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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani chiede “pazienza”: “Anno zero, in totale ricostruzione. Illustreremo il programma ai tifosi. Su Sarri…”

Le parole del direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani, durante i Media Days organizzati con i club, su Dazn (intervista realizzata prima di Lazio-Milan).

“Se questo è l’anno più difficile da quando sono alla Lazio? No, tutti gli anni sono difficili. Questo forse è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico. Come è stato detto da Sarri e dalla società, è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Però devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e soprattutto Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come ad esempio successe a Genova. Questo ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è comunque credere in ciò che si fa, credere nel progetto. Seguire il progetto e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva.

Come vive il mister tutti questi infortuni? Molti sono infortuni traumatici, molti sono dovuti ad affaticamenti. Purtroppo non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive un giocatore la partita, ovvero sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Non la si vive bene ovviamente questa situazione, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario”.

Mercato di gennaio – “Penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno, non abbiamo messo sul mercato nessuno ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, da parte dei procuratori che vogliono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono… con molta tranquillità e onestà bisogna accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei calciatori motivati.

Se cambierei qualcosa tornando indietro? La classifica, ovviamente (ride, ndr.). E alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, in cui meritavamo qualcosa di diverso. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera gli effettivi: ci sono state delle partite in cui abbiamo dovuto rinunciare per infortuni o quant’altro finanche a otto calciatori. E mettere su una squadra senza otto titolari l’amaro in bocca un po’ lo lascia. Ma devo dire anche che chi è andato in campo si è dato da fare e hanno fatto bene”.

Europa attraverso la Coppa Italia – “In una fase di ricostruzione totale, radicale, che sta avvenendo alla Lazio che sta avvenendo da quando io ho assunto la direzione tecnica, pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa, vincere trofei, sarebbe pura utopia. Quando si ricostruisce, quando si programma, quando si ha una visione a medio e breve termine, bisogna prevedere che ci possano essere anche queste conseguenze, di non centrare determinati obiettivi. Ma io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, cioè un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni. Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo soltanto un po’ di pazienza, la pazienza che disse Sarri quando assunse il ruolo di allenatore. Disse: ‘Per lavorare con i giovani devo avere pazienza, devo costruire e loro devono assimilare il mio sistema di gioco’. Però ha detto anche: ‘Come porterò pazienza io, chiedo a un po’ tutto l’ambiente di portare pazienza’”.

Le gare senza tifosi – “La risposta è scontata: non viviamo bene la situazione, questo è fuori discussione. Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo… fare un gol e andare sotto la propria curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Per cui mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni… proprio per illustrare loro qual è questo nuovo programma, qual è questo nuovo percorso. Perché alcune volte la gente non capisce. Allora è giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, informare la gente di quello che oggi la Lazio sta facendo. Questo lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo a loro. Torno a ripetere: giocare senza pubblico non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine. Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti. Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson. Però probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania ‘tanto che problema c’è?, tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni’. Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi. Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo a un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Lo stesso Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è arrivato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: ‘Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione’. Purtroppo l’erba voglio non la troviamo da nessuna parte, bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Italiano è stato virtualmente della Lazio. Vi racconto il retroscena… Ora Lotito farebbe bene a tenersi Sarri”

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vincenzo Italiano è stato virtualmente il tecnico della Lazio prima della scelta di Sarri e dopo l’addio di Inzaghi. C’era un accordo con l’ex diesse Tare. Poi c’è stata la possibilità di arrivare ad un tecnico dallo standing superiore dopo l’arrivo di Mourinho a Roma. La Lazio decise di rispondere in quel modo. Tra l’altro Italiano era presente con i suoi agenti nello stesso ristorante in cui Tudor e Fabiani si incontrarono prima delle dimissioni del croato. Quel giorno mi soffermai con lui e mi chiese informazioni sulla situazione della Lazio. Mi chiese anche se Luis Alberto sarebbe rimasto, parlammo anche di Provedel che ha allenato allo Spezia. Il giorno successivo incontrò la dirigenza del Bologna con il quale trovò l’accordo per il post-Fiorentina. Lui già all’epoca era molto ambizioso, ma l’ipotesi Lazio già allora la guardava con attenzione e disponibilità. Tra Lazio e Bologna avrebbe scelto la Lazio, ne sono molto convinto. Oggi, pensare che possa venire a Roma la vedo difficile. Lotito, ora, dovrebbe tenersi stretto Sarri per diversi motivi”.

