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Lazio-Milan, le migliori difese del girone di ritorno: il dato sui clean sheets

Lazio e Milan questa sera all’Olimpico si giocano un posto in Europa (i biancocelesti) e lo scudetto (i rossoneri). In questa stagione Lazio e Milan si son affrontate già due volte (entrambe a San Siro) con la squadra di Pioli che si è imposta in ambedue le circostanze senza subire gol. La Lazio però, in questi ultimi, è cresciuta e ha migliorato la fase difensiva nel girone di ritorno la fase difensiva: dalla 19esima giornata in poi Lazio e Milan sono le squadre che in campionato hanno realizzato più clean sheets (i capitolini 6, i meneghini 9).

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Lazio-Milan, parla Inzaghi: “I biancocelesti si tifano sempre, a prescindere”

Con la vittoria sulla Roma l’Inter è tornata in testa alla classifica. I nerazzurri si contenderanno lo scudetto con il Milan, impegnato oggi all’Olimpico con la Lazio. Ai microfoni di Dazn Simone Inzaghi ha risposto a una domanda sui biancocelesti: “Se ho sentito i miei ex giocatori? No non li ho sentiti, ma la Lazio si tifa sempre a prescindere”. Per l’Inter, e quindi per Inzaghi, una vittoria della Lazio contro il Milan sarebbe un grande assist per lo scudetto.

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Romagnoli, ritorno al futuro? La Lazio cerca l’intesa

“Romagnoli, è un ritorno al futuro?”, titola il Corriere dello Sport su Alessio Romagnoli, che domani affronterà la sua squadra del cuore, la Lazio, con il suo Milan. Il centrale nativo di Anzio, arrivato nel 2015 a Milano, non ha trovato l’accordo con i rossoneri per il rinnovo del contratto e nelle ultime settimane sta lavorando con il suo entourage per trovare l’intesa definitiva con la Lazio. Si sta discutendo sull’ingaggio ma attualmente c’è distanza di un milione. La Lazio offre 2,5 milioni comprensivi di bonus, mentre Raiola chiederebbe attorno ai 3,3 milioni, ma è soprattutto sulle commissioni che bisognerà lavorare per sciogliere il nodo. 

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Bianchessi pensa alle dimissioni: il salto dei “suoi” in Primavera il motivo delle divisioni

Un ex Milan nel quadro societario biancoceleste Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile, è sull’orlo delle dimissioni per l’impossibilità – più volte palesata – di far fare il salto ai suoi talenti nella Primavera della Lazio. Divisioni all’esterno e all’interno. Lo riporta Il Messaggero

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Luis Alberto, dai battibecchi con Sarri ad un futuro incerto: ora il Milan che l’ha sedotto ed abbandonato

Quel vizietto, non lo perde mai Luis Alberto. C’è stato un altro battibecco con Sarri sabato scorso nella pancia dell’Olimpico, subito dopo la diciottesima sostituzione sgradita dal numero 10 contro il Torino. Ormai sono all’ordine del giorno, non fanno più notizia le discussioni fra il tecnico e lo spagnolo. Proseguono da inizio anno. Lo scorso mese il feeling sembrava finalmente sbocciato, ma poi Luis Alberto ci ricasca di nuovo. Sarri non tollera i suoi mugugni, non può far passare le sue battutine nello spogliatoio, ma stavolta non può nemmeno permettersi di punirlo. Anzi, col Milan il Mago dovrà tornare valore aggiunto perché è uno dei pochi ad essersi sempre allenato. […]

Sottotono contro il Torino, Luis Alberto. Spento sulla trequarti e in difesa, in ogni calcio d’angolo. Nessuna magia all’Olimpico rispetto al Sassuolo. Di solito gli succede nelle partite di cartello. Quest’anno il numero 10 ha infatti collezionato 30 presenze, 4 gol e 8 assist, ma soltanto uno contro squadre che occupano in classifica una posizione migliore della Lazio. L’ultimo passaggio decisivo contro una big risale al 16 ottobre 2021, quando contro l’Inter lo spagnolo partì dalla panchina e, su punizione, mise sulla testa di Milinkovic il gol del 3-1 al novantunesimo. Adesso c’è l’esame Milan per il riscatto di Luis Alberto. È una vetrina anche per se stesso contro la squadra che la scorsa estate lo ha sedotto e abbandonato di fronte ai 40 milioni richiesti da Lotito. I rossoneri offrivano la metà per lo spagnolo.

