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Okoli, Dorgu, Stengs, Amrabat ed una punta titolare: le richieste di Tudor che la Lazio fatica ad accontentare

[…] Eppure Igor vuole il massimo per il suo 3-4-2-1, ma la Lazio (con i soli 20 milioni dell’Europa League) non può certo accontentarlo. Servono le uscite per fare un mercato top, oltre ai 12 milioni (anzi meno, col 25% del Liverpool) di Luis Alberto. Igor ha chiesto Okoli in difesa, Dorgu sull’esterno, Amrabat a centrocampo, Stengs (la società ha proposto Deli-Bashiru a basso costo) e una punta centrale perché non considera titolari né Immobile né Castellanos.Vanno bene sia Dia (ma l’affare è in bilico) che Noslin per renderlo contento, è troppo acerbo il giovane 20enne Bazdar, sondato da Fabiani con il Partizan Belgrado. Tudor è rimasto male per l’addio di Kamada, ha capito le difficoltà della Lazio, ma pretende comunque un sostituto. Non è vero, lo ribadiamo, che pretende le cessioni di Rovella e Isaksen, portato tra l’altro dal suo entourage a Formello. Sul primo colpo Tchaouna c’è il suo ok. La società è pronta a cedere Hysaj e lavora ancora – nonostante falsi rumors – alla rescissione di Pedro. Il destino di Guendouzi rimane il nodo più controverso, se non arriveranno offerte da 30 milioni a Lotito. Lunedì e ieri si è parlato davvero di mercato, ma le parti hanno capito di viaggiare su mondi differenti e la Lazio non può fare troppi passi col pericolo di ritrovarsi col cerino in mano e dover scegliere più avanti fra una margherita di allenatori ridotta a qualche petalo. «Klose? Non ci pensiamo proprio. Teniamo Tudor», continuano a giurare Fabiani e Lotito. Perché in effetti, sia pure con poca convinzione, stanno proseguendo le mosse per provare ad accontentare Igor, nei limiti delle possibilità economiche della Lazio. Basteranno per scongiurare terremoti subito, ad agosto o, peggio ancora, durante il prossimo campionato? Un matrimonio non può essere solo un contratto, nemmeno nel calcio. Il Messaggero

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Lazio e Tudor in un pericoloso limbo. E l’agente cerca soluzioni all’estero…

Matrimonio forzato o divorzio, siamo in un pericoloso limbo d’inizio giugno con un ritiro già programmato dall’11 al 22 luglio. Un filo sottile lega ancora la Lazio e Tudor, ma ora può davvero spezzarsi da un momento all’altro. Dalla notte di lunedì all’alba di ieri non sono rientrate le divergenze sul mercato e, con queste premesse, è difficile ripartire con un nuovo ciclo e un piano condiviso. Figuriamoci parlare di rinnovo, argomento ancora mai toccato. La Lazio al momento va avanti perché non vuole ammettere lo sbaglio del 18 marzo e perché c’è un contratto pesante come il cemento. Solo Tudor può frantumarlo, se il suo manager troverà offerte più allettanti e fondamenta più solide in giro all’estero. Al momento sembra esserci solo il Besiktas sullo sfondo. Ieri Igor e il suo agente Seric sono tornati a Spalato dopo pranzo, hanno lasciato Formello a mezzogiorno da un’uscita secondaria, dopo un altro confronto col ds Fabiani a colazione, successivo a quello della sera a cena con Lotito. La stessa società teme – o spera in fretta – che il tecnico croato continui a guardarsi intorno. Ecco perché Fabiani non si è sbilanciato la scorsa settimana con quell’avverbio di tempo: «Oggi è l’allenatore della Lazio». Il club non può permettersi di esonerarlo e accollarsi quasi 5 milioni lordi più gli 800mila euro di Martusciello fino al 2025 e l’ultima mensilità di Sarri e del suo staff fino al 30 giugno.

