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Milinkovic, Kezman ha un appuntamento col Real. Ma a Madrid non fanno acquisti di questo tipo…

In cerca di una soluzione. Il futuro di Sergej Milinkovic-Savic va ancora stabilito. Il suo procuratore, Mateja Kezman, si sta muovendo per portare alla Lazio offerte che si avvicinino alle richieste del presidente Claudio Lotito. Il club vorrebbe rinnovare il contratto con il suo gioiello più prezioso, ma c’è distanza. Milinkovic ha promesso che non andrà via a zero, ma non vuole nemmeno pregiudicare un trasferimento in una società di status superiore a quella biancoceleste. Lotito vuole che nel nuovo contratto venga inserita una clausola di rescissione da 70 milioni, il giocatore, proprio per non spaventare altri club con investimenti così importanti, ne accetterebbe una di 40. Dal suo punto di vista un buon compromesso considerando che fra 18 mesi potrebbe andarsene a parametro zero. Stando a quanto riportato in Spagna da Diariogol, Kezman dovrebbe incontrare a breve il presidente del Real Madrid Florentino Perez per provare a intavolare una trattativa. In realtà gli spagnoli hanno una filosofia di mercato un po’ diversa: dal 2016 in poi, infatti, gli unici giocatori dai 28 anni (quelli che avrebbe Milinkovic nel mercato estivo) in su acquistati sono Hazard, Alaba e Rudiger. Giocatori che avevano già uno status significativo (il primo aveva vinto due volte l’Europa League, gli altri due avevano conquistato la Champions) e, fra l’altro, Alaba e Rudiger arrivarono a parametro zero. Di fatto è quindi raro che il Real punti su giocatori dell’età di Milinkovic, ancor più inusuale che decida anche di pagare il cartellino. Ci deve quindi essere un motivo che convinca Perez a fare un’eccezione. Perché perfino Rudiger, Hazard e Alaba sono anomalie nel piano di acquisti dei madrileni. Ecco perché Kezman e Milinkovic sono titubanti nel rinnovare il contratto inserendo una clausola di rescissione così alta.

Domani la Serbia tornerà in campo (alle 20) nella partita da dentro o fuori con la Svizzera. Il Sergente dovrà sfruttare la vetrina. Al tempo stesso però Lotito deve fare bene i calcoli sui soldi che rischia di perdere continuando a tirare la corda. Al momento Milinkovic garantirebbe alla Lazio più dei soldi che si incasserebbero andando in Champions League. Per la società, che vuole salire di livello e andare con più frequenza nella massima competizione europea, un’occasione per far cassa e sistemare la rosa. Altrimenti salire di livello senza incrementare gli investimenti (aumento di capitale) o massimizzare gli introiti (con le cessioni), diventa complicato. Anche per questo su Milinkovic si cerca la soluzione migliore.

Corriere della Sera

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Sarri-Tare, prove di convivenza (forzata)

“Sarri-Tare, prove di convivenza” titola Il Messaggero, che riporta il fitto colloquio di ieri a Formello, a bordocampo durante la ripresa degli allenamenti, tra i due, il cui rapporto non si è mai rinsaldato dopo le fratture dei mesi passati. “La verità è che il ds e il tecnico continuano a parlare una lingua diversa, non ci sarà mai compatibilità. La verità è che prima o poi dovrà essere fatta una scelta definitiva”. O Sarri o Tare, insomma. Il contratto del diesse albanese è in scadenza a giugno, Lotito gli ha ribadito la fiducia pubblicamente ma il rinnovo ancora non c’è. Sololalazio.it/Il Messaggero

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Luis Alberto, Monchi scettico su alcune statistiche. E intanto con Sarri sta più in panchina che in campo…

