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Mertens: “Bello riabbracciare Maurizio, ma non c’è possibilità di tornare da lui”

Ieri mister Sarri ha ritrovato un altro Ciro, Dries Mertens, ora in forza al Galatasaray. Il belga è stato vicino alla Lazio la scorsa estate, ma, c0me dice lui stesso e riporta Il Messaggero, non vestirà mai la maglia della Lazio: “Qui sto bene. Sono stato felicissimo di rivedere il mister, il suo staff e Hysaj, ma non c’è nemmeno quest’estate alcuna possibilità di vestire la maglia della Lazio.”

Ci sono stati saluti anche tra altri ex  compagni, come Radu e Muslera, e Luis Alberto e Pedro con Mata. La polizia turca è addirittura salita sul pullman biancoceleste per chiedere autografi e maglie a Cataldi e Immobile.

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Felipe-gol: “Mentalità, cattiveria e consapevolezza”

Nel post partita di Galatasaray-Lazio, l’attaccante biancoceleste Felipe Anderson ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Dobbiamo entrare in campo con la mentalità giusta in ogni partita, serve avere la cattiveria giusta. La partita di oggi ci offre la fiducia e la consapevolezza che possiamo giocarcela ovunque. È stato un bel test.

Mi piace scendere in campo in più ruoli, ognuno di noi è consapevole di ciò che deve fare in campo. Stiamo tutti bene, anche gli infortunati sono rientrati a disposizione. Siamo felici per loro che in questi giorni hanno lavorato molto per tornare il prima possibile. Questo dà motivazione al gruppo, camminiamo tutti nella stessa direzione”.

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Luis Alberto, da caso a capitano: “Un onore indossare la fascia”

Nel post gara di Galatasaray-Lazio, il centrocampista biancoceleste Luis Alberto è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“È stato bello andare in gol dopo alla prima partita dopo la ripresa degli allenamenti. La rete mi dà fiducia e motivazione. Il mese di ottobre è stato molto difficile con tante partite, siamo tornati con la voglia di fare molto bene nella seconda parte di stagione.

Dopo il primo gol abbiamo reagito bene, siamo stati stretti e abbiamo giocato un bella partita. Non do molta importanza alla fascia da capitano, qui siamo tutti uguali. Il capitano è Ciro Immobile e so che anche a Danilo Cataldi piace indossare la fascia. In ogni caso, è sempre un onore essere il capitano.

Mondiale? Tifo Argentina per Messi, il miglior giocatore della storia. Lui è il calcio e non può smettere senza vincere questo trofeo”.

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Lazio, Ciro ed i gol: “Quelli nei derby i migliori”

Ciro Immobile, attaccante della Lazio, ha parlato ai microfoni di Goal Italia dopo essere stato inserito tra i finalisti di GOAL50, classifica dei giocatori più forti della stagione: “È sempre bello vincere i premi. Poi quando raddoppi, puoi metterli uno accanto all’altro, vicini (ride, ndr). Vi ringrazio, sono molto felice. È una bella soddisfazione. Di partite che mi hanno segnato ce ne sono tante, quella che ricordo con più emozione è l’esordio in Serie A e il debutto in Nazionale, mi hanno permesso di approcciare al mondo dei professionisti. All’Olimpico sono tutte partite molto belle e sentite, ma i derby in cui ho segnato sono sicuramente le migliori”.

Quali sono gli avversari che ha affrontato con più piacere?
“Mi è sempre piaciuto affrontare giocatori forti, come Chiellini per esempio. Ricordo una doppietta segnata allo Juventus Stadium, quel giorno già era stato bello confrontarmi contro di lui, poi segnare è stato ancora più emozionante. In Italia abbiamo avuto tanti attaccanti forti, citarne uno solo sarebbe riduttivo, ma direi quelli che hanno scritto la storia di questo sport come Maradona o Van Basten. Non ho avuto la fortuna di viverli, ma nei video ho visto tutte le loro gesta”.

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Eriksson: “Lazio, puoi arrivare in Champions”

Sven-Goran Eriksson ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, nella quale ha parlato della Lazio e della stagione dei biancocelesti: “Li seguo sempre, mi piacciono tanto. Non vedo l’ora che ricominci il campionato perché Sarri può arrivare in Champions League quest’anno. E un giorno spero possa pure tornare a vincere lo scudetto”.

