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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Derby per noi e per la gente. Gestiamo la tensione e seguiamo Sarri”. Su blocco ed obiettivi…

Il capitano biancoceleste a Dazn a due giorni dal derby.

“Il gruppo è quello dello scorso campionato. Abbiamo visto questa cosa del mercato bloccato come un bicchiere mezzo pieno, perché – ha esordito Mattia Zaccagni – abbiamo avuto la possibilità di lavorare già dal primo giorno di ritiro di stare tutti insieme sapendo che non ci sarebbero stati nuovi arrivi o partenze. Di questo siamo contenti”.

Sarri – “È rimasto sempre lo stesso, ha la sua carica e la sua gioia che mette in campo. Siamo contenti che sia tornato, vedo che anche i nuovi stanno apprendendo velocemente quello che vuole. Sarri mi ha cambiato la carriera, soprattutto in fase realizzativa. Mi sprona sempre ad attaccare la porta, da quando c’è lui sono migliorato tanto e ho segnato di più”.

No Coppe – “Sicuramente avremo più energie per il campionato, però questa cosa ci pesa un po’. Eravamo abituati a giocare in Europa e dovremo tornarci il più presto possibile”.

Castellanos – “È un ragazzo serio e un grande lavoratore, si sacrifica tanto per la squadra. La rabona? Lui la fa anche in allenamento e spesso e volentieri gli riesce anche bene. Il gol contro il Verona? Lì per lì neanche me ne sono accorto che l’avesse fatta, poi me la sono trovata perfetta sul piede per controllarla e calciare in porta. Il Taty quest’anno arrivare almeno sopra i 15 gol, io posso garantirgli 5/6 assist”.

Capitano – “Indossare la fascia da capitano è un grande orgoglio. È un obiettivo che ti fissi durante la carriera, magari per dare l’esempio anche ai ragazzi più giovani. Sono molto contento di esserci riuscito e di com’è avvenuto in un lungo percorso di crescita. L’anno scorso credo di aver raggiunto la mia piena maturità”.

Obiettivi – “Voglio arrivare in doppia cifra, ma l’importante è che la squadra giri bene”.

Derby – “Una gara particolare, soprattutto qua a Roma. È partita già da inizio anno visto che si giocherà alla quarta giornata. I tifosi ci tengono tanto e anche noi ci teniamo. Non devi arrivare troppo carico perché rischi di fare qualcosa di sbagliato: va gestita la pressione, isolarsi e giocare come ci chiede il mister”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Luis Alberto: “Sarri maestro, ma squadra non sua. Società? Tre errori decisivi, poi è subentrato chi non capisce tanto di calcio…”

L’ex numero 10 biancoceleste si racconta in un’intervista a Il Messagero.

Luis Alberto ha salutato la Lazio nell’estate del 2024 e si sta godendo la sua esperienza all’Al-Duhail. Di recente l’incontro, postato sui social con Milinkovic, appena ritrovato nella Champions League: “Non ci vedevamo da tanto. Con Sergej siamo molto amici. Abbiamo parlato della famiglia e di come si sente in Arabia. È felice, ma quest’anno gli scade il contratto. Può ancora giocare dove vuole“.

Com’è stato ritrovare Inzaghi?Per me è come un padre, una persona fantastica. Così come Ripert, Cecchi e gli altri dello staff. Abbiamo vissuto un periodo bellissimo alla Lazio. Alla fine del 2016-17 volevo trovare un’altra possibilità visto che giocavo poco, ma sia Igli che Inzaghi mi dissero che dovevo rimanere perché sarei stato importante. Alla fine è andato tutto secondo i piani“.

Subito la Supercoppa vinta contro la Juventus…Quella gara ha cambiato la mia storia. Lì giocai trequartista, quella dopo con la Spal da regista perché non c’era Leiva. Mi stavo allenando bene da diversi mesi, poi il mister mi ha dato fiducia. Il resto lo conosciamo“.

Ha vinto 5 derby segnando 3 gol. Com’era l’attesa?Pazzesca. I tifosi in quella settimana cambiano faccia, sbagliano anche a lavoro talmente sono distratti. In più so anche l’impegno che ci mette la Curva per quelle meravigliose scenografie. Il tifoso laziale è diverso dagli altri: la fede per la Lazio viene prima di tutto“.