Equilibri. Tattici, ma anche di spogliatoio. Luis Alberto è sul mercato. Lo spagnolo non è soddisfatto dello spazio che gli viene riservato in questa stagione: appena 9 partite giocate titolare delle 21 stagionali disputate dalla Lazio, quando viene impiegato gioca in media meno di 50 minuti a partita. Vuole essere più importante. Il suo sogno sarebbe quello di tornare a Siviglia, ma il club andaluso non ha intenzione di investire su di lui. La Lazio non fa mistero di essere pronta a cedere il giocatore, tanto che in estate, con il benestare di Sarri, c’è stato perfino un contatto con Monchi, il direttore sportivo spagnolo proponendo il giocatore. Il Siviglia ha risposto però picche, rimanendo freddo di fronte ad alcuni dati che riguardano il Mago: alta la percentuale relativa alle palle perse, troppo bassi i numeri per quel che riguarda la velocità di punta che raggiunge e i palloni recuperati. Eppure la Lazio, per operare sul mercato di gennaio, ha bisogno di vendere. L’indice di liquidità va sbloccato, difficile farlo con i soldi incassati (e quelli risparmiati sugli ingaggi) per giocatori come Fares e Kamenovic (entrambi, anche se per motivi diversi, hanno visto troppo poco il campo per essere intriganti per società in grado di confermar loro l’ingaggio percepito a Roma), con la cessione di Luis Alberto sarebbe invece tutto più facile. Il problema però è riuscire effettivamente a trovare un’offerta convincente. Lotito non vorrebbe scendere sotto i 15 milioni di euro, che per un giocatore di 30 anni e che al momento passa parecchio tempo in panchina (su 1890 minuti stagionali ne ha giocati appena 847) non sono affatto pochi. Aspettare è però rischioso, perché Luis Alberto, se venisse confermato l’andazzo, sarebbe destinato a deprezzarsi. E per la Lazio contano gli equilibri. Economici e di spogliatoio.

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Calciomercato Lazio, novità sul taccuino di Tare…

Il calciomercato resta fisso come un orizzonte. Maurizio Sarri continua a spingere sui suoi obiettivi, uno su tutti Ivan Ilic del Verona. Il tecnico, consapevole del “problema” del club nell’operare acquisti, si concentra quindi sulla priorità prima, quella appunto del terzino che possa essere un’alternativa a Marusic. Il percorso verso Parisi dell’Empoli si sta facendo sempre più tortuoso e la concentrazione sembra essersi spostata su Valeri della Cremonese e Doig del Verona. Tare invece allarga il suo sguardo. Il diesse biancoceleste, come riporta sulle sue pagine La Repubblica, anche oltre confine, arrivando fino al quartier generale dell’Ajax dove milita Wijndal e del Bayer Leverkusen dove invece c’è Bakker. Resta però un’incognita, fra il dire e il fare c’è di mezzo l’indice di liquidità. L’indice verrebbe sbloccato in caso di uscita importante, non certo della caratura di Kamenovic e Fares. Ecco allora che si ritorna al discorso Luis Alberto e alla solita convivenza difficile con Sarri. Per il Mago continua a farsi viva l’idea del prestito con obbligo di riscatto, operazione che in qualche modo sbloccherebbe tutto. La Lazio comunque deve fare in fretta, perché i biancocelesti non sono gli unici ad aver adocchiato Ilic.

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La Lazio ricomincia, Sarri-Luis Alberto convivenza forzata

Oggi la Lazio si ritroverà a Formello per la ripresa degli allenamenti e Sarri potrà fare il punto su alcune situazioni in sospeso in vista del mercato di gennaio. In cima c’è il fascicolo Luis Alberto: i due non hanno molto da dirsi, organizzare nuovi confronti chiarificatori non sembra avere senso. Ce ne sono stati, non sono serviti. In questo anno e mezzo non si sono digeriti, si sono sopportati più che accettati e la sintonia non scoppierà all’improvviso.

Il tecnico contesta allo spagnolo ostinati atteggiamenti tenuti in allenamento e considera Vecino un titolare, nella sua idea di “dream team” Luis non c’è. Sarri è disposto a sacrificare Luis, la sua creatività, pur di congedarlo e sostituirlo tra gennaio e giugno. Ritiene urgente l’arrivo di un terzino sinistro e sfrutterebbe la carta Luis per arrivarci. Dall’altra parte il Mago ha mal digerito tutte le panchine rifilate dal Comandante e ha manifestato la voglia di cambiare aria.

