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Lazio, addio Kamada, il tempo scaduto: “Non ha esercitato la clausola e non faremo un nuovo accordo”

[…] Non sarà Kamada a coprire il buco lasciato da Luis Alberto. Nelle ultime due gare Tudor lo aveva utilizzato sulla trequarti al suo posto, ma pur vedendolo meglio in tandem con Vecino («Rispetterò il mio contratto con la Lazio», giura l’uruguagio), dovrà rinunciarci e forse riabilitare Rovella e Guendouzi a centrocampo. Il tecnico martedì sera aveva festeggiato a Spalato, dopo la chiamata del ds Fabiani che lo aveva rassicurato: «Abbiamo incontrato l’entourage a Formello e ci è stato detto che eserciterà l’opzione di rinnovo triennale entro il 30 maggio. C’è l’accordo». Così non è stato, perché Kamada aveva rinunciato alla sua iniziale volontà di firmare un nuovo contratto per un solo anno, era venuto incontro alla Lazio ma solo con l’inserimento di una clausola rescissoria nel vecchio contratto per liberarsi poi in un secondo momento. Nella riunione fiume di ieri le parti hanno discusso fino all’ultimo per trovare l’intesa sul prezzo del cartellino, prima della mezzanotte come termine ultimo. Lotito sparava alto, il giapponese in patria al ribasso. «Non ha fatto valere l’opzione e non ci sarà un nuovo accordo», ha assicurato a tarda notte il ds Fabiani sfinito. Addio, è finito male questo gioco d’azzardo. Il Messaggero

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Lazio, braccio di ferro Lotito-Luis Alberto: “Offerta dal Qatar bassa, deve rinunciare a qualcosa…”

Chiamateli pure i giorni/ore dell’abbandono di Luis Alberto, purché qualcuno ceda presto sull’ultimo braccio di ferro. Da tempo il Mago ha un accordo da 8 milioni a stagione con l’Al-Duhail, che la scorsa settimana ne ha messi sul piatto 11 (compresi i bonus, sottratti al 25% da riconoscere al Liverpool) per il suo cartellino. Lotito ne vorrebbe di più, sta tenendo duro, ma ora l’affare va chiuso in fretta per non restare col cerino in mano. A Doha si stanno spazientendo, non faranno nessun rilancio, minacciano di virare altrove e di ritirarsi dalla corsa allo spagnolo: «Non m’interessa, è lui che vuole andare via. Qui ha un contratto di 4 anni e può restare a Formello. L’offerta dal Qatar per me è bassa e, per compensarla e accettarla, ho chiesto al giocatore di rinunciare a qualcosa visto che ha detto pubblicamente che non vuole più un euro dalla Lazio». Il patron si riferisce a mensilità e premi pendenti, ma non può tirare la corda troppo a lungo. Le battaglie di principio contano fino a un certo punto, la Lazio può risparmiare oltre 30 milioni lordi di ingaggio (considerati 4,5 milioni l’anno e l’opzione fino al 2028).

DIPLOMAZIA

L’impressione è che le fumata bianca sia sempre dietro l’angolo. Il Mago ormai è fuori dal progetto, domenica ha scaldato la panchina, Tudor non gli ha concesso nemmeno l’ultimo ballo, anche per punirlo dell’ingresso svogliato contro l’Inter a San Siro. Gli ultras gli hanno dedicato uno striscione («La pelota siempe al Diez…Buona Suerte Luis»), lui ha subito ringraziato prima di partire per Siviglia dove sta preparando i festeggiamenti per il decennale del suo matrimonio e ieri si è immortalato felice e contento alla corrida con amici di lungo corso. Il suo entourage invece è al lavoro da giorni con la Lazio per sbloccare l’affare con l’Al-Duhail al più presto: Miguel Torres sta usando la massima diplomazia per mettere tutte le parti d’accordo. Il Messaggero

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Lazio, Luis Alberto: Lotito tira la corda con l’Al-Duhail

