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RASSEGNA STAMPA

Lazio, valutazioni sul reintegro di Basic. Intanto Sarri concede due giorni di riposo per sbollire la rabbia

Due gioni di riposo poi testa alla gtrasferta di Genova (si giocherà lunedì 29).

Un ko che brucia, soprattutto per come è maturato. La Lazio per buona parte della gara ha dominato il derby, eppure ha commesso degli errori che hanno portato alla sconfitta.

Oltre al danno, anche la beffa. Con Rovella e Dele-Bashiru usciti per infortunio, il centrocampo laziale rischia di avere un solo giocatore disponiobile: Cataldi. Sia Belhayane che Guendouzi infatti ieri hanno rimediato un rosso.

Già nelle convocazioni della vigilia derby (dentro i Primavera Farcomeni e Pinelli) era emersa l’emergenza lì in mezzo. Nella prossima sfida, sottolinea Il Messaggero, sarà ancora peggio. «Può darsi sicuramente che venga reinserito Basic nella lista Serie A. È un’eventualità da prendere in considerazione. Abbiamo
due slot da qui a gennaio». Sarri vorrebbe reintegrare il croato al
posto di un infortunato: la lesione al soleo ne fa di Lazzari il principale indiziato, anche perché ci sono già altri quattro terzini
nell’elenco.

Intanto, conclude il quotidiano, Mau è furioso con Tavares per l’errore di superficialità commesso e anche per l’espulsione di Guendouzi al triplice fischio (rischia due giornate di stop). Ha concesso due giorni di riposo per sbollire la rabbia e far
riflettere tutti sull’accaduto, prima della ripresa di dopodomani a Formello

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sarri preparazione derby perfetta, giusto parlare di superficialità. Tavares? Deve star fuori” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“C’è poco da dire. Bene l’allenatore, perché ha preparato bene la sfida; la squadra è stata squadra, ha creato, aveva in mano la partita. Già prima del gol aveva creato cinque potenziali occasioni. Con alcuni interpreti la squadra è più fluida, mi riferisco a Pedro.

Poi non concepisco come un calciatore di Serie A possa anche solo pensare a fare una scelta del genere, soprattutto in una partita così complicata (Tavares, ndr). Questa squadra deve smettere di pensare con superficialità, ha ragione Sarri.

Ora si capisce perché si fa una gara bene ed una male. Io non amo dare la colpa a uno, le responsabilità è sempre di tutti, ma questa leggerezza rovina il lavoro di tutta la settimana.

Mai la Lazio aveva creato così nelle altre uscite, ce l’avevi in mano la partita. Io Tavares lo escluderei, rimettendolo quando torna con la mentalità giusta: l’allenatore deve dare un segnale. Infine l’espulsione di Guendouzi non esiste, mette in difficoltà i compagni. Comunque dopo le critiche devo anche dire che Tavares ha delle qualità che hanno in pochi ma ora capisco perché non è arrivato a grandi livelli”.

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INFERMERIA

Lazio, tegola Rovella: dovrà operarsi. Valutazione sulle tempistiche. E per Genova c’è solo Cataldi

Di nuovo ko, dolorante in campo come a Sassuolo, e fuori
all’intervallo. Per Rovella non bastano più le infiltrazioni, l’unica via d’uscita sembra l’intervento. Il regista ha un ispessimento di due millimetri nella zona inguinale (“Groin Pain Syndrome”), lo stesso problema pubalgico risolto da Zaccagni il 24 giugno scorso. Nicolò – sottolinea Il Messaggero – , ha già fatto un consulto e ricevuto lo stesso triste responso: prima o poi dovrà operarsi e inserire una retina sul pube, bisogna solo decidere quando. Il nodo infatti sono i tempi di recupero: Zaccagni rientrò in gruppo soltanto il 22 luglio in ritiro, dopo quasi un mese di stop. La Lazio
non può permettersi di rinunciare a Rovella per così tanto, a stagione in corso.

