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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri a Roma per le ultime firme dell’addio: Napoli e Fiorentina interessate

Avanti e indietro. Domenica Sarri era tornato a Castelfranco, oggi sarà di nuovo a Roma, ma per chiudere definitivamente il capitolo Lazio. Mau si è rinchiuso a riflettere in silenzio da quando si è dimesso. Martedì scorso aveva deciso di rinunciare a tutto (5,5 milioni netti) pur di andar via dopo il “tradimento”. La Lazio ha voluto riconoscergli comunque lo stipendio rimanente sino a giugno per ringraziarlo. Solo Martusciello è stato sollevato dall’incarico automaticamente con l’inserimento del nuovo secondo (Javorcic) di Tudor: quindi percepirà 400mila euro (compreso il 2025), a differenza del resto dello staff tecnico, pagato solo per i prossimi tre mesi (oltre i vecchi premi) dopo aver forzatamente rescisso. Sarri ha ringraziato i suoi cinque collaboratori (e non l’ex vice) per averlo seguito e oggi sarà con tutti loro all’ispettorato del lavoro per firmare l’ultimo foglio relativo agli accordi con la Lazio. C’è un manager americano che sta lavorando sul suo futuro: le strade di Mau portano al Napoli e alla Fiorentina, il Milan e l’Arabia restano sfumati, il Barcellona è il sogno.

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DICHIARAZIONI

Nenci (Coll. Sarri): “Coerenza e rispetto valgono più di un contratto. Mandas un piccolo Peruzzi, dissi no a Maximiano”

Massimo Nenci in diretta Instagram

In una diretta su Instagram pubblicata dalla pagina Instagram “GoalKeeper Mania” è intervenuto in qualità di super-ospite, il preparatore dei portieri di Maurizio Sarri e ormai ex preparatore della Lazio, Massimo Nenci.

Queste le sue parole: “Provedel ne avrà ancora per un mesetto purtroppo. Se Provedel non si fa male fa un’altra rete, lui era in traiettoria con la palla e avrebbe segnato se solo non gli si fosse girata la caviglia. Mandas lo avevo visto per la prima volta contro la Fiorentina in Conference e mi ha colpito per la presa micidiale, blocca dei palloni incredibili. Non è molto alto e potrebbe avere dei problemi nel nostro campionato ma è un Peruzzi in miniatura ha una forza esplosiva impressionante. Abbiamo cercato di mettere apposto qualche errore tecnico senza modificare il suo stile. Non è poi facile esordire al derby di Roma, quando il mister gli chiese se fosse pronto ha detto: “è il mio sogno”. lui sta vivendo un sogno e va sfruttato è in rampa di lancio e deve migliorare ha ancora 23 anni. Ora si può mettere in mostra e può fare molto bene. 

Dove va Sarri vado io, per queste cose il rispetto e la coerenza valgono più di un anno di contratto. Mandas ha una spaccata paurosa e copre 2 metri, non è nel nostro bagaglio tecnico però lui sa fare alcune tecniche talmente tanto bene che non ha senso cambiare  e non ha senso insegnargli solo la tecnica italiana, è un errore madornale cambiare qualcosa che uno sa fare. Ci sono tante tecniche oggigiorno, si devono dare più soluzioni al problema del portiere. A Mandas continuavo a fargli fare le sue tecniche migliori oltre ad insegnargli le altre.

Allenando anche all’estero mi si è aperto un mondo, in un contesto diverso ho dovuto capire tante cose cercando di inserire nella mia metodologia anche la loro e questo è stato un valore aggiunto. Devo ringraziare Sarri per avermi permesso di allenare anche all’estero.

Maximiano?Non parlava la lingua e questo è stato un problema. Tecnicamente non aveva le caratteristiche per giocare con noi. Io lo avevo sconsigliato al club ma la società aveva deciso così e io mi sono adeguato. L’espulsione alla prima giornata è stata anche sfortuna, ma penso che Provedel sarebbe venuto fuori ugualmente col tempo.

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Lazio, fattore Olimpico per Tudor

Sette partite su dodici in casa propria per provare a conquistare un posto in Champions League per la Lazio. Per l’esordio di Tudor il 30 marzo contro la Juve sono stati già venduti 17mila biglietti (compresi quelli destinati al Settore Ospiti). Al momento si viaggia intorno ai 43mila spettatori, come riporta il Corriere dello Sport.I biancocelesti incontreranno ben tre volte i bianconeri: dopo la sfida in campionato ci sarà l’andata in Coppa Italia a Torino (2 aprile) e poi il ritorno a Roma (23 aprile). 

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Retroscena Tudor: perché il suo preparatore non è con lui alla Lazio? C’entra De Rossi

Nello staff di Igor Tudor alla Lazio manca una figura importante, almeno tra i suoi uomini di fiducia. Il preparatore storico di Tudor è l’attuale preparatore di De Rossi, si chiama Gianni Brignardello, sono stati insieme a Udine, a Verona, a Marsiglia. Chissà che non lo tenti a fine stagione, proponendogli di tornare a lavorare insieme. Un nuovo derby di mercato all’orizzonte?