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Immobile, passione infinita: “L’affetto dei tifosi per andare oltre l’incredibile. Ho altri tre anni di Lazio”

Il capitano della Lazio, Ciro Immobile, presente a un evento per il lancio di una nuova criptovaluta, ha parlato di vari argomenti. Queste le sue parole: “Io credo che i tifosi siano la cosa più importante. Da quando ho iniziato a fare questo sport ho sempre creduto nei suoi valori, la passione. Poi è diventata la mia professione, quando incontro i tifosi che mi fanno i complimenti per il ciro uomo mi riempie di gioia”.

Parole anche sul suo passato al Pescara: “L’Immobile di Pescara era un ragazzo single in una squadra di ragazzi che volevano emergere, avevano fame. Credevamo in quello che diceva l’allenatore. Se mi guardo indietro abbiamo fatto un lavoro incredibile, in quella serie B ci stavano squadre di grande valore che abbiamo superato arrivando primi. Ci siamo divertiti tanto. Il ciro di ora è un ciro quattro bimbi che pensa a migliorare sia dentro sia fuori dal campo. Quello che sto facendo con la maglia della Lazio è incredibile e ancora non realizzo, l’affetto della gente mi spinge a dare sempre il massimo”.

Sul suo presente alla Lazio: “Qui mi sento a casa come la mia famiglia, siamo di adozione romani. Ci sentiamo a nostro agio, due dei nostri figli sono nati a Roma. Però il 50% del sangue resta sempre napoletano. Napoli? In questo momento ha un grande vantaggio in fatto di punti, col fatto del Mondiale ora non so quello che accadrà, perché è una situazione nuova per noi, ma se riuscirà a mantenere quel ritmo farà grandi cose. È un campionato atipico, stiamo lottando con grandi squadre che ci danno filo da torcere”.

Infine un commento su Claudio Lotito: “Ho un rapporto che è il massimo, di qualsiasi cosa di cui avessi bisogno mi ha sempre aiutato. Ora ho un contratto di altri tre anni, finché starò bene e riuscirò a dare il massimo per questa maglia starò qui poi se dovesse finire ne parleremo. Adesso mi sto focalizzando su quello che sto facendo in campo, ma anche su quello che posso dare alla società dopo quando smetterò di giocare”.

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Felipe Anderson: “Con la Lazio dobbiamo spingere fino in fondo. La Nazionale? Ci devo credere ancora”

Intervista un po’ a tutto tondo quella rilasciata da Felipe Anderson nel corso di una diretta con Binance. Ecco le sue dichiarazioni:

“La pausa è un po’ particolare, ma lo sapevamo e ci siamo preparati per questo periodo di riposo. Abbiamo sfruttato al meglio questo periodo di riposo perché adesso si riparte e dobbiamo avere tutta la motivazione e la freschezza nelle gambe per tornare nella miglior condizione possibile. Avevamo l’obiettivo di rimanere alti in classifica prima della pausa, ci dispiace che abbiamo sbagliato qualche partita e non possiamo stare ancor più in altro. Adesso è il momento di mettere a posto ciò che non è andato, dobbiamo spingere fino in fondo per raggiungere l’obiettivo.

Se seguo il Mondiale? Sicuramente. Tutte quelle che posso vedere e di tutti i paesi. C’è tanta tecnologia nelle partite poi tutte le squadre provano a vincere anche quelle meno forti, che non sempre partecipano. Stanno lottando e ci credono, è il bello del calcio. Questo rende un piacere vedere il Mondiale. Brasile? Tutti i bambini del mondo sognano di indossare in tutti gli sport la maglia del proprio paese, era il mio sogno. Ci devo credere ancora, possiamo sempre vedere i giocatori che arrivano come esempio. Sono felice per quello che sto vedendo, il Brasile sta vincendo. I giocatori sono uniti, anche quelli che hanno una tecnica sopra la media e si sacrificano tutti l’uno per l’altro. Chi mi è piaciuto di più? Vinicius, mi ha sorpreso molto. Sicuramente è un mondiale difficile, tutti proveranno a vincere però sono fiducioso che possiamo vincerlo per la sesta volta.

I tifosi della Lazio sono come quelli del Brasile? Sento lo stesso calore. Prima di venire qui mi dicevano che erano molto passionali. Sicuramente si possono paragonare a quelli brasiliani.