Lotito – dal canto suo – lascerà partire Luis solo se riceverà un’offerta conveniente. In estate sparava 30 milioni, si accontenterebbe di 20. Per Luis Alberto non sono mai arrivate ghiotte proposte ufficiali. Dalla Spagna rimbalzano rumors di interessamenti: Atletico Madrid, Siviglia, Cadice ma nulla di concreto. Nessuno oggi scommette sulla partenza di Luis Alberto a meno che Lotito non si convinca di intavolare uno scambio di prestiti che possa garantire alla Lazio un rinforzo a centrocampo o sulla fascia sinistra. La You First, scuderia che gestisce Luis, è in azione, prova a raccogliere offerte invitanti da presentare al presidente. Al momento non sono fissati incontri con la dirigenza della Lazio, ci saranno aggiornamenti telefonici. Corriere dello Sport

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Settore Giovanile, supremazia assoluta nei derby. Che differenza da quando arrivò Bianchessi 5 anni fa

Una serie di soddisfazioni. Una più grande dell’altra. La Lazio, in questa stagione, sta dominando i derby con la Roma. Non solo quello della prima squadra, vinto lo scorso 6 novembre per 1-0 (gol di Felipe Anderson). Tutt’altro: i biancocelesti si sono imposti anche nel settore giovanile. Sono infatti state vinte le stracittadine nella U14 (1-0, gol di Materazzi, figlio del procuratore Matteo e nipote dell’ex interista Marco), U15 (anche qui 1-0, rete di Zangari), U17 (3-1, Sessa, Gelli e Maninaj) e U18 (3-0, Di Nunzio, Sana Fernandes e Nazzaro). Solo l’U16 è stata sconfitta, mentre in Primavera (in netta ripresa con tre vittorie di fila in campionato), con le squadre in categorie diverse, il derby non ci sarà. Ciò che inorgoglisce Bianchessi, il responsabile del settore giovanile biancoceleste, è che quando arrivò a Roma, nel 2017, vennero perse quattro stracittadine su cinque nelle varie categorie (con un solo pareggio conquistato). Anni dopo, grazie alla meticolosità del lavoro svolto (i giallorossi infatti spendono di più nel settore giovanile), i risultati sono del tutto rovesciati. Dando ragione alla Lazio. Che in questo modo si è tolta una serie di soddisfazioni. Dalla prima squadra fino all’U14.

Corriere della Sera

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Flaminio, botta e risposta Lotito-Onorato: “Serve progetto”

Botta e risposta. Che va avanti da tempo. La Lazio vuole uno stadio di proprietà (desiderio ed esigenza sottolineata da Lotito anche domenica durante l’evento benefico della So.Spe.), ha individuato il Flaminio come nuova casa, ma dal Comune aspettano il progetto. “Io agisco senza proclami, in silenzio, ho fatto mille rilievi e approfondimenti, senza stare ai diktat di nessuno – ha spiegato Lotito al Messaggero -. A breve ci sarà un incontro congiunto in Campidoglio con la Soprintendenza per capire se la capienza potrà essere portata ad almeno 45mila posti, superando ogni antico vincolo come al Franchi. Io, il progetto, ce l’ho chiaro”. Prima però vuole essere certo della fattibilità logistica. Dal Comune rispondono precisando qual è l’iter da seguire: “Se Lotito vuole lo stadio deve presentare uno studio di fattibilità con la spiegazione di un progettista della Lazio e farci capire cosa intende fare sia all’interno che all’esterno della struttura – ha spiegato a Lalaziosiamonoi l’Assessore allo sport Alessandro Onorato -. A quel punto possiamo convocare una conferenza dei servizi che coinvolga tutte le autorità, regionali e nazionali. Ci sarà un’analisi del progetto e si verificherà se effettivamente sia realizzabile. È inutile generare discussioni intorno allo stadio senza un progetto. Il Campidoglio non è un bar, dove ci si siede e discutendo tra amici si superano i vincoli. Si presenta un progetto e le autorità competenti che lo Stato prevede dovranno esprimersi”.

