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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mercato gennaio? L’obiettivo è evitare un altro blocco estivo. Compromesso è cedere chi non è fondamentale per Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi la Lazio torna ad allenarsi e la buona notizia, sottovalutata prima, dell’entità dell’infortunio di Zaccagni; si tratta di una lesione di primo grado, quindi il peggio è stato scongiurato, vediamo se ce la fa per la Juventus.

I giocatori più richiesti della Lazio sono i più importanti della squadra, questo impone riflessioni per gennaio e crea delle difficoltà.

Vecino? C’è una tale distanza tra i referti medici e il fatto che lui non si alleni in gruppo da così tanti giorni, che è evidente ci sia qualcosa sotto. Tuttavia, approfondendo, abbiamo capito che anche a Milano è successo. Il contratto di Vecino, che scade nel 2026, si rinnova se fa 25 presenze, anche di un minuto, quindi è suo stesso interesse giocare. Ora vedremo se oggi si allenerà in gruppo, io credo che si metterà a disposizione. Sarri ha detto che dopo la sosta sarà disponibile, sicuramente l’allenatore è l’ultimo ad essere contento di questa situazione, considerando poi che l’uruguaiano era un fedelissimo del tecnico.

Mercato? A gennaio già dovrà stare attenta ai conti di fine marzo per avere libero il mercato estivo, quindi si deve operare con quella prospettiva. Per fare questo serve un saldo positivo già a gennaio. Il mercato sarà quasi sicuramente a saldo zero. La difficoltà di questo piano è che i calciatori che attualmente hanno mercato sono quelli più importanti per la Lazio; il compromesso tra queste esigenze è con chi puoi fare plusvalenze e centrare questo obiettivo, che non sono fondamentali per Sarri, come Mandas e Isaksen.

Insigne? Va dato un senso alla richiesta di Sarri, anche se le vedute con la società sono diverse. Io però il nesso non lo trovo, se non legato all’eventuale partenza di Zaccagni per Napoli; Conte stravede per lui ma è un’operazione complicatissima”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Petrecca: “Lazio, vista la situazione impossibile criticare Sarri. Con qualsiasi altro tecnico…” (AUDIO)

PAOLO PETRECCA (Dir. Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vista come era andata la parte del mercato e di preparazione al campionato non è che dalla Lazio mi aspettavo qualcosa di più in campo. Il tema di fondo riguarda la consapevolezza che con qualsiasi altro tecnico le cose non sarebbero state diverse. I miracoli non si possono fare, diciamo che prima si arriva a 40 punti e prima siamo tutti più tranquilli (ride, ndr). Ovvio che servirebbero degli innesti dal mercato di gennaio.

Sarri è costretto a fare il meglio che può e lo fa molto bene. Lo fa con il suo carattere e la sua capacità di modifica tecnica. L’unica cosa che posso aggiungere è che qualcosa di sperimentale dal putno di vista tattico dovrebbe essere fatto. Per contigenze ed infortuni, non si può restare fermi solo sul suo 4-3-3. Detto questo, se contestiamo anche Sarri è davvero finita. Già adesso sta facendo dei miracoli visto la situazione”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri cerca il sostituto di Zac: tutti gli esterni in ballottaggio

Out almeno 20 giorni il capitano e il tecnico cerca una soluzione.

Assente contro il Torino con uno stop rimediato poche ore prima del match (lesione di primo grado all’adduttore), Zaccagni sarà out almeno 20 giorni. Ora quindi Sarri studia la mossa giusta per sostituirlo.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, tutti gli
esterni che provano a battere un colpo: Cancellieri è diventato il titolare a destra, gli altri si giocano la chance sulla fascia opposta. Pedro, Noslin e Isaksen devono sfruttare ogni possibilità.

