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APPROFONDIMENTI

Spezia-Lazio, numeri e precedenti: Nzola contro Ciro e quel record di Eriksson…

Nzola contro Ciro; Aquile contro Aquile. Spezia-Lazio si avvicina. I precedenti del match e le curiosità statistiche. Bestia nera. La Lazio è una delle tre squadre contro cui lo Spezia ha perso tutte le partite disputate in Serie A: cinque sconfitte su cinque contro i biancocelesti, sei contro la Juventus e una contro il Monza. Sono sei i gol subiti dai liguri in due partite casalinghe contro la Lazio in Serie A. Nelle ultime cinque partite di campionato lo Spezia non ha mai incassato più di un gol: per i liguri è la miglior striscia di gare senza almeno due reti subite in Serie A. Liguri imbattuti nelle ultime tre partite casalinghe di Serie A, con Leonardo Semplici in panchina. La Lazio ha tenuto la porta inviolata nelle ultime quattro trasferte di Serie A e non fa meglio dal suo record di cinque registrato nel 1998, sotto la guida di Sven-Göran Eriksson.

I biancocelesti hanno subito cinque gol nei primi tempi in questo campionato; nelle prime 29 giornate di Serie A, soltanto sette volte sono state incassate meno reti nei primi 45’ di gioco. La Lazio è la squadra che ha segnato più gol (10) nei primi 15′ di gioco in questo campionato. Al contrario lo Spezia è quella che ne ha realizzati meno (1) nel quarto d’ora finale di gara. Bomber a confronto, Nzola contro Ciro. Nzola (13 reti e due assist in questo campionato) è il primo giocatore dello Spezia a prendere parte a 15 gol nel corso di una singola stagione di Serie A. Ha partecipato al 60% delle marcature spezzine. Ciro Immobile ha segnato 5 gol in 5 incontri con Lo Spezia. Per la sfida è stato scelto il fischietto.

Dati: OPTA.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Mai visto un Luis Alberto così. Lotito? Sarri gli ha chiesto…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Mai visto un Luis Alberto così…”

“Mai visto un Luis Alberto così. Lotito? Sarri gli ha chiesto…”. Le parole di Alberto Abbate: “La strada può essere in discesa a patto che la Lazio confermi la mentalità che abbiamo apprezzato in questo ultimo periodo. La gara di La Spezia venerdì è un bel test per la continuità della squadra. Frenesie a parte, quello che ha fatto la Lazio in un anno e mezzo è straordinario. La difesa è passata da essere punto debole a punto i forza e il miglioramento di alcuni singoli parla da sé. Penso a Luis Alberto e Milinkovic. La Lazio ha un collettivo che fa la differenza. Io un Luis così forte sui due lati del campo non l’ho mai visto. La connessione con le idee del tecnico è una chiave fondamentale. Ora la possibilità di preparare una gara a settimana è un fattore importante, sia a livello fisico che mentale. Lotito? Le sue visite continue a Formello non sono affatto una coincidenza. Sarri lo vuole più vicino e presente nel centro sportivo, è una precisa strategia per tenere sempre alta la tensione e far sentire la presenza della società ai giocatori. Per Spezia-Lazio c’è poco da dire. Credo scenderà in campo la stessa Lazio vista con la Juve. Forse Lazzari può insidiare la fascia destra, ma credo più alla conferma in blocco”.

Approfondimento statistico di Spezia-Lazio, in programma venerdì 14 aprile alle 20.45: Per Ciro Immobile la sfida con Nzola. L’attaccante della Lazio ha una media impeccabile contro…

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, miglior difesa del campionato: una rarità nella storia biancoceleste