Matrimonio e separazione in un colpo solo. Mentre Luis Alberto è a Siviglia con la famiglia in attesa di festeggiare tra otto giorni i dieci anni di nozze con la moglie Patricia, a Formello si continua a lavorare per il suo futuro lontano dalla Lazio. Tutto porta a una fumata bianca per la partenza del Mago, ma Lotito vuole stravincere, rischia tutto e sta tirando la corda sino in fondo: resta fermo sul no agli 11 milioni offerti dll’Al-Duhail, ne aspetta almeno altri 4 inseriti tra i bonus per non considerarli nel 25% della cifra fissa da versare nelle casse del Liverpool. A Doha si stanno spazientendo e minacciano di ritirarsi dalla corsa allo spagnolo con cui c’è da tempo un accordo con tanto di stipendio monstre (circa 8 milioni). Oltretutto a rallentare ulteriormente la chiusura dell’affare ci sono pure i soliti cavilli che già in passato hanno portato più volte allo scontro il Diez col club capitolino. Su tutti, quei 120mila euro di premio di un’estate fa, tuttora pendenti in base a quanto emerge da Formello, ai quali si sono aggiunte alcune mensilità della stagione corrente da saldare. Dopodiché verrà esaudito quanto richiesto dallo spagnolo il 12 aprile dopo la vittoria per 4-1 contro la Salernitana griffata da un assist, match nel quale di fronte segnò il gol della bandiera Loum Tchaouna, il primo rinforzo della campagna estiva, preso come sostituto dell’uscente Felipe Anderson per 8 milioni di euro. Il Messaggero

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Lazio-Tudor, caos calmo. Lotito: “Stiamo costruendo con Tudor il nuovo ciclo”

Caos calmo. Più fuori al momento, che dentro Formello. Perché l’accordo per la permanenza di Kamada (attesa oggi l’ufficialità) è un ulteriore passo, insieme all’acquisto di Tchaouna, che avvicina Tudor alla Lazio. Il suo futuro è tutto da scrivere, eravamo i primi a dirlo settimane fa, ma ora troppi si stanno portando avanti con la sfera di cristallo. Complice l’assenza di comunicazione ufficiale, negli ultimi giorni proliferano voci e fake news incontrollate su un divorzio imminente e anticipato: «Lo ribadisco, sono tutte falsità per destabilizzare il nuovo ciclo che stiamo costruendo con Tudor, che ha un contratto fino al 30 giugno 2025 giura Lotito e non ha espresso alcuna titubanza a proseguire il nostro rapporto». Dall’entourage del tecnico confermano la linea del patron e sono alquanto infastiditi dai rumors che lo vedono già in bilico. Da lunedì Igor è in vacanza a casa a Spalato, costantemente in contatto con il ds Fabiani al telefono, soddisfatto al momento di come è andato l’ultimo incontro in cui gli è stato promesso che sarà accontentato. Nessun contrasto. Il croato è talmente sereno che potrebbe ripresentarsi nella Capitale direttamente per le visite mediche prima del ritiro di Auronzo, a meno che non sia la Lazio a richiamarlo per altre esigenze o per qualche imprevisto su quanto pattuito. Il club è partito col piglio giusto, sta risolvendo i primi casi interni con una celerità che fa presagire il meglio. Chiaro poi, se si dovesse arrestare questo processo di cui si è discusso, Igor potrebbe fare un passo indietro, ma è troppo presto.