Per Zac, si legge, ci vorrebbe una corsa contro il tempo (e sarebbe un rischio) per recuperare in vista del big match con la Juventus (26 ottobre). L’obiettivo può diventare il turno infrasettimanale con il Pisa di giovedì 30. Conclamato lo stop di Zac, si apre il primo duello allargato tra le ali rimaste a disposizione. Isaksen, sulla carta un titolare della Lazio prima della preparazione, è al momento quello più indietro. Debilitato per l’intera estate dalla mononucleosi, si è fermato dopo appena 4 giorni di ritiro, non ha mai potuto ingranare tatticamente e atleticamente. L’attuale convocazione in Nazionale l’ha rinfrancato, ma anche fatto scivolare dietro alle candidature di Pedro e Noslin per la partita di Bergamo. In più Sarri vede il danese più funzionale a destra.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Troppi interrogativi in questa Lazio. Insigne? Se lo vuole Sarri va preso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Giudizio non positivo, troppe prestazione al di sotto delle proprie possibilità, troppi infortuni, troppi punti interrogativi ci sono stati in questo avvio di stagione. Si sta cercando di prendere la strada giusta, ma c’è da lavorare. Non avendo le coppe, non si spiegano questi infortuni. Ripeto, le domande da farsi sono tante. Chi può essere utile al progetto tecnico dell’allenatore? E, soprattutto, qual è il progetto tecnico dell’allenatore? Ora è chiaro che sta facendo di necessità virtù, ma poi ci sarà da fare chiarezza.

La squadra lo scorso anno ha speso tanto e poi non è stata aiutata sul mercato. Sugli infortuni bisogna farsi delle domande.

Io penso che Sarri sia intelligente, quindi sa qual è il meglio per questa squadra. L’importante è che i giocatori credano in ciò che il tecnico propone, ma con convinzione. Se lo fanno solo per Sarri, senza crederci, il risultato non sarà ottimo.

Per il momento non credo che la squadra creda molto in alcuni sistemi e in alcuni principi, lo dico stando al linguaggio del corpo e alle prestazione; poi giocando in ampiezza, con i due in mezzo, la squadra crea e i giocatori stessi capiscono che possono essere più pericolosi.

Su Insigne ci sono diversi dubbi: motivazioni, età, ruolo. Che facciamo con Zaccagni ed Insigne? Se però il tecnico è convinto e lo vuole, lo devi prendere”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Maestrelli: “La scelta di Sarri come quella di papà. Mi chiedo cosa sarebbe oggi la Lazio senza di lui…” (AUDIO)

MASSIMO MAESTRELLI in collegamento a ‘NMM’

“La scelta che ha fatto Maurizio Sarri di restare alla Lazio anche dopo aver saputo del mercato bloccato equivale alla scelta di papà di dire no alla Roma per la Lazio in Serie B. Non credo che in una situazione del genere, un altro tecnico di un certo calibro avrebbe preso la stessa decisione. Quando ha firmato non sapeva del mercato chiuso, immaginava una situazione negativa ma a questo livello. Lui dopo esser arrivato secondo aveva il desiderio di rinforzare la squadra per gettare delle basi importanti. Lì si è perso l’attimo, poi per vicende personali drammatiche ha dovuto lasciare la Lazio. Gli è sempre rimasto questo amore in bocca, riteneva fosse una storia d’amore che si era interrotta in modo non naturale. La mossa di tornare ha rappresentato il coronamento di quell’amore. Lui, secondo me, avrebbe accettato di tornare anche se avesse saputo tutto prima. Si sarebbe rimboccato le maniche, non è uno con la puzza sotto il naso.