A Formello riflettono, non solo sul regista, ma su chi schierare a centrocampo a Genova lunedì prossimo. Al momento Cataldi è l’unico mediano rimasto. Dele-Bashiru era già affaticato ed è uscito al 12′ dal derby con la borsa del ghiaccio sul flessore destro (si teme lo stiramento). Guendouzi e Belahyane hanno rimediato due rossi ingenui, Vecino è ancora out e, nei prossimi giorni, si capirà se si riuscirà a riabbracciarlo: «Ma nessuno dei nostri mediani è abile per giocare a due a centrocampo», le ultime parole di un Sarri nero in volto.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri in conferenza: “Anarchia e superficialità i nostri limiti. Mi fa male, spero anche alla squadra” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa, al termine del derby.

Solo sull’azione di Tavares si è perso il derby?

“Penso di sì. Fino a quel momento non avevamo concesso nemmeno dei tiri in porta. Eravamo stai pericolosi in due-tre occasioni, con Rovella, Guendouzi, Romagnoli. Poi abbiamo sbandato per dieci minuti dopo il gol e ripreso in mano la partita. Abbiamo sbagliato a quattro-cinque palle gol nitide. Ci rimane un grande rammarico, per la seconda partita consecutiva abbiamo concesso pochissimo e perso per banalità e superficialità, è il nostro limite in questo momento, oggi sembravamo anche più pericolosi del solito. Sul gol non siamo riusciti a uscire sulla sinistra e abbiamo insistito. Non contenti poi ci mettiamo anche due espulsioni. Il limite di questa squadra è evidente, ci dobbiamo togliere di dosso anarchia, superfiiclità e banalità. Così diventa difficile”.

Che ripercussione può avere il derby perso?

“La ripercussione è materiale, non mentale. Domenica contro il Genoa abbiamo un solo centrocampista a disposizione. Perdere un derby a me fa male, poi ti giri guardi la tribuna, la Curva e pensi che hai deluso un popolo. Spero faccia male anche ai giocatori”.

Gli obiettivi sono da rivedere?

“Può darsi che riusciamo a risolvere i nostri problemi, come anche no. Ho fatto giocare attaccanti di movimento per far inserire i centrocampisti, e così è successo. O si impara a giocare più così, sul piano della qualità pura qualcosa ci potrebbe mancare. Siamo comunque riusciti a tenere la partita equilibrata nonostante tutti gli episodi contrari”. 

Questa sembra non è essere la tua squadra, come se l’avessi presa in corsa…

“Queste sono tutte storie vere in parte. Io vado al Chelsea il 20 luglio, il campionato partiva il 9 agosto e ho fatto 13 risultati utili consecutivi, che è il record di un neo allenatore in Premier League. In certe situazioni non è stato così. Ci sono degli aspetti che questa squadra sta prendendo, come l’utilizzo dei centrocampisti. Il nostro vertice basso ha numeri da Jorginho, nella mia Lazio precedente non avevo questi dati. Ci stiamo anche appoggiando alle caratteristiche dei giocatori. Ancora non attacchiamo lo spazio con la giusta continuità, quando l’abbiamo fatto oggi siamo stati pericolosi. Qualcosa sta venendo fuori, la squadra per 70 minuti contro il Sassuolo non ha creato occasioni pericolose, contro la Roma sì. In quattro partite abbiamo subito quattro gol: uno da angolo, uno su punizione e uno oggi così. Ma stiamo concedendo poco. Vedo degli aspetti su cui insistere”.

Rovella? 

“Non era al 100%, l’azione in cui ha attaccato si era sviluppata in una maniera che poteva fare ben poco. Aveva dato la disponibilità a finire il primo tempo, spendere il secondo slot sarebbe stata dura da gestire fino alla fine. Il suo sembrava un fastidio a un piccolo tendine largo due millimetri, senza interesse a zone muscolari. Vediamo quello che viene fuori”.

