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Lazio-Fiorentina, Marelli: “Manca un rigore alla Lazio, quello concesso ai viola con un contatto minimo”

Luca Marelli, ex arbitro e moviolista per DAZN, ha analizzato così i tanti episodi da moviola in Lazio-Fiorentina: “Molto complicato capire per quale motivo il VAR non è intervenuto sul primo episodio: Gila lascia l’avversario la mano di Pongracic trattiene la maglia che si allunga parecchio. Era da assegnare il calcio di rigore, il fallo del difensore è successivo. Pongracic non aveva alcuna possibilità di giocare il pallone controllato da Gila”. Sul calcio di rigore concesso alla Fiorentina: “Non c’è affondo sul primo intervento, ma in effetti un leggerissimo contatto c’è. A mio parere questa è moviola e fatta pure male, perché il contatto è minimo. Accettiamo la valutazione da campo, ci può anche stare ma non si tratta di un chiaro ed evidente errore. Un contatto di questo genere non può mai portare al calcio di rigore”.

E infine sul rigore del 2-2 assegnato alla Lazio: “Zaccagni non fa veramente nulla, Comuzzo si aggrappa alla maglia e continua a tenerlo buttandolo giù. Per me questo è un calcio di rigore giustamente concesso sul campo”.

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Designazioni, Lazio-Fiorentina a Sozza: i precedenti

Uscita la designazione arbitrale per Lazio-Fiorentina, i programma mercoledì alle 20.45:

“La designazione arbitrale della 19ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Fiorentina al signor Simone Sozza della sezione di Milano. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Lo Cicero e Di Gioia: Crezzini sarà il IV ufficiale mentre Pezzuto e Prontera sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR”.

Sarà il nono incrocio tra Sozza e i biancocelesti, con due successi, altrettanti pari e quattro sconfitte. Sette precedenti invece con la Fiorentina, con una vittoria, due pareggi e quattro ko.

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Caos arbitri, tre big si dissociano da Lotito: la situazione

La PEC inviata da Claudio Lotito alla Lega Serie A ha avuto l’effetto di dividere l’opinione pubblica e il mondo del calcio: i presidenti di JuventusMilan e Inter ne prendono le distanze. 

Restano oscuri gli intenti della dirigenza biancoceleste quando ha deciso di inviare la PEC alla Lega Serie A. Da un lato, si chiedeva di fare luce su casi contrari alla Lazio tanto ricorrenti da non essere più ascrivibili alla casualità; dall’altro, si prendeva le distanza da ogni teoria del complotto. Nel frattempo, la lettera inviata ha fatto un gran rumore e ha avuto l’effetto di dividere le società di Serie A, specie in relazione allo specifico punto in cui si parlava di una preoccupazione relativa alla regolarità del campionato “non isolata e che riguarda altri club del massimo campionato”. Come sottolineato da Il Messaggero, proprio a riguardo di questo specifico passaggio sono arrivati messaggi da parte di Scaroni, Marotta e Chiellini, con cui hanno dichiarato che le rispettive squadre da loro rappresentate si dissociano dal contenuto della lettera di Lotito.

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Udinese-Lazio, Rocchi: “Pronto a lasciare se qualcuno non crede nella buona fede. Gol buono, non c’è immediatezza, regola da chiarire”

“L’ho sempre detto a tutti senza problemi e lo ribadisco: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio”. Così Gianluca Rocchi, designatore Can, durante Open Var, format di Dazn, Figc, Aia con la collaborazione della Lega Serie A commenta la lettera di proteste alla Lega di A della Lazio dopo le polemiche per il gol del pari dell’Udinese. “Il nostro obiettivo è quello di fare i meno errori possibili, poi ne commettiamo, e se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi inc…o”.

