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Lazio-Empoli, Tudor pre match: “Gara difficile, ma niente scuse. Luis Alberto fuori per scelta tecnica”

Lazio-Empoli, Tudor pre match a Sky Sport: “Abbiamo lavorato su tutti i concetti: su quelli da migliorare, da confermare e sulla mentalità. Oggi è una gara difficile con una squadre che si vuole salvare, ma non ci sono scuse. Noi abbiamo le nostre idee e i nostri obiettivi. Luis Alberto non convocato? Scelta tecnica“.

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Lazio, Lotito: “I giocatori dovrebbero mangiarsi l’erba, invece fanno i signorini”

Il presidente della Lazio ha parlato ai margini dell’evento della presentazione del libro “Due bambini e un sogno” scritto da Giulio Cardone, Massimo Maestrelli e Marco Patucchi.“Vorrei ricordare la figura di Lenzini, un uomo che ha fatto tanti sacrifici per la Lazio. Sento il peso delle responsabilità che lascerò ai miei successori e il peso che mi hanno lasciato i miei predecessori. Calciatori? Hanno la fortuna di allenarsi ogni giorno in un posto eccezionale, poi vanno in campo e fanno i signorini? Dovrebbero mangiare l’erba dalla mattina alla sera. Quando stavamo per vincere lo scudetto, ad inizio anno mi ero accorto che qualcosa non andava. Perciò ho detto all’allenatore e al gruppo squadra: “Ad ogni vittoria vi pago uno stipendio”. A settembre hanno presto gli stipendi di gennaio. Questa volta non ha funzionato neanche il discorso relativo alla parte economica, perciò l’aspetto psicologico l’ha fatta da padrone. Le squadre che vincono sono quelle che scendono in campo con il coltello tra i denti, quelle che danno tutto. Questo vogliono i tifosi. Questa squadra ha bisogno di una classifica più type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idonea e dell’affetto della gente. Futuro della Lazio? La società non è mai stata così stabile. Ha un valore patrimoniale di immobili di 250 milioni, in più ora arriveranno altre strutture nuove. Presto partiranno i lavori dell’Academy dove verrà costruita una scuola e una chiesa per tramandare i valore cristiani. Tutte le squadre si alleneranno a Formello, dai bambini fino alla prima squadra.

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Patric a 360°: “La mia lazialità nata nella difficoltà. La depressione mi ha reso più forte”

Patric a 360°. Il centrale spagnolo ha parlato ai microfoni di Lazio Style dopo aver celebrato le 200 presenze con la maglia della Lazio.

Torniamo al 2018, quando eri stato escluso dalla lista Uefa per l’Europa League. Se in quel momento ti avessero detto che avresti raggiunto quota 200 presenze con la Lazio e questo status nella squadra, ci avresti creduto?

“Non ti dico di no. Io sono una persona che nelle difficoltà si è sentita molto forte. Tutto quello che mi è successo, anche in negativo, è giusto che sia accaduto. Quando sono arrivato non ero pronto. Ero un bambino, non solo nel calcio, anche nella vita. Sono una persona molto sensibile. A volte quando si parla dei calciatori si fa riferimento solo a quello che si fa in campo, ma in realtà sono persone, ognuna con una personalità che cambia il proprio modo di stare in campo. Quando si gioca a calcio ci sono molti aspetti da considerare. In quel momento io non ero pronto e penso che l’aspetto che non mi ha fatto mai essere escluso è che ho sempre lavorato, ascoltando e imparando. Andavo sempre a duemila, sapevo di avere le qualità, ma anche che dovevo maturare sotto molti aspetti. Ci ho sempre creduto!”.

Qual è la partita perfetta di queste 200 che hai giocato?

“Non ne ho una in particolare, vivo ogni emozione al massimo. Sono fatto così, quindi non quale scegliere. Mi piace vivere le partite. Poi è normale che a livello di importanza giocare la Champions è il sogno di tutti i grandi giocatori e le grandi società. Vivere una notte come quella contro il Bayern Monaco in un Olimpico pieno è speciale. Poi lo sono anche tutte le partite in casa, meno quelle in trasferta. Le vivo tutte come se fossero l’ultima”. 

Sei arrivato a Roma nel 2015, c’era già nei tuoi pensieri quello di rimanere per tutto questo tempo? La Lazio te l’ha consigliata qualcuno prima di arrivare?

