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‘QUELLI CHE…” – Mirra: “Col Genoa segnale importante da Castellanos. Lazio, col Parma occhio alle ripartenze” (AUDIO)

Il collaboratore tecnico di Beppe Iachini, Vincenzo Mirra, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per anticipare i temi di Lazio-Parma, esaltando la prova di Castellanos a Marassi.

“la gara col Genoa era delicatissima. In primis per il ko col Bodo Glimt che a livello psicologico poteva essere devastante. C’è stato un segnale di ripresa importante. Il Taty ha dato un chiaro segnale di sviluppo del gioco”.

“Nella mia testa mi ero costruito un percorso che prevedeva 9 punti tra Genoa, Parma ed Empoli. Ora il Parma è in fiducia, serve massima concentrazione perché loro vengono da una bella vittoria con la Juventus”.

“Lazio meglio negli spazi? Difficile fare un’analisi. Quello che vedo è che con due soli centrocampisti il rischio maggiore è quello di prendere ripartenze. In alcune fasi della gara la Lazio deve sapersi compattare, attaccando con più intelligenza”.

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“QUELLI CHE…” – Mirra: “Sul gol del Bodo errori di tattica individuale. Ecco dove la Lazio deve crescere in difesa…” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per commentare l’eliminazione della Lazio col Bodo Glimt e fare il punto sul resto della stagione.

“Ho vissuto la gara col Bodo da laziale. Poteva diventare una serata straordinaria, nonostante il ko dell’andata il Bodo ci aveva dato la possibilità di fare il miracolo. Momenti particolari, tipo le scivolate di Dia e Taty hanno segnato il match, ma le colpe principali sono altre”.

“Mi riferisco al fatto che restano fattori di tattica individuale. Nel gol del 3-1 Hysaj deve rompere la linea e attaccare l’avversario. Il terzino albanese deve sentire l’avversario per evitare che faccia il terzo tempo e stacchi di testa. Così come nel derby, bisognava chiudere sulla conclusione di Soulè senza arretrare”.

“I gol presi a difesa schierata? Difficile giudicare da fuori. Conosco Baroni, non prendi gol perché i terzini magari spingono molto. Resta un probelma di tattica individuale che inficia quella di reparto. Servono calciatori che non vadano in ansia sotto pressione. Secondo me si può lavorare più sulla tattica individuale, non su certi atteggiamenti mentali della gara”.

“I numeri dicono che spesso, chi vince i campionati, ha una difesa più blindata. In area il mio avversario non deve saltare. Alla fine prendo 10 gol in meno in campionato e questo fa la differenza”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Col Bodo Lazio incommentabile. Derby? Puntammo su Di Canio e …”

Vincenzo Mirra, attuale collaboratore tecnico di Giuseppe Iachini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato l calcio a Roma”, per parlare di derby, Di Canio e della debacle della Lazio con il Bodo Glimt.

“Il derby del 6 gennaio 2005? Ricordo che negli spogliatoi, la settimana prima, mandavamo solo inni della Lazio. Comandava tutto Di Canio. C’è una similitudine tra allora e oggi. A livello psicologico io e Papadopulo avevamo sostituito Caso. La Roma era favorita perché era al completo, noi con tanti infortuni. L’essere sfavoriti portò i fratelli Filippini e Di Canio a fare una gara straordinaria”.

“Dopo la prestazione incommentabile con il Bodo alla Lazio serve una reazione, almeno a livello psicologico. Alla vigilia del derby del 6 gennaio mister Papadopulo disse che voleva 11 Di Canio in campo. Puntò sull’appartenenza, fattore che oggi un po’ manca”.

“Col Bodo poteva andare ancora peggio. Quando la gara si mette male, la Lazio fatica a reagire. Sembra qualcosa di caratteriale, se si sbaglia l’approccio la Lazio non sembra poter usare un piano B. I giocatori devono capire la difficoltà e passare al piano B. La Roma, diversamente, con Ranieri ha un tecnico preparato, in grado di cambiare in corsa”.