Una soluzione sarebbe richiamare Mau, che ieri ha rifiutato il Panathinaikos, ma Lotito non ama i cavalli di ritorno. Discorso valido anche per Pioli, libero in questo momento. Palladino si è accasato ufficialmente alla Fiorentina, Italiano è da tempo in attesa, ma ora è un passo dalla firma col Bologna perché non può attendere all’infinito le mosse di Tudor. L’outsider Baroni si è preso tre giorni per il sì al Monza, Allegri resta un sogno. A meno che non arrivi un improvviso esonero, l’attesa delle dimissioni di Tudor (meditate, ma tutt’altro che certe) rischia di generare un’inquietante fase di stallo. Ieri sera la contestazione della Curva Nord con un duro striscione nei pressi dell’Olimpico: «Come allenatore da valutare… Come uomo…». Il Messaggero

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Lazio, le linee guida del mercato impostate con Tudor: o il tecnico si fida o dovrà essere lui a fare un passo indietro

Un primo confronto interlocutorio, non sufficiente a definire il tutto ma utile per tracciare le prime linee. Lotito vuole un tecnico convinto del progetto Lazio, Tudor dal canto suo deve fidarsi del presidente o fare subito un passo indietro. Al tecnico – spiega Il Messaggero – sono stati promessi i sostituti di Kamada, del quale addio è ancora molto amareggiato, e di Luis Alberto. Il tecnico croato nel confronto di ieri ha fissato le sue priorità. Se resterà Romagnoli serve un altro difensore centrale e almeno un altro esterno. C’è poi la spinosa questione legata a Guendouzi: il tutto andrà maneggiato con cura in attesa di eventuali offerte da 25/30 milioni di euro. Il tecnico dal canto suo lavorerà su Rovella e Isaksen (in caso quest’ultimo non dovesse essere piazzato). Serve però un altro bomber da aggiungere a Castellanos e Immobile. Ma sopratutto serve portare calore nello spogliatoio per scacciare quel gelo ancora esistente tra il tecnico e la squadra.

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Lazio, sorpresa Pedro: resta un altro anno

Carramba che sorpresa! Pedro resta alla Lazio e con lui anche l’omonima canzone della Carrà che continuerà a suonare nelle gare allo Stadio Olimpico. Lo spagnolo, che sembrava destinato a lasciare il club biancoceleste (la passerella finale e i saluti dopo la gara con il Sassuolo avevano fatto pensare a un congedo), in realtà non ha manifestato alcuna intenzione di andarsene dalla Capitale. Al contrario, il suo desiderio è quello di rispettare il contratto in essere, quello che la scorsa stagione si è rinnovato automaticamente fino a giugno 2025 al raggiungimento della 25esima presenza, coincisa con il derby di Coppa Italia vinto 1-0 sulla Roma (in cui peraltro era stato espulso nei minuti di recupero). 

Lazio, stima per Pedro  

Allo stato attuale, dunque, il 36enne di Tenerife (ne compirà 37 il 28 luglio) è a tutti gli effetti un giocatore della Lazio che verrà e da parte sua non sono arrivate indicazioni diverse o che possano far pensare ad altri scenari. Sicuramente una buona notizia per Tudor, che non ha nascosto la stima nei confronti del numero 9: «A sprazzi – ha detto qualche settimana fa – sembrava quello di Barcellona, non sbaglia niente, è uno saggio. Ha portato energia, la mentalità è vincente». Non a caso quando lo ha avuto a disposizione lo ha sempre impiegato, a parte nella penultima giornata contro l’Inter (nella semifinale d’andata di Coppa Italia con la Juventus era squalificato). Una scelta tecnica che spesso e volentieri è andata a discapito di Gustav Isaksen, uno di quei giocatori che la società si aspetta di veder valorizzati e che (a differenza di Pedro) rientrerebbero nel processo di ringiovanimento della rosa.  