“Io conoscevo già la Lazio perché è una squadra storica, poi il calcio italiano mi è sempre piaciuto e sapevo di poter imparare tanto. Non pensavo di restare così tanti anni, ma credo che per crescere e maturare non potevo stare in un posto migliore. Forse restando in Spagna la mia carriera non sarebbe stata così buona. Venire in un posto dove non parlavo la lingua, dove mi sono chiuso con i miei genitori, dove pensavo solo a giocare a calcio ha fatto parte della mia crescita. Ho avuto modo di vivere la mentalità italiana, molto più duro rispetto alla Spagna, dove di solito sono più leggeri con i giovani. Penso che stare qui mi ha fatto bene per crescere e diventare un calciatore a certi livelli. Sono orgoglioso di essere qui, mi trovo molto bene”. 

L’unica cosa rimasta di Patric nel 2015 è il tatuaggio sull’avambraccio…

“Ero un bambino. Mi piaceva divertirmi, cambiare, fare tutto. Fa parte dell’essere giovani, poi bisogna maturare. Si trova la migliore versione di un calciatore quando questo migliora anche fuori dal campo. Io sono sta bravo perché sono voluto crescere a tutti i costi, lottare anche per tanti mesi o anni al buio senza che nessuno lo vedesse, io ero l’unico a crederci e per questo devo ringraziare anche me stesso. Ho trovato una maturità diversa”.

La tua prima esperienza all’estero è stata al Villarreal, com’è stata?

“Io nasco a Murcia, un piccolo paese dove non esistono calciatori, e vengo da una famiglia molto umile. Tutto gli agi delle grandi città sono lontani, lì si vive in campagna e in modo naturale. Quando arrivò l’offerta del Villarreal avevo dodici anni e dirlo ai miei genitori non fu facile visto che non capivano molto di calcio. Di recente ne parlavo con mia madre e lei mi ha detto che io arrivai a minacciarli dicendogli che non li avrei mai perdonati se non mi avessero mandato. Oggi mi rendo conto del sacrificio che hanno fatto, non era facile mandare un ragazzo così piccolo, mia madre è stata male un anno”. 

La mia famiglia?

“Siamo molto legati, siamo pochi e stiamo spesso insieme. Ho anche una sorella con cui mi sento sempre”. 

Come spiegheresti la Lazio? Ti senti di incarnare la lazialità?


“Lo avevo sentito tanto nei primi anni. Anche se non giocavo, anche se venivo criticato, capivo la situazione e l’ambiente Lazio mi entrava dentro. È come una famiglia. In certi momenti ti emozioni da solo senza pensarlo, significa che c’è qualcosa che ti è entrato dentro. La Lazio la porterò con me sempre, è la mia squadra del cuore. Ha qualcosa di speciale. Chi passa tanti anni qua si rende conto che non ne puoi fare a meno. Te la ricorderai per sempre. Ti entrano dentro i tifosi e la maglia. La gente muore per andare allo stadio a vedere la Lazio che vince. Sono valori che abbiamo da sempre e che ti fanno amare la maglia”.

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Lazio, ag. Immobile: “Altri due anni di contratto, felice di fare la storia del club”

Tra i tanti personaggi presenti al Gran Gala Adiscop c’era anche Alessandro Moggi, agente che tra gli altri gestisce anche Ciro Immobile e Alberto Gilardino. Sull’attaccante della Lazio ci sono voci di un possibile addio a fine stagione, l’allenatore del Genoa ha detto che rinnoverà con i rossoblù per proseguire insieme anche in futuro. Moggi ha commentato così i rumors di mercato su Immobile: “Ciro è la storia e il capitano della Lazio. Ha un contratto per altre due stagioni in biancoceleste, in questi anni ha ricevuto tante offerte ma sia lui che il presidente Lotito le hanno sempre rifiutate. Immobile ha accettato con onore di rimanere per fare la storia con la Lazio”.

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Abodi: “Quanta agitazione sul controllo finanziario, dov’erano quando stralciavano i debiti?”

Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, è intervenuto a Radio Anch’io Sport, su Radio Rai, per parlare dell’ipotesi di decreto legge per istituire un’agenzia di controllo economico-finanziario sui club di calcio e basket, per la vigilanza economica e finanziaria delle società sportive professionistiche: “Controlli della Covisoc non così affidabili? Diciamo che abbiamo sempre margini di miglioramento. La bozza non è relativa solo a questo tema, è il primo decreto dopo vent’anni dedicato solo allo sport e ha caratteri d’urgenza. Sul tema ho visto tanta agitazione e anche alcune inesattezze relativamente all’attentato dell’autonomia. Avrei voluto che lo stesso fermento si manifestasse quando sono stati stralciati debiti fiscali di squadre di club professionistici di A, B e C per oltre 100 milioni soltanto negli ultimi due anni. Evidentemente i controlli non hanno consentito di fermare alcune realtà o comunque di allertare alcune situazioni critiche. Peraltro è una bozza soggetta a ulteriori contributi, la giornata odierna mi auguro sia propizia. La bozza è stata fatta uscire indebitamente, in maniera non corretta e quindi si è data una lettura non definitiva a un testo non definitivo. A volte basta solo un po’ di buonsenso e di tranquillità”.

Abodi ha poi proseguito: “Mi domando come mai tanta agitazione, stiamo parlando semplicemente di controlli finanziari, che dovrebbero essere quasi un fattore indifferente. Devono essere fatti bene e possibilmente anche in modo indipendente e terzo. Nulla viene toccato relativamente alla definizione dei criteri da parte della Federcalcio, nulla viene toccato per l’attribuzione delle licenze per la partecipazione dei campionati. Vorrei sapere dov’è l’attentato all’autonomia dello sport”.

Parole poi sulla reazione di Malagò: “Il documento l’ha avuto dal presidente federale, un testo non definitivo. Anche io cerco di stare attento alla forma, ma il linguaggio usato dal presidente del CONI non mi sembra il più formale tenendo conto delle circostanze. Siamo tutti al servizio dell’interesse generale. Questo ha portato le istituzioni a porsi il problema di un organo terzo, indipendente, autorevole. Non perché Covisoc non lo sia, ma perché non è terzo, è all’interno del perimetro federale”.

Potrebbero intervenire UEFA e FIFA: “Qui non è minimamente toccata l’autonomia sportiva. Si sta semplicemente attribuendo a un soggetto terzo i controlli finanziari, che non rientrano minimamente nelle scelte sportive che sono prerogativa assoluta della Federcalcio”

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Tudor in conferenza: “Molto deluso, ho chiaro cosa devo fare. Zaccagni? Espulsione nell’aria…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Igor Tudor dopo il pareggio di Monza:

Tudor, a fine partita c’è stato un quarto d’ora di confronto tra tifosi e squadra. Cosa è emerso?

“Non so cosa è successo, non posso commentare. Quando saprò cosa è successo allora commenterò. Posso commentare solo i fatti.

La sostituzione di Zaccagni?

Aveva un giallo e mezzo, era nervoso. Poteva essere espulso e non sarebbe stato uno scandalo. Ha scelto di non espellerlo ma era nell’aria.

Casale?

Devo fare un’analisi profonda, questa è stata la prestazione che mi è piaciuta meno. Il Monza è una squadra tosta, prendiamoci il punto perché non meritavamo la vittoria e ci prepariamo per il rush finale”.

Perché non avete difeso meglio dopo il 2-1?

“Nel calcio può succedere di tutto. Una finale di Champions League è stata ribaltata in tre minuti. Questo è il calcio, mi interessa la prestazione. Il campionato non si decide in una gara, ne mancano solo tre”.

Felipe Anderson perché non è stato sostituito?

“Tanti giocatori sottotono, ho fatto cambi ma ho tolto i meno peggio. Varie ragioni, ma devo analizzare bene. Dovevamo fare meglio.

Arbitraggio?

“Abbiamo subito tanti gialli, ma non posso giudicare ora. Abbiamo faticato in fase difensiva e in fase di possesso. Sono molto deluso ma ho chiaro su cosa devo fare”.

Si aspettava questo percorso di Palladino con il Monza?

“Il Monza sta bene in campo e ha giocatori di buon livello. Palladino è un ragazzo intelligente, ha una base per fare un buon percorso di allenatore”.

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Marusic: “Non bene anche per merito del Monza, ora diamo tutto fino alla fine” Confronto con i tifosi: “Sono con noi”

Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel per commentare la prestazione della Lazio contro il Monza: “Non abbiamo fatto un grande partita, anche per merito del Monza. Hanno avuto tante occasioni, noi ne abbiamo sprecata qualcuna. Dobbiamo analizzare bene dove abbiamo sbagliato, mancano tre partite, dobbiamo migliorare. Dobbiamo dare tutto, le prossime saranno sfide importanti e difficili, dovremmo stare concentrati e dare tutto, vogliamo fare grandi risultati. Il confronto con i tifosi? Siamo tutti delusi, però possiamo ripartire insieme, io li ringrazio perché sono venuti in tanti come sempre. Perché sono rimasto più dietro? Per bravura del Monza non sonno riuscito a salire e sono stato più difensivo. Loro hanno avuto spesso il pallone. Il gol del Monza? Dovevamo essere più lucidi, loro hanno fatto un grande gol, è un peccato e c’è tanta delusione. Ora guardiamo avanti, il calcio è così, nessuno si ricorda di ieri, noi guardiamo avanti”. 