Un traguardo storico. Con 20 reti prese nelle prime 29 giornate la Lazio è la squadra che in serie A ha subito meno reti di tutte. Con sole 9 partite da giocare (e con le altre grandi del campionato che invece hanno ancora le coppe), i biancocelesti possono terminare il torneo con la retroguardia meno battuta. Un evento che non capita spesso. Basti pensare che, nella storia della serie A, solo in tre occasioni il club biancoceleste ha terminato il campionato con la miglior difesa in solitaria (nel 1972-73, l’anno dopo e nel 1998-99), alle quali si aggiungono altre due edizioni nelle quali i biancocelesti hanno condiviso il primato con altri (1956-57 col Milan e la Fiorentina e nel 1949-50 con la Juve). Poco, in 80 partecipazioni al massimo campionato italiano (questa attuale è l’81esima volta in A per la Lazio, compresa la stagione 1945- 46). Hanno fatto meglio sei squadre: Juve, Inter, Milan, Fiorentina,Torino e Roma. Maurizio Sarri in questa stagione ha pareggiato il record del «Maestro», che nel 1972-73 fu il primo (e fino a quest’anno l’unico) allenatore biancoceleste a vincere due derby in un unico campionato senza subire gol. Quell’anno la Lazio terminò con la miglior difesa. Ora può riuscirci anche Sarri. Corriere della Sera

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Seconda non per caso. La Lazio è così in alto perché nel 2023 ha avuto il miglior rendimento tra le big del campionato (al pari della Juve, che senza il -15 sarebbe un punto sopra i biancocelesti). La brillantezza di tutto il gruppo negli ultimi due mesi ha fatto la differenza. Nelle ultime sette partite sono arrivate sei vittorie e un pareggio. I punti in tutto il girone di ritorno sono 21. Solo il Napoli ha fatto meglio, con 24. Gli uomini di Sarri però non meritano elogi solo per i risultati, ma anche per la qualità del gioco, grazie alle prestazioni dei suoi interpreti. Alla continuità di rendimento di Felipe Anderson (a La Spezia, venerdì, sarà la sua novantesima presenza consecutiva in due anni in tutte le competizioni) e di Zaccagni, mai così prolifico prima di questa stagione (10 gol e 9 assist tra campionato e coppe), si sono aggiunti un Milinkovic ritrovato, dopo mesi non ai suoi livelli, e un Luis Alberto definitivamente consacrato al Sarrismo. I Fab Four biancocelesti sono riusciti così a compensare le assenze di Immobile.

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Lotito, presenza costante a Formello: Sarri gradisce

Presenza costante. Sarri chiama, Lotito risponde.. Neanche il tempo di dire che il patron è molto impegnato in Senato che anche ieri è tornato a Formello. Non sono bastati i complimenti post gara di sabato. Rieccolo nel centro sportivo a parlare con lo staff, Sarri su tutti, stavolta con nessuna garanzia in più rispetto a quelle date pre-Monza. Il tecnico sa di avere il progetto Lazio ben saldo tra le proprie mani, ma allo stesso tempo apprezza questo interesse del presidente. Qualche parola pure con alcuni giocatori, non Milinkovic e Pedro, entrambi in permesso. Col serbo difficilmente ci saranno avvicinamenti in tempi brevi, mentre il futuro dello spagnolo (in scadenza a giugno) richiede un’accelerazione. Ci sarà la presenza di tutti e due però contro lo Spezia, come Luis Alberto, ieri presente solo nel pomeriggio nella doppia seduta di squadra. La preparazione per la gara del Picco proseguirà oggi, mentre il dato del settore ospiti sale a quasi 1200 biglietti. Pericolo scampato intanto per la Nord. Il Giudice Sportivo ha multato il club (2mila euro) per l’utilizzo di un petardo e ha confermato le ammonizioni per Milinkovic e Provedel. L’unico diffidato resta Cataldi, ma spunta un’espulsione – sfuggita a tutti – che fa sorridere. Tra i dirigenti squalificati per una giornata c’è Marco Gabriele, l’addetto agli arbitri della Lazio. Il motivo? Un’espressione irrispettosa al quarto ufficiale a fine primo tempo. Il Messaggero