Il progetto 

La conferma dello spagnolo da un certo punto di vista “complicherà i piani” del club di rendere più bassa l’età media e, soprattutto, di dare più spazio ai calciatori per i quali sono stati spesi soldi importanti solo un anno fa. Si tratta di un altro punto sul quale la guida tecnica e la dirigenza faticano a convergere, ma che allo stato attuale propone un solo e unico scenario, né sono in programma valutazioni o riflessioni. Il discorso cambierebbe se fosse lo stesso Pedro a chiedere di “liberarsi” per provare un’altra esperienza, ma al momento non è questo il caso. Ad oggi la Lazio continuerà a disporre pure nella prossima stagione dello spagnolo. Che anche a 37 anni, e pure se la sua conferma è una sorpresa, rimane uno dei calciatori più vincenti della storia del calcio. Uno che all’interno di uno spogliatoio può ancora dare un contributo importante. Corriere dello Sport

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Lazio, Lotito dopo il summit con Tudor: “Resta”. Ma non sono esclusi colpi di scena…

“Resta, stiamo costruendo insieme un nuovo ciclo. Sappiamo cosa fare e stiamo lavorando”. Dopo il summit di ieri tra Claudio Lotito e Igor Tudor, il presidente tranquillizza sul futuro del tecnico alla Lazio ma non sono esclusi ulteriori colpi di scena. Come sottolinea Il Messaggero, il patron vuole un tecnico convinto e non può rischiare di ritrovarsi troppo tardi con il cerino in mano. Italiano sta tergiversando col Bologna, mentre la Fiorentina oggi farà firmare Palladino.Resta un sogno convincere Allegri (nonostante i 3,5 milioni di buonuscita della Juventus) a trasferirsi per “amicizia” a Formello. Baroni è l’outsider con merito, dopo le ottime salvezze alla guida di Lecce e Verona. C’è infine la suggestione – molto remota al momento – di un possibile e clamoroso ritorno di Sarri, che oggi deve dire sì o no al Panathinaikos: nel caso, Lotito dovrebbe convincersi a richiamarlo.

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Lazio, Lotito: “Non c’è motivo di cambiare tecnico e Tudor non ci ha palesato malesseri. Ripartiamo da zero mandando via tutti i mercenari”

Giorni di fuoco, in casa Lazio continuano a tenere banco tante questioni, dalla progettazione del mercato fino alla tanto discussa posizione di Tudor. Nella giornata di ieri il presidente Lotito ha blindato il croato e oggi, intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, ha rimarcato la sua posizione.  “A me Tudor non ha palesato il suo presunto malessere. C’è tanto da fare, mi sono stufato dei giocatori che pensano di poterci ricattare. Noi vogliamo gente attaccata alla maglia, per la quale la Lazio sia un punto d’arrivo. Ci sono calciatori e agenti che pensano invece di metterci in difficoltà con richieste fuori dal mondo. Per Kamada ci chiedevano un rinnovo di un anno e un bonus di 2,5 milioni di euro alla firma. Ma qui chi pensa di poterci ricattare casca male. Manderemo via tutti i calciatori che si dovessero rivelare mercenari e ripartiremo da zero. Cambiare allenatore? Non ne abbiamo motivo. Klose? Non è vero niente. E non penso nemmeno che Tudor ci lascerebbe per altre squadre”.

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Lazio-Guendouzi, il momento della verità: previsto un confronto con l’entourage

Lotito blocca Guendouzi, non ha alcuna intenzione di cederlo. La convinzione di Fabiani è ancora più granitica rispetto a qualche settimana fa: il centrocampista francese è stato acquistato l’estate scorsa perché farà parte del nuovo ciclo e del progetto anche nella prossima stagione. Stesso discorso per Rovella e Isaksen, altri due nuovi acquisti finiti nel cono d’ombra, in misura e per motivi differenti, negli ultimi mesi. Il concetto era stato spiegato a Tudor nei colloqui avvenuti prima dell’ultima partita di campionato con il Sassuolo (domenica 26 maggio) e sono stati ribaditi nei recentissimi contatti telefonici. Venerdì il tecnico croato era in collegamento con Formello, nelle ore successive e anche ieri è toccato a Anthony Seric, il suo agente. Non sono trapelati segnali di stanchezza, di distacco o di imminente divorzio da parte di Igor, così dicono a Formello. Il gelo e la freddezza con cui aveva salutato e accompagnato l’ultima conferenza stampa dell’Olimpico, dopo l’epilogo del campionato, erano apparsi evidenti. Tudor non aveva voluto rispondere sul futuro di Immobile, Castellanos (su cui esiste un veto societario in uscita) e soprattutto Guendouzi, di cui sono noti i trascorsi a Marsiglia e le tensioni di metà aprile, quando non aveva gradito certe esclusioni.