Ascolta l’intervento integrale:

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il futuro di Sarri passa da un clima più sereno ed un progetto credibile

Il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sul futuro alla Lazio del tecnico Maurizio Sarri che chiede garanzie in vista della prossima stagione in vista della quale saranno tre le tematiche principali da affrontare. 

Capitolo 1: rinforzare la rosa 

Il campionato attualmente in corso ha messo in luce tutti i limiti di una rosa non all’altezza almeno delle prime della classe in Serie A. Una squadra che almeno ai nastri di partenza si presentava più competitiva con Castellanos e Guendouzi ceduti nella sessione invernale. Sarri ha capito che alla Lazio non avrà voce in capitolo sui nomi in entrata, ma a prescindere dai nomi è chiaro che il tecnico si aspetti un passo in avanti.

Capitolo 2: la questione rinnovi 

Altro nodo da sciogliere è quello relativo ai rinnovi di contratto. Troppi giocatori biancocelesti oggi hanno il futuro in bilico e di fatto sono ben 12 col contratto in scadenza tra giugno 2026 e 2027. Se consideriamo poi che il club a livello finanziario non può permettersi spese folli… 

Capitolo 3: il rapporto tifo-società

L’ultimo dei tre tasselli e senza dubbio il più complicato di tutti. Come già affermato da Sarri pubblicamente è chiaro che prima o poi in un senso o nell’altro si dovrà arrivare ad una svolta tra il tifo biancoceleste e la proprietà. Un’intera prossima stagione con lo stadio sempre vuoto a Formello non se la augura nessuno ma il rapporto con Lotito ormai è compromesso da tempo e dal presidente biancoceleste non è mai filtrata neanche la volontà di risanarlo. 

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Gobbi: “Emozione sciarpata in Lazio-Milan, possibile che Lotito non capisca?”. Poi l’idea per i piccoli tifosi… (AUDIO)

L’attore GIORGIO GOBBI in studio a ‘QUELLI CHE…’

“Io e Guido abbiamo avuto un’idea per coinvolgere i bambini. Questa società è talmente antica e bella che i più piccoli meritano di essere coinvolti. La sciarpata contro il Milan ha dato emozioni a me che sono adulto ed ho visto bambini con gli occhi spalancati. Così è nata l’idea di raccogliere i racconti sulla Lazio dei bimbi dai 6 ai 12 anni; ci sarà un concorso, dei premi. Lanciamo questa idea, raccogliamo materiale, letterine o audio. Il nostro sogno sarebbe quello di organizzare la giornata finale, quella della premiazione, in un luogo iconico. Bisogna recuperare la parte genuina e gioiosa che solo i bambini hanno.

Io contro il Milan ho avuto una sensazione così bella vedendo la sciarpata che mi sono detto ‘Possibile che Lotito non capisca che il tifoso è un patrimonio inestimabile’? Sia per valori che dal punto di vista economico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Solo la Lazio vive questa realtà: qui c’è un presidente contro i tifosi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è un’altra presidenza che dice certe cose contro squadra, allenatore e, soprattutto, tifosi? Abbiamo sentito dire ‘Qui comando io’, oppure ‘Era una società di reietti prima che arrivassi io’. Questi atteggiamenti non sono accettabili.

C’è un altro presidente che dice certe cose e, soprattutto, che va contro i tifosi? Credo che Lotito sia l’unico presidente ad andare contro i tifosi, che devono pagare per lo stadio e non avere voce in capitolo. Discutibili sono i modi. Solo la Lazio vive questa realtà: c’è un presidente contro i tifosi.