Dunque, per Rocchi, il gol del pareggio di Davis in Udinese-Lazio è “una rete buona”. E ha spiegato perché : “Lo dico da persona a cui piace il calcio. Non puoi annullare dei gol del genere, soprattutto quando uno tocca il pallone con un braccio chiuso o comunque in un modo totalmente fortuito come questo. Qui da arbitro dico che è una regola su cui sicuramente va fatta chiarezza e me ne assumo la responsabilità, perché poi alle persone dobbiamo dare risposte che siano il più oggettive possibile. È chiaro che in questo momento questo avverbio ‘immediatamente’ ci mette un pochino in difficoltà e io oggi ai ragazzi non posso dire che hanno sbagliato, perché se io vado a vedere l’immediatezza in questo caso non c’èIl giocatore recupera la palla con un tocco di mano sì, ma fa quattro dribbling di fronte a sé, pertanto se mi chiedete se c’è immediatezza, questa non può esserla mai. Al tempo stesso dico, anche molto sinceramente, che, se io da fuori devo capire, e non sono un arbitro, qual è la decisione corretta faccio fatica”.  

Gol Davis in Udinese-Lazio, cosa si sono detti arbitro e sala Var: svelato l’audio

In campo l’arbitro Colombo, in sala Var Baccini Fontemurato. In Open Var è stato reso noto l’audio della conversazioni dopo il gol di Davis preceduto da un tocco di braccio non punibile di Palma.
Da qui parte Colombo: “Buono”.
Sala Var: “Vediamo poi se era volontario nel caso, ok”.
Assistente: “L’ha presa con la mano secondo me”.
Arbitro: “Gioca, gioca”.
Sala Var: “Mano in attacco”.
Sala Var: “Teniamo tutte e due, soprattutto il secondo”.
Sala Var: “Gol”.
Sala Var: “Partiamo di là, vediamo tutte e due bene e anche la bandierine virtuali”.
Sala Var: “Dobbiamo vedere quando gliela calcia addosso”.
Colombo: “Stiamo guardando Davis.
Sala Var: “Ok attaccato al corpo questo (Palma), il braccio dietro mai punibile, via”.
Sala Var: “Calcia, lui il braccio ce l’ha congruo e non segna lui”.
Sala Var: “Segna lui”.
Sala Var: “Segna lui?”.
Sala Var: “Sì, sì, segna lui”.
Sala Var: “Vediamo, lascia andare Lore. Segna lui e per me è immediatezza. Guardalo Dani, te lo faccio rivedere. Glielo calcia addosso e non è punibile. C’è anche la GLT che lo fa veder bene. Perché il braccio è congruo”.
Sala Var: “Me lo fai vedere da una meglio? Ok”.
Sala Var: È aderente al corpo, ok, la prende col braccio. Hai una stretta, bravo, che certifichiamo che la prende col braccio”.
Sala Var: È totalmente attaccato.
Sala Var: Però la prende col braccio. Dopo controlla sempre lui il pallone e segna. Vai, adesso fagli vedere in dinamica. Dopo dobbiamo valutare che sia sempre lui che gioca. Immediatezza? Perché non è proprio immediato.
Sala Var: “Non è immediatezza per te”.
Sala Var: “Per te sì?”.
Sala Var: No, però segna lui. Non è punibile in teoria, però. La prende lui fa un dribbling, però non è immediato. Tu che dici?”.
Sala Var: “Non vedo tutta questa immediatezza sinceramente del tocco, è vero che segna lui, il mano non punibile come posizione dico. Si poi fa un driblling. Confermiamo“.
Sala Var: “Check completato, rete regolare”.

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Designazioni, Lazio-Napoli a Massa: i precedenti

Sarà Davide Massa l’arbitro di Lazio – Napoli. Con lui, gli assistenti Meli e Alassio, il quarto uomo Piccinini e Di Paolo e Doveri come VAR e AVAR. Di seguito la sestina completa.

Arbitro: Massa;

Assistenti: Meli – Alassio;

IV Uomo: Piccinini;

VAR: Di Paolo;

AVAR: Doveri.

Sarà il 36° incrocio tra Massa e i biancocelesti, i più arbitrati in carriera, con 12 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte. Tre precedenti invece con i toscani: una vittoria, un pari e un k.o. lo score.

