Durante Inter-Lazio, Casale è stato ammonito. Il difensore era diffidato, chiude qui la sua stagione: salterà Lazio-Sassuolo del prossimo weekend.
Durante Inter-Lazio, Casale è stato ammonito. Il difensore era diffidato, chiude qui la sua stagione: salterà Lazio-Sassuolo del prossimo weekend.
Sven Goran Eriksson torna all’Olimpico a più di un anno di distanza. L’ex allenatore svedese ha accettato l’invito da parte della Lazio e sarà allo stadio per l’ultima di campionato contro il Sassuolo, con data e orario ancora da fissare ma che si giocherà nel weekend del 26 maggio. Il mister chiuderà il cerchio e il “giro dei campi” in mezzo alla gente biancoceleste dopo aver ricevuto l’omaggio di Liverpool, Goteborg, Benfica e Sampdoria.
Eriksson aveva già ricevuto la passerella all’Olimpico il 19 marzo del 2023, in occasione del derby, ma non aveva ancora annunciato al mondo la sua brutta malattia. Tra pochi giorni il popolo laziale si alzerà in piedi e lo abbraccerà a distanza facendo sentire all’allenatore l’affetto e la vicinanza in un momento così delicato della sua vita. Sarà anche una bella occasione per ricordare lo squadrone che vinse lo scudetto uno Scudetto, una Supercoppa europea, due Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, due Supercoppe Italiane.
A Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha parlato l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali. Oltre ai temi legati alla lotta per la salvezza, il dirigente ha avuto modo di esprimere giudizi lusinghieri su Gallini e Lotito: “Sono due presidenti e due persone che hanno delle incredibili conoscenze del mondo del calcio e questo per tutti noi può essere un vantaggio. Vedo che tante volte la gente parla senza sapere le vere problematiche presenti all’interno di un club. Avendo due persone di questi valori, possiamo trarne vantaggio tutti quanti”.
Alessio Buzzanca
“Con il Sassuolo la Lazio ha dominato dai primi minuti, non ha corso rischi, è stata molto brava a rubare palla, è stata una partita perfetta. L’unico rischio è stato quello di Provedel, ma per il resto è stata bella, sapeva quello che doveva fare, c’è stata grande intensità e palleggio. Una di quelle gare che ti sogni prima di scendere in campo. Adesso serve la conferma.
Arrivati alla nona giornata, la mia considerazione è che ci sono le milanesi che si staccano sulle altre per continuità e rosa. Il Napoli alterna gare più e meno belle, mentre Allegri sta facendo un capolavoro visto le difficoltà di squalifiche. La Juventus si è ritrovata nello spirito e nell’ambiente, ma se a gennaio non prende un centrocampista difficilmente può ambire allo scudetto. La Fiorentina ha dimostrato di non essere una grande squadra, Lazio, Roma ed Atalanta devono sperare che le prime quattro abbiano qualche problema per potersi inserire in zona Champions.
Il Feyenoord conosce la Champions, pur non facendo un campionato di primissimo livello, ha esperienza internazionale. Ha vinto una Coppa dei Campioni, anche lì il livello si è alzato. Lo scorso anno con loro abbiamo avuto delle difficoltà, ora sta a noi confermare il tutto attraverso le prestazioni. Se giochiamo una gara simile a quella con il Celtic difficilmente poteremo a casa punti. Speriamo di vedere atteggiamento e prestazione simili alle ultime due gare di campionato.
Le scelte di Sarri? Loro sugli esterni sono bravi, ci sta far rientrare Hysaj con Marusic. Una difesa più protetta avrebbe un senso. Per quanto riguarda il centrocampo, in questo momento io non rinuncerei minimamente a Luis Alberto e Guendouzi. Sono due giocatori che per personalità, tecnica e dinamismo sono molto importanti ora. Attacco? Se Immobile sta bene deve giocare, anche al 70% è un giocatore che incute timore agli avversari. Con tutto il rispetto del Taty che sta facendo benissimo”
“A Sassuolo e con l’Atalanta mi è sembrato di tornare a vedere la stessa squadra dello scorso anno. Se la Lazio riesce a dare questa continuità, può davvero diventare una stagione importante. Si tratta di aspettare e vedere.
