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Lazio, Romagnoli precisa: “Il Messaggero ha inventato una mia frase. Serve rispetto”

Una chiara presa di posizione. Alessio Romagnoli, che è in scadenza con il Milan ed è un obiettivo di mercato della Lazio (con cui sta trattando da tempo) ha risposto a Il Messaggero, secondo cui il difensore rossonero avrebbe dichiarato che “Fosse per me verrei anche domani”. Pochi minuti fa lo stesso giocatore, con una Story su Instagram, ha smentito tutto ciò: “Il Messaggero questa mattina mi ha attribuito questa frase sulla Lazio. Non comprendo come un quotidiano possa inventare, dal nulla e senza rispetto, una frase del genere”.

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Lazio, le condizioni di Pedro: Sarri lo aspetta per il finale

La Lazio ha bisogno di Pedro in questo finale di stagione. Lo spagnolo l’arma in più per tentare l’ultimo assalto all’Europa League. È fermo da due settimane per un vecchio problema ad un polpaccio. Ha saltato Torino e Milan, nell’ultimo mese ha giocato solo 18’, a Genova. In precedenza non si era visto con il Sassuolo per squalifica (scattata dopo il derby). Da inizio anno ha giocato poco da titolare, si è fermato tre volte, la prima per infortunio a gennaio (è il problema muscolare che continua a tormentarlo). Sarri ha bisogno di lui. In questa settimana non ci sarà riposo, la ripresa è fissata per oggi alle 15.30. C’è la sfida allo Spezia nel mirino. Corriere dello Sport

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Lazio, Olimpico ‘nemico’: i dati frenano la corsa all’Europa

Troppi punti persi nelle partite interne da parte della Lazio. L’Olimpico nemico nel momento cruciale della stagione, quando serviva dare tutto per correre forte verso il quinto posto posto e raggiungere l’Europa. La situazione si è complicata, ora Sarri rischia di scivolare all’ottavo gradino dopo i recuperi di Fiorentina e Atalanta. Il rendimento in casa parla chiaro: solo 4 vittorie nelle ultime 11 gare. La volata rimane in salita.

Lazio, le quattro finali

Restano quattro partite. Spezia fuori, Samp in casa, Juve a Torino e Verona all’Olimpico. Sono dodici i punti a disposizione per provare l’ultimo assalto ad un posto in Europa che sarebbe troppo importante per prestigio e soldi. Nelle casse di Lotito entrerebbero almeno 15 milioni di euro. Dopo 34 giornate, se si prende in considerazione la scorsa stagione, Inzaghi aveva 65 punti, nove in più del Sarri di oggi. E la squadra lottava ancora per un posto in Champions. Servirebbe un filotto di vittorie per l’ingresso in Europa League.

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Lazio, Luis Alberto fa da pacere? Festa a tema a casa sua

Tensioni su tensioni. In casa Lazio il clima non è dei migliori, ma una festa organizzata già da tempo da Luis Alberto potrebbe riportare la pace. Dalle 18.30, nella villa dell’Olgiata, il centrocampista spagnolo riceverà compagni, tecnici e dirigenti per una festa a tema. L’invito per il party era stato recapitato già giorni fa ed è stata confermata nonostante la sconfitta contro il Milan e il caso Acerbi-Marusic.

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La coda della beffa: Lotito battibecca con Sarri, Tare con l’arbitro Guida

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, domenica sera Lotito è sceso nello spogliatoio e ha avuto un battibecco con Sarri per quanto accaduto. Tare invece ha fatto baccano con Guida nel tunnel dello stadio. Si capirà dalle decisioni del giudice sportivo Mastrandrea, se ha alzato troppo la voce con l’arbitro. Ma anche Sarri ha palesato in conferenza tutto il suo dissenso per la direzione del fischietto. E ieri mattina a Formello erano tutti ancora più irritati dopo aver rivisto la spinta clamorosa di Tonali, proprio ad Acerbi, poco prima del centro subito sul gong. L’allenatore sostiene che non sarebbe cambiato nulla se i suoi giocatori avessero protestato in quel frangente convulso. È frustrato per gli atteggiamenti degli arbitri da inizio anno e si è convinto che dipenda dall’antipatia politica verso Lotito. Non ha potere, questa Lazio. 

