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Con e senza Europa, le due facce della Lazio: con più riposo è media scudetto

Calcolatrice alla mano e i conti sul tavolo. Sarri analizza la sua Lazio dai due volti ed è arrivato alla conclusione: l’impegno europeo ha tolto tanti punti in campionato. Sono 8 le partite dopo l’Europa League e appena una vittoria (con la Salernitana in disarmo all’Olimpico), con due pareggi e ben cinque sconfitte. L’impegno del giovedì ha pesato tantissimo nella testa e nelle gambe dei giocatori. Media punti: 0,62 a partita. Al contrario invece, senza la Coppa, la squadra ha macinato punti a gran ritmo.

La Lazio senza coppe


Settimane libere, più riposo, più allenamenti. La Lazio senza Europa League ha risposto alla grande: 9 vittorie, 1 pari e solo 2 sconfitte (con Milan e Juventus) in 12 partite di campionato. Media punti di 2,1 punti a match. Il Milan primo in classifica con 63 punti in 29 giornate ha una media identica. Sarri senza partecipare alle coppe si sarebbe potuto ritrovare in corsa per il campionato, non solo per la Champions come indicato dalle proiezioni rilevate nel 2022 (dietro soltanto a Juve, Milan e Napoli con un bottino di 18 punti da gennaio). Le coppe non ci sono più e il tecnico cercherà di tirare fuori il meglio dai suoi giocatori in queste ultime partite di campionato.

Corrieredellosport.it

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Lazio, la cavalcata da Champions viene da lontano, ma nelle ultime otto gare il boom. Tutti i numeri…

Ha numeri da Champions, la Lazio di Sarri. Il quarto posto (della Juve) è lontano 7 punti, ma la confortante crescita dei biancocelesti autorizza a credere nel miracolo. Se si considerano le ultime 20giornate di campionato, ad esempio, la Lazio è quarta (con il Napoli) per punti realizzati (35): un passo da Champions, quindi, che arriva da lontano. Peccato per quelle prime 9 partite, quando la squadra aveva difficoltà a capire il calcio di Sarri e subiva troppi gol. La svolta vera, però, è arrivata nelle ultime 8 gare: in questo segmento di campionato, la Lazioha la miglior differenza reti del torneo (+12), la miglior difesa (appena 3 reti incassate) ed è seconda solo alla Juve per punti conquistati (17 a 18). Di più: in sei di queste otto partite, comprese le ultime due consecutive contro Cagliari e Venezia, inviolata la porta di Strakosha. Così nel 2022, considerando i 5principali campionati d’Europa, solo la Real Sociedad è stata superiore ai biancocelesti alla voce “clean sheet“: 7 a 6. E l’aspetto che più soddisfa Sarri: ha lavorato molto, il tecnico, sulla solidità difensiva della squadra. In questo senso, il derby di domenica è un nuovo, complicato esame da superare per Acerbi e compagni. Dall’altra parte, l’attacco resta il punto di forza della Lazio: solo l’Inter ha segnato di più, 61 reti a 58. La media realizzativa rispetto ai tiri effettuati (322) è però la migliore: 0,18. D’altronde Sarri può contare su quel fenomeno di Immobile, che con il gol al Venezia è arrivato a quota 176 totali in Serie A: ora è a due passi da Boniperti, quattordicesimo nella classifica marcatori all time con 178. E a 180 c’è il più prolifico tra i cannonieri in attività, Quagliarella, la cui media dei gol a gara è però di 0,34, mentre Ciro è a 0,62 con 176 reti in 284 partite: solo Nordahl lo supera con 0,77. La Repubblica

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Immobile, altro inseguimento a Piola: può diventare anche il bomber dei derby

