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Lotito: “Milinkovic non è in vendita, ma se fosse lui a voler andare non farei crociate. Non lo meriterebbe. Sarri? Ha un contratto”

Il presidente della Lazio,Claudio Lotito, ha parlato a Sky Sport, partendo dal futuro di Milinkovic-Savic: “L’oggetto del desiderio di tutti. Il prezzo c’è quando uno viene messo sul mercato. Io non ce l’ho messo, quindi non c’è il prezzo. Nel momento in cui dovesse venire a chiederci, o meglio esserci un’offerta che lo soddisfi dal punto di vista professionale, parlando delle 5 squadre top al mondo, e anche economico, e che allo stesso tempo contempli le esigenze della Lazio, di certo non mi metterei a fare le crociate contro Milinkovic perché non lo meriterebbe”.

Parole poi su Francesco Acerbi. “Lui ha un contratto con la Lazio, è un grande giocatore nel suo ruolo. Tutto quello che verrà piu avanti in termine di mercato, esigenze, aspettative o richieste del giocatore e di altre società, lo valuteremo”.

Infine su Maurizio Sarri. “Il rapporto tra me e Sarri è sempre stato forte, di stima reciproca. Penso che sia un grande professionista, vive esclusivamente di calcio, da quello che mi ha detto si trova bene alla Lazio, dice che è un posto dove si può fare calcio. Il prossimo anno se sarà lui il nostro tecnico? Se valgono i contratti allora dovrebbe essere così”. Tuttomercatoweb.com

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Fiorentina, Commisso: “Grande lavoro della Roma? Ha speso 140 milioni ed è arrivata solo di un punto sopra di noi”

Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle varie domande dei giornalisti. Il numero uno della Viola ha anche voluto attaccare la Roma e Mourinho, affermando che i giallorossi abbiano speso addirittura 140 milioni di euro sul mercato. La realtà però è ben diversa. Queste le sue dichiarazioni: “Parlando delle altre squadre voglio dire anche un’altra cosa: la Juventus negli ultimi tre anni ha messo 700 milioni nel mercato e il valore degli affari è di 800 milioni, per questo la Juve è dovuta andare avanti rifinanziando. Suning ha molti debiti. Il Milan potrebbe essere venduto a un prezzo grandissimo, ma nessuno dice che 500 milioni sono stati presi da mister Li. Sulla Roma ho letto molti giornalisti famosi del grande lavoro della Roma: sono arrivati in Italia e sono andati dal sesto al settimo posto, quest’anno sono arrivati a un punto da noi, spendendo 10 milioni lordi per Mourinho e hanno speso 140 sul mercato estivo e alla fine sono arrivati sopra solo di un punto. Il nostro è stato un successo fenomenale. C’è molto di essere orgogliosi e molto poco critici”.

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Hamsik in love: “Il calcio di Sarri mi ha fatto godere”

Marek Hamsik, ex centrocampista del Napoli attualmente al Trabzonspor, ha rilasciato un’intervista a ‘Il Mattino’:

Cosa si porta dentro dei suoi 12 anni a Napoli?

“La felicità. Io a Napoli ero felice, con gli amici, la mia famiglia, sul campo di calcio, con i tifosi. Sennò non avrei rinnovato per cinque volte, sapendo pure che avevo tante altre offerte per poter cambiare. Abbiamo riportato tutti insieme il Napoli tra le grandi. E sono rimasto tutto questo tempo perché non c’è stato un solo giorno in cui non ci fosse qualcosa che mi regalasse un sorriso”.

A cosa ripensa di più dell’esperienza calcistica a Napoli?

“Il campionato dei 91 punti. È ancora una amarezza che mi porto dentro, che mi fa male quando ci ripenso. E mi capita di ripensarci. Quel testa a testa senza fine con la Juventus, quello scudetto perso per colpa della maledetta partita di Firenze dove sono finiti i nostri sogni. Però mi rimane una soddisfazione”.

Quale?

“Aver giocato nella squadra più spettacolare vista in Italia nell’ultimo decennio, aver dettato legge su ogni campo della serie A e tante volte anche in Europa, aver fatto vedere quello che eravamo capaci di fare”.

E quest’anno il Napoli lo Scudetto dove lo ha perso?

“È chiaro che in un campionato non si possono sbagliare più di due o tre partite, sennò c’è poco da fare: perdi. Però gli azzurri lo scudetto lo hanno gettato via con Roma ed Empoli: non puoi farti ribaltare in quella maniera quando lotti per il primo posto, non puoi prendere un gol al 90′ quando insegui il sogno. Ma questo gruppo può riprovarci, anche se non so chi resta e chi va via”.

Sul futuro

“Quando smetterò, questo farò: il tecnico dei bambini di 13, 14, 15 anni. Perché voglio restituire quello che ho avuto. La mia filosofia è quella che Sarri ha fatto vedere nei tre anni a Napoli, è quello il calcio dove ho goduto di più. Ora se vedo il City di Guardiola è quella l’idea che mi affascina”.

