Nel primo pomeriggio di martedì 15 marzo, la salma del capitano Pino Wilson è stata tumulata nella cappella della famiglia Maestrelli nel cimitero di Prima Porta dove riposerà con Tommaso Maestrelli e Giorgio Chinaglia.
Hanno partecipato alla funzione privata una trentina di persone tra cui Giancarlo Oddi, Vincenzo D’Amico, Massimo Piscedda, Luigi Corino e Michelangelo Sulfaro.
“Le emozioni del primo scudetto sono fortissime ed è chiaro che ieri sono state rivissute tutte prima della gara con il Venezia. Durante quel Lazio-Foggia ero a Trastevere con la radiolina a seguire con gli amici la partita. Sulla gara bene così. Non sempre si può vincere giocando stile Cagliari. Dopo la rete fatta i tre punti erano in cassaforte. Il Venezia è stato rinunciatario. La Lazio ha vinto, non convinto, ma in questo momento contano i risultati, conta vincere anche le partite sporche. Per fare una grande partita bisogna essere in due e ieri c’era solo la Lazio”
“La serata di ieri è stata forte, fino allo scorso anno andavo sempre con Pino (Wilson, ndr) a vedere la gara all’Olimpico. Stare ieri in campo prima della gara mi ha fatto rivivere tutto quello che abbiamo passato insieme all’interno di questo stadio. Tanti pensieri, ricordi, noi abbiamo vinto un campionato lì dentro. Io e lui avevamo una grossa intesa, l’anno del trionfo abbiamo giocato trenta gare su trenta uno al fianco dell’altro. e’ chiaro che mi sono venute in mente tutte cose belle, mentre guardavo il campo mi è passato davanti tutta la mia vita nella Lazio”
La partita
“E’ stata una gara dura, ma sempre dominata dalla Lazio. Era tutto scritto, prima o poi la Lazio il gol l’avrebbe fatto visto che ha sempre giocato nella loro area di rigore. Non hanno superato la metà campo, dopo la rete sono andato via perché ero certo che la Lazio avrebbe vinto 1-0. Ora la Lazio ha sorpassato due squadre, bene così”
Nel pre partita di Lazio-Venezia, il difensore biancoceleste Patric è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel ,233 Sky.
“Abbiamo avuto una settimana a disposizione che ci ha permesso di prepararci al meglio. Stiamo bene mentalmente e fisicamente, arriviamo da un momento positivo. Speriamo di vincere perché è molto importante essere attaccati alle altre squadre.
Per quanto riguarda la posizione in campo, mi adatto e cerco sempre di fare il meglio mettendomi a disposizione della squadra”.
Stasera sarà la prima partita all’Olimpico da quando Pino Wilson se n’è andato. In tribuna ci saranno i familiari insieme ai compagni della Banda Maestrelli, in campo invece i giocatori con il lutto al braccio e Immobile con l’iconica fascia rossa. Prima dell’inizio del match ci saranno immagini e video sui maxischermi e i cimeli del ’74 esposti nel Lazio Museum. E’ così che la Lazio renderà omaggio al Capitano. Lotito, poi, accompagnato da Giorgio Sandri, consegnerà una targa speciale ai figli. Sarà una serata speciale, una serata importante anche per il campionato, visto che con una vittoria si supererebbero in un colpo solo Atalanta e Roma, a una settimana dal derby. Tutti sono con la testa a domenica, ma non Sarri, che non rinuncerà ai diffidati (Luiz Felipe e uno tra Zaccagni e Pedro). Il Venezia evoca ricordi contrastanti ad Acerbi:all’andata segnò, ma si definì lo strappo con la Curva.
Durante il riscaldamento pre-partita, la Lazio scenderà in campo con un’altra maglia speciale per l’Ucraina, che sarà in vendita allo stadio e negli store ufficiali del club e il cui ricavato andrà a sostenere iniziative per il popolo ucraino. La Repubblica
“Ha beneficiato della crescita della squadra ed è stato bravo a farsi trovare pronto nel momento in cui Reina è calato vistosamente. I due portieri li conosciamo benissimo, Strakosha è giovane, Reina è in parabola discendente. A 40 anni, è normale esser meno reattivo e sentire qualche dolorino in più. Strakosha deve giocare titolare, non so quale sia la situazione interna, ma sul campo si è meritato quella maglia. Mi auguro che si possa trovare un accordo, l’albanese è un buon portiere e tutti, in fin dei conti, hanno dei limiti. Penso a Donnarumma, che in una serata storta sembra esser diventato un giocatore mediocre”.