GLP

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“QUELLI CHE” – Mirra: “Il rinnovo di Baroni sarebbe un’ottima mossa. Con l’Atalanta scelgo la Lazio migliore” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra in collegamento con “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per parlare di derby, di Atalanta-Lazio e del futuro di Baroni.

“Ci avviciniamo al derby come avvenne nel 2005 con la Lazio in difficoltà e la Roma a gonfie vele. Speriamo venga ribaltato il pronostico. Tattica guardinga? A Roma il derby è la partita che spesso può valere una stagione. Entri in campo più concentrato”.

“Un giocatore risente delle voci che riguardano il futuro del proprio allenatore, vedi Atalanta-Lazio domani? Sì, assolutamente sì, anche a livello inconscio. Non cambi la prestazione ma certamente l’umore. L’annuncio del rinnovo di Baroni fino al 2027 sarebbe un’ottima scelta. Importante che la società abbia dato un messaggio forte alla squadra. In tal senso la Lazio sarebbe avvantaggiata rispetto agli orobici”.

“Quando affronti l’Atalanta di Gasperini qual è la prima cosa da dire ai propri giocatori? Loro sono fisicamente strutturati per l’uno contro uno. Bisogna stare attenti ai quinti avversari che spesso giocano alti. Da allenatore la differenza potrebbero farlo sia le giocate uno contro uno per creare superiorità, sia l’inserimento dei centrocampisti. Tornando al primo punto, gli esterni di Baroni potrebbero fare la differenza”.

“Formazione condizionata da Bodo e derby? Io penso in primis a Bergamo. Match importante con l’Atalanta che in casa ha più di una pecca. Io non mi fiderei dell’Atalanta, io metterei i migliori e in Europa League, tra andata e ritorno, proverei a gestire la situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Amarcord Mirra: “Con Papadopulo e Di Canio, un derby indimenticabile. Più forte quella Lazio di…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La mia ultima esperienza da collaboratore tecnico è stata con Iachini. Con lui ancora collaboro come osservatore degli avversari e di calciatori. Indimenticabile fu l’esperienza in panchina con Papadopulo nella Lazio, in particolare il famoso derby del 6 gennaio di Di Canio. Lui la viveva come calciatore, potendo scaricare tutto in campo e nello spogliatoio, io invece ero chiamato a trasmettere una tranquillità che in realtà dentro non avevo. Sono state due-tre settimane dall’insediamento in panchina prima della gara davvero complicate. La differenza la fa la testa, nel calcio come nella vita. Eravamo in grande difficoltà dopo l’esonero di Mimmo Caso. Bisognava trasmettere entusiasmo malgrado l’emergenza di formazione. Andò benissimo, con i fratelli Filippini che in campo si sono moltiplicati. Erano dappertutto. Quella squadra era fatta di elementi importanti ma in un momento negativo. C’erano Rocchi, Liverani, Oddo, Peruzzi, tutti giocatori che oggi giocherebbero in una squadra d’alta classifica. Ci siamo tolti grandi difficoltà in un fase delicata, anche nei derby. Non so se quella nostra Lazio sia più forte di quella di oggi. Il calcio è cambiato, ma probabilmente lo era”.

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‘SVB’ – Mirra: : “Fino ad oggi Lazio da applausi ma Baroni deve poter cambiare. Su Tavares e la difesa a tre…” (AUDIO)

L’ex giocatore della Lazio, attualmente collaboratore tecnico di Beppe Iachini, Vincenzo Mirra, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per commentare il momento attuale della Lazio, con un focus sul tecnico Baroni.

“Taty ancora infortunato? Il fastidio al polpaccio è quello più fastidioso dopo i ko traumatici. E’ il tipo di infortunio per i quale sarebbe meglio ritardare il rientro. La Lazio perde brillantezza nel peggiore dei momenti. La squadra sembra affaticata e mancano tanti giocatori importanti. Al gruppo comunque vanno fatti applausi per la stagione prodotta fino ad ora”.