Oggi lo sconto a 30 milioni sarebbe assicurato perché Sarri da gennaio chiede Vecino al posto di Luis Alberto. Sono in ballo pure Djuricic e Saponara a costo zero, ma prima dev’essere ceduto lo spagnolo. L’agenzia You First, la stessa di Fabian Ruiz e il portiere Sergio Rico (promesso sposo della Lazio con tanto di foto), lo ha proposto al Napoli, che ora sembra interessato. I partenopei però vorrebbero inserire Petagna per il 29enne iberico. La Lazio non vuole invece contropartite, anche perché Sarri preferirebbe Pinamonti o Caputo oppure inserire il pupillo Mertens in attacco. Lotito ne ha parlato con De Laurentiis al telefono e il discorso può essere presto approfondito. Il Messaggero

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Liquidità ed intransigenza, la ferita si è riaperta

La ferita si è riaperta. Lotito ha salvato la Lazio, ma non ha mai conquistato i laziali e la lazialità. “Serve di più”. Lo invocano a gran voce, tanti semplici tifosi fra radio e social, non solo gli ultrà. Il presidente ha spiegato le sue ragioni sul caro biglietti (a quota 20mila, la vendita) di dopodomani sera col Milan: «Solo un pretesto per fare baccano da parte di chi non sarebbe comunque venuto allo stadio o di chi sinora è venuto soltanto per fare cori contro il sottoscritto, perché i prezzi sono quelli delle partite di cartello previsti da inizio annata. Sul costo dei tagliandi, la Lazio è la terzultima società d’Italia». Eppure le sue parole, come sempre, dividono la tifoseria: «La contestazione dei gruppi organizzati può essere sacrosanta, ma ha ragione il presidente che fra i contestatori c’è chi è sempre rimasto a casa e ora approfitta della protesta», assicura Margherita. E ancora: «C’è gente che rivendica la diserzione dell’Olimpico per non dare soldi a Lotito sia che si paghino 10 o 40 euro – scrive Paolo su Facebook – e difficilmente può instillare nei figli la giusta vena di lazialità». Questo però è un problema. La Roma ha portato avanti un’operazione simpatia – per dirla alla Lotito «pubblicità» – per fare sempre più proseliti di fede giallorossa. Così la Lazio invece rischia di disperdere il futuro in città: «A differenza di noi anziani che gioivamo anche solo per vedere i gol in serie B, la passione delle nuove generazioni va alimentata – spiega Francesco su un forum – e quindi devi andarti a prendere i ragazzini come sta facendo l’americano, altrimenti tutto questo presto si pagherà».


LA LIQUIDITÀ


L’asticella da tempo si è alzata, ora è complicato sostenere le ambizioni crescenti della piazza: «A meno che non sia un modo per non far ombra a Trigoria», maligna Stefano in un commento su una pagina Instagram. C’è chi invoca un «aiuto esterno in stile Atalanta» perché vede «dopo 18 anni il massimo raggiunto da questa proprietà». Emanuele su Twitter considera «Lotito al capolinea» nella sua denuncia di dover coprire col botteghino l’Agenzia delle Entrate e le spese dell’Olimpico: «Allora, visto che siamo noi tifosi a pagare la Lazio perché fare col Milan questo autogol?». Soprattutto in un momento così delicato: «Perché il peggio potrebbe venire – sottolinea Alessandro – se non entrassimo in Europa League o in Conference, senza addirittura quei 10-15 milioni per ossigenare il bilancio». Anche perché martedì prossimo la Figc fisserà a 0,6 la percentuale dell’indice di liquidità, parametro imprescindibile per la prossima iscrizione al campionato e per fare mercato. E la Lazio al momento sta sotto: «A quel punto la cessione di Milinkovic diventerà un obbligo». In realtà, bisogna fare i conti anche con la volontà d’addio del serbo.


L’INTRANSIGENZA


È culturale la distanza dalla società. E per Lotito ormai è un’impresa far quadrare le richieste, la passione e i soldi in tasca. E allora lui, il presidente biancoceleste più longevo della storia, quello che ha scritto il 26 maggio a Roma, si rinchiude ancora di più dietro la sua intransigenza. È ferito perché vive ogni critica come irriconoscenza. C’è rimasto male, per esempio, per i cori contro di lui in occasione del tributo a Wilson (scomparso) e alla sua famiglia. Lotito è convinto di essere contestato a priori, qualunque cosa faccia, e quindi contrattacca. Eppure può e deve provarci ancora, seguire i consigli, avere più cura dei simboli («Dopo Peruzzi, il nulla»), delle bandiere e la storia. «Chiami il sindaco Gualtieri per riprendersi il Flaminio, la nostra casa», l’appello di tanti tifosi da qualche settimana. Il patron era con Immobile all’inaugurazione di un ristorante all’Olimpico mercoledì sera. C’era anche l’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, sempre in attesa di una sua parola. Eppure, se non verranno abbattuti i vincoli, Lotito non ricucirà mai nemmeno quella ferita.
Il Messaggero

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Malagò su Immobile: “Mi stupirei se non avesse più spazio in nazionale”. E sull’Olimpico…

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha parlato a margine della presentazione del rinnovo della collaborazione con Herbalife24 in qualità di Sport Nutrition Supplements Sponsor fino alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. “Il giorno che ci fossero uno stadio della Roma e uno della Lazio, e l’Olimpico fosse l’impianto della Nazionale, sarebbe naturale dedicarlo a Paolo Rossi. Tempo effettivo? Sì con convinzione, promuove la lealtà sportiva. Var a chiamata? D’accordissimo. Nazionale, serve una nuova squadra? Questo lo decide il ct. Però, da tifoso, mi stupirei se Immobile non avesse più spazio in Nazionale. Lo considero di gran lunga il più forte centravanti italiano”.