I migliori ricordi nelle stracittadine?Direi la doppietta nel 3-0 del 15 gennaio 2021, peccato solo per lo stadio vuoto causa Covid. Poi il primo con Sarri, il 3-2 in cui segnano Sergej, Pedro e Felipe”.

Ce n’è un altro per il quale lei è celebre… Quello del ‘Se hanno sentido encu**’ (ride, ndc). Ero contento non per la vittoria in sé per sé, ma proprio per come andò. Loro avevano parlato tanto prima e alla fine erano tutti impazziti. Rimarrà nella storia per sempre“.

Con Sarri è stato odi et amo… Perché abbiamo un carattere simile, ma come in tutte le relazioni sane abbiamo preso la strada giusta“.

Durante la pausa per il Mondiale 2022 stava per lasciare la Lazio: cosa successe? Volevo andare via perché non trovavo continuità, ma quando ho comunicato il mio pensiero Sarri mi ha risposto: ‘Tu non vai da nessuna parte. Per come ti stai allenando la formazione sarà Luis Alberto più altri dieci’. E così fu“.

E invece nell’estate del 2023? Lì dipendeva tutto dal rinnovo. Ogni giorno cambiavano le carte in tavola, ma il mister è sempre stato dalla mia parte“.

Che ne pensa del suo ritorno a Formello?Sarri deve avere determinati giocatori per fare il proprio calcio. Ha trovato una squadra costruita per un altro tecnico e senza poter fare acquisti. Però lui è un maestro e di sicuro troverà un modo per cambiare qualcosa in base al gruppo che ha, ma i giocatori dovranno mettersi a disposizione“.

La Lazio è stata l’unica squadra della Serie A a non poter fare mercato… Per un nuovo allenatore è difficile, io sarei arrabbiato, ma tanto sia per il tecnico che i tifosi sarebbe una guerra persa. Si può solo attendere gennaio“.

Con la dirigenza invece l’amore non è mai sbocciato…Ha sbagliato tante cose. Secondo me i tre momenti cruciali sono stati l’addio di Inzaghi, quello di Tare e infine quello di Sarri. Lì si era capito che non si sarebbe andati da nessuna parte. In più quando subentra gente che non ci capisce tanto di calcio diventa difficile e ora lo sarà ancora di più. O rinnovano tutto o sarà dura. Menomale che c’è un allenatore che dice quello che pensa e capisce di calcio, almeno lui. Ma se il resto delle persone non lo seguono…“.

A Formello ci sono diversi suoi ex compagni in attesa da tempo per il rinnovo, lei può capirli… Io quando mi stancavo delle parole non mantenute, non mi presentavo. La gente diceva che era solo per i soldi, ma il tifoso che mi conosce davvero sa che era una questione di rispetto. Non si cambiano gli accordi di giorno in giorno, i giocatori a lungo andare si stufano. Ma queste cose lì non cambieranno mai“.

Sente ancora qualcuno?Patric, che sta in un momento buio, Gila e Pedro. Poi Zaccagni, con cui in estate mi sono visto a Ibiza, mentre Cataldi l’ho visto a maggio a Roma insieme ai magazzinieri e i team manager. Roma è la mia seconda casa e chissà se un giorno non diventerà la prima (ride, ndc)”.

La squadra del 2019-20 oggi potrebbe lottare per lo Scudetto?Maledetto Covid, eravamo pazzeschi. Scudetto non lo so, il calcio è cambiato molto. Sicuro arriverebbe in Champions“.

Come va in Qatar?Non me l’aspettavo così bene. La mia famiglia è felicissima e quando le pressioni scendono si sta meglio. Purtroppo riesco a giocare meno a golf perché fa troppo caldo. È un’eterna estate“.

Piani per il futuro? Mi piacerebbe allenare, ma per ora voglio giocare almeno altri 3 o 4 anni se il corpo mi assiste“.

Quali modelli ha? Fabregas, Xabi Alonso e Guardiola. In più ho avuto la fortuna di essere allenato da Inzaghi e Sarri. Mi piace il 4-3-3 e il 4-2-3-1, e con me il 10 giocherà sempre“.