In diretta onestamente Provedel mi è sembrato prendere la palla dentro l’area, ma ovviamente in questi casi occorre attendere il replay. Si può dire che il portiere abbia fatto la scelta giusta, per quanto sia un intervento al limite.
Per valutare Castellanos bisogna attendere un po’ di partite, ma a me piace moltissimo, mi esalta. L’ho seguito molto lo scorso anno in Liga, sa venire incontro e fare da pivot, sa cucire il gioco e fa quasi il trequartista, ma sente anche la porta. Difficilmente sbaglia le giocate, perde raramente palla e fa sentire più sicuri i compagni che si appoggiano molto su di lui. Bisognerà vedere se avrà la continuità. Ovvio che avere Immobile dietro, è una situazione ingombrante.
Guendouzi ti dà cose che non ti dà nessun’altro in rosa, perché aggiunge al centrocampo capacità di inserimento, corsa, giocate e anche il tiro da fuori.
Kamada mi è piaciuto di più da interno sinistro che destro, ma bisogna ancora aspettare un po’.
Il Feyenoord al di là dell’ambiente caldo che troveremo, non mi sembra quest’anno una squadra lucida sotto porta. Palleggiano molto e poi vanno verticali. La Lazio deve far vedere contro Feyenoord e Fiorentina se ha ritrovato continuità e convinzione. Anche con un pareggio domani e una vittoria contro la Fiorentina, ma con prestazioni convincenti”.
Alessio Buzzanca
“La Lazio ha vinto con una grande prestazione a Reggio Emilia, ha giocato un grande calcio, ha evidenziato i limite del Sassuolo. Ha messo pressione, ha studiato bene la partita e l’avversario, l’unica cosa che non mi è piaciuta è che avrebbe dovuta ucciderla prima e vincere con un passivo più ampio. Mi sembra che la squadra abbia capito ed interpretato la gara come voleva, ha dimostrato di avere furore. Sono tre punti importanti che ti ritroverai a fine stagione. Le altre hanno vinto, dispiace non avere recuperato molti punti alle altre, questo fa pensare che sarà un campionato difficile. La Lazio fino alla sosta non deve sbagliare nulla, il ritardo in classifica rimane. Tra Fiorentina, Bologna e derby mi accontenterei di sette punti.
Luis Alberto? Forse la cessione di Milinkovic lo ha liberato, gli ha dato ulteriore leadership, lo ha portato a dimostrare che di poter essere un trascinatore. Ora è più responsabilizzato, ha voglia di dimostrare di essere il più bravo. Ha un repertorio incredibile e numeri importanti. Con Sarri è scattato qualcosa dal punto di vista umano, il riavvicinarsi tra di loro ha fatto la differenza. Sarri è stato molto bravo ad andare incontro al ragazzo e viceversa. Ora è evidente che c’è il concetto del ‘per questo allenatore mi butterei nel fuoco’”.
“A Reggio Emilia abbiamo visto la migliore prestazione della Lazio in questa stagione. Le scelte di Dionisi in difesa sono state abbastanza incomprensibili, ma quando la Lazio gioca in questo modo, con questo pressing, con questa organizzazione non c’è storia. Davvero bella, ma è chiaro che continuano a servire delle conferme. I segnali vanno tutti in quella direzione, c’è un collettivo che è tornato, c’è una coralità ritrovata che fa bene sperare. Il primo step era quello di tornare nella parte sinistra della classifica, ma è solo il primo passo. Questa è una squadra costruita per altro, finalmente possiamo archiviare le prime due sconfitte e guardare avanti.