LE RICHIESTE

L’allenatore e la società si sono lasciati domenica sera dopo il Sassuolo. Nei giorni precedenti non hanno minimamente parlato di rinnovo, a tutti va bene l’attuale contratto di un anno. Il tecnico ha illustrato il suo piano per la nuova Lazio: «Io mi sono adattato, ora la squadra va adattata al mio calcio». In fondo le richieste di Tudor rispecchiano il suo 3-4-2-1. Urge un altro difensore centrale, due se Romagnoli (a lui va bene) chiederà di essere ceduto in Premier perché non si trova a suo agio nel nuovo modulo o perché deve risolvere attriti lunghi un anno con la società, relativi alla mancata promessa di adeguamento. Il manager Raiola potrebbe sistemare altrove l’obbligo di riscatto di Pellegrini (a 4 milioni con la Juve), ma al momento Tudor ha messo solo Hysaj sul mercato e chiede un esterno. Il centrocampo è completo, il croato vede il tandem Kamada-Vecino titolare a centrocampo, Guendouzi parte dietro e non accetta il ruolo da comprimario: se vuole andar via, va accontentato (per evitare nuove grane a ogni esclusione) e va sfruttato l’incasso (richiesta di 25-30 milioni) per trovare alternative più congeniali al nuovo credo. Cataldi è stato offerto al Torino, ma vuole restare a Formello. Rovella non è certo in cima alle preferenze, ma Tudor è pronto ad allenarlo e sfruttarlo. Sulla trequarti c’è bisogno del sostituto di Luis Alberto. La Lazio ha risondato Greenwood, vicinissimo nell’ultimo giorno dello scorso mercato estivo: la splendida stagione al Getafe (8 gol e 6 assist) ha riabilitato il 22enne inglese, ma ora c’è mezza Premier ed Europa a corteggiarlo. Gli stessi agenti del tecnico si stanno occupando di piazzare l’altro assistito Isaksen al Feyenoord, dove Stengs è un nome più che gradito. Potrebbe servire un altro trequartista (occhio al rientro però di Cancellieri dal prestito), visto che la Lazio conta di rescindere il contratto di Pedro. Tudor considera Immobile e Castellanos riserve, non vede in nessuno dei due il bomber titolare del prossimo anno. Il ds Fabiani è però stanco di aspettare Dia (sondato dal Wolverhampton), può prendere corpo Noslin, offerto da Setti a Lotito.

LE DIVERGENZE

È ovvio che i tagli e le considerazioni di Tudor abbiano riportato lo spogliatoio in subbuglio. Igor è gelido, il rapporto con la squadra non è ancora decollato, per questo c’è chi tifa per l’addio anticipato. Ma Lotito lo ha preso proprio dopo aver accusato il gruppo di tradimento a Sarri a marzo scorso. Dunque, il carattere di Tudor gioca a suo favore, compreso il comportamento tenuto con Luis Alberto all’ultima giornata contro il Sassuolo, dopo le sparate post-Salernitana e l’ingresso al piccolo passo a San Siro. Diverso è il discorso sulle scelte di mercato, il presidente è sempre stato chiaro: «Il tecnico indica le caratteristiche, poi io nomi li decido io». Se Tudor li accetterà, vivranno tutti felici e contenti, almeno per un altro anno. Il Messaggero

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Lazio, Kamada con o senza clausola? Oggi la verità…

Tudor, che è ancora in sella salvo controindicazioni, intanto vede avvicinarsi la permanenza ufficiale di Kamada. Altra previsione dell’imprevedibile. Martedì i manager del giapponese avevano espresso la volontà del giocatore di continuare per un anno facendo scadere l’opzione di rinnovo sfruttabile fino ad oggi. Il diesse Fabiani ha continuato a pressarli e sarebbe riuscito a convincere Kamada e i suoi agenti a far valere il rinnovo triennale già previsto. Di ieri sera l’indiscrezione che la Pec sarebbe stata inviata alla Lazio. La verità si conoscerà oggi. Kamada resterà, questo ormai sembra chiaro. Anche lui, forse più di tutti nella Lazio, vorrebbe sapere quale sarà il futuro di Tudor. Se rimane è perché Igor è riuscito a capirlo e valorizzarlo facendone un punto fermo. Daichi aveva firmato per un anno con l’idea di valutare la sua esperienza italiana. E così voleva fare anche stavolta. Non ha posto questioni di ingaggio né ha fatto pesare il corteggiamento del Crystal Palace, pronto a riconoscergli un ingaggio più ricco. E’ stata solo una scelta di vita e tecnica. Siamo al 30 maggio e dopo un mese di titubanze, di previsioni imprevedibili, di giorni in cui l’unica certezza era l’incertezza, siamo alla prova dei fatti. Corriere dello Sport

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Lazio, si sceglie la punta: Dia, Noslin e la pista serba…

