I biancocelesti si sono allenati ieri pomeriggio, per la seconda delle due sedute, sotto la pioggia. E’ andata in scena una partitella, ancora out Pedro. Il canario è in forte dubbio per domenica, Sarri spera di ritrovarlo oggi per poterlo avere a disposizione quantomeno per la panchina. Contro il Bologna non ci sarà Casale (squalificato) me tutti gli altri sono a disposizione. Patric è favorito su Gila per un posto accanto a Romagnoli, mentre Lazzari e Marusic saranno i terzini. A centrocampo il rebus più grande per Sarri: la logica fa pensare che sarà Cataldi a scendere in campo come perno della linea, con Milinkovic e Basic (al momento favorito su Luis Alberto). Davanti Zaccagni; Immobile e Felipe Anderson.
Ieri la ripresa dei lavori, oggi doppia seduta. Sarri intensifica il lavoro sul campo, nella mattinata ha diviso il gruppo: difensori e portieri (Provedel coinvolto) hanno lavorato sui movimenti i reparto, mentre centrocampisti e attaccanti hanno svolto esercitazioni tattiche. Alle 18 la seconda seduta di questo mercoledì. Assente ancora Pedro, alle prese con il pestone rimediato a Valladolid, oltre ad Akpa Akro; Kiyine e Acerbi, ancora a caccia di una sistemazione.
Rifinitura, partenza e convocazioni. A poco meno di una settimana dal debutto con il Bologna, in vista della prova generale di domani con il Valladolid, Sarri riprende la classica liturgia della vigilia. Dopo l’allenamento di questa mattina, la Lazio è in partenza per la Spagna. Paradosso, senza chi in patria vorrebbe tornare. Luis Alberto non ci sarà, resterà a Roma con Acerbi ed Akpa Akpro. La sua voglia di Siviglia impone al tecnico toscano di dare la priorità a chi è certo di volerci stare. Se il club andaluso, poi, non dovesse fare passi concreti, il Mago dovrà farsene una ragione, così come il club che aspetta l’offerta giusta per sbloccare Ilic. Intanto, si va avanti con Basic, Vecino, Cataldi, Marcos Antonio e Milinkovic. Tra una settimana le cose pottrebbero cambiare o restare invariate, ma intanto Sarri entra in clima campionato con i più coinvolti nel progetto.
Il portiere biancoceleste Luis Maximiano è intervenuto in occasione della sua presentazione ufficiale con la Lazio presso il Centro Sportivo di Formello:
“Per me è un onore essere qui, so che ci sono stati tanti grandi portoghesi che hanno giocato nella Lazio. Sono inoltre il primo portiere lusitano del club, questo è motivo di orgoglio e voglio fare bene. Quando il mio agente mi ha chiamato per dirmi dell’interesse della Lazio, ho subito detto di sì. Ho scelto l’Italia anche perché si lavora molto sulla tecnica. Sto imparando, ci vorrà tempo ma per come stiamo lavorando non ci metterò molto.
Le parate per me sono tutte importanti, rispecchiano il lavoro durante la settimana. Per quanto riguarda il derby ci penserò quando arriverà, preferisco vivere giorno per giorno. Non esiste un posto garantito nel calcio, per questo è fondamentale lavorare duramente ogni giorno. Sono appena diventato padre, sto vivendo un momento molto bello.
L’Italia ha sempre avuto una grande tradizione di portieri, Buffon è sicuramente un punto di riferimento. Per quanto riguarda i portieri delle altre nazioni, cerco di prendere il meglio da ognuno di loro. Sarri mi chiede molto di giocare con la palla, la circolazione veloce della sfera è importante”.
Il centrocampista biancoceleste Marcos Antonio è intervenuto in occasione della sua presentazione ufficiale con la Lazio presso il Centro Sportivo di Formello:
“Sono molto felice di essere qui, mi sento bene fisicamente. Ho passato un momento difficile in Ucraina, tornare a pensare solo al calcio dopo tanti mesi mi aiuta molto. De Zerbi è stato molto importante per me, ho imparato tanto da lui. Ora sono pronto a lavorare con Sarri. Leiva ed Hernanes sono stati due calciatori che hanno fatto la storia della Lazio, forse mi ispiro più a Lucas per come aiuta la squadra in fase di non possesso. Ho preso il suo stesso numero di maglia, abbiamo parlato prima che venissi qui ed è stato felice della mia scelta.