Com’era il clima dentro lo spogliatoio?

“I giocatori sono sicuramente dispiaciuti a livello di gruppo, non vorrei che lo fossero solo per loro stessi, ma anche per i tifosi”. 

Chi può giocare a centrocampo a Genova? Chi è adattabile?

“A due secondo me nessuno. Vediamo in settimana, qualcosa bisogna fare”. 

Reinserire in lista Basic è una possibilità? 

“Può darsi sicuramente, mi sembra che abbiamo due slot. È un’eventualità da prendere in considerazione”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Brutto perdere per un erroraccio. C’è incazzatura, ma non meritavamo questo”. Su Dia e Rovella…

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, commenta così ai microfoni di DAZN il derby perso di misura con la Roma: “Le occasioni per pareggiare ci sono state, abbiamo perso per un erroraccio. Vediamo se è un errore tecnico o di superficialità, abbiamo perso in un brutto modo dopo una buona partita. Dispiace per la nostra gente che ci ha sostenuto e per la squadra che ha fatto una partita che non si meritava di perdere”.

Errore tecnico o di superficialità?
“Tutte e due, rivedendolo così al volo”.

La scelta di Dia invece di Castellanos?
“Il tentativo era di non dargli punti di riferimento e inserirsi con i centrocampisti, nel primo tempo l’abbiamo fatto due volte. Dia aveva fatto benissimo durante la settimane e mi sembrava giusto dargli un’opportunità, stare fuori ha fatto bene a Taty perché in quella mezz’ora è entrato bello deciso. La squadra ha avuto un po’ di sbandamento dopo il gol subito perché anche Rovella era in difficoltà e gli abbiamo chiesto di fare 6-7 minuti soffrendo per non sprecare subito il secondo slot di cambi”.

Si riparte dalla reazione del secondo tempo?
“Secondo me lo meritavamo anche nel primo, fino al loro gol non avevamo concesso niente di particolare e due occasioni con Guendouzi e Rovella. Sul gol abbiamo sbandato e potevamo prendere anche il secondo, ma fino a lì non avevamo segnali di poter perdere la partita”.

Cosa si aspetta dopo una sconfitta come questa?
“La solita incazzatura e tristezza post derby perso, l’altro però ha avuto una storia diversa perché nel primo tempo perdevamo già 3-0”.

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FORMELLO

Lazio, emergenza centrocampo: Sarri a Genova con gli uomini contati

Oltre al danno, le beffe. La Lazio volerà a Genova (Genoa-Lazio, lunedì 29) con un’emergenza a centrocampo quasi senza precedenti. Rosella e Dele-Bashiru hanno abbandonato il campo per infortunio e le loro condizioni saranno da valutare (si teme fortemente la lesione, specialmente per in nigeriano) mentre nel finale del derby, la Lazio ha rimediato due espulsioni. La prima di Reda Belahyane, che affonda lo scarpino nel polpaccio di Kone e dopo il fischio finale, nel parapiglia generale, è stato espulso anche Matteo Guendouzi. Al momento, Cataldi è l’unico centrocampista a disposizione di Sarri, in attesa dei controlli per Dele-Bashiru e Rovella. Occhio alla soluzione Basic, che potrebbe essere inserito in lista sfruttando uno dei due slot a disposizione. Vecino potrebbe rappresentare l’unica nota lieta, a patto che torni disponibile a inizio settimana (è fermo dalla prima metà di agosto). Piove sul bagnato.

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SERIE A

Lazio-Roma, i convocati di Sarri: torna Patric, due Primavera per il centrocampo

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro la Roma (ore 12:30). 

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel; 

Difensori: Gila, Hysaj, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli; 

Centrocampisti: Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Farcomeni, Guendouzi, Pinelli, Rovella; 

Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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SERIE A

Lazio-Roma, le probabili formazioni

Lazio – Roma è senza dubbio la gara più attesa della quarta giornata di campionato. I derby hanno sempre il loro fascino, in particolare quello della Capitale. Storia, rivalità, passione un mix di emozioni incredibili che i 60mila presenti all’Olimpico non vedono l’ora di vivere.