Tudor a Fiumicino è arrivato accompagnato dal procuratore Antonhy Seric, ex difensore della Lazio, e dal preparatore dei portieri Tomislav Rogic. Tudor era atteso alle 17,20, è spuntato dall’uscita del Terminal 1 poco prima delle 18. E’ stato fotografato con la sciarpa iconica ed è stato accompagnato subito a Formello. Lo hanno raggiunto Ivan Javorcic, il suo vice, e Giuseppe Maiuri, match analyst e collaboratore tecnico. I preparatori atletici saranno Fonte (già nello staff di Inzaghi e Sarri) e Fugalli (promosso dalla Primavera biancoceleste), almeno fino a giugno. Con loro anche Enrico Allavena, match analyst sotto contratto con il club. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Lazio, il Sergente Tudor parte con due doppie sedute

Dal Comandante al Sergente, il passo è breve. Dopo Sarri, la Lazio ha abbracciato Tudor, che comincia già con l’acceleratore abbassato. Come ricorda il Messaggero, se con l’ex tecnico la squadra aveva trovato l’intesa per abbassare i carichi di lavoro, con Tudor si tornerà a lavorare a intensità massima.L’allenatore croato (venerdì verrà presentato alla stampa) ha infatti già programmato due doppie sedute, per domani e dopo domani. C’è poco tempo per vedere i giocatori e trasmettere le proprie type=’text/javascript’ idee, anche se mancheranno i nazionali almeno fino alla prossima settimana. Almeno Guendouzi, convocato con la Francia, già conosce Tudor e i suoi concetti.

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NEWS

UFFICIALE – Lazio, inizia l’era Tudor: lo sbarco a Fiumicino e la nota del club (FT)

AGGIORNAMENTO – La S.S. Lazio rende noto che Igor Tudor, a decorrere dalla data odierna, assume il ruolo di responsabile della prima squadra.


Lo sbarco a Roma in attesa del comunicato ufficiale da parte della Lazio. Dopo qualche minuto di ritardo, il successore di Maurizio Sarri, Igor Tudor, è arrivato a Roma dalla Croazia. Le immagini arrivano dall’aeroporto di Fiumicino, prima tappa alla quale seguirà il passaggio nel centro sportivo di Formello dove mercoledì guiderà il suo primo allenamento in biancoceleste.

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DICHIARAZIONI

Ag. Rocchi: “Dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino alla panchina della Lazio”

L’avvocato Mario De Rossi, agente fra gli altri di Tommaso Rocchi, ha parlato alla Palermo Football Conference della possibilità dei giorni scorsi di vedere l’ex attaccante sulla panchina della prima squadra della Lazio dopo l’addio di Maurizio Sarri.

“Subito dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino… Se ne è parlato, nelle passate stagioni ha rifiutato proposte di Primavere importanti e Serie C per restare a Formello. Conosce bene l’ambiente, però poi hanno deciso di fare altre valutazioni e ci può stare”, ha spiegato l’agente.

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Lazio, rifondazione anticipata: gerarchie azzerate, vecchia guardia in bilico e lo scarico di responsabilità di Lotito

Se il fine giustifica i mezzi, le dimissioni di Sarri e il cinismo machiavellico di Lotito hanno accelerato la svolta di cui a Formello parlavano da mesi. Subito Tudor, una prima scelta e non un ripiego secondo i vertici societari, per guadagnare tempo e progettare la rifondazione della Lazio: in qualsiasi caso sarebbe scattata a luglio, meglio anticipare. Il croato, considerato un duro, avrà mano libera, potrà valutare la rosa e le dinamiche interne allo spogliatoio. Di fatto, come succede ogni volta in cui cambia l’allenatore, le gerarchie verranno azzerate. Un vantaggio, pensando alla rivoluzione prevista in estate. Si va verso un nuovo ciclo, la squadra andrà ricostruita e ringiovanita.

L’opera era stata avviata l’estate scorsa (24 anni l’età media dei nuovi acquisti) e proseguirà tra luglio e agosto, forse attraverso scelte drastiche, facilmente intuibili e di cui tutti sussurrano da tempo. Per Lotito è stato più semplice scaricare la crisi attuale della Lazio sul rapporto Sarri-squadra (esaurito in parte ma non compromesso e senza alcun tradimento) piuttosto che assumersi responsabilità precise, risalenti al post secondo posto, quando una larghissima parte dello spogliatoio era rimasta delusa per i contratti in sospeso e le promesse non mantenute. Si sono create da subito condizioni di lavoro non costruttive. 