Secondo quanto riporta Il Corriere dello Sport, in casa Lazio viene valutato Samed Bazdar, 20 anni come Tchaouna, centravanti del Partizan Belgrado. S’è messo in mostra negli ultimi mesi di campionato, da febbraio in poi ha segnato cinque gol strappando il posto da titolare e imponendosi tra i baby d’oro serbi. Il Partizan è pronto a valutare offerte. L’attaccante è sotto contratto fino al 2026, è stato blindato in previsione della sua esplosione. In Serbia nei giorni scorsi avevano annunciato contatti imminenti tra i dirigenti del Partizan e i dirigenti della Lazio accelerando troppo. Da Belgrado però continuano a rimbalzare rumors. Bazdar può essere tra i ventenni di belle speranze che la Lazio. Il dubbio è se possa collimare o meno con le idee di Tudor.

Che sia giovane o no, il tecnico spera di avere a disposizione un attaccante che possa garantire altri gol. Una pista da seguire porta a Verona. Setti ha offerto a Lotito l’olandese Noslin, 24 anni, 5 gol da gennaio a maggio, uomo chiave per la salvezza dell’Hellas. Per lui anche 4 assist.

(Il Messaggero) L’asse Roma-Salerno però resta caldo perché Fabiani non molla la presa per Boulaye Dia. Il ds considera il senegalese un’opportunità da non farsi scappare vista la valutazione di 10-12 milioni dovuta a una stagione complicata. L’identikit della punta in più richiesta da Tudor è proprio il suo, ma per ora a frenarlo resta la tentazione di giocare in Premier League, sfiorata ad agosto scorso e valsa i dissapori con i campani. In ottica concorrenza invece non ci sarebbero problemi. Dia infatti verrebbe considerato un titolare anche perché Castellanos ha convinto, ma come vice, mentre Immobile, reduce dalla peggior stagione a Formello e per la prima volta sotto la doppia cifra in Serie A, non assicura più i ritmi di un tempo. Per Tudor il capitano può restare, ma poiché diventato ormai una riserva l’ideale sarebbe trovargli una sistemazione visto soprattutto lo stipendio più alto della rosa (5 milioni con bonus).

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Lazio, Guendouzi verso l’addio: c’è l’Aston Villa

“Guendouzi ha chiesto la cessione”, apre così l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport. La Lazio ha fissato il prezzo ipotetico (30 milioni) in caso di un interesse sul mercato. È spuntato l’Aston Villa, che sarebbe pronto ad accontentare le richieste del club biancoceleste. Non è ancora stata avviata una trattativa vera e propria, ma l’affare potrebbe decollare in un paio di settimane.

Il rapporto non idilliaco tra Guendouzi e Tudor sta aiutando la partenza del centrocampista. Arrivato in estate per circa 18 milioni di euro complessivi, ora dopo solo un anno potrebbe già lasciare la Capitale. Meglio Kamada e Vecino in quella zona. La Lazio potrebbe perdere una delle note più positive di una stagione al di sotto delle aspettative.

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Tudor, le richieste scottano: Lazio spiazzata, Lotito ha preso tempo

Tudor ha fatto nomi e cognomi tra venerdì, sabato e domenica. Luis Alberto, tra colpi di genio e altri di testa, aveva fatto ammattire anche Sarri e Inzaghi: partirà e il suo caso è slegato dai piani dell’allenatore croato. Le richieste sono ambiziose in entrata (almeno due difensori centrali, un esterno sinistro, altri acquisti tra centrocampo e attacco), ma sono ancora più scottanti in uscita. In lista ci sarebbero Guendouzi, Isaksen, Cataldi, Immobile, Lazzari e forse Rovella, l’unico su cui intenderebbe lavorare e non certo in cima alle sue preferenze. Vecino e Kamada formano il tandem prediletto. L’ex Monza dovrebbe mettere su qualche muscolo, non ha la cilindrata fisica del calciatore di Tudor. «Io mi sono adattato, ora voglio essere centrale nelle scelte» l’avvertimento del croato, partito lunedì per una breve vacanza a Spalato.