Ora alla Roma c’è Gasperini. Che derby si aspetta? Le partite con la sua Atalanta erano sempre toste. Nei derby cambia tutto, non si guarda la classifica. È come se fossero due gare secche durante l’anno. Ci sono due allenatori nuovi che hanno ancora bisogno di tempo per lavorare, per questo penso che sarà un match di attesa, quasi pauroso“.

Su chi scommette?Pedrito, sono le sue gare. Ma se devo pregare per qualcuno affinché segni, allora dico Cataldi. Sarebbe davvero bello“.

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AVVERSARIO

Roma, Gasperini al primo derby: “Bello sfidare Sarri, Lazio con concetti chiari”

“È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità”. Quello di domenica alle 12.30 sarà il primo derby della Capitale per Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma che ne ha parlato a Dazn: “Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si sfoci nei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio”.

Sfiderà nuovamente Maurizio Sarri.
“Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande rispetto reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori”.

Che giudizio dà di questo avvio della squadra?
“Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare”.

Prova a portare anche in giallorosso il suo stile di gioco.
“Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori”.

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APPROFONDIMENTI

La nuova frontiera del Derby, Sarri vs Gasp: due filosofie opposte per una rivalità lunga 20 anni

Per la prima volta Sarri e Gasperini si sfidano da allenatori delle due squadre della Capitale. Se per Sarri si tratta di un ritorno sulla panchina della Lazio, per Gasperini è invece un debutto assoluto sulla sponda giallorossa che arriva appena alla quarta gara ufficiale. Due figure simbolo della panchina italiana, con percorsi professionali molto diversi ma entrambi impreziositi da un trionfo in Europa League.

Gian Piero Gasperini è il tecnico con più panchine in Serie A Enilive tra gli allenatori in attività (602, sesto di sempre), frutto di un percorso da istruttore iniziato nelle giovanili della Juventus dopo una carriera da calciatore tra Serie B e una breve parentesi in A col Pescara. La sua ascesa è fulminea e in pochi anni passa dal Crotone al Genoa, con cui nel 2007 conquista la promozione in A, categoria in cui resterà protagonista per ben 19 stagioni.

Nonostante il solo anno di differenza che lo divide dal tecnico della Roma, Maurizio Sarri vanta meno della metà delle panchine in Serie A (297), segno di un percorso di vita e professionale diverso. Avvicinatosi al mestiere senza un passato da calciatore, ha impiegato vent’anni tra dilettanti e categorie inferiori prima di arrivare nella massima divisione nel 2014 con l’Empoli. Una parabola molto diversa culminata con l’esperienza al Napoli, lo Scudetto alla Juventus, oltre al trionfo europeo con i Blues.

Una rivalità lunga vent’anni

Il primo incrocio risale al 29ottobre del 2005 in Serie BCrotone-Pescara 0-0. In cadetteria si affrontano tre volte – due pareggi e un successo per il Gasp – prima di ritrovarsi in Serie A nel 2014 (Genoa-Empoli 1-1) dopo un buco di sette anni. Da allora i duelli sono stati numerosi: 21 in totale, con un bilancio in grande equilibrio – 6 vittorie per Gasperini, 7 per Sarri e 8 pareggi.

Tra le sfide più iconiche spiccano il 2-0 dell’Atalanta sul Napoli al San Paolo nel 2017 firmato da una doppietta di Caldara, o il 3-1 in rimonta della Juventus a Bergamo con doppietta di Higuaín e sigillo di Dybala. Gli ultimi precedenti risalgono alla stagione 2023/24: all’Olimpico la decide Vecino con una splendida acrobazia per il 3-2 finale per la Lazio, mentre al ritorno è l’Atalanta a imporsi 3-1 con la doppietta di De Ketelaere.

Filosofie opposte, impronta comune

Il bilancio numerico racconta equilibrio, ma sul piano tattico il confronto è stato sempre acceso. Da una parte il “Sarriball”, come ribattezzato dalla stampa in Inghilterra durante la sua avventura in Premier League, basato su gioco posizionale, triangolazioni, corse del terzo uomo e un 4-3-3 capace di creare superiorità con schemi ripetuti. Dall’altra l’approccio rivoluzionario di Gasperini, che ha riportato in auge difesa a tre e marcature a uomo a tutto campo, concetti che parevano fuori moda ma che lui ha trasformato in un manifesto moderno. L’uno contro uno a tutto campo, la capacità di coinvolgere tanti uomini nella fase offensiva e la pressione feroce e continua sono diventati marchi di fabbrica del suo calcio verticale e aggressivo, capace non solo di esaltare i giocatori ma anche di influenzare allenatori di primissimo piano in Europa.