Sono dispiaciuto per la mancata partecipazione dell’Italia al Mondiale. Ha dimostrato a tutti il valore di ogni calciatore nel gruppo. Per il calcio non partecipare è un male, spero che presto possa tornare al top. Mi piace tanto l’Italia, se fosse stata al Mondiale avrei fatto il tifo per voi

Il mio obiettivo è vedere la Lazio che lotta lì sopra a tutti i costi e che sia in una posizione in classifica alta. Devo dare il mio meglio, più del cento per cento perché è quello che posso fare per raggiungere questo traguardo.

Consiglio ai giovani di non avere distrazioni. Nel calcio dai 13 ai 17 anni ci sono tanti giocatori che provano a entrare in una squadra e se hai mesi di distrazioni ti perdi. Bisogna volerlo molto, concentrarsi sullo studio e sul calcio”.

Alessio Buzzanca

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Lotito, messaggio a Milinkovic: “Mi auguro che abbia il nostro stesso interesse a prolungare”

Claudio Lotito riceve alla Casa del Jazz il Premio Giuseppe Colalucci. Un riconoscimento che porta il nome del popolare giornalista romano scomparso nel 1984. Il patron della Lazio, ai cronisti presenti, ha parlato di mercato e non solo. Tutto ruota intorno all’affare Milinkovic, il gioiello di casa che ha brillato al Mondiale ed è in scadenza di contratto a giugno 2024: “I contratti si fanno quando scadono. Dal punto di vista tecnico, la Lazio ha interesse a prolungarlo perché è un grande giocatore e anche un grande uomo. Mi auguro che altrettanta valutazione la faccia il giocatore. Se c’è già un appuntamento in agenda? Che stiamo facendo calciomercato qui? Nella vita tutto ciò che ha inizio ha anche una fine. Milinkovic è un giocatore su cui la Lazio punta. Quello che manca, però, sono i presidenti. Se vedete sono pochi quelli italiani rimasti, che lo fanno con dedizione. Il denaro non è tutto nella vita, contano di più il cervello e le idee”.

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Lotito e la crisi del calcio italiano: “Qualcuno si chieda perchè Immobile…”

C’è stato tempo anche per difendere l’altro suo pupillo, Ciro Immobile, dalle solite critiche che lo raggiungono nel momento in cui si parla di Nazionale: “Siamo fuori dai Mondiali. Come mai Immobile è diventato capocannoniere e Scarpa d’Oro e in Nazionale non segna così tanto? Alcune persone dovrebbero farsi delle domande e darsi delle risposte. Mancano i presidenti: non abbiamo problemi a trovare giocatori o allenatori, gli italiani rimasti che lavorano con dedizione sono pochi.”

GOVERNO – In veste di senatore, Lotito ha anche mosso una critica ai governi precedenti per i mancati aiuti allo sport: “Nessuna squadra in questo momento ha debiti,  fino al 22 dicembre. I governi Conte e Draghi non hanno dato soldi al sistema,
a differenza del cinema, che ricevette un miliardo di euro a fondo perduto. Nessuna attività sportiva ha avuto un ristoro». Il Messaggero

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Lotito sul caso Juve: “In tanti si sono abbeverati da lì, non puó essere ogni male”

“Oggi tutti parlano male della Juventus, ma è una è una di quelle società che ha contribuito al sostentamento del nostro mondo. In tanti si sono abbeverati da lì, e non può essere ogni male del calcio italiano. Poi non entro nel merito dei fatti, quello spetta ai magistrati”. Lo ha detto Claudio Lotito, presidente della Lazio, parlando del caso Juve a margine del Premio Colalucci. E a chi gli chiede se abbia parlato con Agnelli risponde: “L’ho visto in Senato e l’ho abbracciato. Mi ha dato un’impressione non giusta dal punto di vista umano”. Sul momento del calcio italiano, invece, aggiunge: “Per la seconda volta siamo fuori dai mondiali, alcune persone dovrebbero farsi domande e darsi delle risposte – sottolinea Lotito -. Non penso dipenda dalla Serie A, che mette a disposizione i calciatori. Se la gestione in nazionale non produce i risultati, la responsabilità è di chi li gestisce in quel momento”. Ansa