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ARBITRI RASSEGNA STAMPA

Arbitri, un enorme bisogno di chiarezza: perchè il sistema fa acqua

Dal Corriere dello Sport: “Oggi il sistema fa acqua da tutte le parti e per più di una ragione: 1) il presidente Zappi è stato appena deferito dalla procura federale “per presunte pressioni e condotte irregolari nella gestione delle nomine dei responsabili delle Can C e D con conseguenti dimissioni dei designatori”. L’accusa parla di violazioni della lealtà sportiva: Zappi, che è pronto a difendersi in tutte le sedi (ma i tempi?), rischia la squalifica – non è peraltro il primo “scandalo” che investe un dirigente arbitrale; 2) l’attuale protocollo viene talvolta interpretato con criteri personali, alimentando polemiche e turbamenti; 3) il designatore Rocchi si ritrova a gestire un gruppo confuso nel quale lo scontro tra giovani e vecchi e tra campo e Var produce effetti negativi sulla regolarità del campionato, inoltre lo stesso Rocchi non è nelle grazie di Zappi che punta (o puntava) a promuovere Orsato. Lo sanno anche i muri di via Allegri.

Semplicità, chiarezza definitiva nei compiti di arbitri in campo e Var e una maggiore uniformità nelle decisioni più importanti (i rigori e le espulsioni possono essere condanne a morte per il risultato e i destini dei protagonisti): questo serve. Oltre a far ritrovare un minimo di serenità alla categoria; serenità che non può essere recuperata in una situazione nella quale chi guida l’Aia deve difendersi da accuse di slealtà. Pace interna? Quando? E come?

PS. La (ri)scrittura delle regole, alcune ridicole, è un passo successivo e riguarda l’Ifab: dovrebbe comunque essere affrontata insieme a una rappresentanza qualificata di ex calciatori”.

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Lazio, “disappunto” per parole del presidente Lega: “Mai evocati complotti, ma mancanza di uniformità con effetti su regolarità sistema”

Dopo la pec nella quale si chiedeva l’intervento della Lega Serie A per gli errori arbitrali e la risposta del numero della Lega stessa, Ezio Maria Simonelli, che aveva chiarito come serve rispetto per gli arbitri, da fonti vicine alla Lazio filtra “forte disappunto”, condiviso anche dal presidente Claudio Lotito. La lettera inviata dalla società, infatti, viene ritenuta chiara sia nel contenuto che nel tono, sottolineando come in nessun passaggio la Lazio abbia mai attaccato, screditato o messo in discussione l’onorabilità della classe arbitrale. Né tantomeno siano mai stati evocati complotti o disegni di alcun tipo. L’accento, infatti, è posto sulla mancanza di uniformità applicativa e sulla disomogeneità di alcune decisioni, con effetti evidenti sulla regolarità del sistema. Una preoccupazione che riguarda più club e che si è manifestata anche in contesti recenti e internazionali, come quanto accaduto durante la Supercoppa in Arabia Saudita. Per questo viene considerato riduttivo liquidare il problema come una semplice percezione di parte. Negli ambienti biancocelesti, poi, non è stato apprezzato il fatto che, a una richiesta formale e argomentata, sia stata data una risposta pubblica ritenuta poco coerente con il ruolo istituzionale del presidente della Lega, chiamato a rappresentare l’equilibrio e la tenuta complessiva del sistema, e non una singola componente dello stesso. La sensazione, secondo le fonti stesse, è che il sistema stia progressivamente perdendo credibilità e che strumenti come Open VAR, privi di contraddittorio e di reale trasparenza, non possano essere considerati una risposta strutturale sufficiente, soprattutto in un contesto in cui sono in gioco interessi sportivi ed economici di enorme rilevanza, che coinvolgono società quotate, investimenti milionari e il posizionamento internazionale del campionato. Qualora questa dovesse essere la linea, quindi, la Lazio valuterà con responsabilità altre sedi istituzionali nelle quali rappresentare istanze ritenute evidenti, documentabili e tutt’altro che isolate.