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Romagnoli non si nasconde con i tifosi: “Fosse per me verrei domani…”

Trattativa in stallo, ma volontà invariata. Ha festeggiato al 92’ con il resto del Milan un gol che può valere la storia di questo campionato, ma Romagnoli non si nasconde in merito alle sue volontà future: «Fosse per me, verrei pure domani»: è la risposta – che riporta Il Messaggero – ai tifosi biancocelesti, uscendo con tutta la famiglia dall’Olimpico domenica notte. Intenzioni chiare, il resto dipenderà dalla volontà/possibilità di Lotito di alzare la posta.

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Da Re della difesa a separato in casa: spogliatoio, club e tifosi, tutti scaricano Acerbi

Un altro punto perso. Per Acerbi un punto di non ritorno. Da re della difesa a reietto, incredibile il declino del centrale ex Sassuolo. Al suo sbarco era diventato un idolo. Quattro anni dopo, ormai è separato in casa Lazio. Il ghigno nervoso, immortalato in occasione della beffa incassata dal Milan nel recupero, è solo l’ultima goccia che fa traboccare il vaso. Ormai non lo vuole più nessuno: «Vattene via, mercenario», sentenziano i tifosi il giorno dopo il ko, fra social, forum e radio. A nulla sono servite, domenica notte, le scuse e le giustificazioni di Francesco: «Era una risata isterica perché avevamo perso in quel modo rocambolesco». Ma il problema non è nemmeno quello. È chiaro che ormai Acerbi rischia di diventare un capro espiatorio, ma ci ha messo del suo, anche nel gruppo. Non è un caso che Marusic lo abbia ripreso a brutto muso: «È colpa tua, pezzo di m…», si legge dal labiale urlato all’orecchio del difensore dal montenegrino furioso. In realtà, forse più colpevole di Acerbi, che poco prima era stato però richiamato da Sarri a tornare indietro per una delle sue uscite, costate in questa stagione altre reti, come col Sassuolo. 

LA ROTTURA 

La verità è che la strafottenza e alcuni atteggiamenti di Acerbi non piacciano né a Sarri né allo spogliatoio. Ora non vengono più tollerati da un popolo, che Francesco ha zittito a dicembre contro il Genoa per qualche critica di troppo. Lì è avvenuta la rottura con la Curva Nord, che non ha più smesso di fischiarlo e insultarlo. Di facciata, e per il bene della Lazio, la società lo ha difeso. Ma Acerbi è ai ferri corti da anni anche con Lotito. Una volta il centrale era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via da Formello, poi è cambiato. Non è piaciuto quel «Claudia ti amo» urlato in tv nella notte dell’uscita biancoceleste dalla Champions. Prima ancora non è mai stata digerita dal presidente quella sparata da Coverciano per ottenere il rinnovo con adeguamento: 2,5 milioni che ora pesano tanto sul bilancio e anche sulla cessione che lo stesso 34enne ha da mesi richiesto. Sino a gennaio Lotito addirittura pretendeva dieci milioni, adesso è costretto quasi a regalarlo. Simone Inzaghi lo aveva voluto nel 2018 e Acerbi spera riesca a trascinarlo in nerazzurro. Proseguono pure i rumors su un possibile scambio con Rugani a Torino. Il ritorno al Milan sarebbe uno scherzo del destino e darebbe forza a chi ha già malignato sul 1-2 fatto subire alla Lazio.  Il Messaggero

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Lazio, il recupero ormai è un nemico: 6 punti persi dopo il 90′

Il recupero non è più un alleato della Lazio. Con Inzaghi i biancocelesti hanno spesso segnato gol decisivi nei minuti finali. In questa stagione la Lazio ha segnato gol pesanti con il Torino (due volte) e con l’Empoli ottenendo in tutto 3 punti in più. Poco, soprattutto perché sono molti di più i punti persi. Il 2-2 con l’Atalanta ha tolto due punti pesantissimi che si aggiungono agli altri due persi all’Olimpico contro l’Udinese. Quattro punti nel girone d’andata che sono diventati sei in questo di ritorno a causa del gol di Fabian Ruiz con il Napoli e quella di Tonali con il Milan. Sei punti in totale a cui vanno sottratti i 3 guadagnati che portano il totale a un meno 3 che avrebbero fatto molto comodo nella corsa all’Europa.