Scrive la storia, giorno dopo giorno: Ciro Immobileè alla continua ricerca di traguardi da raggiungere e fare suoi. L’ultimo lo ha centrato lunedì, segnando all’Olimpico contro il Venezia e superando così le marcature di Silvio Piola. Ora, come riporta La Gazzetta dello Sport, il bomber laziale può puntare un altro record: dopo aver sorpassato il campione del Mondo degli anni ’30 come miglior marcatore all time del club e come attaccante più prolifico relativamente alle sole gare del campionato, adesso il King potrebbe togliergli anche lo scettro di miglior marcatore biancoceleste nella storia del derby. Ad oggi è appunto Piola colui che ha siglato più reti nella stracittadina: 7 totali6 in campionato ed 1 in Coppa Italia; il capitano è a 64 realizzate in Serie A2 in Tim Cup. Laziopress.it

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La Repubblica: “A oggi Lazio, Genoa e Samp farebbero fatica a iscriversi al campionato”

C’è una questione urgente che agita i club di Serie A, e sarà oggi sul tavolo del consiglio della Federcalcio. Si chiama indice di liquidità: fino a oggi serviva solo a limitare il mercato agli spendaccioni, da oggi invece solo chi rientrerà nelle sue maglie potrà iscriversi al campionato di Serie A. Per impedirlo, i club hanno eletto Lorenzo Casini presidente, espressione dell’ala più contraria al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina. Che, di contro, ritiene l’indice di liquidità la sua riforma principe: la mossa con cui dare stabilità al movimento ed impedire ai club di contrarre nuovi debiti, che – solo come esempio – pesano sui bilanci di Juve, Inter e Roma per oltre un miliardo di euro. Un’esposizione aggravata dalla pandemia, certo, ma precedente e di molto al 2020: così il calcio è in una situazione pre fallimentare. E una legge dello stato – la 91 del 1981 – impone alla Figc di garantirne l’equilibrio finanziario. Ma cos’è l’indice di liquidità? È il rapporto tra attivi e passivi a breve delle società. Ed è temutissimo, perché per sbloccare l’indice ci sono solo due possibilità: la cessione di giocatori o un’iniezione di capitale dell’azionista. Insomma, o si vende, o si versano soldi freschi. A gennaio poteva fare mercato solo chi aveva l’indice di liquidità a 0,6: gli attivi insomma dovevano coprire almeno il 60% delle spese, e l’indice ha bloccatogli affari di molti club. Con gli stessi parametri, almeno tre squadre oggi farebbero fatica a iscriversi al campionato: la Lazio e il Genoa, fuori per 28 e 32 milioni, e la Samp. Ma molte di più avrebbero problemi: almeno 6 club sono a rischio.

Per alcune società la riforma è un azzardo. Di certo acuisce ulteriormente la tensione con Lotito, che di Gravina è nemico giurato. E il partito lotitiano, per far saltare tutto, lancia anche sospetti di una norma scritta per punire proprio Lotito. Accuse da cui la Figc potrà uscire intervenendo sui parametri e sui correttivi dei club in modo da renderlo più sostenibile, difendendo la riforma senza avere già adesso un numero 

E provare a rendere “imponderabile” la definizione di chi subirà i danni maggiori. Come? Applicando dei “correttivi” all’indice, che sarà fissato tra lo 0,7 e lo 0,6. Si potrà ridurre il gap con un saldo attivo nella campagna trasferimenti, contenendo il costo del lavoro entro il 60% dei ricavi, e con un buon rapporto tra fatturato e debito, utile a scoraggiare il ricorso a indebitamenti insostenibili. O, extrema ratio, con delle cessioni a giugno, prima che apra il mercato estivo. Certo la Figc vorrà evitare situazioni come quella del Genoa, che a gennaio ha ricapitalizzato spendendo poi l’intera cifra sul mercato. In ogni caso la Serie A non andrà allo scontro, anche se Marotta e Lotito che rappresentano i 20 club nel consiglio della Figc voteranno contro. Parteciperà anche Lorenzo Casini. Ma solo da invitato, quindi non potrà votare. L’elezione a presidente della A (che gli dà di diritto anche il ruolo di consigliere federale) deve ancora essere ratificata: dovrà risolvere il “conflitto” col suo incarico di docente universitario, prima di firmare il contratto con la Lega da 240 mila euro, la stessa cifra dei dirigenti pubblici. In una lettera a Gravina, Casini ha chiesto il rinvio della discussione sull’indice di liquidità: non sarà accontentato. Anche perché il tempo stringe: a giugno l’indice determinerà chi si potrà iscrivere e chi no. E dal 2024 criteri simili, persino più severi, saranno adottati dalla Uefa le Coppe. Anche l’indice di liquidità sarà di anno in anno più stringente, fino ad avvicinarsi al parametro di 1: non si potrà spendere più di quanto si guadagna. In Germania è così da anni.