Lazio – Roma, il momento delle due squadre

Un avvio in salita per la Lazio che ha alternato, finora, risultati positivi a altri negativi. Due sconfitte in trasferta con Como e Sassuolo, nel mezzo la vittoria col Verona in casa. I biancocelesti sono a caccia di punti, vogliono risalire la classifica che al momento li vede dodicesimi a -4 dal quarto posto. In dubbio Rovella, Vecino non si sente ancora al meglio e ancora out Patric e Lazzari.

La Roma ha avuto un inizio sprint con due successi consecutivi contro Bologna e Pisa, poi il ko contro il Torino che ha rallentato la corsa. I giallorossi scenderanno in campo con l’obiettivo di riscattarsi e conquistare punti che gli consentono di riprendere il cammino verso i primi posti. Dubbi per Gasperini che valuterà le condizioni di Wesley e HermosoNon ci sarà invece, Dybala.

azio – Roma, le probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Cataldi, Dele-Bashiru; Pedro, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley, Cristante, Koné, Angelino; Soulé, El Aynaoui; Ferguson All. Gasperini.

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DICHIARAZIONI

Derby, Sarri: “Le difficoltà non contano, voglio una squadra che lotti per non deludere un popolo. No palleggio, ma coraggio. Dubbio Rovella, Dele ok”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, alla vigilia di Lazio-Roma, ha presentato la stracittadina in conferenza stampa:

“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così, come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so. Castellanos sembra essere più avanti, sembra recuperabile. Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto, gli altri infortunati sono sempre fuori, forse. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina, ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru – “Il controllo è assolutamente negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro. Non so se sarà titolare, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti – “Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e ti creano difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta; è chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

Roma favorita? “Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano e quindi io voglio solo che la mia squadra favorita o non favorita vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, l’obiettivo è quello che noi dobbiamo lottare per il nostro popolo. 95-100 minuti, altrimenti sarà lunga la partita, a 35 gradi penso, perché dentro allo stadio ci saranno 35 gradi. Non mi importa di niente”.

Cosa chiedere alla sua squadra – “Domenica gli avversari si aspettavano un blocco difensivo abbastanza basso e noi abbiamo giocato contro questo blocco, andando poco a cercare di giocarci dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, perché i periodi difensivi non c’erano. Però poi si ha la sensazione che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte, andare a giocare dentro e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Quindi ho chiesto questo e stiamo lavorando su questo”.

Differenze nel preparare il derby – “La differenza è emozionale e motivazionale, e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Primo derby per Gasperini – “L’inconsapevolezza, appena entri in campo, prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza, e quella è un’altra storia. E quindi, io non lo so, mi sembrano sei i derby giocati, ne ho perso uno e mi ricordo solo quello. Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. Quasi una vergogna tornare al centro sportivo, io mi ricordo questo. E questa è la mia sensazione, il mio stato d’animo, ieri ne parlavo con i giocatori. È una partita in cui, se non fai tutto quello che devi fare, sotto tutti i punti di vista, rischi di deludere un po’. E se succede, te lo senti addosso in maniera pesante. Per cui, questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere. Se può fare contento qualcuno, allora bisogna vincere”.

Pedro – “La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo un grande affidamento. Un giocatore così nelle partite è importante, ha sempre fatto prestazioni significative, quindi ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Sarrri e Gasperini valori aggiunti ? – “Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini, ma non è così. Io e Gasperini giochiamo contro da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro invece che dividerci, alla fine ci ha accomunato. Quindi è un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio – “Finora non si è accesa in parte, abbiamo fatto una bruttissima partita a Como, bene con il Verona, a Sassuolo se mi chiedi come siamo stati in campo la squadra è stata corta e ordinata. Dal punto di vista tattico è stata buona. Poi ci è mancato qualcosa a livello di pressione e di qualità offensiva. Negli ultimi 20 metri abbiamo avuto 12 palle inattive a favore e loro 2, e abbiamo perso da una palla ferma”.