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Olimpico in sciopero, Lotito: “Pretesto per non venire allo stadio, per fortuna il tifoso sano mi è riconoscente”

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, nella quale ha parlato della possibilità che i tifosi biancocelesti non vengano a sostenere la squadra all’Olimpico contro il Milan a causa del caro biglietti: “Ognuno faccia ciò che si sente, se ha la coscienza a posto. A me tutto questo baccano sembra solo un pretesto da parte di chi non sarebbe comunque venuto allo stadio o di chi finora è venuto soltanto per fare cori contro il sottoscritto”.

E a chi gli fa notare che i prezzi sono effettivamente aumentati, risponde così: “Era previsto da inizio anno. Succede da sempre per 4 gare di cartello in tutta la stagione. Per il resto siamo la terzultima società d’Italia per i costi da botteghino. Ho fatto tante volte dei passi indietro, ma pago 300mila euro a partita. Gli introiti da botteghino finiscono direttamente in un conto dedicato all’Agenzia delle Entrate, non sono della Lazio. Se metto i biglietti più bassi, mi chiama lo Stato per chiedermi spiegazioni. E poi rimetto soldi di tasca mia come è già successo”.

Il muro contro muro, è la Lazio che ‘paga’, con un Olimpico deserto: “Non m’interessa. Tanto chi viene allo stadio ormai lo fa solo per insultare il sottoscritto (Lotito, ndr). Anche se per fortuna c’è il tifoso sano, quello che è riconoscente per i trofei alzati e me lo dimostra ogni giorno, anche se fa meno notizia”.

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Lazio, Lotito a cena con De Laurentiis: si parla di Mertens, Petagna, Luis Alberto

Una cena nel cuore di Napoli, al tavolo Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis: nel menù politica calcistica, ma pure mercato. I due presidenti hanno gustato le pietanze, ma hanno pure trovato tempo e modo di sondare diversi calciatori delle rispettive rose. La Lazio è interessata a Dries Mertens, non è un mistero. Il belga è in scadenza con i partenopei, Lotito voleva capire se da parte di ADL ci fosse o meno l’intenzione di proporre il rinnovo al Ciro di Spalletti. Altro nome sul taccuino quello di Andrea Petagna che in estate potrebbe lasciare Napoli. Petagna non ha esattamente le caratteristiche ricercate da Sarri, ma può essere un profilo conveniente nel rapporto qualità-prezzo, inoltre conosce molto bene il campionato e il tecnico laziale ha chiesto il più possibile giocatori rodati, pronti per essere gettati nella mischia. L’ex Spal potrebbe essere coinvolto in un discorso più ampio: il Napoli, dal canto suo, non ha mai dimenticato Luis Alberto, un vecchio amore che non è mai stato possibile avvicinare. Gli Azzurri sono delusi da rendimento di Zielinski che in estate può finire sul mercato, serve un 10 per il 4-2-3-1 di Spalletti e il Mago può essere profilo perfetto in questo senso. De Laurentiis però non vuole spingersi oltre i 20 milioni di euro, per questo Petagna potrebbe rappresentare una carta utile per i partenopei. Sondaggi, idee. In una cena all’ombra del Vesuvio.

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Lazio, gli esuberi pesano: bisogna tagliare 15 milioni di stipendi

Sarà un’estate di fuoco per il ds Tare, dovrà costruire una Lazio a immagine e somiglianza di Sarri con giocatori a parametro zero, cercando di sostituire tutti quelli in scadenza che andranno via, e poi trovare i fondi per inserire gli innesti che mancano. Una parte di soldi si troverà nelle cessioni (Milinkovic o Luis Alberto), l’altra dal risparmio degli esuberi, il cui stipendio pesa sul bilancio per 15 milioni di euro. Muriqi guadagna 2,2 milioni a stagione, quindi 4,4 lordi: cederlo, però, è difficile visto che il Mallorca difficilmente sborserà 13 milioni per il riscatto. Poi ci sono i vari André Anderson, finito al San Paolo (800mila netti a stagione), Durmisi in Olanda (1 milione), Vavro in Danimarca (1 milione), Escalante all’Alaves (1,4 milioni), Djavan Anderson nei Paesi Bassi (500mila) e infine Jony allo Sporting Gijon (1,5 milioni). A loro si aggiungono gli esuberi ancora in rosa, come Akpa Akpro e Kamenovic (500mila a testa). Tra le righe è spiegata la volontà di non rinnovare a Leiva, che dal canto suo rimarrebbe un altro anno, ma guadagna 2,3 milioni a stagione. Lo riporta Leggo.