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Di Canio: “Lazio da 7, Sarri è stato bravo” E su Mourinho…

Paolo Di Canio -ai microfoni di SkySport- ha detto la sua sul rendimento delle romane, in questa stagione. Soddisfatto della Lazio: “La stagione dei biancocelesti è da 7 e Sarri è stato bravo“. Riguardo la Roma, invece: “Merita 5,5 per il campionato. Mourinho? Con quello stipendio dovrebbe giocare per vincere i campionati. Io credo che la società gli chiedesse almeno la Champions. Ora c’è la finale Conference, che cambia di tanto ed è comunque una Coppa. In caso di vittoria la stagione diventerebbe da 6,5-7. Però con i 126 milioni spesi dal tecnico giallorosso mi aspetto altro”. 

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Sarri in conferenza: “Avanti a club che ha fatto grandi investimenti. Facciamo tutti uno sforzo per avere sempre questo stadio”

Al termine di Lazio-Hellas Verona, l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“Questo quinto posto è meritato, siamo arrivati davanti ad una squadra che aveva fatto grandi investimenti con uno degli allenatori più forti in Europa. Il rapporto tra la Società ed i tifosi va ricompattato, questo pubblico è numeroso e caloroso, vorrei l’atmosfera di questa sera in ogni partita. Dobbiamo invogliare noi i tifosi, facendo tutti uno sforzo per avere sempre questo pubblico. Dobbiamo dare l’impressione di dare sempre tutto in ogni partita, smussando alcune cose da ambo le parti. 

La Società faccia uno sforzo per riempire sempre lo stadio, i tifosi si calmino su alcuni giocatori che non meritano fischi. Contratto? Posso prendere qualsiasi tipo di decisione, le politiche societarie le fa la Società. Non siamo in mano ai fondi ma ad una famiglia e questa cosa mi fa impazzire, non ce ne sono tante così. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello ed il gruppo si è compattato in maniera straordinaria, specialmente negli ultimi mesi. Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo i contratti. 

Bilancio? Ho fatto spesso autocritica. La maggiore soddisfazione è stata il coinvolgimenbto del gruppo negli ultimi sei mesi. Quando i giocatori iniziano a parlare in campo con dei termini che utilizzo solo io, diventa soddisfacente. L’autocritica va fatta invece sui gol subiti. Siamo in partita solo se i meccanismi offensivi funzuionano al 100%”.

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Sarri: “Completato un percorso complicato. Futuro? Miglioriamo in difesa. C’è il rischio di perdere giocatori, spero non Milinkovic” (AUDIO)

La sfida tra Lazio ed Hellas Verona finisce con un pirotecnico 3-3. A fine partita le parole di Maurizio Sarri a Dazn: “Abbiamo fatto un percorso, cambiato modo di pensare calcio, giochiamo in modo diverso rispetto al passato è stato un percorso complicato con tante difficoltà ma grazie ai ragazzi abbiamo avuto segnali di buona crescita. Vediamo come arriviamo all’anno prossimo perché c’è il rischio di perdere diversi calciatori, ne abbiamo molti in scadenza e tanti che hanno richieste di mercato.

Futuro? Parliamo di questa partita, abbiamo appena finito una gara, per il futuro ne parlerà la società. Io posso dare un parere tecnico, ma la politica societaria non la faccio io. Quello che ha detto Lotito su Milinkovic l’ha detto anche a me, spero di poter ripartire da Sergio. Gol subiti? Subire tanti gol non mi fa piacere. Un miglioramento c’è stato: nel girone d’andata ne abbiamo presi 36, nel ritorno 21 o 22, in percentuale siamo migliorati ma non abbastanza. Subiamo concedendo poco, come col Torino: diamo poco spazio ma subiamo parecchio. Sono contento per come si è cementato il gruppo nella stagione, tutti hanno voluto cambiare pensiero calcistico e da lì abbiamo risolto tanti problemi. Dal punto di vista tattico va rivisto il sistema difensivo, questa fragilità va risolta perché se si inceppa il meccanismo offensivo vengono fuori delle problematiche enormi“.

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Luka Romero: “Grazie alla Lazio sono cresciuto e migliorato”

Romero: “Ho trovato un calcio di livello alto in Italia”

Luka Romero è il protagonista del Match Program della Lazio in vista della sfida di sabato contro il Verona. Occasione per un bilancio della sua prima annata in Italia: “Sono cresciuto come giocatore e come persona, imparando tante cose, come ad esempio adattarmi a tutte le dinamiche che richiede un club professionistico come la Lazio, una squadra che lotta ogni stagione per raggiungere grandi traguardi. Oltre ad allenarmi per provare a vincere tutte le partite, ho avuto soprattutto la possibilità di lavorare ad alto livello con grandi professionisti”.