Diversi calciatori vogliono andare via perché mancano ambizioni, prospettive, voglia di essere competitivi. Quando il presidente Lotito dice che alcuni giocatori sono voluti andare via è un’aggravante, non una giustificazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mazza: “Lazio, siamo all’ultimo tratto di strada di Lotito. Ma c’è bisogno che qualcuno si manifesti…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘NMM’

“La gara con il Milan è stata vissuta come una tappa di oasi dentro un lungo percorso nel deserto. Poi, però, bisogna riprendere il viaggio, perchè non si può rimanere per sempre nel deserto con la voglia di acqua. Sono d’accordo con chi dice siamo all’ultimo tratto di strada della presidenza Lotito. Il tema è quanto durerà, ma deve cominciare un’altra storia. Credo che questa consapevolezza sia di tutto l’ambiente biancoceleste, a comunciare dal presidente. Perchè se lui avesse voluto, davvero, iniziare un altro capitolo, avrebbe dovuto iniziare a scrivere una nuova prima pagina. Non dovrebbe lasciarsi andare ad atteggiamenti di conferma della sua spigolosità ed incapacità di dialogo e confronto. C’è un distacco completo ed in questo ultimo tratto di strada, in cui credo sia giusto disertare lo stadio, arriverà il momento che il tema della cessione e di questo nuovo capitolo deve aprirsi.

Ho in mente due cose. La prima è che deve essere lui a dire ‘ho capito, devo cedere’; il secondo in cui saremo noi tifosi a dover sapere se c’è qualcuno che abbia intenzione di manifestarsi. Abbiamo bisogno di capire presto se c’è la certezza che c’è qualcuno pronto a subentrare, a manifestarsi pubblicamente. Abbiamo bisogno di sapere che c’è una successione pronta ed, a quel punto, chi si propone deve avere la certezza che la tifoseria è tutta con questo nuovo che avanza. Per ora, nell’immediato, riprende la camminata nel deserto. C’è necessità di qualcuno di legittimato che ci metta la faccia. Da quel momento in poi, la resistenza sarebbe più complicata.

La politica deve prendere atto che questa storia è finita ed intervenire sulla persona per far capire che non c’è più margine per un recupero che neanche lui vuole sperimentare. Se il dialogo che si vuole instaurare è rimuovere la scritta ‘Libertà’, beh allora meglio far finta di non conoscerci.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pagani: “Una tragica stagione con qualcosa di molto laziale. Solo con il tempo capiremo la portata del lavoro di Sarri” (AUDIO)

MALCOM PAGANI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci vorrà la giusta distanza temporale per capire ed apprezzare il lavoro che ha fatto Sarri in questa stagione. E’ stata una squadra investita da ogni tipo di tempesta, il suo loro nel tenere il gruppo coeso e conentrato è stato straordinario. C’è qualcosa di bellissimo in questa tragica stagione, vedere una squadra che rema tutta nella stessa direzione. L’ho percepito da diversi dettagli durante il match, dai comportamenti di molti singoli nei momenti di difficoltà. Tutte cose che ti fanno pensare che ci sia un grande gruppo di professionisti che tengono alla Lazio, a partire dal proprio allenatore. Questa stagione ha visto qualcosa di profondamente laziale e, paradossalmente, bello”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’enfasi del club alimenta la protesta: cortocircuito definitivo con i tifosi (VD)

La protesta del popolo laziale non resta più confinata all’Olimpico o alle cronache romane. Il tema ormai ha superato i confini italiani, fino a trovare eco persino negli Stati Uniti, dove viene osservata e ricostruita la lunga frattura che divide una parte della tifoseria biancoceleste dalla società guidata da Claudio Lotito. È il segnale più evidente di quanto il clima attorno alla Lazio sia diventato pesante, teso, logorato da una contestazione che non conosce tregua.

Il punto di partenza è la serata contro il Milan, una partita che aveva restituito all’ambiente una fotografia diversa, almeno sul piano dell’impatto emotivo. Uno stadio pieno, il trasporto del pubblico, una cornice importante attorno alla squadra. Ma proprio nel momento in cui il club ha provato a trasformare quella notte in un messaggio celebrativo, pubblicando sui propri canali un video dai toni enfatici, la situazione è esplosa di nuovo.

Il video del club riaccende lo scontro

L’intenzione della società era quella di esaltare la partecipazione dello stadio e l’atmosfera della serata. Il risultato, però, è stato opposto. Sotto il post si è riversata una valanga di commenti negativi, con la protesta che ha immediatamente ripreso forza. Il riferimento più ricorrente è stato ancora una volta alla parola “Libertà”, diventata il simbolo del dissenso e del malcontento di una parte della tifoseria nei confronti della proprietà.