“Dopo la sosta avremo Torino a Roma, Atalanta fuori e l’Europa League inframezzata dal derby: dobbiamo restare ottimisti? Sì, perché il cammino fatto lo richiede. Serve soprattutto nuova energia, recuperare gli infortunati e far rientrare Pellegrini. Tra marzo e aprile ci si gioca tutto. Tavares va preparato in modo specifico, per questo sarebbe utile reintegrare Pellegrini”.

“Il ko col Bologna è dovuto anche alla capacità dell’interpretazione della gara e dei suoi momenti. Se sei in calo devo adeguarmi, deve farle anche l’allenatore cambiando qualcosa. Questo a prescindere dagli errori individuali, parlo di tattica individuale dei difensori che in serie A non puoi commettere”.

“La Lazio ha incassato tanti gol, troppi per arrivare ai massimi obiettivi. C’è qualcosa da rivedere a livello difensivo. Marusic sul 2-0 deve seguire Orsolini. Gila sul primo non vede Odgaard perché ha la postura sbagliata. Bisogna lavorare molto sui difensori”.

“Piano tattico B assente? Logico che serva un sistema di riferimento ma in alcuni momenti devi saper leggere. In sede di mercato e di preparazione estiva, devi fare in modo che si possa adottare, ad esempio, una difesa a tre. Giocare a tre non rappresenterebbe una bestemmia. Il Napoli gioca a quattro o a tre”.

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‘SVB’ – Mirra: “Senza infortuni la Lazio può arrivare in Champions. Mercato? Il Parma ha due big…” – (AUDIO)

L’ex allenatore e attuale collaboratore tecnico di Beppe Iachini, Vincenzo Mirra, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei anticipando i temi di Parma-Lazio parlando anche di mercato in chiave Champions.

“Luca Pellegrini doveva trovare la sua consacrazione alla Lazio. Ora davanti ha Tavares che non è facile spostare, Luca sta facendo bene e credo che questo sia il suo miglior campionato in carriera. E’ determinato”.

“La Lazio dimostra che nessuna gara va sottovalutata. Il turnover adottato da Baroni serve perché giocando tanto gli allenamenti veri diminuiscono, il turnover aiuta chi gioca meno e fa sì che non si sottovalutino le gare anche con le squadre meno forti”.

“Per Noslin è importante sia giocare dal primo minuto sia a sentirsi importante all’interno del gruppo. Gruppo che riconosce a Noslin un ruolo importante, anche considerando che viene da un’altra realtà. Lui sta trovando un ambiente che lo ha accolto, oltre a Baroni che lo aiuta e che si prende responsabilità anche per il mancato rendimento dell’olandese. Lui ha capacità, Noslin deve trovare solo il momento giusto”.

“Bernabé? Lui ha avuto un inizio difficoltoso, a Parma l’aveva portato Maresca che ora è al Chelsea. Aveva avuto un intervento l cuore, addirittura giocava da terzino sinistro. Io me ne sono subito innamorato, con Iachini lo abbiamo messo in mezzo al campo esordendo gli ultimi 10 minuti col Benevento per poi divenire titolare”.

“Bernabé alla Lazio? Assolutamente sì. Lui alezrebbe la qualità del gruppo, anche in allenamento. Con maggiore qualità tutti rendono meglio. Le insidie col Parma? La Lazio non sottovaluta gli avversari, bisogna stare attenti alle ripartenze, basta pensare a Cancellieri, Man o Mihaila”.

“Man? Anche lu alzerebbe il livello di qualità della Lazio. Gioca a Parma da quattro anni, con noi era appena arrivato, squadra retrocessa e spesso veniva fischiato. Lui è un esterno destro a piede invertito di grande tecnica. Noi per deresponsabilizzarlo, con Iachini, lo mettemmo come quinto di sinistra”.

