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PAROLA ALL'OPINIONISTA PROGETTO STADIO

‘9 GENNAIO’ – Punto Flaminio, Ercole: “A fine aprile la conferenza dei servizi preliminare. Poi o pubblico interesse o bocciatura. Sui vincoli…” (AUDIO)

MARCO ERCOLE (CdS) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Non credo che dal Comune arriveranno ulteriori richieste dopo la prima fase di integrazioni. Ora il contesto in cui si capirà se le criticità del progetto Flamino della Lazio siano state superate sarà la conferenza dei servizi. Entro fine di aprile dovrebbe partire la conferenza preliminare, dopodichè o passerà il pubblico interesse o la proposta della Lazio sarà bocciata. Come ad esempio era accaduto al progetto della Roma Nuoto. Laddove arrivasse il ‘no’ si ripartirebbe da zero. I vincoli sono molti, il principale è tutto ciò che c’è sotto il Flaminio. Con i diritti di superficie richiesti da Lotito è tutto più complicato, già in passato sono stati individuati dei resti che ostacolano tutto. Lotito è convinto di poter gestire anche questa situazione, sono curioso di vedere e come. Poi c’è il nodo dei parcheggi e tanti altri. Bellissima l’idea di raggiungere lo stadio senza macchine, ma a Roma dal punto di vista culterale è molto complesso. Lo sviluppo della Metro C potrebbe dare una grossa mano, ma sono progetti futuri che il progetto della Lazio non contempla”.

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PROGETTO STADIO

Flaminio, Lotito dopo l’integrazione al progetto: “Abbiamo fatto il nostro, aspettiamo il Campidoglio”

La Lazio ha trasmesso al Campidoglio la documentazione integrativa richiesta in merito al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il materiale inviato è particolarmente corposo: un dossier di circa 8mila pagine contenente approfondimenti tecnici, chiarimenti e ulteriori elementi richiesti dall’amministrazione capitolina. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessore allo Sport Alessandro Onorato hanno ricevuto il documento e  ora dovranno esaminarne i contenuti insieme agli uffici competenti. La prossima fase attesa è l’apertura della Conferenza dei Servizi, momento fondamentale in cui le diverse istituzioni coinvolte saranno chiamate a esprimere le proprie valutazioni sull’intervento previsto nell’area dell’impianto sportivo progettato negli anni Sessanta.

A commentare la situazione è stato direttamente il presidente della Lazio, Claudio Lotito: “Confidiamo che venga riscontrata la bontà delle nostre risposte puntuali. Quindi ora non ci resta che aspettare gli esiti dell’esame del Campidoglio. Ma si trattava solo di aspetti tecnici. Piccole integrazioni a cui abbiamo risposto anche grazie al lavoro coordinato sul progetto da ben tre università”.

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Flaminio, la Lazio ha consegnato la documentazione richiesta per avviare conferenza servizi

Lazio-Stadio Flaminio, si procede a piccoli passi. Il club biancoceleste in giornata dovrebbe aver consegnato agli uffici capitolini la documentazione richiesta in data 3 marzo dall’amministrazione capitolina.

Se le carte consegnate oggi venissero ritenute congrue e sufficienti, allora dopo una breve valutazione, finalmente, si potrebbe dare il via alla Conferenza Servizi Preliminare (CSP).

Giova ricordare che la CSP deve avere una durata minima di 60 giorni. In questo periodo infatti, da parte di un altro proponente si potrebbe presentare un altro progetto per riqualificare il Flaminio.

Tutte le proposte presentate verrebbe valutate in CSP, quindi verrebbero prese in considerazione solo quelle suscettibili di pubblico interesse da parte del Campidoglio.

GLP

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Lazio, il progetto Flaminio al bivio: il nodo Soprintendenza sull’attuale struttura

Il coefficiente di giallo è alto sul fronte Lazio-Flaminio. Ed è legato a quello che manca — ma che allo stato «non può proprio mancare», spiega Federsupporter — nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. Perché tra le migliaia di pagine del dossier che «vale» investimenti sull’area da quasi mezzo miliardo, oltre ai focus su mobilità e parcheggi, non c’è ancora l’elemento imprescindibile: il nesso col Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it modern» della Getty Foundation, strumento che garantisce il prezioso sì della Soprintendenza e blinda la polivalenza, unica in Italia, del Flaminio.

