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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri di nuovo senza regista: col Pisa Basic vertice basso

Da inizio stagione in regia è stato un susseguirsi di infortuni.

Tre su tre fuori, salvo sorprese o recuperi che avrebbero poco senso vista l’importanza (inesistente) della prossima partita. L’unica consolazione, amarissima, è che ormai non c’è più niente in ballo. Rovella squalificato (un turno e 10.000 euro di multa), Cataldi e Patric infortunati. Basic in preallarme, dovrebbe, riporta il Corriere dello Sport, toccare a lui contro il Pisa per mancanza di alternative. Il croato vertice basso del centrocampo, quindi. A parte Belahyane, mai preso in considerazione, non ci sono altre soluzioni. Una vera maledizione, iniziata a settembre e praticamente mai interrotta. Più giornate out che in campo, in regia è stato un susseguirsi di infortuni trascinati e improvvisi, problemi tornati a bussare e altri fortuiti. Sabato l’ennesima gara con le pedine contate o giocatori da adattare.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il post Sarri già nel vivo: c’è anche Motta

Ormai tutti scommettono sull’addio di Sarri al termine della stagione; la Lazio avrà bisogno di un nuovo allenatore e nella girandola di nomi che si inseguono l’ultimo che è spuntato fuori è quello dell’ex tecnico di Bologna e Juve, Thiago Motta.

A detta del giornalista Manuele Baiocchini, di Sky Sport, inevitabilmente si inseguiranno numerosi nomi, in questi giorni, per la panchina della Lazio. Alla fine delle considerazioni, però, le possibilità si riducono a 3: Thiago Motta, Palladino oppure Pisacane. L’italo-brasiliano attende una chiamata dopo il flop a Torino, ma aveva fatto benissimo a Bologna.

Non sembra essere percorribile la pista, pur affasciante, che porta a Miroslav Klose. L’ex attaccante, infatti, ha rinnovato da poco il suo contratto con il Norimberga e sembra intenzionato a rispettarne i termini.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, visibilità globale ed una società disinteressata dei tifosi sono gli effetti della contestazione. Noi disperati, Lotito…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Tome Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Questo ciclo è iniziato con la Lazio seconda in classifica, vorrei che qualcuno mi spiegasse – non con le formule che ormai possiamo recitare a memoria – questo progetto qual è e che cosa si raccontenterà ai tifosi della Lazio che saranno chiamati a sottoscrivere gli abbonamenti. Peggio di una stagione come questa che altro deve accadere?

Leggo che la contestazione non ha portato a nulla di concreto, se non quella della dignità di una manifestazione che non si fa ad intermittenza. Magari non sono stati ottenuti risultati tangibili, ma nessuno pensava di poterlo fare. Abbiamo avuto, invece, una eco-globale di quanto successo a Roma e l’ennesima conferma di una società che tiene in considerazione i tifosi nel modo in cui si esprime. Del tipo che “se non capite sono fatti vostri”, onestamente sconfortante. Io ho aderito alla protesta e lo rifarei. Ha avuto una grande forza simbolica, ma neanche possiamo pensare di spiegare alle nuovissime generazioni perchè non si va allo stadio. C’è una società che si è interessata poco a quello che stava succedendo, ora il dibattito è aperto per la prossima estate. A me nessuno strumentalizza, sono un uomo libero e dotato di razionicinio.

Delle domande da fare alla Lazio e chi la gestisce ce l’avrei. Vorrei capire cose dal punto di vista comunicativo, di rapporto con i tifosi, di gestione sportiva ed economica in un momento in cui i tempi sono cambiati e non può essere gestita come Lenzini. Da una parte c’è la nostra disperazione, dall’altra arroganza o una forma di chiusura talmente tanto forte da essere scambiata per arroganza”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, solo ‘progetti’ falliti: quattro allenatori in poco più di due anni. Ed ora riparte il casting

Sarri ha preparato l’addio: «Io ascoltato zero, se i piani non collimano meglio non andare avanti». Lotito l’ha rottamato: «Tutti utili, nessuno indispensabile», ha detto pur richiamando il contratto (ora biennale) e il piano di ringiovanimento iniziato a gennaio. I primi separati d’Italia sono Mau e Claudio, il minimo dopo le baruffe dialettiche di quest’anno, come quelle tra comari che si tirano per i capelli. Dopo il derby, a conclusione di una delle settimane più soccombenti dell’era Lotito, allenatore e presidente sono entrati subito in collisione. Il vertice di fine anno non è fissato, difficile pensare che avvenga in questa settimana. Lotito ha più interesse a valutare il mercato degli allenatori visto che Sarri è in ballo per Napoli e Atalanta. Se si sfilasse da solo aiuterebbe il presidente a cavarsi d’impaccio. Altrimenti dovrebbe esonerarlo.