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Arbitri, la risposta della Lega alla Lazio: “Se pensa ad un disegno faccia denuncia nelle sedi competenti”

Lazio? Gli risponderemo, ma ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato“. Così il presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli, sul caso creato dalla lettera della Lazio dopo il pareggio contro l’Udinese. Il gol di Davis convalidato dall’arbitro Colombo ha scatenato la furia del club biancoceleste, che ha reagito con una “formale richiesta di intervento immediato” per il “ripetersi di errori arbitrali e disomogeneità Var“.

“Gli risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi inopportune – la risposta del presidente Ezio Maria Simonelli a a Radio Anch’Io Sport -. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto. Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici. Ieri sera ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio”.

Simonelli duro: “Critica non tollerabile, se si sostiene altro…”

Poi prosegue, rispondendo duramente alla Lazio: “Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale: metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile. Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali vanno accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti“.

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Lazio-arbitri, la lettera alla Lega: “Riscontri ed iniziative o nelle sedi legali per tutelare diritti”

La Lazio ha inviato una dura lettera a Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, e a Giuseppe Marotta, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini, consiglieri federali in quota Serie A, chiedendo loro di intervenire immediatamente contro i “continui errori arbitrali” e sollecitando la creazione di un tavolo con Aia e Figc. Nella missiva la società biancoceleste afferma di essere pronta a “intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti, dei danni economici subiti anche in considerazione dello status di società quotata, della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai propri tifosi”.

Il testo recapitato alla Lega Serie A e pubblicato dall’Adnkronos inizia così: “La S.S. Lazio richiama preliminarmente la Nota Ufficiale del 10 novembre 2025, con la quale la Società – in modo chiaro e responsabile – ha ribadito il proprio rispetto per il ruolo arbitrale, sottolineando al contempo la necessità di accompagnare con equilibrio l’attuale fase di rinnovamento generazionale della classe arbitrale, valorizzandone formazione e crescita. Si ritiene altresì doveroso evidenziare che la S.S. Lazio è una società quotata, soggetta a stringenti obblighi di trasparenza, correttezza gestionale e tutela del valore nei confronti del mercato e dei propri azionisti, ai quali il Club è chiamato a rispondere anche in relazione a eventi e decisioni che incidono in modo diretto sui risultati sportivi, economici e patrimoniali”.

Il club capitolino quindi osserva: “Quello spirito istituzionale ci appartiene e lo confermiamo. Proprio perché abbiamo scelto, fin qui, la linea del rispetto e del confronto, siamo tuttavia oggi costretti a dirlo con la massima nettezza: non è più tollerabile che, nel corso di questo campionato, si continui ad assistere al ripetersi di episodi arbitrali e a valutazioni Var incoerenti, disomogenee e determinanti, che stanno producendo un pregiudizio sportivo evidente ai danni della S.S. Lazio, minando al contempo la credibilità dell’intero sistema e generando rilevanti danni economici”.

“Non si tratta del singolo errore, fisiologico nello sport – incalza la lettera -. Si tratta di una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità. La percezione – ormai diffusa e documentabile – è quella di un’applicazione non uniforme dei criteri, con conseguenze gravi su: la regolarità e la parità competitiva del Campionato; il raggiungimento degli obiettivi sportivi e le conseguenti ricadute economiche; il rapporto di fiducia tra istituzioni e pubblico; la tutela di un’intera tifoseria, cuore pulsante dell’intero sistema, che pretende, legittimamente, equità e chiarezza, che sono alla base della credibilità di questo sport”. 

Sempre la Lazio sottolinea come “il rinnovamento generazionale non può diventare un alibi. Se il sistema sceglie una fase di transizione, deve dotarsi di strumenti, protocolli e livelli di controllo tali da evitare che la ‘transizione’ si trasformi in una riduzione delle garanzie. Il Var, nato per limitare gli errori decisivi, non può essere percepito come un fattore di ulteriore confusione o discrezionalità”.