Corriere della Sera

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Maxi per la rivincita, Marcos per il rilancio: rinforzi interni per la Lazio

Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

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Calciomercato Lazio, Lotito blinda un esterno…

Nella Lazio è arrivato in sordina, ma si è subito preso a pieno merito il ruolo da titolare. Mattia Zaccagni ha scoccato la freccia e ha colpito il cuore della Lazio grazie alle sue prestazioni che hanno fatto girare la testa ai tifosi. E’ passato in una sola stagione da 4 gol in 29 partite ai 5 gol di quest’anno in sole 13 partite. Le cavalcate sulla fascia sinistra, gli strappi e l’attacco alla porta, sono tutti elementi che grazie a Maurizio Sarri, l’ex Verona è riuscito a rifinire e mettere a segno. Il lavoro del club in questi giorni è stato quello di blindare i propri gioielli per non ridursi a dover trattare in extremis. Il diktat nel quartier generale biancoceleste per il futuro è evitare l’effetto Milinkovic. La Lazio, come riportano le pagine del Corriere dello Sport, sta lavorando ad un rinnovo fino al 2027. Zaccagni è in scadenza nel 2025, guadagna 1,5 milioni più bonus ed è proprio sull’aumento dell’ingaggio che da pochi giorni si sta sviluppando la trattativa. La richiesta sarebbe di 2,5 milioni a stagione. Arrivato a Roma nell’agosto 2021 da una trattativa estenuante, Lotito e la società sono pronti a blindarlo. La Lazio ha bisogno del suo “arciere” sulla fascia sinistra, tanto temuta dagli avversari.

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Lotito: “Nessun patto per il terzino con Sarri, servono cessioni. E quanto vale ora Milinkovic?”

[…] Basta, nessun confronto. Le gesta di Lotito vanno oltre e promettono molto altro. Risultati centrati e nuovi traguardi, i lavori sono sempre in corso: «Formello ormai è diventato uno dei primi 4-5 centri sportivi nel mondo, parola del presidente Fifa Infantino, dopo averlo visitato. È chiaro che Sarri non voglia più muoversi da qui, nemmeno per il ritiro. Mica ha torto. Vedremo di conciliare il tutto nella fase finale di dicembre con le amichevoli all’estero». Oggi il tecnico e il suo staff rientreranno nella capitale, domani il raduno del gruppo suddiviso in due giorni di test individuali, prima del ritorno vero in campo. Sarri e Lotito si erano lasciati sabato 19 novembre dopo un vertice insieme al ds Tare, subito dopo pranzo: «Non abbiamo mai fatto alcun patto per comprare a gennaio un giovane terzino sinistro – assicura il presidente – anche perché, lo ripeto ancora, deve uscire prima eventualmente qualcuno da un organico ampio. Kamenovic e Fares? Loro già non giocano…». Palla a Tare, è un altro compito per guadagnarsi anche il suo rinnovo. Il 45% della futura rivendita di Muriqi (Aston Villa e Siviglia bussano con oltre 20 milioni al Maiorca) sarebbe una svolta per eliminare almeno una minusvalenza (dopo Vavro, Durmisi e tanti altri nel più recente bilancio) e sbloccare l’indice di liquidità d’inverno. 

MILINKOVIC SHOW

Non si muove ancora nulla su Luis Alberto, per Milinkovic la Juve attende giugno: «Quanto vale dopo il gol fatto al mondiale, il miglior centrocampista d’Europa (13 gol nel 2022, ndr), con una caviglia gonfia? Poi dicono che io sparo…». Lotito non si fa spaventare dalla scadenza nel 2024 e, dopo il mondiale, aspetta una risposta all’offerta di rinnovo a 5 milioni l’anno. Vuole convincere Pedro a restare e premiare Felipe Anderson con un ritocco, dopo aver già blindato sino al 2026 Luka Romero. Poi, i talenti, dovranno tornare ad essere sfornati anche in casa Lazio. Il Messaggero