“La Lazio può lottare fino alla fine per la Champions? Penso di sì, se non ci saranno infortuni importanti e c’è un’alchimia notevole, dove tutto funziona bene. Mercato a gennaio? Può essere molto rischioso quando la squadra gira bene, da dirigente dico che uno o due investimenti li farei. Se Gigot dà garanzie punterei su un centrocampista giovane, diversamente se il francese avesse difficoltà, punterei ance su un centrale”.

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‘SVB’ – Mirra: “Baroni il tecnico giusto. Per la Lazio prenderei Belahyane” – (AUDIO)

Il collaboratore tecnico di Beppe Iachini ed ex vice allenatore della Lazio, Vincenzo Mirra, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per analizzare il momento vissuto dalla Lazio e anticipare i temi del match odierno col Nizza.

“Confermo che la strategia con cui è stata costruita la Lazio mi piace, sono contento perché all’epoca qualche amico laziale mi rimproverò. Credo che baroni sia l’uomo giusto, lo conosco da tempo e so come lavoro”.

“Cambiare non era facile, voglio fare i complimenti a Lotito e Fabiani. La fortuna di baroni è aver trovato un ambiente nuovo, con tecnico e calciatori che a Roma sapevano di avere una grande opportunità. Baroni ci mette concentrazione massima che trasmette al gruppo”.

“Il rendimento dei nuovi? Noslin è quello che sta soffrendo di più, gli altri credo possano crescere bene. Veniamo da un anno con tre cambi di allenatore, sono contento di Isaksen ma credo che Pellegrini possa togliersi qualche soddisfazione”.

“Mandas? Io credo molto nelle gerarchie dei portieri ma in Coppa merita di giocare. Se Baroni oggi schiera Mandas è il momento giusto, con la Dinamo Kiev avresti rischiato di mettere in discussione Provedel che anche grazie alla prova di Amburgo ha acquisito consapevolezza. Dele Bashiru mediano? Devi convincere il ragazzo che in quel ruolo può dare il meglio, lui ha una fisicità incredibile e l’allenatore quando lo vede gli brillano gli occhi. Poi però c’è anche l’aspetto tattico, ora Rovella e Guendouzi si capiscono al volo. Penso a Bennacer ad Empoli e Bernabé, quando quest’ultimo arrivò al Parma io e Iachini lo spostammo da terzino a centrocampo: lui si lamentò perché credeva che lo bocciassimo ma non era così”.

“Come valuti la rosa della Lazio? Baroni deve ancora conoscere il reale valore di tutti i calciatori, per questo fa il turnover oltre alla volontà di coinvolgere tutto il gruppo. In serie A ora mi ha sorpreso Belahyane del Verona, lo seguo da sempre ma a 20 anni si è preso il centrocampo del Verona, sarebbe un buon colpo per la Lazio”.    

  

 

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‘LS’ – Mirra: “Lazio, progetto tecnico interessante. Ora serve un giocatore che rompa gli schemi…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘LAZIO SEMPRE’

“La Lazio con il cambio dell’allenatore sta avviando un altro tipo di struttura e principi di gioco. Baroni si giocherà una chance importante, ci sono due cose fondamentali che caratterizzeranno questa stagione. Sarà determinante il rapporto tra la squadra e questo tecnico e come il club lo supporterà. Il mercato è interessante, ci sono calciatori che vanno ancora scoperti, chiaro che manca qualcosa dal punto di vista della qualità. E’ una fase di costruzione, meglio partire con amichevoli più agevoli che permettono di acquisire fiducia.

Credo che ora serva inserire giocatori che vadano oltre gli schemi, che diano quella qualità per alzare il livello delle giocate. Un profilo che potrebbe essere interessante per la Lazio è Lo Celso, deve ancora esprimere tutte le sue potenzialità. Anche Cherki è un talento importante, quasi anarchico, ha tanta qualità, può fare tanti ruoli in avanti, ad eccezione della prima punta. Uno come lui che esce dagli schemi sarebbe importante averlo. Un altro interessante da questo punto di vista è Fernandez-Pardo“.