Il Piano preserva l’attuale struttura, sotterranei, campi e piscina, inclusi i «vecchi merletti» del capolavoro del Brutalismo architettonico firmato Nervi. Ed è stato adottato dal Campidoglio con delibera di giunta del 2018. Ergo, il progetto si è spinto fino al bivio: o lo spirito polifunzionale dello stadio resta tale quale, ma chissà se è compatibile con le aspettative di Lotito; o tocca annullare la delibera per ripartire alla conquista del prezioso sì dei Beni Culturali. Corriere della Sera

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Lazio, ass. Onorato: “Flaminio? Nei prossimi giorni inizierà la Conferenza dei Servizi”

A margine dell’evento ‘Operazione Nostalgia’, tenutosi ieri sera al Palazzo dello Sport, assessore allo sport, al turismo e alle politiche giovanili del comune di Roma, Alessandro Onorato, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia dove è tornato a parlare anche dello stadio Flaminio e del progetto presentato dalla Lazio:

Stadio Flaminio? Il progetto è molto serio, nei prossimi giorni inizierà la Conferenza dei Servizi. Saranno le istituzioni coinvolte a dire se si può fare o no. Però mi sento di dire che il Comune di Roma, con grande serietà, affronterà puntualmente tutti gli aspetti tecnici. Ci sono tante istituzioni coinvolte: la Regione, il Governo. Dopodiché a Roma gli stadi bisogna farli, sia in casa Lazio che in casa Roma”.

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Progetto Flaminio-Lazio: entro Pasqua la consegna delle carte mancanti

La Lazio lavora senza sosta per consegnare al Dipartimento Sport di Roma Capitale le carte richieste lo scorso 3 marzo dal Campidoglio. Parliamo, ovviamente, dell’iter di assegnazione dello stadio Flaminio al club capitolino.

Come rivelato da laziofamily.it, il gruppo di lavoro scelto dalla Lazio, nei primi giorni della prossima settimana dovrebbe produrre la documentazione richiesta dagli uffici capitolini per il progetto Flaminio. Entro Pasqua quindi, il Campidoglio dovrebbe avere in mano tutte le carte per incardinare la Conferenza Servizi Preliminare (CSP).

Questo tavolo infatti è deputato a valutare la compatibilità del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali sul Flaminio, con le normative vigenti. Parliamo di un corposo volume presentato dalla Lazio il cui contenuto deve rispettare le leggi vigenti in termini di urbanistica e di piani paesaggistici.

Quindi, salvo ulteriori richieste da parte degli uffici competenti, è plausibile pensare che la CSP possa partire, al massimo, entro l’ultima settimana di aprile. Seguiranno aggiornamenti.

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Lazio, Comune chiede revisione Flaminio: piano architettonico, mobilità, parcheggi e vncoli archeologici. Tutti i nodi

Nuova fase di stallo per il Flaminio, in attesa dell’avvio della conferenza
dei servizi preliminare. Questo perché il Comune di Roma ha richiesto una serie articolata di integrazioni alla documentazione presentata dalla Lazio, che impongono un’importante revisione del piano.

Il primo nodo è che l’istanza presentata dalla Lazio è uno studio di
pre-fattibilit
à, «livello progettuale non previsto dalla norma vigente», che dovrà essere adeguato agli standard richiesti dalla legislazione attuale (prima il DOCFAP e poi il PFTE). Sul piano architettonico emergono criticità significative, come l’assenza di un riferimento puntuale al Piano di Conservazione elaborato nell’ambito del programma “Keeping it Modern” della Getty Foundation, considerato
dalla Soprintendenza uno strumento indispensabile per gli interventi sul Flaminio. Entrando più nel dettaglio, il Comune chiede una ridefinizione complessiva del progetto: dalla delimitazione
precisa dell’area di intervento agli elaborati sulle demolizioni e ricostruzioni, fino alle tabelle urbanistiche su superfici e volumi. Servono inoltre studi sull’impatto visivo e sugli ombreggiamenti rispetto agli edifici di Viale Tiziano, sezioni altimetriche complete e approfondimenti sui volumi interrati e sulle fondazioni delle nuove strutture in acciaio. Anche gli impianti, in particolare quelli di climatizzazione, dovranno essere descritti nel dettaglio, così come il sistema di separazione dei flussi di accesso per pubblico, atleti e operatori.

Il nodo più delicato resta però quello della mobilità e dei parcheggi. Il progetto della Lazio si fonda sulla delocalizzazione delle aree di sosta
e su un modello di accesso prevalentemente pedonale, in linea con le indicazioni UEFA. Tuttavia, secondo il Comune, è necessario integrare gli elaborati con uno studio più approfondito: dalla gestione delle navette ai parcheggi remoti, fino alla compatibilità con le altre infrastrutture della zona, come Auditorium e Palazzetto dello Sport. Non è chiaro, ad esempio, se i parcheggi per motocicli incidano sugli standard urbanistici né come venga gestita la contemporaneità di eventi nell’area.