Sarri è erede e perfezionatore dei principi di Michels, Sacchi e Guardiola, adattati con precisione scientifica alla realtà del calcio italiano corrente. Gasperini ha riscritto il vocabolario tattico della Serie A, trasformando nozioni date per superate in strumenti moderni di successo, replicati e reinterpretati a ogni livello del calcio europeo.

La nuova frontiera del Derby

Stavolta lo scenario è speciale: il Derby della Capitale, una rivalità eterna che aggiunge pathos e responsabilità. Lazio e Roma arrivano da una sconfitta – i biancocelesti col Sassuolo, i giallorossi col Torino – e non possono permettersi passi falsi. Sarri non vuole la terza battuta d’arresto in quattro giornate, Gasperini cerca il riscatto dopo il primo ko casalingo.

Nei derby romani Sarri vanta finora un bilancio positivo (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) mentre Gasperini, invece, lega la sua esperienza nelle stracittadine soprattutto al periodo genovese, con 4 successi, 2 pari e 5 sconfitte contro la Sampdoria. 

Ora questo duello trova nel Derby della Capitale la sua cornice più epica: una rivalità eterna, scolpita nelle fondamenta di Roma, pronta ad aggiungere in caratteri latini i nomi dei due allenatori nella sua saga senza tempo.

Lega Serie A

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Rovella gestisce una lieve pubalgia. La formazione anti-Roma…” (AUDIO)

GIULO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Castellanos è tornato ieri in gruppo, non dovrebbe avere problemi per domenica. Rovella sta gestendo una lieve forma di pubalgia, fortunatamente è lieve come ho detto, e può essere gestita. Mi aspetto che fra oggi e domani possa allenarsi in gruppo, vediamo Sarri cosa deciderà. Oggi è previsto il bollettino.

La formazione della Lazio sarà quella di Reggio Emilia, con il dubbio Rovella, c’è anche il ballottaggio tra Dele-Bashiru e Belahyane. In attacco giocherà Pedro. Se dovessi giocare con il 4-3-3 io farei un centrocampo con Cataldi, Rovella e Guendouzi. Roma? Il loro punto di forza è il portiere. In difesa credo che Tavares liberato dai pensieri, come dice Sarri, sia superiore ad Angelino. I centrali? Mi tengo sempre i miei. Con Ferguson la Roma ha pescato il jolly».

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FORMELLO

Lazio, primo sospiro di sollievo verso il derby: Castellanos recuperato

Sospiro di sollievo per Sarri: Castellanos ha recuperato dal fastidio agli adduttori e ora scalpita per il derby. L’argentino ieri si è allenato regolarmente con il resto del gruppo, dando segnali positivi in vista del delicato match contro la Roma.

Nessun dubbio, quindi: Castellanos ci sarà e anche dal 1′ per la sfida ai giallorossi. Allontanati gli spauracchi di un possibile forfait, ora il Taty si prepara a guidare l’attacco della Lazio nel match più sentito della stagione.

C’è, invece, ancora da pazientare per l’altro pezzo da novanta di Sarri. Rovella è ancora in dubbio per il derby: oggi potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo, ma bisognerà attendere ulteriori aggiornamenti da Formello. Sarri dalla sua incrocia le dita e tiene pronto Cataldi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, il centrocampo più affidabile con Rovella e Cataldi e senza Dele-Bashiru” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Su Vecino bisognerebbe capire cosa c’è dietro, cosa sta accadendo. Dopo 45 giorni da quello che era stato definito un affaticamento dallo staff medico della Lazio ancora deve tornare a giocare ed allenarsi con il gruppo.