ROMAGNOLI-ACERBI
“Romagnoli potrebbe escludere Acerbi. Ci sono parecchi anni di differenza fra l’uno e l’altro, se pensi al futuro, sai già che Acerbi non starà ancora a lungo alla Lazio. Chiaro, come giocatori si possono considerare simili: mancini, non velocissimi. Io andrei a trovare un giocatore da affiancare a Romagnoli per la prossima stagione, se dovesse arrivare. Senza Luiz Felipe si potrebbe ripiegare su Casale. L’ho seguito ultimamente, ho visto alcune partite del Verona. Non mi dispiace affatto, anche da terzino. Quando vai a prendere un giocatore, devi saperne tutto, anche le caratteristiche umane. Casale-Romagnoli è potenzialmente una coppia migliore rispetto a Luiz Felipe-Acerbi“.
UN CAPITANO DENTRO E FUORI DAL CAMPO
“Wilson? E’ arrivato alla Lazio, dopo 10 giorni era già il Capitano. Questo spiega – forse più di ogni altra cosa – quella che era la sua statura, il suo spessore umano“.
Fabrizio Casinelli, direttore di ‘RadioCorriereTv’
WILSON, LA LEGGENDA
“Il popolo laziale ne ha viste e subite tante. La grandezza dei laziali è questa: avere la forza di ripartire nonostante le avversità. Spero che gli 11 che scenderanno in campo lunedì abbiamo chiara l’importanza di Pino Wilson, di quella fascia rossa. Mi piacerebbe vederli col sangue agli occhi, convinti di rappresentare un pezzo di storia della Lazio. Questo è un campionato strano e difficile, un sali-scendi continuo. Se la società fosse stata più accorta in certe scelte, forse sarebbe stato diverso. Adesso la squadra sta giocando bene, è un piacere vederla giocare. L’onda emotiva per la scomparsa del Capitano è stata forte, mi auguro che contro il Venezia possa essere una spinta in più per i giocatori, perché la Lazio è una grande famiglia. Il tifoso rappresenta una parte fondamentale, anche per la carriere dei giocatori. Ed è lo stesso tifoso – di solito – a trasmettere al giocatore la sua emozione”.
IL DIVETRIMENTO, LA CHIAVE PER CRESCERE
“Penso che divertirsi sia fondamentale. Il bel gioco porta risultati, ne sono convinto. Non basta parcheggiare il bus davanti alla porta, bisogna costruire la propria identità e questa deve coinvolgere i tifosi, farli godere delle prestazioni. Cragnotti era dello stesso avviso, il bel gioco è il veicolo perfetto per arrivare ad una simbiosi totale anche col pubblico. Serve però che la società faccia qualche sforzo in più, che riesca a venire incontro alle necessità palesi della squadra, ad esempio la difesa. Immobile è fuori categoria, Pedro e Zaccagni sono ormai fondamentali e Felipe sta recuperando la sua forma, le sue intuizioni in campo. Se la società capisse che – con poco – si possono dare emozioni maggiori ai tifosi, farebbe centro. La mano del tecnico si vede, Sarri sta plasmando i suoi giocatori. Basta poco, veramente poco”.
“Avevo un rapporto speciale con Pino, l’avevo sentito circa dieci giorni fa. Purtroppo sono cose che non ti aspetti, ti colgono all’improvviso. L’ho conosciuto a Tor di Quinto, lui scendeva dalla Rolls-Royce, io con la 124 di Pulici. Una vergogna incredibile . Pino si unisce a Tommaso e Giorgio, sai che rottura di balle sarà? (ride, ndr)”.
La Lazio pronta a celebrare Pino Wilson all’Olimpico nel match di lunedì prossimo contro il Venezia. Sarà la prima occasione allo stadio per onorare l’addio del grande capitano del primo scudetto scomparso il 6 marzo.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, la dirigenza biancoceleste ha intenzione di invitare i campionai del ’74 come Oddi, Martini, D’Amico, Petrelli e Garlaschelli. In Monte Mario poi, troverà posto la famiglia del capitano: la compagna Daniela e i figli James e Gilda. Volerà Olympia come di consueto, poi sui maxi schermi verrà proiettato un filmato sulle gesta di Pino, Maestrelli e Chinaglia. Seguirà il minuto di silenzio e tutti i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Ciro Immobile indosserà una fascia da capitano rossa, in stile anni settanta, come faceva l’indimenticabile Wilson.
“Il dramma è quando ti manca la telefonata, il contatto con la persona casa che ti ha lasciato. Siamo ancora sotto shock, penso a Giancarlo, per lui Pino faceva veramente parte della famiglia. Avvertiremo sempre di più questo distacco, com’è successo con Giorgio e Felice, ma non possiamo dimenticare nessuno. La cosa bella è che ieri nella tristezza s’è vista la vera famiglia della Lazio. Tifosi e amici che abbiamo conosciuto nel corso degli anni. E’ stato bello ritrovarsi, nonostante tutto, perché di loro continueremo a parlarne per sempre”.
IMMOBILE E LA FASCIA ROSSA
“E’ il degno rappresentante della Lazio; perché è sempre discreto, ha sposato la Lazio a vita rifiutando destinazioni più ricche. Sembra un giocatore d’altri tempi, un uomo, d’altri tempi. Ha tutto per rappresentare al meglio questa società“.