna offerta, ma non è in vendita”

Nella lunga intervista rilasciata a Il Messaggero, il presidente della Lazio Claudio Lotito commenta anche le voci di mercato che stanno coinvolgendo Nicolò Rovella. Sul centrocampista biancoceleste anche un forte interessamento dalla Premier League: “Non è in vendita e non abbiamo ancora mai ricevuto un’offerta, ma è normale che i nostri giocatori siano apprezzati e desiderati dai top club del mondo”, chiosa Lotito.

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Lazio, Lotito sul derby: “Roma con atteggiamenti scorretti, sembrava avessero vinto lo scudetto…”

Il presidente della Lazio ha parlato ai microfoni de Il Messaggero dopo il derby perso domenica sera contro la Roma. Il Patron ha analizzato la gara ai taccuini del quotidiano romano.“Abbiamo sbagliato i primi venti minuti e loro hanno fatto due tiri in porta mettendo a segno due gol. Nel secondo tempo non c è stata gara, c’è stato un assalto da parte nostra e non avremmo meritato il pareggio. Da parte della Roma ci sono stati atteggiamenti scorretti come buttare in campo palloni e non solo. Hanno vinto una partita hanno festeggiato come se avessero vinto lo scudetto”.

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Lotito: “Riluttante ai fondi e non vendo. Legends? Accordo legato allo sponsor”

Claudio Lotito ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Messaggero, parlando della sua presidenza, della difficoltà di investire nel calcio in Italia, ma anche dei suoi progetti, primo fra tutti la Lazio e l’accordo con Legends: “Come me e Aurelio de Laurentiis, che sta facendo benissimo, i risultati parlano, spero che altri non cedano perché alcuni club ormai sopravvivono. Tanti vendono perché non è facile reggere. Le disponibilità sono ristrette il calcio ha un costo. Non servono aiuti, ma il rispetto di quello che l’industria del calcio dà al nostro paese. Adesso è venuta meno la forza economica e arrivano solo i fondi. Servirebbe, oltretutto, una norma e verificarne la provenienza. Ma la cosa più grave è che si sta perdendo l’aspetto romantico e patriottico, perché queste proprietà non hanno interessi a valorizzare la tutela della fede sportiva, né il nostro territorio. Io non ho alcun interesse a vendere, ho già detto e ribadisco che lascerò il club a mio figlio. Oltretutto, sono riluttante all’ingresso dei fondi perché, come ho già detto, puntano solo alla massimizzazione dei ricavi, ma il calcio deve avere anche e soprattutto uno scopo moralizzatore e didascalico. Io sento una grande responsabilità civica e sociale. Oltre a portare i risultati economici e sportivi, voglio educare i giovani alle rispetto delle regole, loro saranno i cittadini del futuro. I valori devono stare al di sopra di tutto e il calcio così mediatico può e deve dare un esempio. Non a caso, io e mia moglie Cristina, a capo della Fondazione, stiamo promuovendo tutta una serie di iniziative sociali, con investimenti non legati solo al mero denaro. Anche l’Academy va in questo senso, per aiutare le famiglie e crearne una ancora più grande, concentrata tutta dentro Formello. Sto facendo tutto questo con le mie risorse, senza chiedere né minuti nel leasing a nessuno. Non c’entra nulla il contratto con Legends, perché potrei pagare pure da solo 400 milioni in trent’anni, dopo averne spesi 550 in 20. L’accordo è legato a un business plan più ampio, allo sponsor. Stiamo preparando gli ultimi documenti per il deposito”.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, due stadi in uno: i dettagli del progetto Flaminio

Uno dei più grandi progetti della Lazio di quest’anno non riguarda il campo, ma il possibile futuro stadio di proprietà della società: lo stadio Flaminio. Si tratta di un progetto desiderato da Lotito, il primo che se ne sta occupando, così come tutto l’ambiente Lazio. Dopo 12 giorni dal deposito del dossier Flaminio della Lazio, in Campidoglio, si iniziano a scorgere alcuni dettagli del progetto, da quelli strutturali a quelli concernenti l’impatto dell’impianto sulla città, come quotidianità e sicurezza. 

I dettagli del progetto 

Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, il progetto di Lotito si configura come radicalmente diverso da quello presentato dal gruppo di imprese che include la Roma Nuoto. Quest’ultimo lascerebbe al calcio uno spazio residuale con 7500 spettatori e il resto dell’impianto dedicato ad altri sport. Al contrario, naturalmente, la proposta della Lazio amplificherebbe la vocazione calcistica che è alla base del progetto originale di Nervi. Infatti, l’idea progettuale prevede due stadi in uno: lo stadio originale in cemento armato con, al di sopra, uno stadio sospeso e più leggero, costruito con una tecnologia diversa, in acciaio, che consente di avere un ulteriore grande anello che porta la copertura. Una versione non diversa è quella che ha consentito gli ampliamenti di San Siro a Milano, stadio dove la struttura originaria è rimasta e, al di sopra di essa, sono stati realizzati un primo e un secondo anello nessuno dei quali che poggia su quello primitivo ma su strutture esterne.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, straordinari per Rovella e Guendouzi: ma Lotito non è convinto di intervenire sul mercato…

Un’opera di convincimento da parte del direttore sportivo Angelo Fabiani nei confronti di Lotito per rinforzare sensibilmente il centrocampo di Baroni. In sintesi è questo il concetto che emerge dall’approfondimento de ‘Il Messaggero’ questa mattina. L’infortunio di Vecino rende ancora più limitate le scelte del tecnico in una zona di campo in cui Rovella e Guendouzi sono ora chiamati agli straordinari (nessun cambio a Lecce per 96′).

Il Presidente della Lazio non vorrebbe effettuare grandi investimenti nel mercato di gennaio. La priorità per il patron biancoceleste sarebbe quella di sfoltire prima la rosa, cedere gli esuberi per alleggerire il bilancio. Akpa Akpro è pronto per tornare a Monza, Gonzalez è vicino all’Atlas, mentre Castrovilli resta in bilico.