LA REPUBBLICA – MATTEO PINCI

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Immobile: doppio sorpasso a Piola e Vlahovic e altro messaggio a Mancini

Con la fascia rossa al braccio, nella notte del ricordo di Pino Wilson, Immobile timbra un altro record che entra nella storia della Lazio. Il rigore trasformato con il Venezia è il gol numero 144 in serie A con la maglia biancoceleste: dopo aver affiancato il mitico Piola a Cagliari, Ciro ha firmato il sorpasso scrivendo un altro capitolo della sua leggenda Capitale. Qualche minuto prima, per qualche centimetro di troppo, l’arbitro gli aveva annullato un gol splendido, di destro al volo con la palla che era entrata a fil di palo sorprendendo il portiere e forse anche tutti i suoi compagni: sarebbe stata una delle reti più belle della sua carriera, ma alla fine è andata bene anche così. Il Venezia è la squadra numero 32 a cui l’attaccante biancoceleste ha segnato almeno una volta in serie A: un’altra perla da celebrare non solo prima del derby ma anche in attesa delle convocazioni di Roberto Mancini in vista degli spareggi per i Mondiali del Qatar. Nessun dubbio sulla titolarità di Ciro, che per un’altra settimana è tornato in testa da solo alla classifica dei cannonieri a quota 21, un passo davanti a Vlahovic, ma intanto il segnale al ct è stato ancora una volta molto forte. Scamacca e Belotti, più di Joao Pedro, saranno le sue alternative, ma soltanto a partita in corsa e nel caso in cui si rendesse necessario qualche cambio.
Immobile ha firmato il suo sorpasso personale su Piola; la Lazio, invece, ne ha piazzati due in un colpo solo: grazie all’1-0, tanto di moda da quando Allegri ha inaugurato i successi di corto muso della Juve, la squadra di Sarri è salita al quinto posto scavalcando l’Atalanta, che ha una partita in meno, e la Roma, con cui si confronterà domenica nel tardo pomeriggio in un derby che potrebbe essere decisivo per un posto in Europa. Un successo piuttosto sofferto, perché gli uomini di Sarri non riuscivano a trovare un varco nel fortino del Venezia: e a furia di far girare il pallone senza mai andare in profondità, si stava innervosendo proprio Immobile, quasi sempre fuori dalla manovra. In avvio di ripresa la Lazio ha alzato il ritmo e ha iniziato a colpire con tutta la sua qualità: dopo il gol annullato a Ciro, il vantaggio decisivo su rigore, calciato senza esitazione. La brutta notizia, per Sarri, era già arrivata in precedenza: l’ammonizione di Zaccagni, per una presunta simulazione assolutamente non provata (quando si cade in area e non è rigore, mica può essere sempre considerata una truffa), costerà la squalifica all’esterno biancoceleste, uno dei giocatori più in forma della Lazio. Sarri si consolerà subito con Pedro, già devastante nel derby dell’andata: la sfida tra Mau e Mou è già iniziata. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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Wilson, immagini e cori per una serata da brividi