Il primo Sarri, il breve interregno di Martusciello, Tudor, Baroni e il secondo Sarri. Sono gli allenatori che si sono seduti sulla panchina della Lazio dal marzo 2024, poco più di due anni. I tempi sembrano già maturi per iniziare a organizzare il prossimo casting del Lotito Show. I primi nomi iscritti portano a Palladino, in uscita dall’Atalanta. C’è la doppia candidatura Conceiçao-Almeyda, dal sapore laziale. Sergio è sotto contratto con l’Al-Ittihad, è subentrato a ottobre dopo l’addio al Milan. Sarebbe felice di ripartire in Italia con la Lazio. Matias ha rotto con il Siviglia nei mesi scorsi dopo i tre anni all’AEK Atene. In Spagna è finita male, per mesi è stato l’anima della squadra. Per i tifosi due personaggi magnetici, potrebbero avere un forte ascendente per il ritorno all’Olimpico.

Gli altri

Una soluzione è stata caldeggiata più volte dal presidente, dopo Inzaghi e prima del ritorno di Sarri: Gennaro Gattuso. Dopo l’addio all’Italia ha avuto contatti con il Torino. Nella lista degli allenatori seguiti c’è Fabio Pisacane, tecnico rivelazione a Cagliari. Ha lavorato con i giovani, nove 2005 utilizzati quest’anno, più di tutti. Gli elenchi dei casting di Lotito sono sempre stati corposi, possono scorrere per lunghe pagine. Miro Klose è un nome che ritorna spesso. Con Lotito, dopo l’addio tempestoso, c’è stato un riavvicinamento. Solo ieri è spuntato il nome di Dino Toppmöller, classe 1980. E’ un allenatore tedesco, ex attaccante. H guidato l’Eintracht Francoforte per tre anni, prima le esperienze da vice al Lipsia e al Bayern Monaco. Esonerato a gennaio. Dopo Baroni, Tudor e Sarri, tre progetti interrotti in due anni, va interrotta la serie negativa della panchina. La Lazio ne porta i segni. Un passaggio cruciale è il verdetto della commissione che vigila sui bilanci. Si esprimerà a fine maggio. Mercato aperto o saldo zero? Anno zero o anno uno? Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Senza i tifosi le società di calcio non esistono. Lotito-Sarri…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La stampa continua a fare mera cronaca. Questa situazione in casa Roma si sarebbe risolta anni fa. Lotito dice che nessuno è indispensabile, lui è il primo, è ‘il Sinner dei non indispensabili’. Non è Lotito che allontana Sarri, è l’allenatore che scappa, come hanno fatto Tudor, Baroni, Inzaghi o i calciatori, vedi Guendouzi e Castellanos. E non scappano dalla Lazio, scappano da Lotito.

Quando il presidente Lotito dice che ci sono le condizioni per ripartire, quali sono? La Lazio non è in Europa quindi non arriveranno quei soldi, giocherà la Coppa Italia ad agosto, i tifosi non faranno gli abbonamenti, si cala in classifica e quindi anche i diritti televisivi della Lega diminuiranno.

Senza i tifosi le società di calcio non esistono. Situazione insostenibile che nella Roma, ripeto, sarebbe stata risolta anni e anni fa. Può venire chiunque dopo Sarri, qui l’allenatore non è mai stato un problema”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Tifosi senza pazienza, club nella massima tranquillità. Sarri? Due anni di contratto, ma nessuno è indispensabile”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato intercettato ai microfoni di Sportmediaset ai quali ha concesso un’intervista dal Foro Italico dove dopo la sconfitta nel derby ha assistito alla finale degli Internazionali di tennis: “Dispiaciuto per non vedere i tifosi della Lazio partecipare al derby? Sicuramente per un presidente non avere la presenza dei propri tifosi chiaramente non è una cosa positiva. E’ altrettanto vero che nel momento in cui ci sono delle posizioni strumentali uno di necessità fa virtù, in qualche maniera cercare di cogliere quelli che sono gli aspetti positivi rispetto agli aspetti negativi. Io ho detto sempre, perché qualcuno lo dimentica o forse da’ per scontato, che quando presi la società chiaramente c’era una situazione drammatica, cioè era fallita. Oggi l’abbiamo riportata in una condizione di massima tranquillità e soprattutto stiamo lavorando sulla prospettiva di renderla immortale attraverso la realizzazione dello stadio. Quindi significa fare un qualcosa che rende, nel caso di specie, la Lazio autonoma da qualsiasi persona al di là della mia persona, di chiunque, per renderla competitiva.