Il livello della Serie A è buono e mi aiuterà a crescere, in questa rosa ci sono tanti calciatori forti. Sarà poi il mister a scegliere chi schierare, io sono a disposizione. L’obiettivo è entrare in Champions League, questa squadra lo merita. La Lazio è un grande club, quando mi ha chiamato ho subito accettato. Il mio ruolo in campo qui sarà simile a quello che avevo allo Shakhtar Donetsk. Posso trovarmi bene con ogni compagno in campo, sono tutti grandi calciatori”.
Il difensore biancoceleste Mario Gila è intervenuto in occasione della sua presentazione ufficiale con la Lazio presso il Centro Sportivo di Formello:
“Quella con il Real Madrid è stata un’esperienza bella, formativa. Sono qui alla Lazio con ambizione per dimostrare il mio valore e ripagare la fiducia che mi è stata concessa. Con Ancelotti non ho parlato del mio passaggio in biancoceleste, venire qui è stata una mia decisione. Volevo anche lavorare con Sarri, sono sicuro che crescerò con questa maglia così importante.
La tattica mi ha convinto a scegliere la Serie A, in Spagna forse manca un po’ questo aspetto. Nesta è uno dei miei modelli: in più ha fatto la storia di questo club, è un riferimento per tutti noi centrali. Da fuori ho sempre visto un bell’ambiente qui, sono stato accolto benissimo, non ho sentito gli spagnoli in rosa prima di venire qui ma sono stati importanti anche loro per la mia scelta.
Sono qui per crescere, imparare e maturare: questo mi motiva molto. Passare dal Castilla alla Lazio è un grande salto che mi motiva. Allenarsi con la prima squadra del Real Madrid non è da tutti, ti insegna la cultura del lavoro e della vittoria. Sono un difensore fisico e veloce, che con Sarri può crescere, soprattutto sotto l’aspetto tattico”.
Claudio Lotito ha parlato quest’oggi in conferenza stampa, ai margini della presentazione di Alessio Romagnoli e Matias Vecino: “La genesi degli acquisti? Tare ha tenuto sempre vivo il rapporto con Romagnoli, gli diceva ‘vedrai verrai da noi’. Noi siamo partiti con un certo allestimento, poi abbiamo ritenuto di dover inserire elementi di grande spessore, esperienza e peso passionale. Romagnoli ha nel cuore la Lazio e riteneva di poter essere un valore aggiunto. Altrettanto è stato con Vecino, con il quale abbiamo creato un buon rapporto, sono andato anche a casa del suo procuratore perché ci tenevamo venisse alla Lazio. Quello che è mancato alla Lazio è che, in determinati momenti, la squadra soprattutto contro le più deboli non riusciva a tenere alta la tensione. Con loro, che hanno sempre giocato in determinati ambienti, non succederà più. Ritengo che la squadra con questi innesti possa competere in modo tale da regalare soddisfazioni”, ha detto.
Continuano le conferenze a Formello di presentazione dei nuovi acquisti della Lazio. Oggi sarà il turno di Alessio Romagnoli, che alle 16.30 prenderà parola in sala stampa.
Qual è stato il momento in cui hai capito di essere un giocatore della Lazio? “L’ho sempre sperato, come il direttore ha detto. La volontà di entrambi c’è sempre stata, ringrazio il Presidente e il Direttore di questa opportunità”
Come stai? La pubalgia? “Molto meglio rispetto a prima, mi manca ancora qualcosina ma sto lavorando bene”.
Com’è il gioco di Sarri rispetto a quello di Pioli? “Un gioco più tattico. Con Pioli c’era più uno contro uno a tutto campo, qui c’è un gioco diverso, più adatto a me e che mi piace di più”.
Gli obiettivi? “Secondo me questa squadra è forte, credo che dobbiamo puntare alla Champions, anche l’anno scorso avrebbe potuto fare di più. E adesso siamo ancora più forte. Per me sarà importante giocare di più rispetto all’anno scorso. Voglio fare qualcosa di importante qui”.
Hai il 13 di Nesta, le emozioni? “Il paragone con Nesta non si deve fare, è sbagliato. È stato il mio idolo, l’emozione è tanta però. L’ho conosciuto ma ultimamente non ho parlato con lui”.