Contro il Torino, durante la scena del Var che valutava il rigore, l’ho visto provato, senza forze. Raramente ho visto una scena così drammatica. Forse mi ricorda quella di papà con il Como. Si può discutere il tecnico, certamente, ma lui è un uomo da Lazio. Lui va oltre il tecnico. E’ un uomo che merita fiducia e stima. C’è un 30% di tifosi che non ha capito che il suo ultimo terzo anno prima delle dimissioni è stato il frutto di tante componenti, di tante situazioni che si erano venute a creare, partendo da una mancata aspettativa di giocatori che non sono arrivati. Gli ho detto che forse lui sarebbe dovuto andar via. Mi ha risposto che dal punto di vista tecnico avrebbe fatto la cosa migliore, ma era ancora convinto di poter chiudere qui e di poter risolvere le cose. Molti hanno visto in quella stagione un calcio brutto, ma si sono fermati alla superficie delle cose. Bisogna saper valutare qualcosa che va oltre il discorso tecnico. Mi chiedo, ma se oggi non ci fosse Sarri, cosa sarebbe la Lazio. E’ un uomo che fa scudo, ci mette la faccia, una garanzia di affidabilità. Poi il suo calcio è contestabile, per carità. Siamo nelle mani di una persona garbata che è legata alla Lazio”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mellone: “La Lazio è questa, Sarri sofferente. Lotito? Ideologia nasce dalla negazione della realtà” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Daytime Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Mi rifiuto di dover essere felice di aver pareggiato alla scadere contro il Torino. La Lazio è questa, sono molto amareggiato di dovermi accontentare. Non vedo giocatori svogliati, anzi li vedo concentrati. Forse questa è una squadra che sta dando quasi il massimo e questo è anche più preoccupante. Poi ci sono delle attenuanti, per carità, pensando agli infortuni. In virtù del calendario, ora spero in un miracolo della fede sperando che contro squadre più forti abbia più spazi per far bene in contropiede. Bisogna accettare il fatto che la Lazio sia questa, sperando poi di essermi sbagliato a fine stagione.

L’unica nota positiva di questa stagione sono i 30 mila abbonati, dimostrazione di un amore cieco. Gli stessi che hanno legittimamente il diretto di criticare, non tanto la squadra visto che sembra stia dando il massimo.

Vedo un Sarri sofferente perchè è calato bella parte. E’ sulla giostra, questo è, non mi faccio illusione e vado avanti. E’ tutto un mettere delle pezze e trovare rimedio ad una serie di deficit. Questo può fare Sarri.

Lotito? Mi sono anche annoiato a commentare le sue parole. Il suo è un atteggiamento ideologico l’ideologia nasce dalla negazione della realtà. E’ sempre colpa di qualcun altro, la cosa importante è non dire che mi sono sbagliato. C’è poco da commentare, è stato sempre così e non cambierà mai. I ragionamenti sono sempre gli stessi ripetuti all’infinito”.

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Lazio, operazione riabilitazione giocatori: ora Sarri punta Noslin

Sarri il mago, verrebbe da dire. Sarebbe più accurato dire, però, Sarri il maestro. Sì perché al di là delle difficoltà oggettive che sta vivendo la Lazio, alcuni giocatori sono rinati. Uno su tutti Cancellieri, vera rivelazione di questo avvio di stagione, ma anche Zaccagni. Ora però – scrive la Gazzetta dello Sport – Mau ha nel suo mirino anche Tijjani Noslin.

Sarri è un motivatore, lo si è visto in tante occasioni e in tante esperienze fatte nella sua lunga carriera. Anche in questa Lazio alcuni giocatori sono rinati o esplosi definitivamente. Vedi Cancellieri, ma vedi anche Basic e Cataldi. Capitan Zaccagni, con 2 gol in 5 partite, era stato protagonista di un avvio di stagione scoppiettante, poi l’infortunio lo ha costretto ai box.

Ora, invece, è il turno di Tijjani Noslin. Contro il Torino è entrato e ha procurato il rigore che è valso il definitivo 3-3. Ha mostrato un piglio da lottatore, una grinta da combattente vero e una voglia di mettersi in mostra che al tecnico toscano è piaciuta molto. Ora l’obiettivo di Mau è di rilanciarlo del tutto, recuperarlo in toto mentalmente e atleticamente, perché la Lazio ha bisogno anche di lui.

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Lazio, Sarri ridisegna la squadra con il rientro di Guendouzi

L’emergenza continua, Sarri recupera però il francese.


Ora la sosta e la speranza di ritrovare più calciatori possibili. La sensazione è che Sarri avrà a disposizione, rispetto alla gara con il Torino, solo Marusic e Pellegrini, a cui si aggiunge Guendouzi che ha scontato le due giornate di squalifica; per Zaccagni e Rovella si esclude la possibilità di vederli in campo a Bergamo. Tuttavia quello del francese è un recupero importante per il tecnico, vista l’emergenza a centrocampo che ha contraddistinto la Lazio in queste ultime uscite.