Quindi la lettera elenca cinque iniziative che ritiene vadano intraprese per ridurre gli errori arbitrali: “Per queste ragioni, la S.S. Lazio rivolge formale e urgente richiesta di intervento alla Lega Calcio Serie A, affinché, nell’ambito delle proprie competenze e in raccordo con la Figc e gli organi tecnici competenti, vengano assunte iniziative immediate, concrete e verificabili”. La prima proposta è la “convocazione urgente di un tavolo istituzionale promosso dalla Lega Serie A, con il coinvolgimento della Figc e dei referenti arbitrali competenti, finalizzato a un confronto operativo sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate”.

Al secondo posto un “riscontro formale scritto, nei limiti consentiti dai regolamenti, sugli episodi più rilevanti che hanno coinvolto la S.S. Lazio in questa stagione: non commenti, ma una ricostruzione chiara dei criteri adottati e delle valutazioni tecniche”.

Il terzo punto è la richiesta di “uniformità di indirizzo immediata, mediante la definizione e diffusione di linee guida operative vincolanti e coerenti su casistiche determinanti (rigori, falli di mano, fuorigioco, condotta violenta e gravi falli di gioco), con soglie di intervento Var non ambigue”.

La quarta proposta della SS Lazio sono “misure strutturate di trasparenza, compatibilmente con le norme vigenti, volte a ridurre il vuoto informativo che alimenta tensioni e delegittimazione: quando una decisione incide sul risultato, non può mancare una spiegazione istituzionale chiara e tempestiva”.

Ultimo punto, l’“assunzione di responsabilità e controllo di qualità, affinché errori reiterati e macroscopici producano conseguenze tecniche nei percorsi di valutazione, formazione e designazione. In assenza di ciò, ogni richiamo alla “crescita” rischia di restare una formula priva di contenuto”.

La società biancoceleste conclude la lettera affermando che “non intende alimentare polemiche né delegittimare gli ufficiali di gara. Tuttavia, il silenzio non è più una posizione sostenibile quando il ripetersi di tali episodi sta danneggiando il Club, la competizione e la fiducia del pubblico. In assenza di un riscontro tempestivo e di iniziative concrete, la S.S. Lazio si riserva di adire ogni sede istituzionale competente e di intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti, dei danni economici subiti anche in considerazione dello status di società quotata, della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai propri tifosi. Restiamo disponibili a trasmettere un dossier dettagliato degli episodi oggetto di segnalazione, completo di documentazione e riferimenti tecnici, nonché a un incontro in tempi immediati”.

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ARBITRI SOCIETA'

Lazio, il club chiede l’intervento della Lega A su errori arbitrali, inviata Pec

La Lazio, dopo la rete di Davis a Udine convalidata nonostante il tocco di mano dell’attaccante dei friulani, fa un passo avanti rispetto alla nota di protesta di ieri, arrivando a sollecitare l’intervento dei vertici del calcio. Come apprende l’ANSA, la società biancoceleste ha deciso di inviare una pec alla Lega calcio serie A chiedendo, in raccordo anche con la Figc e gli organi tecnici competenti, di assumere iniziative affinché non si verifichino più episodi che a suo giudizio stanno sfavorendo la Lazio minando la regolarità e la parità competitiva del campionato.

La società, infatti, ritiene di essere stata danneggiata dagli episodi arbitrali e da valutazioni VAR incoerenti e per questo ha chiesto che venga convocato un tavolo istituzionale per mettere in atto un confronto sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate.Tra le richieste della società del presidente Lotito, poi, anche quella di una ricostruzione chiara sui criteri adottati dagli arbitri, di uniformità di giudizio attraverso linee guida vincolanti, soglie di intervento VAR non ambigue e misure di trasparenza con una spiegazione istituzionale chiara e tempestiva sugli episodi che incidono sul risultato. (ANSA).