Purtroppo i tifosi, quelli che perseguono interessi passionali che sono legati al momento, purtroppo non hanno la capacità di aspettare e quindi talvolta vogliono precorrere i tempi quando non ci sono le condizioni. Adesso noi, sicuramente dal 30 novembre del 2027, Lazio riacquisterà una forza economica importante perché avrà cessato di pagare tutti i debiti, 550 milioni che non sono pochi nel 19 luglio 2004, e avrà una cassa di 30 milioni che potrà impiegare per poter fare nuovi investimenti tali da renderla competitiva. Non è solo un problema di investimento economico: ricordate il calcio è un problema di idee, di squadra. E tutti devono lavorare, lo staff tecnico, la società, i giocatori e anche i tifosi tutti verso la stessa parte, perché quando si crea uno scollamento diventa più complicato raggiungere gli obiettivi.

Se c’è Sarri nel progetto futuro? Quando abbiamo acquisito Sarri l’abbiamo acquisito con un contratto triennale, quindi ha un contratto per altri due anni, sulla prospettiva che saremmo ripartiti da una squadra con una logica di ringiovanimento. Queste sono le considerazioni che abbiamo fatto noi. Io ho imparato anche una cosa, che nella vita tutti utili nessuno indispensabile, soprattutto i giocatori, perché i giocatori nel mondo ce ne sono tanti. È difficile trovare la possibilità di avere una società stabile e solida perché, se voi state verificando, nel campionato italiano le proprietà sono in vita 5 anni al massimo. Io sono 22 anni che ancora resisto, nonostante tutte queste fibrillazioni che qualcuno crea strumentalmente, volutamente, ma io sono convinto che poi alla fine, alla lunga, il lavoro paga, oltre che i risultati, ma soprattutto la constatazione della forte volontà di voler rendere, ripeto, immortale la società, forte, autonoma, indipendente. Questo secondo me è un elemento fondamentale, perché oggi parecchie squadre dipendono dagli investitori che se investono vanno avanti, se non investono voi l’avete visto quello che succede”.

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CALCIOMERCATO

Conte lascia, il Napoli ha scelto Sarri: primi contatti per il ritorno

Tra il Napoli e Antonio Conte si va sempre di più verso la chiusura anticipata del rapporto in maniera consensuale. Sarri è il primo candidato per sostituirlo: ci sono stati già i primi contatti. Il club è fiducioso di riaverlo sulla panchina dopo l’esperienza triennale dal 2015 al 2018. Solo un convincimento in extremis dell’Atalanta – sotto la guida di Giuntoli – potrebbe bloccare il ritorno dell’allenatore toscano in azzurro. Nel caso in cui non dovesse arrivare Sarri, il Napoli valuterebbe altri profili come Fabio Grosso, Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri. Una volta conclusa l’esperienza napoletana Conte aspetterà un’eventuale chiamata dalla nazionale italiana. Lo riporta Gianluca Di Marzio

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, difficile competere senza risorse. I tifosi hanno rotto gli argini, l’unica via d’uscita…”(AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Questo derby è il finale di stagione degno di tutto ciò a cui abbiamo assistito e delle carenze tecniche della squadra. Negli ultimi 30 metri conta solo la qualità dei giocatori, nella rifinitura, nei tempi della giocata e nell’esecuzione.

Il tifoso, giustamente, si preoccupa non tanto del derby, ma di quello che sarà domani. Oggi la gente si è accorta che ha una squadra non superiore al Sassuolo. Oggi fai fatica, anche perchè i migliori giocatori vogliono anche andare via. Per essere competitivo devi spendere.

Oltre tutto questo, a me sembra che questa contestazione dei tifosi non sia destinata a terminare. A breve ci sarà da affrontare anche il problema degli abbonamenti. Siamo arrivati ad un punto in cui qualcosa il presidente della Lazio deve fare. E’ difficile avere i mezzi per riportare la Lazio ad un livello importante. Siamo arrivati al momento decisivo della Lazio. La gente ha rotto gli argini, non sta solo parlando, ha agito. C’è una netta condanna nei confronti della società. Il calcio senza pubblico non si può fare, c’è poco da aggiungere. Non vedo una via d’uscita se non quella di un passo indietro del presidente, quello dell’ingresso in società di qualcuno che possa aiutare. Non è possibile che si parli nel mondo della Lazio per il derby senza tifosi e perchè non può fare mercato”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Se i piani non collimano è inutile continuare. Non sono stato ascoltato, non conosco i programmi” (AUDIO)

Maurizio Sarri in conferenza stampa al termine della gara: “Avevo detto a giugno, sei mesi in anticipo. Facciamo l’ultima partita, al momento per i programmi futuri non mi hanno detto nulla. La situazione di quest’anno non mi è piaciuta, sono stato ascoltato zero e non sono contentissimo, magari non è contenta nemmeno la società. Finiamo il campionato e sentiamo se hanno qualcosa da dirmi”.