Guendouzi, il confronto

Fabiani da tempo lavora per smussare e far rientrare il caso, è convinto stia bene alla Lazio e desideri restare, ma il francese aveva fatto trapelare l’imbarazzo di lavorare con Tudor e l’idea di tentare un’altra esperienza. Non si trova con il tecnico croato. Oggi può essere una giornata chiave per interpretare la situazione e capire cosa succederà nelle prossime settimane. E’ previsto un contatto con l’entourage di Guendouzi, tentato e affascinato dall’opportunità di tornare in Premier. Emery, il suo maestro ai tempi dell’Arsenal, ha manifestato il proprio interesse. Si è fatto avanti, lo vorrebbe portare all’Aston Villa. Il club di Birmingham sarebbe pronto a mettere sul tavolo 30 milioni, la cifra ipotizzata un paio di mesi fa, quando il progetto Tudor non era ancora circondato dallo scetticismo. Della Juve, invece, non ci sarebbe traccia. Tutto sta a scoprire le carte. Oggi, comunque, il confronto potrebbe chiarire molto e dare un indirizzo.

Le distanze

La linea della Lazio è chiara. Lotito sta uscendo dal limbo al solito modo, con energia e decisionismo. Si muove sul mercato, allestirà la squadra, è convinto di andare avanti con Tudor (sotto contratto sino al 2025, non brucia una scelta compiuta tre mesi fa) e di trovare piena adesione al suo progetto. Di sicuro si è informato sui movimenti delle altre panchine di Serie A e il croato potrà contribuire agli acquisti, molto meno a certe cessioni non previste dalla dirigenza. Le distanze tra tecnico e società esistono. Certe indiscrezioni si sgonfieranno appena Italiano (a Bologna) e Palladino (a Firenze) diventeranno ufficiali. L’ipotesi del tandem Klose-Parolo, nonostante la stima del presidente per i due suoi ex giocatori, non trova riscontri. Tutto potrebbe ancora succedere soltanto se Tudor fosse avvicinato da un altro club italiano e decidesse di mollare la Lazio come è già successo, dopo un solo anno di lavoro, a Marsiglia e Verona. Cercare di prendere i sostituti di Felipe Anderson e Kamada (Luis Alberto non è ancora stato ceduto), oltre a indovinare un centravanti, si può. Cambiarne sette-otto, mettendoci dentro gli acquisti su cui sono stati investiti circa 50 milioni l’estate scorsa, non è possibile. O Igor se ne rende conto oppure sarebbe meglio prendere strade differenti. La cronaca racconterà se e come verrà partorito il compromesso o se matureranno colpi di scena, mai da escludere a casa Lazio. Corriere dello Sport

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Lazio-Tudor, serve il solito compromesso: dopo Kamada è Guendouzi il nodo