Pedro nel derby dall’inizio? Credo di si, è l’unico giocatore che può garantirti anche esperienza ed equilibrio complessivo. Per un’ora penso che lo vedremo titolare contro la Roma. Il mio dubbio riguarda il centrocampo. Non terrei in panchina un giocatore come Cataldi che conosce il derby per questo Dele-Bashiru. Io credo che la mediana migliore sia con Cataldi davanti la difesa e Rovella da mezzala”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, per il derby Sarri punta su Zac: il capitano è alla ricerca del tris

Per il derby l’esterno biancoceleste è chiamato a fare la differenza… e a ripetersi.

L’ultimo derby vinto porta la sua firma: come ricorda Il Messaggero era il 10 gennaio 2024 quando Zaccagni segnò nell’ultimo derby vinto, nei quarti di Coppa Italia, con Sarri al comando.

A 30 anni, sottolinea il quotidiano, deve rimettersi sulle spalle la Lazio, tornare ad essere uomo-derby e arciere di un popolo. Domenica avrebbe potuto timbrare il secondo gol consecutivo, se Muric non avesse compiuto un miracolo. Nella sua prima stagione in biancoce-leste, l’esterno aveva dato forfait in entrambi i derby perché all’andata era acciaccato e al ritorno squalificato, cosi come nel campionato 2023-2024. Ma, nelle cinque stracittadine disputate, può considerarsi quasi un amuleto: tre vittorie – due delle quali con la sua firma – un pareggio e un solo ko. Era stato lui, con una saetta all’angolino, a decidere anche l’ultimo confronto vinto in Serie A sotto lo sguardo del compianto Eriksson. Era il 19 marzo 2023 e un’annata da record, culminata poi con il secondo posto della Lazio. Sarri aveva trasformato Zaccagni in goleador e ora vuole rivederlo attaccare allo stesso modo la porta e lo spazio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, mossa Pedro per il derby: Sarri ci pensa

Il derby della Capitale si avvicina. Una partita che non è mai come le altre a Roma, una gara che dura tutto l’anno. Fra sfottò e rivalità, una sfida fra due tifoserie da sempre appassionate e capaci di stare al fianco della propria squadra sempre. E domenica all’ora di pranzo Lazio e Roma si daranno battaglia, sportivamente parlando, sul prato dell’Olimpico per cercare di rialzare la testa. I biancocelesti di Maurizio Sarri arrivano da un periodo non positivo e cercano nella stracittadina quella scintilla per far ripartire il tutto.

E il tecnico toscano sta oliando gli ultimi meccanismi tattici per affrontare la squadra di Gian Piero Gasperini. Si lavora a Formello per trovare l’assetto giusto da opporre ai giallorossi in questa partita da sempre molto attesa. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, una delle chiavi per domenica potrebbe essere l’ex di turno Pedro.

Sarri infatti potrebbe impiegare lo spagnolo nel tridente offensivo al fianco di Castellanos e Zaccagni. Una scelta dettata dalle caratteristiche dell’ex Barcellona, capace di dare più mobilità e imprevedibilità al reparto. Il numero 9 biancoceleste infatti può svariare su tutto il fronte non dando punti di riferimento. Possibile anche l’impiego di Belahyane per avere più palleggio e provare a mettere in difficoltà la Roma.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, Sarri ed il “derby che prosciuga”: è caccia a Maestrelli e Sven

Maurizio Sarri e il derby della Capitale, certamente un rapporto simbiotico e che è nato fin da subito, fin da quando per la prima volta ha messo piede sulla panchina biancoceleste. Mau è diventato lo Special derby, l’uomo della stracittadina romana, quello che sportivamente ha punito più volte la Roma.

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, il rapporto tra Sarri e il derby della Capitale sorride al tecnico toscano. Il primo lo vinse il 26 settembre 2021 per 3-2, dall’altra parte c’era Mourinho e per portare a casa i 3 punti preparò questa partita in maniera diversa. Derogò da alcuni concetti, con le chiavi di volta che ancora si ricordano: niente pressing esasperato, niente baricentro alto, avvio sì aggressivo ma senza sbilanciarsi.

Fu una Lazio attenta, accorta, equilibrata, con le distanze giuste tra i reparti. Manovra profonda e verticale, una Lazio votata alle verticalizzazioni e alle ripartenze fulminee. Mau è diventato lo Special derby, quindi, ne ha vinti 4 su 6 e il record, coppa compresa, lo detengono Maestrelli ed Eriksson.