La gestione di Lotito può avvicinarsi a quella di De Laurentiis?

“Quella era una squadra di un livello tecnico assoluto, era forte. Finita la costruzione del primo anno e mezzo, ha fatto 91 punti e non solo. C’erano delle basi molto più solide e qualitative”.

Tu hai voglia di restare?

“Della partita non importa niente a nessuno. Uno deve parlare in maniera separata dell’ambiente e dela società. A livello ambientale avrei voglia di rimanere, mi sento parte integrante. A livello societario forse se i piani non collimano è inutile continuare ad andare avanti. Non ho sentito piani, non so dare una risposta precisa. Bisogna distinguere i due aspetti”.

Cosa le fa più male di questa sconfitta?

“Abbiamo fatto sessanta minuti di buon livello, ci siamo trovati sotto per colpe nostre. Sul primo gol abbiamo commesso un’ignenuità clamorosa battendo il calcio di punizione con Marusic ancora a terra. Sui due angoli la sensazione è che loro hanno attaccato la palla e l’aversario, noi abbiamo subito. Quando siamo finiti in dieci loro hanno fatto meno fatica di noi a risistemarsi, ma fino a quel momento la Lazio si meritava molto di più”.

Zaccagni non era in grado di venire nemmeno in panchina?

“Oggi no, non c’erano possibilità, aveva male anche a camminare. Se calciava un pallone in velocità poteva accusare una lesione ben più grave, da mesi. Il processo di guarigione dovrebbe essere veloce, nei primi giorni non c’è possibilità di farlo giocare”.

Quanto è lontana la Lazio dall’anno zero del suo primo triennio alla Lazio?

“Quella era molto più qualitativa. Poi alla fine arrivò seconda. La qualità media della rosa era più elevata. Se l’anno prossimo sarà davvero l’anno uno è da vedere, ci sono tanti giocatori in scadenza”.

La Coppa Italia era forse il trofeo più necessario per questa Lazio?

“Chiaro, senza qualità eccelsa era importante. Sembrava però che si giocasse contro una squadra di scarso livello: potevamo fare di più, ma l’Inter ora è di un altro livello. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi che ci sono arrivati, poi abbiamo incontrato una squadra fortissima. Un po’ di rammarico c’è: potevamo fare una partita piu coraggiosa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, chi dopo Sarri? Dalla Palladino a Gattuso, le prime ipotesi

Il futuro di Maurizio Sarri alla Lazio appare ormai appeso a un filo sottilissimo. Dopo una stagione deludente, culminata con la sconfitta nel derby e con l’addio definitivo a qualsiasi ambizione europea, il rapporto tra il tecnico toscano e il club biancoceleste sembra arrivato ai titoli
di coda e a certificarlo sono anche le parole pronunciate dallo stesso tecnico toscano nel post partita, che lasciano pochi margini all’interpretazione: “Non sono stato ascoltato”, ha dichiarato l’allenatore, sottolineando come il problema non sia legato all’ambiente o alla tifoseria, con cui continua ad avere un forte legame, ma piuttosto alla divergenza di visioni con la dirigenza.

Intanto la Lazio si muove già per il possibile dopo Sarri. I nomi più seguiti, scrive La Gazzetta dello Sport, sarebbero quelli di Raffaele Palladino e Kosta Runjaic, mentre sullo sfondo prende quota anche l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Sarri al Napoli, piazza dove il tecnico ha lasciato un ricordo ancora molto forte.

In corsa non ci sarebbe anche Sergio Conceicao, nome uscito fuori negli scorsi giorni. Secondo Il Messaggeroun altro profilo è quello dell’ex ct Rino Gattuso, oppure due allenatori giovani come Pisacane, ora al Cagliari. La decisione definitiva di Sarri dovrebbe arrivare a giugno, ma, in attesa che la separazione venga delineata, la società dovrà iniziare a guardarsi intorno per iniziare a programmare il futuro.