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Il Corriere della sera nell’edizione odierna si è messo a fare i conti alla Lazio. Con la penalizzazione della Juventus infatti, ai biancocelesti servono 16 punti per la matematica certezza della Champions

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Sarri ed il ritorno alle origini: è dove può incidere e decidere che fioriscono le sue idee

Maurizio Sarri a Napoli è passato alla storia soprattutto per la stagione dei 91 punti ma quel campionato esaltante e doloroso, culminato nel tragico pomeriggio di Firenze, fu il frutto di due anni di lavoro. Soprattutto della stagione precedente, la prima senza Gonzalo Higuain.
Serie A 2016/17: quel Napoli conquistò 48 punti dal giro di boa in poi, la miglior squadra del girone di ritorno di un campionato che concluse al terzo posto con 86 punti. Mertens centravanti fu la ciliegina sulla torta, l’upgrade definitivo per un successivo campionato che ancora oggi viene ricordato anche se non ha portato ad alcuna vittoria.
Vi ricorda qualcosa? La Lazio oggi sembra stia vivendo proprio quel secondo anno lì. Ci sono delle differenze, evidentemente, ma è fuor di dubbio che in questo girone di ritorno stia emergendo in tutta la sua forza il lavoro meticoloso di Sarri. Sei vittorie e un pareggio nelle ultime sette partite di campionato, nessuno come la Lazio negli ultimi due mesi. Una squadra che non sa ancora gestire (o forse non ha la forza per farlo) un impegno ogni tre giorni, ma che quando può concentrarsi su un solo obiettivo può battere chiunque. Si stanno ponendo le basi per una stagione straordinaria, anche se qualcosa andrà sistemato. Anche se in estate Lotito dovrà prendere una decisione già troppe volte rinviata.

Sarri è tornato alle origini dopo aver toccato con mano ciò che non gli piace
A 64 anni Maurizio Sarri si ritrova ad allenare soprattutto per il gusto di allenare. Se il Napoli fu il trampolino di lancio per riscattare, anche economicamente, 20 e passa anni di gavetta tra Promozione e Serie B, la Lazio è il ritorno alle origini. Maurizio Sarri è un allenatore, un insegnante di calcio, un ruolo molto diverso da quello di gestore ricoperto al Chelsea prima e alla Juventus poi. Soprattutto l’anno bianconero fece emergere ciò che Sarri non è, con quali compromessi ha dovuto fare i conti pur di alzare al cielo prima un’Europa League e poi uno Scudetto nemmeno festeggiato.
È passata alla storia questa sua ammissione a capitolo bianconero ormai concluso: “A metà ottobre feci una riunione con lo staff, chiedendo di fare una scelta. Andiamo dritto per la nostra strada e andiamo a casa tra 20-30 giorni o scendiamo a qualche compromesso, vinciamo il campionato sapendo che andiamo a casa lo stesso? Abbiamo scelto la seconda”.
Quel capitolo della sua vita è ormai chiuso. Dopo aver visto cosa c’è dall’altro lato della Luna, Sarri oggi non ha più quella smania che agitava le sue giornate partenopee e sa che questo tipo di ambiente, dove può decidere e incidere, rappresenta l’humus ideale per far fiorire le sue idee. Che hanno bisogno di pazienza e duro lavoro, che hanno bisogno di tempo e applicazione per sedimentarsi, ma che poi sanno apparire in tutta la loro magnificenza. Perché per Sarri i risultati sono sempre una conseguenza. L’effetto e non la causa.
Claudio Lotito l’ha capito. Ha dimostrato di saperlo assecondare e di saper aspettare. Ha creato un rapporto talmente solido che ha spinto Sarri, dopo la vittoria col Monza, a rilasciare una dichiarazione non banale: “Se non succede qualcosa di clamoroso, mi vedo in un progetto a lunga scadenza. Voglio smettere alla Lazio”. C’è però ancora qualcosa di irrisolto e tra qualche settimana, a bocce ferme, su questo irrisolto toccherà tornarci.