“Traguardi? Il debutto con la Lazio e la convocazione con l’Argentina? Questi riconoscimenti sono stati molto importanti per la mia crescita, sono felice e grato per questo, cerco sempre di sfruttare al meglio ogni opportunità per aiutare il più possibile la squadra. Con la convocazione in Nazionale poi ho coronato un altro mio sogno: è sempre un grande orgoglio poter rappresentare il proprio paese”.

“Il calcio in Italia? Ho trovato un livello alto, me lo aspettavo. Infatti ho sempre avuto aspettative importanti verso questo campionato, visto che ci sono tante squadre forti. Non a caso qualsiasi giocatore sogna di giocare in Italia”. 

“Il rapporto con il mister? Direi quello che c’è tra un qualsiasi calciatore e allenatore. Ho grande rispetto e ammirazione verso il mister perché ha molta esperienza. Sono felice, mi sta insegnando molto dandomi tanti consigli per aiutarmi a migliorare”. 

“Chi mi ha impressionato di più? Più di un singolo calciatore, è l’unione del gruppo ad avermi positivamente colpito. Siamo tutti uniti, apprezzo molto come mi hanno aiutato a inserirmi fin dal primo giorno e come mi supportano in ogni momento. Non saprei fare un nome in particolare perché tutti mi danno consigli. Essendo il più giovane del gruppo cerco sempre di ascoltarli per imparare il più possibile”.

Alessio Buzzanca

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Inter, Marotta: “Ho chiamato Inzaghi mentre era a cena con Lotito”

“Rivolevo Allegri. Poi ho chiamato Inzaghi mentre era a cena con Lotito”, parole dell’ad dell’Inter Beppe Marotta ai microfoni di DAZN, riprese oggi dal Corriere dello Sport. “Prima di prendere Inzaghi, c’è stato un contatto con Allegri. Non immaginavamo che ci fosse la disponibilità di Simone a venire, mentre Max era libero e rappresentava sicuramente un profilo interessante, quindi ci abbiamo parlato”, le prime parole di Marotta, che poi prosegue sul primo contato con Inzaghi: “L’abbiamo chiamato non sapendo che era a cena (con Lotito, ndr) e Simone chiaramente era un po’ imbarazzato. Devo dire che in questo caso la tempestività e l’intuizione da parte di Piero Ausilio e mia sono state decisive per fargli sottoscrivere un accordo in maniera rapida, ma nel rispetto di Lotito”.

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Anderson: “Felice della mia stagione. Lazio forte, ora chiudiamo in bellezza con i nostri tifosi”

 “Sono molto felice di questa stagione. So che potevo fare ancora meglio, ma sono fiducioso per il futuro che saremo in grado di dimostrare tutto quello che si aspettano e che io mi aspetto da me”Felipe Anderson, dopo il 2-2 contro la Juve e la qualificazione in Europa League, fa il bilancio della sua annata e non solo. Ai microfoni di Lazio Style Channel ha ammesso: “Quando indossi la maglia della Lazio ogni partita devi dare tutto, devi provare a vincere soprattutto con questa mentalità che stiamo avendo in campo. Possiamo anche perdere, però entriamo in campo con la consapevolezza che dobbiamo giocare la partita per comandare e vincere. Ora in casa davanti ai nostri tifosi non sarà diverso, dobbiamo dare tutto fino all’ultimo minuto”.

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Sarri in conferenza: “Ora il quinto posto. Milinkovic? Difficile vada via…”

Al termine di Lazio-Juventus, l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“L’obiettivo ora è arrivare quinti, per noi è importante. Diventare meno provinciali? Rappresento un popolo e gli devo rispetto. Questa squadra nelle 29 gare senza Europa League ha fatto 59 punti, nelle otto invece dopo il giovedì sera abbiamo una media di 0.60, sono 11 punti in meno. Con quelli, saremmo in Champions League. 

Dobbiamo quindi capire perché vengano fuori questi numeri: o non abbiamo la mentalità per fare due competizioni contemporaneamente, oppure non abbiamo la struttura. Probabilmente la verità sta nel mezzo, dovremo quindi fare delle valutazioni per capire come migliorare. 

Mi aspettavo i fischi dei tifosi della Juventus. Applausi per Milinkovic? Se Sergej andrà via, cosa non facile, non rimarrà in Italia, dopo aver sentito il Presidente. In campo abbiamo tirato di più, come certificano i numeri, mi rimane la soddisfazione per il punto preso nel finale ma ho rammarico perché avevo la sensazione che se avessimo segnato prima, avremmo potuto vincerla. 

In questa squadra c’è unità di intenti, c’è un forte orientamento di ogni singolo sull’obiettivo comune. Speriamo di smontare il meno possibile perché stiamo costruendo”.