Poi ai microfoni di Danz: “Con i tifosi abbiamo parlato, volevano che ci fossero tutti i giocatori sotto la curva anche chi era già rientrato. Hanno parlato e ci hanno detto che sono con noi fino alla fine, è tutto normale. Sono qui da tanti anni, vogliamo lottare per i posti Champions. Abbiamo avuto novità e cambiamenti quest’anno. Sarri è andato via, Tudor ha cambiato tante cose. Serve pazienza. Mancano tre partite e dobbiamo dare tutto e vedere dove abbiamo sbagliato. Dobbiamo crederci tutti e fare i conti alla fine”.

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Tudor: “In troppi sottotono, potevamo fare di più. Zaccagni? Fa parte del calcio. Contento per Immobile” (AUDIO)

Igor Tudor ai microfoni di DAZN al fischio finale di Monza-Lazio: “Non è stata una delle nostri migliori partite. Ci prendiamo questo punto contro una squadra che ha qualità. Potevamo fare di più ma non ci siamo riusciti. Prendiamo questo punto e voltiamo pagina. Zaccagni? Ha preso un’ammonizione e ‘mezza’, se così possiamo dire, e ho visto che poteva prendere il rosso. Abbiamo fatto una gara in cui noi siamo rimasti bassi, potevamo fare meglio davanti. Faccio fatica a fare un’analisi a caldo in questo momento. Loro hanno fatto meglio di noi, in troppi giocatori nostri erano sottotono. C’è da rivedere la gara, fare un’analisi con calma e prepararsi al meglio per le prossime. L’episodio con Zaccagni al momento del cambio? Fa parte del calcio, non è né la prima volta né l’ultima che succede. Non è facile venire a vincere a Monza. Non eravamo al meglio per questa gara e mi dispiace perché manca poco e tutte le gare sono importanti. Non ho visto il momento in cui i calciatori sono andati a parlare con i tifosi, è la prima volta che lo vedo. Non lo sapevo. Di Immobile sono contento, ha fatto un gol importante. Spero il meglio per le prossime tre gare”. 

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Monza-Lazio, Hysaj pre match: “Destino europeo nelle nostre mani. Tudor? Serve tempo, ma…”

Monza-Lazio, Hysaj ai microfoni di Lazio Style prima del fischio d’inizio:  “Sarà una partita importante come le prossime, bisogna stare sempre sul pezzo e concentrati, si sa che il Monza ha qualità davanti e possono essere pericolosi. Noi dobbiamo essere ben concentrati a non regalare niente a loro e pensare a far bene davanti. Europa? Siccome abbiamo la possibilità di arrivarci o almeno di provarci, tutti insieme vogliamo avere un posto in Europa e cercheremo di realizzare questo sogno perché siamo partiti male. E’ nelle mani nostre e dobbiamo dare il massimo per arrivarci. Tudor? E’ da poco che è arrivato e ci vorrà tempo, deve cambiare la mentalità di una squadra che aveva prima, stiamo vedendo da dentro che ci sta riuscendo piano piano, sta facendo vedere le sue idee e noi cerchiamo di dare il massimo e farglielo vedere in campo”.

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Monza-Lazio, Tudor pre match: “Partiamo forte, Immobile motivato e Zac non ha i 90′”

Monza-Lazio, Igor Tudor presenta la sfida ai microfoni di DAZN: “Gara preparata nel miglior modo possibile, è una gara difficile come lo sono tutte in Serie A. Mancano poche giornate, dobbiamo fare il meglio. È un avversario di qualità. Andremo forti dal 1’. Immobile, cosa può dare in questo finale? Può dare la sua qualità che è enorme, i numeri pazzeschi che ha avuto in carriera. L’ho visto bene in settimana, motivato e molto orgoglioso. Spero faccia una grande gara oggi. Zaccagni come sta? Vedremo, sicuramente non tutta la gara. Vediamo quanto ne ha”.