Ma a giugno ci sarà la resa dei conti
È evidente però che qualcosa negli ultimi anni sia cambiato. È cambiato lo scenario col cambio di allenatore. A differenza di Inzaghi, Sarri di Tare non condivide idee e scelte. Il suo modo di far mercato, le sue strategie e i suoi orientamenti. A Lotito questo quadro è apparso chiaro quasi subito e per questo motivo, un anno dopo l’arrivo di Sarri, ha inserito nell’organigramma societario la figura di Angelo Fabiani: ufficialmente Direttore Sportivo della Primavera, ufficiosamente molto di più. Fabiani ormai dalla scorsa estate è il trait d’union tra le richieste di Sarri e le decisioni di Lotito, è colui che insieme a Enrico Lotito gli ultimi giorni di agosto era a Milano per risolvere le ultime operazioni di mercato della Lazio e che ha operato come e più di Tare. Che qualche operazione l’ha pur definita, ma molte più volte è rimasto a guardare.
Più che un Direttore Sportivo, Tare nell’ultima stagione è stato il pungiball di Sarri, da colpire tutte le volte che le cose non hanno funzionato. L’ultima dopo l’eliminazione dall’Europa League: “Non siamo strutturati per tre competizioni. Dobbiamo crescere sotto tutti i punti di vista”. Tare paga alcuni grossolani errori di mercato, ma più di tutto una vision molto diversa da quella del suo allenatore. Di quel Sarri che oggi è figura attorno a cui si avvinghiano i sogni di gloria biancocelesti. Di quel Sarri che chiede sempre più persone allineate al suo credo per portare a compimento il suo lavoro.
La bilancia alle porte di un terzo anno che si preannuncia ricco di speranze e possibilità pende tutta in un’unica direzione e per questo motivo, mai come ora, la storia tra Lotito e Tare sembra giunta ai titoli di coda.

Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

L’attacco che sarà: ritorno di fiamma per Pinamonti

Tempo di guardare avanti. Si pensa già al mercato estivo, con diverse piste che in casa Lazio potrebbero diventare caldissime a fine campionato. Soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivoSarri vorrebbe giocatori italiani o che comunque abbiano una conoscenza diretta della Serie A. Per questo motivo attenzione al possibile ritorno di fiamma per Andrea Pinamonti del Sassuolo. Era già stato cercato nella scorsa stagione, diventerebbe un’opzione percorribile solo in caso di arrivo in Champions League. Il suo agente, Enzo Raiola, è lo stesso di Luca Pellegrini. I due discorsi potrebbero incrociarsi proprio in estate.

Non solo l’idea Pinamonti. Nel frattempo il ds Tare ha bloccato Roland Sallai del Friburgo, ha mosso passi per Philip Billing del Bournemouth e per Ferran Jutglà del Bruges. Quest’ultimo è gestito dalla You First Sport, stessa agenzia di Luis Alberto, Escalante e Raul Moro, con cui il direttore sportivo ha rapporti solidi. Catalano, classe ’99, in stagione ha segnato 11 gol e fornito otto assist in 38 presenze. Ha 24 anni, l’ha compiuti il primo febbraio. Tare è stato in Belgio due settimane fa, ha approfondito i discorsi, Jutglà costa circa 15 milioni di euro. Sallai o Jutglà? Il primo diventerebbe l’esterno destro con Felipe pronto a diventare la prima alternativa a Immobile. Se arrivasse Jutglà, invece, Felipe rimarrebbe «solo» un esterno, a quel punto la casella di vice Ciro sarebbe occupata da un giocatore di ruolo. Bisognerà capire chi sarà a condurre il mercato. Tare sta portando avanti le sue piste, Sarri ha idee diverse e l’ha spiegato chiaramente. Lotito è chiamato al solito lavoro di mediazione. Il Tempo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio completa, padrona del proprio destino Champions. Immobile può giocare con meno responsabilità” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Ora in chiave Champions, è assolutamente vero che il destino è nelle mani della Lazio. Il bottino, il vantaggio dei biancocelesti sulla quinta è importante. Sarebbe così anche nel caso in cui alla Juventus venissero restituiti i 15 punti. Mancano nove gare da qui alla fine e già la gara con lo Spezia è insidiosa. Sarà una partita vera contro una squadra motivata ed in lotta per la salvezza. Rispetto al calendario, temevo molto il Torino di Juric, poi vedendola giocare contro la Roma ho avuto molti dubbi. Hanno giocato molto male dal punto di vista tecnico, sono rimasto perplesso da alcuni particolari. Detto questo, sappiamo benissimo che quello che arriverà a Roma sarà un altro Torino dal punto di vista agonistico. La Lazio deve ragionare gara dopo gara per essere completa.