CRITICITÀ. Ulteriori criticità riguardano i vincoli archeologici
e paesaggistici.
Se da un lato il progetto non appare in contrasto con il Piano Paesaggistico Regionale, dall’altro «non tiene conto del vincolo prescrittivo ricadente nell’area a sud dell’intervento», né della tutela delle aree di interesse archeologico nelle immediate vicinanze. Anche il piano economico-finanziario dovrà essere rivisto, per la mancanza
di un’analisi completa costi-ricavi, del cronoprogramma di gestione e della durata della concessione.

Mancano poi documenti fondamentali per la valutazione complessiva del progetto, tra cui la sintesi dei rapporti tra concessionario e amministrazione e un elaborato sull’impatto economico, sociale e ambientale dell’intervento. Insomma, il progetto c’è, ma deve essere approfondito in modo sostanziale. Corriere dello Sport

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Lazio, Flaminio alla fase “completezza documentale”: cosa manca per la conferenza dei servizi

Come scrive il Corriere dello Sport questa mattina, il progetto per il Flaminio è uscito allo scoperto ma la Conferenza dei servizi preliminare deve ancora iniziare. Allo stato attuale ci si trova nella fase della “completezza documentale”, ossia è stato chiesto alla Lazio di apportare modifiche o integrazioni. Nell’attesa, in ogni caso, è già stato stabilito il piano d’azione, concordato con il Campidoglio. Si tratta del procedimento standard della normativa attuale, sebbene l’ANAC abbia comunicato al Campidoglio che restano valide le indicazioni inviate a marzo 2025.

Segue, poi, scrive il quotidiano, una successiva fase di valutazione delle proposte complessivamente arrivate, ove “l’ente concedente è tenuto a selezionare una o più proposte ritenute di interesse pubblico”. Nel piano tra club e istituzioni, invece, la Conferenza dei servizi preliminare partirebbe subito dopo aver concluso la fase di “Completezza documentale” e a partire da quel momento trascorreranno i famosi 60 giorni. A ogni modo, poi, trascorsi questi due mesi, secondo i programmi sarà poi il momento della “Pubblicazione del verbale conclusivo”, fase in cui ci potrà essere l’eventuale dichiarazione di pubblico interesse con delibera votata dall’Assemblea Capitolina.

Chiusa questa prima grande fase, poi, si entra nella seconda, che richiede la presentazione di tre documenti: il Ptfe completo, la Bozza di convenzione e il Pef asseverato. Anche in questo caso, come in precedenza, seguirà la fase di “Completezza documentale” in cui potranno essere richieste modifiche e/o integrazioni. Poi potrà cominciare la Conferenza dei servizi decisoria, la cui durata è stimata in 15 giorni circa. Seguirà la “Pubblicazione del verbale conclusivo” e la “Approvazione del Pfte”; tutto questo procedimento, secondo le stime del programma, dovrebbe concludersi nel giro di 2-3 mesi dalla conclusione della revisione della nuova “Completezza documentale”.

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Lazio, il piano economico-finanziario del Flaminio: banche e fondi istituzionali contribuiranno per oltre metà investimento

La costruzione del nuovo stadio della Lazio sarà sostenuta principalmente da banche e fondi istituzionali, che contribuiranno con oltre la metà dell’investimento complessivo. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, 284 milioni di euro, pari al 59,17% del totale, arriveranno proprio da investitori istituzionali, come confermato dallo studio Fiori, incaricato di monitorare il progetto per l’area del Flaminio.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 480 milioni di euro per la riqualificazione dello stadio. La parte restante, pari al 40,83%, sarà gestita tramite una società veicolo, una Newco che verrà costituita dopo il via libera del Campidoglio. Questa società, controllata direttamente dalla Lazio, opererà con un capitale sociale iniziale di circa 10 milioni di euro e riceverà finanziamenti dai soci compresi tra 75 e 80 milioni, da erogare entro il 2027. Il rimborso dei finanziamenti è previsto tra il 2086 e il 2114, considerando anche 66 milioni di flussi finanziari nei primi anni e la cessione del credito Iva da 45 milioni, indispensabile perché nella fase iniziale non ci saranno entrate operative ma solo emissione di fatture.

Come si gestiranno le finanze sul Flaminio?