Per quanto riguarda i singoli, non si può non partire da Luis Alberto. Sta giocando a livelli clamorosi, quel pressing vincente dal quale nasce la rete di Felipe è il simbolo di come sia diventato un giocatore totale. Fa la differenza in tutte le partite. Mi ha colpito molto l’esultanza di Guendouzi, faceva segno alla squadra di continuare ad aggredire l’avversario, a pressare per infierire sulle difficoltà dell’avversario. Il francese è un tuttocampista, quell’Allan che disperatamente cerchiamo da quando Sarri è arrivato a Formello. Rovella si è dedicato molto, forse troppo, alla fase difensiva, a coprire le spalle agli inserimenti di Luis Alberto e di Guendouzi. Devo dire che Cataldi, ogni volta che entra, fa benissimo. Forse è giusto anche pensare di riprendere l’alternanza tra i due.
Sarà molto interessante capire le scelte di Sarri a centrocampo e per il ruolo di centravanti. Uno dei temi di questi giorni è la scelta tra Castellanos ed Immobile. Penso che Ciro meriti di ritrovare la maglia da titolare, ma il Taty a Reggio Emilia si è confermato. Ha fatto molto bene.
Contro la Fiorentina la Lazio giocherà con il logo Expo 2030, non credo ci siano più dubbi. Lotito nel week-end era tornato a lavorarci con il Comitato, ma non ci sono stati i tempi tecnici per il Sassuolo. Ora c’è una settimana a disposizione, mentre per la gara di Champions con il Feyenoord non c’è l’opportunità di farlo perché la UEFA ammette un solo sponsor sulla maglia e la Lazio può ancora trovare uno principale”
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Il presidente della Lazio Claudio Lotito, tramite le pagine de Il Messaggero, ha parlato del buon momento della sua squadra dopo il successo in campionato contro il Sassuolo.
“Abbiamo completato una tripletta con il 5 a 1 della Women nel derby con la Roma. Sabato la Primavera era stata devastante a Firenze, e la sera ho visto una grandissima Lazio, che ha battuto il Sassuolo con uno spirito di gruppo unico. I nuovi acquisti si stanno integrando alla perfezione e sono contento che anche i tifosi ora stiano apprezzando il mercato. E, come ho sentito, non abbiano rimpianto Berardi, come Zielinski a Napoli o Ricci contro il Torino”, le parole di Lotito. Che poi prosegue: “Expo 2023? Sono in contatto col Comitato, vorrei farlo esordire con la Fiorentina, è più giusto farlo in casa e rappresentare la Capitale all’Olimpico”.
“Lazio, gli elogi di Sarri dopo 2 giorni di ramanzine. E su Luis Alberto…” scrive Il Messaggero. Grandi sorrisi in casa Lazio dopo la vittoria contro il Sassuolo, una sfida molto temuta da Maurizio Sarri, che ha ieri alla ripresa degli allenamenti ha fatto i complimenti alla squadra, dopo le dure ramanzine dei due giorni precedenti a Formello in cui non gli era piaciuto l’atteggiamento superficiale in allenamento. Il quotidiano riporta anche le parole del tecnico: “Non ce lo potevamo permettere per la classifica. Avete reagito bene, ma non voglio più vedere quei 10 minuti di blackout d’inizio secondo tempo. Piuttosto, per svegliarci, prendiamoci a pugni prima di uscire dallo spogliatoio”. C’è un retroscena che riguarda anche Luis Alberto, grande protagonista al Mapei Stadium e nervoso per la sostituzione: “Devi prendertela con me, non con la panchina. Io ho ordinato il cambio”, le parole di Sarri ieri a Formello con un sorriso.
L’ultima grande prestazione di Luis Alberto trova ampio spazio di analisi tra le pagine dell’edizione odierna del Corriere dello Sport. Il fantasista della Lazio non solo ha messo il timbro nella vittoria sul Sassuolo con l’elegante tocco sotto, ma si è anche dimostrato utile in fase di interdizione e in tema di leadership, confermando i motivi per cui è diventato intoccabile per Maurizio Sarri. Un tecnico particolarmente prezioso per la crescita dello spagnolo, dato che i “due anni a passa di Sarri-school hanno trasformato un ottimo vecchio ‘dieci’ in un fantastico moderno ‘dieci'”, scrive oggi il giornale romano.