Lazio completa

Con la Juventus è stata una Lazio completa nella sua prestazione. Abbiamo visto un grande dominio nel primo tempo. In tal senso, avrete letto le parole di Rabiot che ha parlato di vergognosa prestazione della propria squadra, ma è stata brava quella di Sarri a costringere quella bianconera a soffrire. Poi c’è stata anche la sofferenza finale, era naturale, anche la capacità di saper soffrire fa parte delle doti della grande squadra.

Immobile ha avuto buone sensazioni, è stato parte integrante della prestazione di tutta la squadra. Dopo tutto questo tempo di inattività era importante tornare a giocare dall’inizio. Se avesse fatto quel gol al volo con il destro sarebbe venuto giù l’Olimpico. Il fatto che la Lazio si stia un po’ affrancando dalla dipendenza dai suoi gol deve permettergli di giocare anche con più spensieratezza, meno responsabilizzato. Immobile è all’interno di un meccanismo che funziona”.

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Solo il Napoli come la Lazio nel ritorno: la crescita dei big per compensare l’assenza di Immobile

Seconda non per caso. La Lazio è così in alto perché nel 2023 ha avuto il miglior rendimento tra le big del campionato (al pari della Juve, che senza il -15 sarebbe un punto sopra i biancocelesti). La brillantezza di tutto il gruppo negli ultimi due mesi ha fatto la differenza. Nelle ultime sette partite sono arrivate sei vittorie e un pareggio. I punti in tutto il girone di ritorno sono 21. Solo il Napoli ha fatto meglio, con 24. Gli uomini di Sarri però non meritano elogi solo per i risultati, ma anche per la qualità del gioco, grazie alle prestazioni dei suoi interpreti. Alla continuità di rendimento di Felipe Anderson (a La Spezia, venerdì, sarà la sua novantesima presenza consecutiva in due anni in tutte le competizioni) e di Zaccagni, mai così prolifico prima di questa stagione (10 gol e 9 assist tra campionato e coppe), si sono aggiunti un Milinkovic ritrovato, dopo mesi non ai suoi livelli, e un Luis Alberto definitivamente consacrato al Sarrismo. I Fab Four biancocelesti sono riusciti così a compensare le assenze di Immobile.

Sì, è una Lazio guarita dalla Ciro- dipendenza nel ritorno. I gol totali sono 10 meno dell’ anno scorso, quando alla 29a giornata erano 56, ma 21 dei quali firmati dal capitano-goleador. Segno che la crescita della Lazio quest’anno sta passando da un miglioramento generale di tutto il reparto offensivo. Basti pensare che Luis Alberto ha realizzato 5 gol fin qui: tanti quanti ne aveva fatti in tutta la scorsa Serie A. Stesso discorso per Felipe Anderson, arrivato a 6 gol come un anno fa, ma oggi con ancora 9 giornate da giocare. Zaccagni ha invece quasi triplicato il proprio bottino: nel 2021-22 aveva messo a segno 4 reti. Con quello alla Juve sabato scorso è arrivato a 10 in campionato. Ha punito almeno una volta tutte le grandi, tranne l’Inter. «Mancano 9 partite, spero di segnare e migliorare ancora», ha detto l’ala sinistra biancoceleste dopo la vittoria contro i bianconeri. Se poi ci saranno altri assist del Toque, come il tacco dell’altra sera, sarà ancora più facile: «L’avevamo provato in allenamento», ha confessato lo spagnolo. E poi: «Meno male che ha segnato, sennò lo ammazzavo!». I due autori della giocata decisiva concordano su un fatto: «La Lazio è maturata e lo dimostriamo, ne siamo molto contenti. La squadra è in un buon momento e ci piace giocare così».I l gol di Zaccagni è poi un ennesimo segnale per Mancini. Nessun attaccante italiano ha fatto meglio in A quest’anno, non solo nel ritorno. Impossibile per il ct azzurro continuare a ignorarlo per la Nazionale. A giugno la convocazione sembra scontata, archiviando le ruggini del passato. La Repubblica