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Un ghigno per restare più solo, Acerbi: “Non pensate che fossi felice!”. Sarà addio, ma Romagnoli è in stallo

Un ghigno nervoso rischia di farlo restare ancora più solo. La Lazio prende gol nel recupero e Acerbi se la ride, immortalato in diretta tv. Apriti cielo, sul web si scatena il caos contro l’ex difensore rossonero, già da mesi contestato e fischiato dopo l’esultanza polemica col Genoa contro la Curva Nord: «Ora basta, ho dato tutto per questa maglia e chiesto scusa per aver sbagliato – lo sfogo in serata su Instangram – ma è follia pensare che fossi felice, ma piuttosto isterico per aver perso due punti in quel modo rocambolesco». Il sorriso del centrale è amaro con se stesso perché è convinto che Strakosha abbia chiamato il pallone e quindi il suo intervento non sia richiesto. Ma neanche i compagni lo capiscono in quel momento, Marusic va a riprenderlo a brutto muso. I due addirittura se le promettono al rientro nello spogliatoio, dove alla fine scendono pure il ds Tare e Lotito. Acerbi ormai è sempre più separato in casa, ha chiesto da tempo la cessione alla Lazio e il suo manager Pastorello sta lavorando fra Milano e Torino. Proprio lui deve far posto a Romagnoli, che ora Sarri invoca a ogni costo dopo l’ultima prestazione della sua difesa horror. Ieri c’era tutta la famiglia di Alessio a tifare Lazio all’Olimpico, ma Lotito non ha intenzione di smuoversi dai 2,5 milioni offerti a fronte dei 3,2 richiesti per l’ingaggio. La forbice è ampia, solo un ulteriore sacrificio di Romagnoli può condurre l’affare in porto. Il centrale, corteggiato anche dalla Juve, subentrerebbe allo stipendio di Acerbi. Patric potrebbe accettare il rinnovo, ma aspetta ancora un rilancio del Valencia e la decisione di Sarri sul suo futuro. Basta un sinistro in difesa, il tecnico a destra insiste per Casale del Verona, ma la priorità è la porta, con Strakosha che andrà via a scadenza. Impossibile arrivare ormai a Kepa, il preferito rimane Carnesecchi davanti a Vicario e Consigli, con Provedel vice, a parametro zero dallo Spezia. Tare ha però già un accordo con l’agenzia You First per Sergio Rico, immortalatosi fra i colori biancocelesti con l’amico Luis Alberto su Instagram.

Il Messaggero

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Sarri prova il sorpasso alla Roma e al tabù big… nello sciopero!

Come riportato da La Repubblica, saranno in 25mila stasera all’Olimpico. Circa 10mila i tifosi rossoneri, mentre la Nord è in sciopero contro il caro-biglietti e una società che non riesce a farsi amare. Quelli della curva si vedranno a Ponte Milvio alle 15 e poi saranno sotto il loro settore per farsi comunque sentire. «Protesta pacifica», ribadiscono. Sul campo, la Lazio ha l’occasione per sorpassare la Roma in classifica, ma servirà una prestazione ben diversa rispetto ai due pessimi precedenti stagionali con il Milan.

La sua Lazio deve migliorare lo score contro le big: ben 5 ko nelle sei gare con le prime quattro. Il segno che di fronte alle squadre più forti, i meccanismi difensivi non funzionano. Stasera altro test da brividi, preparato tra mille problemi. Fuori Marusic e Pedro, dubbio in porta tra Strakosha (prova stamattina) e Reina. Per il resto, difesa con Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi e Hysaj; Milinkovic, Leiva e Luis Alberto a centrocampo; Anderson, Immobile e Zaccagni in attacco. «È una sfida decisiva, per l’Europa sarà una lotta punto a punto fino alla fine», assicura Sarri. Sul futuro, il tecnico ribadisce la disponibilità a restare, sempre che ci siano i giusti presupposti. A partire dalla convinzione della società: «Non mi posso far condizionare dal piazzamento finale, ma solo dalle parole del presidente Lotito. La sintonia conta più dei contratti» Laziopress/La Repubblica.