È guerra fredda fra la Lazio e Igor Tudor. Servono a poco le parole del presidente Claudio Lotito, che continua a ribadire la totale fiducia nel tecnico. C’è una divergenza di vedute sul mercato che sta minando in partenza il rapporto. Il club vuole mettere al centro del progetto i calciatori arrivati la scorsa estate perché crede nel loro talento e, soprattutto, non vuole disperdere gli investimenti. Di fronte ci sta il tecnico croato che reclama l’assoluta centralità nelle scelte anche a costo di sacrifici importanti. L’addio di Kamada e il rifiuto di cedere Guendouzi sono alla base della frizione con il croato che sta riflettendo sulla sua posizione. Presentare le dimissioni lo renderebbe un eroe della piazza, ma significa anche lasciare 2,5 milioni di euro di contratto sul tavolo. Il domino degli allenatori non aiuta a sbrogliare la matassa visto che è prossimo alla chiusura, con il Bologna orientato verso Vincenzo Italiano e la Fiorentina che sta chiudendo con Raffaele Palladino. Due profili che piacevano anche a Formello ma non ci sono stati contatti di recente. La sensazione è che si raggiungerà un compromesso per proseguire il matrimonio con Tudor più per assenza di alternative che per comunione di intenti. La Lazio lo accontenterà su alcuni nomi in entrata e il tecnico dovrà concedere maggiore spazio a Rovella, Guendouzi e Isaksen. Sullo sfondo rimane la suggestione Maurizio Sarri, mai completamente dimenticato dal patron biancoceleste. Richiamare il toscano però significa consegnargli il destino della Lazio senza ripercorrere gli errori del passato. Un gesto estremo da non escludere che appare più come un sogno di una notte di mezza estate.leggo

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Clima teso su Tudor: la Lazio non lo esonera, il croato riflette

Bufera su Tudor. L’addio di Kamada si ripercuote sul tecnico croato che, nonostante l’Europa League conquistata e un’ottima media punti, è ora spinto alle dimissioni da tutti: spogliatoio, tifosi, ambiente. Ieri Fabiani, a Lazio Style Radio, ha dichiarato “Oggi Tudor è il nostro allenatore e, quando lo abbiamo preso, conosceva perfettamente l’organico, ha dato l’ok e sapeva che Guendouzi sarebbe rimasto a meno di offerte importanti, che saranno valutate come per chiunque altro”. Per far partire il centrocampista francese servono tra i 25 e i 30 milioni di euro, ma lui stesso avrebbe chiesto di essere ceduto visto il feeling mai sbocciato con l’allenatore di Spalato. Ora Fabiani teme un rigetto della squadra, e sembra quasi che la società abbia sottovalutato la rivoluzione tattica che avrebbe comportato passare da Sarri a Tudor, e ora non sa come tornare indietro.

Impossibile esonerarlo (percepisce più di 2 milioni l’anno), Martusciello guadagna ancora 400mila euro fino al 2025, così come Sarri deve ancora finire di essere pagato:  un totale di 6 milioni lordi già a bilancio. La società non può permettersi un nuovo mister: diverso il discorso se, di sua spontanea volontà, presentasse le dimissioni. Diverse voci lo vedono lontano da Roma, ma il suo entourage smentisce. Il patron biancococeleste, Claudio Lotito, ha assicurato: “Tutte falsità le voci sul suo addio, con Tudor stiamo costruendo un nuovo ciclo”ma intanto il croato studia la situazione, già deluso dall’addio di Kamada e in fase di valutazione se credere o meno nel progetto stilato nell’ultimo incontro con la dirigenza (che lo aveva assicurato sul giapponese per l’anno prossimo). Il Messaggero

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Lazio, ora Tudor spinge per Amrabat: nodo ingaggio

Nonostante le voci degli ultimi giorni, come riporta La Repubblica, Lotito ha confermato Tudor ma ora deve accontentarlo sul mercato. Dopo Tchaouna, che andrà a sostituire Felipe Anderson, il tecnico chiede rinforzi in mediana e la sua idea è Sofyan Amrabat. Il centrocampista tornerà a Firenze poiché il Manchester United non lo riscatterà. Il riscatto sarebbe scattato a 25 milioni, la Lazio può tentare di prenderlo a 15/17. Il problema è l’ingaggio: Amrabat guadagna 4 milioni netti, con contratto fino al 2025, una cifra a cui la Lazio non potrebbe arrivare. Su di lui ci sono Milan, Napoli e Juve. La società biancoceleste preferirebbe andare su un profilo con caratteristiche simili ma costi inferiori.