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DICHIARAZIONI

Ciclo Sarri, Capello: “Se la società lo seguirà…”

La Capitale è davanti a Milano, nella classifica della Serie A. “È una situazione legata a questa stagione, il segreto di Roma e Lazio è che subiscono pochi gol: è sinonimo di organizzazione e sacrificio”, commenta a Il Messaggero Fabio Capello, ex allenatore di Juve e Roma e attuale commentatore di Sky Sport. ”La Lazio mi ha sorpreso di più. A livello difensivo sono diventati veramente bravi e questo non era scontato all’inizio del campionato. Se avete tempo, andatevi a vedere come difendevano ad agosto e come lo fanno oggi”. Capello poi ha parlato di Sarri e del suo futuro: “Se può aprire un ciclo? Lui è bravo ma dipende dagli acquisti, se la società lo seguirà o meno nelle richieste. In poche parole, dal mercato. Che sia un allenatore capace, uno che merita fiducia, mi pare lo stia dimostrando con i fatti e non con le parole”.

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Lazio, ora guai ad abbassare la guardia: Sarri riparte con una doppia seduta. Altra invasione a La Spezia

Vincere aiuta sempre, ma guai ad abbassare la guardia. La vittoria contro la Juventus è stata doppia per Sarri visto il passato a Torino, ma il tecnico ha già resettato tutto. I suoi calciatori ci hanno provato a convincerlo sul programma settimanale, ma da stakanovista quale è il Comandante non ha ceduto: «C’è stato uno scambio: gli ho concesso lunedì (ieri, ndr) e loro mi hanno dato il doppio martedì (oggi, ndr). Dopo certe partite preferisco che stacchino per un paio di giorni».

DOPPIA SEDUTA – Detto, fatto. Dopo 48 ore a mollo, stamani alle 11 (e poi alle 15) la Lazio tornerà a Formello per cominciare a preparare la sfida di venerdì sera contro lo Spezia, altra trasferta dove si attende il sold out nel settore ospiti – sarebbe il decimo stagionale in Serie A – visti i 1077 biglietti venduti su 1497. Per Sarri però conterà di più il campo, dove difficilmente verrà modificata una formazione che al momento gira come un orologio svizzero con sei vittorie nelle ultime sette gare giocate in campionato. Dall’ex di turno Provedel fino a Immobile le conferme saranno molte, ma sia Lazzari e Pellegrini sulle fasce, che Vecino e Pedrotra centrocampo e attacco, cercheranno di far cambiare idea a Sarri.

LA PRECISAZIONE – Tornando invece al 2-1 di sabato, la società ci tiene a specificare il senso di uno degli ultimi video postati sui social volto a sottolineare i tanti interventi dei bianconeri non sanzionati da Di Bello: «Non era riferito ai tesserati della Juventus, che si sono comportati con grande fair play nel dopo partita, ma ai commentatori di diversi salotti televisivi e agli ex arbitri che hanno dato giudizi sommari senza prendere in considerazione le immagini che noi invece abbiamo riproposto». Il Messaggero