Lotito riflette sulle richieste del tecnico

Secondo alcune indiscrezioni, si sarebbero aggiornati a domani. La versione della società è un’altra: i contatti telefonici sono quotidiani, non servono altri incontri. Di sicuro la salita sembra ripida. La Lazio è rimasta spiazzata o forse no. Sapeva di un adattamento complicato dal punto di vista tattico alle esigenze di Tudor, ma prevaleva l’interesse supremo. Portare a termine il campionato e centrare la qualificazione alla prossima Europa League (il Napoli insegna) chiudendo una stagione complicatissima. Ora il tema della ricostruzione è diventato centrale e le turbolenze dello spogliatoio non si sono esaurite: se possibile, sono peggiorate rispetto alla gestione Sarri. Pesa un altro aspetto, di ordine tattico e finanziario. Per Guendouzi, Isaksen e Rovella la Lazio ha investito 50 milioni l’estate scorsa. Era necessario discuterli? Tudor ha recuperato Kamada e ha messo in crisi un’altra larga parte dell’organico. Zaccagni ha cambiato ruolo. Alessio Romagnoli, nel suo sistema, fatica. Il croato vuole altri due centrali perché gioca a tre e gliene serviranno sei per affrontare Europa League e campionato. Corriere dello Sport

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Lazio, Tudor spinge per un’altra punta: Dia il prescelto. Su Ciro e Taty…

Il piano della Lazio per il prossimo anno è quello di avere un’altra punta. Si è appena chiusa una stagione in cui le difficoltà del reparto avanzato sono state evidenti: 60 gol in 51 partite, di cui solo 17 arrivati dalle punte centrali. L’unico della rosa ad arrivare in doppia cifra (11) è stato Immobile, con 5 centri su calcio di rigore. Castellanos ha fatto peggio, sole 6 reti, tutte su azione, di cui due doppiette.

Come riporta il Messaggero, nonostante numeri più bassi, sia per l’età (26 a ottobre) che per l’investimento della scorsa stagione (15 milioni più 4 di bonus), Tudor avrebbe scelto Taty come vice. Per Immobile la situazione è differente per via degli anni (34) e per l’ingaggio. Il tecnico croato vorrebbe farlo restare, ma a patto che sia trovata un’altra punta. Fabiani e Lotito sono dell’idea che Immobile non abbia problemi a fare la riserva, ma cinque milioni di stipendio per stare in panchina sono troppi ed ecco perché si rimane in attesa di offerte dall’Arabia. Con almeno 10 milioni il capitano potrà partire. 

Sempre su 10 milioni di euro sta spingendo l’entourage di Dia. Il senegalese è il prescelto per diventare la nuova punta titolare della Lazio, ma le tentazioni della Premier rimangono l’ostacolo principale per l’attaccante della Salernitana.

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Lazio-Kamada, fumata bianca: incontro svolta e rinnovo del contratto

Da Sarri a Tudor, lo scenario è cambiato diametralmente soprattutto per Daichi Kamada. Il giapponese è sbocciato dall’arrivo del tecnico croato e ora si prepara a continuare la sua esperienza in maglia Lazio. Sciolti tutti i dubbi sul futuro dell’ex Eintracht nella serata di ieri. A Formello Lotito e il ds Fabiani hanno ricevuto l’entourage del calciatore, guidato da Roberto Tukada. Le parti si sono venute incontro per la gioia di Tudor che dal suo arrivo nella Capitale ne ha fatto un perno del centrocampo.

Lazio ed entourage ieri sera hanno trovato un accordo che rappresenta una sorta di compromesso rispetto alle richieste iniziali e alla clausola di prolungamento triennale in scadenza domani. Kamada firmerà per un solo anno, quindi fino al 30 giugno del 2025,

Kamada guadagnerà oltre tre milioni a stagione, diventando il secondo calciatore più pagato dell’intera rosa biancoceleste. Un ingaggio che ha allontanato le tentazioni inglesi da parte del Crystal Palace. Una vera e propria rinascita del giapponese che con Sarri era finito ai margini del progetto tecnico. Strano, considerando che era uno dei pochi colpi che aveva convinto in pieno l’ex tecnico biancoceleste. Ma è con Tudor che ha ingranato, tornando a far capire perché un anno fa era bramato da mezza Europa. In una Lazio di poche certezze e diversi punti interrogativi il giapponese è uno degli uomini chiave da cui ripartire.