Stesse emozioni della prima esperienza alla Lazio? – “Di più, forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente, la squadra, e quindi questo è inevitabile. Di più, perché diciamo che quest’anno sulle spalle me la sento maggiormente io, e quindi l’intensità dell’emotività è la stessa. Forse di più”.

Idee chiare? – “Io ho le idee chiarissime, la squadra è molto ordinata. L’obiettivo primario della società è dare una maggiore solidità alla squadra, stiamo lavorando per questo. Dobbiamo tirare fuori la qualità, poi non so se per ora non è venuta fuori per motivi tattici o perché non c’è. Vediamo, tra qualche mese avremo un’idea definitiva.

Modric e Pedro – “Sono due ruoli diversi. La prestanza fisica conta di più per Pedro. Cerchiamo di preservarlo, facendolo giocare senza metterlo a rischio nei 90 minuti a inizio stagione visto che non sappiamo la reazione. Ha avuto una tendinite bilaterale in tutto questo periodo, gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo durante la sosta”.

Sulla prova di domani – “Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto, e ti devo dire la verità, è fatto anche abbastanza bene. Ne parlavo con la squadra in questi giorni, siamo l’unica squadra che io ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando in partita. Non lo so, dobbiamo essere più forti domani, caratterialmente”.

Gara alle 12:30 – “È chiaro, la probabilità che i ritmi siano alti è alta. Io penso che l’orario alla fine sia pesante per noi, è pesante per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma, è una sconfitta del calcio, secondo me anche delle istituzioni. Se chi vuole mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni, è una missione difficile mantenere l’ordine pubblico. Quindi è una sconfitta per il calcio, però abbiamo a quest’ora grandi difficoltà, e si torna all’unico discorso che sto facendo fin dall’inizio: non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena lottare per il calcio, è questa”.

Zaccagni – “Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e, piano piano, potrebbe diventare un capitano importante”.

I tifosi della Lazio – “Nella stragrande maggioranza, i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io, in tanti anni di carriera, ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro, lo impari. E questo è il vero motivo: vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. E questo, secondo me, è importantissimo, sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Il calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella, Isaksen e Vecino – “Rovella lo valuteremo e lo butteremo dentro, tra mezz’ora si valuterà se ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra, aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, e questa è una parte del problema. Non è che si sta allenando da poco, non aveva una caviglia più gonfia ma era malato. Questa è la parte più grande del problema, quindi ci sarà un percorso per farlo tornare in grande condizione ma non è un percorso istantaneo”.

Che gara dobbiamo aspettarci – “Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature, poi queste partite dipende dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, Guendo ha capito tutto del derby. Umori e autostima passano da questa gara” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Leggendo le parole di Guendouzi mi viene da dire che ha capito tutto del derby e dell’ambiente in cui gioca. Il francese qualche derby in giro per il mondo l’ha giocato. In questo modo nobilità l’importanza di una gara che condiziona buona parte della stagione. Gli umori e le condizioni psicologiche di questa annata passano da domenica. Non arrivano bene entrambe le squadre. Bisogna serrare le fila, restare in silenzio per prepare al massimo una gara che pesa molto. Vincere contro la Roma vorrebbe dire ripartire con una forma di autostima importante che permetterebbero alla squadra di Sarri di accodarsi anche alle loro ambizioni.

Sappiamo come giocherà la Lazio, un po’ meno come deciderà di schierare il suo tirdente Gasperini. Nel modo di Sarri di interpretare la gara poco cambierà, mentre il tecnico della Roma ha una varietà maggiore di piano partita”.