Come evidenziato da Scibetta e riportato dal quotidiano economico, gli eventi e gli spettacoli contribuiranno poco ai bilanci: dei 37,5 milioni di ricavi attesi nel primo anno, appena 1,7 e 3,7 milioni proverranno rispettivamente da convegni e concerti, ipotizzati in cinque occasioni annuali. Il prossimo passo sarà la Conferenza dei servizi per ottenere l’autorizzazione ai lavori, con inizio previsto nel primo semestre del 2027 e termine intorno al 2031, in vista degli Europei del 2032 in Italia e Turchia.

L’intervento prevede anche significative opere urbanistiche, pari al 25% del costo totale, come l’istituzione di una Ztl nei giorni di partita, la riqualificazione del ponte Bailey per collegare Tor di Quinto al Flaminio, nuova illuminazione con 1.200 pali, incremento del verde del 30%, rigenerazione di aree degradate e miglioramento della mobilità attraverso trasporti pubblici e la futura fermata Flaminio.

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‘NMM’ – Pef, criticità e vincoli Flaminio, Zanchi: “L’ostacolo maggiore è il parere statale sulla doppia struttura. Obiettivo 2032 difficile” (AUDIO)

MARTINA ZANCHI (Il Tempo) in collegamento a ‘NMM’

“La mia domanda sulle fonti di finanziamento fatta durante la conferenza stampa del progetto Flaminio è giusto definirla banale. Nelle conferenze stampa su progetti urbanistici importanti la domanda più gettonata è quella, in virtù di un valore dichiarato dell’investimento di 480 milioni. Lo stupore successivo mi ha sorpreso. Dopo il primo intervento, va detto, c’è stata la risposta di Scibetta più articolata. La risposta alla domanda, quindi, c’era. Mi sono semplicemente chiesto il motivo di quell’iniziale smarrimento.

La Newco tecnicamente sarebbe il soggetto incaricato a firmare la convenzione con Roma Capitale per il Flaminio. Una nuova società di capitali posseduta dal club. Lotito ha sottolineato che la Lazio resterà protagonista di questo processo con una sorta di erogazione iniziale che poi si invertirebbe.

La procedura prevista è quella rispondente alla norma della Legge Stadi, ossia quella seguita dalla Roma. Prevede che si faccia una conferenza di servizi preliminare con l’obiettivo di vedersi riconosciuto l’interesse pubblico. Successivamente, laddove andasse a buon fine la procedura del pubblico interesse, si dovrà redigere un nuovo progetto definitivo più dettagliato con cui poi si andrebbe ad affrontare la procedura decisoria. Tempistiche? La Roma ha iniziato la conferenza dei servizi preliminare a novembre 2022, ha avuto il pubblico interesse dell’assemblema capitolina a maggiore 2023, ha depositato il progetto definitivo a dicembre 2025. Ora c’è l’attesa per la conferenza decisoria.

Obiettivo 2032 con la candidatura dello stadio per gli europei missione quasi impossibile? La tempistica prevista dal ministero riguarda la prima scadenza a luglio 2026 per gli ok definitivi. Diciamo che l’obiettivo che si è posta la Lazio è difficilmente raggiungibile. Devono proprio correre per essere pronti con la progettazione finale per questa estate. Anche perchè c’è la possibilità che vengano chieste delle integrazioni al progetto preliminare.

Il vincolo più complicato? Tutto ciò che non è comunale e riguarda lo stato. Loro hanno presentato una soluzione molto innovativa per tutelare la struttura originaria del Flaminio che sta marcendo. La leggera struttura aggiuntiva in estensione e protezione di quella orignaria. Bisogna vedere come la prenderanno. Con Roma Nuoto la Soprintendenza è stata molto rigida, poi ogni progetto viene valutato di per sè. Superato questo vincolo, la strada potrebbe essere in discesa. Se questo progetto, viceversa, venisse inteso come modifica dei connotati, chiaro che le cose sarebbero più complicate. Non bisogna aspettare molto per capirlo, questione di settimane. La Lazio, per tutto il resto, ha ragione a dire che quel quadrante, già oggi, è in una situazione critica. Difficile che vada a peggiorare, vale la pena cogliere le proproste della società per migliorarle.

L’opposizione dei comitati è marginale, ora spetta solo alla valutazione tecnica del progetto prendere una decisione. La posizione della Fondazione Nervi? Loro hanno minacciato di impugnare questo progetto, sono i detentori dell’eredità dei Nervi, ma non so dire quanto possa essere ostativa questa posizione”.