Il cortocircuito comunicativo ha così riportato in superficie una frattura che non riguarda una singola partita o un episodio isolato, ma un disagio radicato. Da una parte la società prova a proteggere e rivendicare la propria immagine, dall’altra il tifo organizzato e una fetta consistente della base laziale continuano a contestare gestione, scelte e clima generale.

Una frattura ormai strutturale

Il cuore del problema è proprio questo: la contestazione non appare episodica, ma strutturale. Nel racconto emerge un ambiente segnato da tensioni continue, da striscioni, prese di posizione e momenti di scontro che nel tempo hanno costruito una distanza sempre più profonda tra la dirigenza e la piazza.

La Lazio, così, finisce per vivere una contraddizione evidente. La squadra trova sostegno sul campo, ma il club continua a scontrarsi con una parte del suo stesso popolo. E ogni tentativo di normalizzare il quadro, almeno per ora, sembra produrre l’effetto contrario.

Il caso Lazio ormai è osservato anche fuori dall’Italia

Che una simile vicenda venga raccontata anche fuori dai confini nazionali rende bene la portata del caso. Non si tratta più soltanto di una polemica interna al mondo biancoceleste, ma di una situazione che colpisce per intensità, durata e dimensione simbolica. La protesta contro Lotito, insomma, è diventata una delle chiavi per leggere il presente della Lazio, ben oltre il risultato del campo. Il Tempo.

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TIFOSI

Lazio, sempre caos società-tifosi: festa guastata, botta e risposta sul caso “Libertà”. Sciopero confermato

La coreografia dei tifosi della Lazio da esporre in Tribuna Tevere in occasione del match con il Milan saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) ed autorizzato. Lo apprende l’Adnkronos da fonti vicine all’organizzazione dell’evento. Come avviene di prassi per tutte le coreografie negli impianti sportivi, le forze dell’ordine -attraverso il Gos- valutano, tramite lo Slo delle società Sportive, termini, modalità e procedure per l’allestimento e l’esposizione di eventuali scenografie sugli spalti proposte dai tifosi. Tali procedure sono state regolarmente definite anche in occasione della gara Lazio-Milan.

Secondo quanto risulta, il contenuto specifico della coreografia prevista per la Tribuna Tevere, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello Comunicato dallo Slo della società al GOS ed autorizzato. Una volta informato, l’organo competente avrebbe quindi disposto il divieto di esposizione, applicando il regolamento previsto per la sicurezza e la gestione degli eventi sportivi. La decisione rientra dunque nell’ordinaria applicazione delle procedure previste per le coreografie negli stadi.

La Curva Nord della Lazio, attraverso la sua pagina Instagram “voce della nord”, ha risposto alla nota pubblicata dalla società biancoceleste in merito al caso legato alla coreografia in Tribuna Tevere.

Il comunicato social della Nord:

“Anche i sampietrini conoscono la verità.

Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.

La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.

Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?

Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.

La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.

Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?

Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, qualcuno sta spingendo Lotito verso il basso. La comunicazione la fanno i tifosi perché la società non è all’altezza” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’argomento del giorno è la parole ‘libertà’, che appartiene alla Costituzione. Parola non permessa, cancellata, fermata, censurata, usiamo il termine che volete. Poi non ci si espone mai, la replica arriva tramite le agenzie.

Il rapporto società-tifosi sta peggiornado e qualcuno, invece di aiutare Lotito, lo sta spingendo verso il basso.

In tutti i club, le società fanno la comunicazione, decidono, prendono posizione e i tifosi poi pensano, giudicano. Qui la comunicazione la fanno i tifosi, prendendo posizione, decidono e parlando alla gente. La Lazio è in affanno, non riesce a stare al passo con la comunicazione e perde sempre più terreno. Qui la comunicazione è affidata ai tifosi perché la società non è all’altezza.

I rinnovi sono un problema. Ci sono 9 giocatori in scadenza che avranno tutto l’interesse ad arrivare in scadenza. La società Lazio ha visto che in questa lista ci sono anche i calciatori che guadagnano di più e quindi è nell’interesse comune trovargli una collocazione

Attaccanti? Per me ora Sarri ha una gerarchia chiara: Maldini, Dia, Noslin, Ratkov. Qui decide tutto Lotito, ma una cosa non può controllarla: la formazione”.