Sei reti fatte e tre subite, evidenzia Il Messaggero, ma anche tredici palle gol concesse gli avversari nell’ultimo doppio impegno. È questo il nodo e va sciolto, perché Sarri crede che alla lunga si paghino più
questi scompensi che le goleade in attacco, come accaduto a Baroni l’anno scorso. Mau non va all’arrembaggio, pretende rombi, giro e recuperi palla, ripartenze veloci, occupazione del campo e linee di passaggio, un pressing dispendioso. In questo senso, si legge, il ritorno di Guendouzi (dopo due turni di squalifica) consentirebbe subito alla Lazio di ridisegnarsi col 4-3-3 contro l’Atalanta a Bergamo. A spingere Sarri verso il ritorno all’antico è la ricerca dell’equilibrio perduto anche per l’assenza di Zaccagni sull’esterno. Oltre Cancellieri a destra, non c’è in questo momento un esterno che possa garantire lo stesso lavoro avanti e indietro: dopo averlo dirottato a sinistra per testarlo nella ripresa col Toro, il Comandante
non vuole togliere Matteo dalla fascia in cui sta esplodendo. Pedro ha 38 anni e ormai può corricchiare per un tempo ristretto. Isaksen non è ancora pronto. Fabiani suggerisce Noslin, rilanciato dal rigore conquistato in pieno recupero. Una pazza idea sarebbe alzare Tavares con il ritorno di Pellegrini lì dietro.

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Lazio, ora il modulo è un dilemma: alla ripresa 4-4-2 o 4-3-3? Senza Zac…

Maurizio Sarri sta attraversando il periodo più delicato della sua avventura alla guida della Lazio: tra infortuni, assenze e una rosa ridotta, l’allenatore è stato obbligato a modificare assetto tattico, passando prima al 4-4-2 e poi al 4-2-3-1. Le partite si sono trasformate in un banco di prova continuo, con il dilemma sul modulo che rimane un nodo da sciogliere. 

Alla seconda pausa del campionato, i biancocelesti devono fare i conti con ben otto indisponibili. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club spera però di recuperare alcuni elementi: contro l’Atalanta dovrebbero tornare a disposizione Guendouzi, Marusic e Pellegrini, mentre restano dubbi sulle condizioni di Vecino. Più lunga invece la sosta forzata di Zaccagni, fermo per 20/30 giorni, e di Rovella, che – come anticipato – ha scelto di evitare l’intervento chirurgico.

Ora Sarri è chiamato a una nuova scelta: tornare al suo 4-3-3 oppure continuare con il sistema che hanno garantito risultati migliori, come la vittoria di Genova e il pareggio con il Torino. Il rientro di Guendouzi può restituire equilibrio al centrocampo, ma le soluzioni restano limitate. L’assenza di Zaccagni obbligherà l’allenatore a puntare ancora su Pedro, con Isaksen e Noslin come alternative, con lo spagnolo chd non può reggere tutti i novanta minuti di ogni gara.

Sarri ha accantonato l’estetica per la sostanza: meno possesso palla, più verticalità e ripartenze rapide. È consapevole che, in questa fase, l’obiettivo è limitare i danni e mantenere la rotta. E il calendario non gli offre tregua: nelle prossime cinque partite contro Atalanta, Juventus e Inter si capirà molto del futuro della Lazio e del suo tecnico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, inizio a preoccuparmi. Non si possono subire gol in questo modo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La partita con il Torino andava vinta, mi aspettavo qualcosa in più da parte della Lazio. Non si possono prendere i gol nel modo in cui sono stati presi. Sembrava una squadra anche poco organizzata. Sostituire Guendouzi e Rovella non è facile, chi ha giocato non ha dimostrato di essere alla loro altezza. Non è una questione di modulo e di 4-2-3-1. Dopo il derby perso c’è stata una reazione eccellente, ora sei tornato nuovamente indietro. Il Torino non è superiore alla Lazio. E’ difficile dare un giudizio a questa squadra, mi auguro che le mie perplessità siano smentite. Non ci siamo, l’unica cosa che salvo è Cancellieri. E’ rientrato bene e sta reggendo la Lazio. Ora, l’augurio è che si possano recuperare dei giocatori importanti. Inizio a preoccuparmi”.