Rifondazione Lazio e legami

Il rinnovo di Luis Alberto, abbinato ad alcuni comportamenti controversi, è stata la pietra miliare di cui si è discusso tantissimo. Sarri si era legato al numero 10, non poteva certo perderlo dopo la cessione di Milinkovic, ma come era accaduto negli anni precedenti ne ha pagato i soliti alti e bassi di rendimento. Il Mago aveva un posto garantito, ora dovrà mettersi a disposizione di Tudor, molto meno malleabile. Dovrà anche correre di più, considerando metodi e principi di gioco. Un tecnico, è ovvio, si lega ai giocatori più forti, ai senatori. Il ciclo di Mau, arrivato nel 2021 per portare avanti il lavoro di Inzaghi, si può rappresentare nei colpi di Luis Alberto e nei gol di Immobile, perché trascinano la Lazio dal 2016. Tutto si può dire tranne che Sarri abbia privilegiato il Taty a Ciro, anzi: ha rispettato gerarchie, valori e storia, in attesa che il capitano si ritrovasse per tirare fuori dai guai con i suoi gol la Lazio. Non è un mistero cosa dicesse Lotito nei salotti romani e di quanto fosse deluso dal gruppo, senza la capacità di riconoscere i propri errori, a partire dall’addio di Peruzzi, mai sostituito. La squadra ha tirato fuori il meglio in Champions e ha sofferto in campionato, come era prevedibile. 

Il futuro di Immobile è un rebus, non si può escluderne l’addio (se arriverà l’offerta giusta) ma bisogna considerare gli ulteriori due anni di contratto a quasi 5 milioni. Forse Ciro dovrà accettare l’idea di ritagliarsi uno spazio diverso, non da titolare indiscusso, a meno che non riprenda a segnare con una certa regolarità. Il suo futuro ora dipenderà dalle scelte di Tudor e dalla sua rifondazione. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Altro che famiglia Lazio, gruppo non è stato unito e Lotito responsabile principale. Quelle parole porteranno a conseguenze…” (AUDIO)

Complimenti a Martusciello, GIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Mi unisco ai complimenti a Martusciello ed alla stessa squadra che a Frosinone hanno tirato fuori una prestazione degna in un momento complicato. Chi parlava di tradimento ha avuto una risposta. Anch’io ho pensato male del mister Martusciello, in realtà si è dimostrato un bravo allenatore ed un grande uomo. Il fatto che a fine partita tutti i ragazzi sono andanti ad abbracciarlo è un segnale che si è dimostrato un uomo capace di tenere la schiena dritta. E’ rimasto da solo dopo le dimissioni di Sarri, ha dato la disponibilità a gestire un momento di crisi e quegli abbracci a fine partita gli rendono merito. Ho provato anche un pizzico di emozione nel notarlo”.

Le parole di Lotito

Sono state dichiarazioni che hanno dato fastidio al gruppo, in particolare quelle verso Immobile, oltre che quelle sul tradimento. Abbiamo spesso sentito parlare di famiglia, ma un padre non dice quelle cose. Ne pagherà le conseguenze quando il gruppo si ricompatterà. In questa stagione c’è stata un po’ di confusione, ma sono situazioni che vanno gestite in maniera diversa. In questo caso cerchi di spingere il compagno in difficoltà in tutte le maniere. Non so cosa sia accaduto all’interno, ma questo gruppo non ha dato dimostrazione di essere unito. Nelle difficoltà in questa squadra non ha il giocatore di personalità che possa indirizzare il gruppo in modo diverso. Ma le maggiori responsabilità non può che averne la società. Da presidente quelle dichiarazioni non sono opportune”.

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INFERMERIA

Lazio, la sosta per ritrovare Rovella e Patric. Provedel, ecco i test decisivi per i tempi di recupero

Per la ripresa del campionato dopo la sosta è probabile che possano essere recuperati anche Rovella e Patric, oltre a Mario Gila, solo affaticato e comunque in panchina con il Frosinone.

Il centrocampista ha giocato la sua ultima partita il 4 febbraio, poi è rimasto ai box per via della pubalgia. Dal centro sportivo di Formello filtrano sensazioni positive in ottica di un suo ritorno per il rush finale.

L’ultima partita giocata da Patric è quella del 18 febbraio con il Bologna, poi un problema alla caviglia lo ha portato ad accusare successivamente un risentimento all’inguine.

Anche lui – sottolinea il Corriere dello Sport – così come Rovella, dovrebbe tornare a lavorare in gruppo nel corso di questa settimana.

Luca Pellegrini verrà sottoposto a controlli nei prossimi giorni. Uscito dal campo nell’intervallo per un piccolo problema alla caviglia che al momento non sembra preoccupare.

Tra oggi e domani ci saranno pure dei nuovi testi per Provedel, uscito con una brutta distorsione, anche lui alla caviglia, dal match con l’Udinese.

Gli accertamenti a caldo non avevano evidenziato fratture scheletriche, ma era stato notato un possibile interessamento del legamento che aveva fatto ipotizzare almeno un mese di stop.

Da questi accertamenti si capirà l’entità dell’infortunio e verrà stabilito quanto tempo dovrà restare effettivamente fuori.