Inizierai la tua avventura alla Lazio contro Mihajlovic, che ti ha lanciato alla Sampdoria. “Per me è stato importantissimo, sia alla Samp che al Milan. Lo ringrazierò sempre per questo”.
Dopo i primi allenamenti con la Lazio, questo pomeriggio Matias Vecino si presenterà ufficialmente al mondo biancoceleste. Alle 16.30 è prevista la conferenza in sala stampa a Formello del 30enne centrocampista, arrivato da svincolato dall’Inter.
Come ti hanno accolto i compagni? Hai parlato con Sarri? “L’impatto è stato molto buono. Non avevo giocato con nessuno di loro ma li conoscevo. È stato bello. Sarri mi conosce bene, abbiamo lavorato anni fa, sa quali sono le mie caratteristiche. Vengo a dare un mano, mi metto a disposizione, poi sarà il mister a scegliere il momento e le partite in cui giocare”.
Credi che hai la Lazio nel destino? Nel 2018 hai segnato un gol pesante contro la Lazio… “I compagni sono fortissimi, so bene dove sono arrivato e sì, credo sia nel destino. Altre volte ci siamo avvicinati, ma non si è mai concretizzato nulla”.
Hai trovato un Sarri diverso? “No, ne parlavo con un amico. Ho trovato lo stesso allenatore e la stessa persona, anche nel modo di spiegare. E con il suo vice Marusciello ci ho lavorato due anni all’Inter”.
Qual è l’obiettivo di questa Lazio? “Tornare a essere un giocatore utile, ho fame e voglia. Questo è l’ambiente ideale con un allenatore che mi stima. L’obiettivo è ritornare in Champions, penso sia alla nostra portata”.
Come stai fisicamente? “Mi stavo allenando con la nazionale, insieme ad altri due compagni, Caceres e Cavani. Penso che sono in una buona condizione. Sono pronto a dare una mano”.
Insieme a Casale, alle 16 nella sala stampa di Formello la Lazio presenterà un altro nuovo acquisto, Cancellieri, l’estero arrivato sempre dal Verona in prestito con diritto di riscatto per 7 milioni più bonus.
Inizia la conferenza stampa con la presentazione di Tare: “Sono molto contento di presentare questo colpo. Cancellieri lo abbiamo seguito da parecchi anni, è un acquisto che la società ha fatto per puntare sul futuro. Ha caratteristiche importanti che possono, con il lavoro del nostro allenatore, farlo diventare un giocatore importante per la Lazio e per la Nazionale. Non dobbiamo alzare troppo le aspettative, vista la giovane età, ma dobbiamo essere bravi, anche i tifosi, a dargli il tempo per crescere e aiutarli nei momenti di difficoltà”.
Prende parola Cancellieri: “Per me è stata quasi una sorpresa tornare a casa mia, a Roma. È anche uno stimolo in più per dimostrare in una squadra come questa di poter fare bene. Spero di ripetere quanto fatto a Verona”.
Hai ricordato più volte Guerini, eri tanto amico di Daniel: è destino che tu sia qui? “È un ragionamento che ho fatto anche con la sua famiglia. Non so se è destino, ma è una cosa che ci lega, ci conoscevamo da tanto tempo”.
Come ti trovi da centravanti? Non può essere limitante in chiave azzurra? “Imparare un altro ruolo, in una squadra come questa, non mi fa paura. Anche perché davanti ho un giocatore come Immobile e posso solo ispirarmi a lui. Per me è un’opportunità importante. Il mio rapporto col gol? Da esterno si trova sempre il gol, è molto diverso da fare la punta centrale”
Ilic è veramente così forte? “È un giovane di grande talento, lo vedo un giocatore molto forte”.
Hai l’etichetta di vice Immobile: ti pesa? Cosa stai rubando con gli occhi a Ciro? “Tutto, per come si muove lui è un ruolo a parte. Io devo essere pronto, non mi spaventa giocare da punta. Avrò il mio tempo per farlo in maniera giusta”.
Hai vestito anche la maglia della Roma, cosa rappresenterà il derby per te? “Ho fatto i primi 10 anni alla Roma, non ha niente a che vedere con quello che sto vivendo adesso. Sicuramente il derby è una partita a sé, la sentirò anche io in modo particolare. La giocherò da giocatore della Lazio”.