Brividi forti, come quelli che la Lazio del ‘74 sapeva regalare alla sua gente. Quella di ieri sera è stata la prima partita senza Pino Wilson, il capitano della banda Maestrelli scomparso nella notte tra sabato 5domenica 6 marzo. I minuti che hanno preceduto Lazio-Venezia sono stati da pelle d’oca, anche per i tifosi che non hanno vissuto quello scudetto. È stato come torna- re indietro a dieci anni fa, all’aprile del 2012, alla prima notte dell’Olimpico dopo la morte di Giorgio Chinaglia, un altro dei simboli di quel tricolore. Sui maxischermi, anche durante il minuto di silenzio, sono state proiettate le immagini della Lazio che fu: quella di WilsonChinagliaRe CecconiPulici e del loro condottiero, Tommaso Maestrelli. Prima del match, invece, il presidente Claudio Lotito e Giorgio Sandri, il papà di Gabriele (ucciso nel novembre del 2007), hanno consegnato una targa a James e Gilda, i due figli di Wilson (Pino da oggi riposerà a Prima Porta nella tomba della famiglia Maestrelli). Presenti tanti ex compagni di squadra: da Giancarlo Oddi a Sergio Petrelli, da Vincenzo D’Amico a Franco Nanni a Michelangelo Sulfaro. Non sono mancati nemmeno Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, e Massimo Piscedda. Dalla Nord, che ha esposto lo striscione «Sempre a testa alta in campo e nella vita, nel trionfo e nella polvere», si è alzato il coro «Un capitano, c’è solo un capitano». Tutta la squadra, poi, è scesa in campo con il lutto al braccio: Immobile, invece, al braccio aveva la celebre fascia rossa, dello stesso colore di quella che indossava Wilson. Sulla fascia c’era anche il numero 4, indossato da Patric: «So cosa ha rappresentato Wilson per il club» ha detto lo spagnolo. Durante il riscaldamento i giocatori hanno indossato una maglia bianca raffigurante i colori dell’Ucraina e la scritta «Stop war in Ukraine»: venduta già ieri, da giovedì sarà disponibile presso gli store biancocelesti e il ricavato devoluto per iniziative a sostegno del popolo ucraino. CorriereDellaSerai

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Lotito-Sarri, il ritardo del rinnovo dipende dal bilancio

Dopo un weekend di relax a Cortina, Lotito rientrerà oggi nella capitale per la partita con il Venezia, non vede l’ora di ammirare la sua squadra dopo l’ottima gara contro il Cagliari. Il presidente era già soddisfatto per le ottime prestazioni con Napoli e Porto, che però non hanno portato risultati, tanto che era sceso negli spogliatoi per complimentarsi con la squadra. Dunque, massima fiducia a Sarri e alla sua banda, nonostante non gli abbia ancora recapitato il rinnovo annunciato a Natale. Questo ritardo nella consegna sarebbe legato a questioni di bilancio, infatti il patron starebbe aspettando l’approvazione della semestrale per valutare ulteriormente il futuro della panchina. A cena con il tecnico, comunque, hanno parlato di mercato: Lotito è contento che siano stati rilanciati alcuni big come Radu, Lazzari e Luis Alberto, ma Sarri preme comunque per sei acquisti. Dopo un duro faccia a faccia, Tare ha promesso che questo mese manderà avanti ogni trattativa. Per fortuna stanno rientrando i soldi dello sponsor Binance e presto arriveranno anche quelli di Mizuno; gli incassi dei biglietti incidono poco e, rimanendo in tema, Lotito boccia l’idea dei mini-abbonamenti. D’accordo con il sindaco Gualtieri, il presidente si sta muovendo per far intitolare un parco sulla Cassia a Pino Wilson e presto riaffronterà il discorso Flaminio. Ilmessaggero.it

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Occhi al cielo e lutto al braccio, la Lazio per Wilson

Stasera sarà la prima partita all’Olimpico da quando Pino Wilson se n’è andato. In tribuna ci saranno i familiari insieme ai compagni della Banda Maestrelli, in campo invece i giocatori con il lutto al braccio e Immobile con l’iconica fascia rossa. Prima dell’inizio del match ci saranno immagini e video sui maxischermi e i cimeli del ’74 esposti nel Lazio Museum. E’ così che la Lazio renderà omaggio al Capitano. Lotito, poi, accompagnato da Giorgio Sandri, consegnerà una targa speciale ai figli. Sarà una serata speciale, una serata importante anche per il campionato, visto che con una vittoria si supererebbero in un colpo solo Atalanta e Roma, a una settimana dal derby. Tutti sono con la testa a domenica, ma non Sarri, che non rinuncerà ai diffidati (Luiz Felipe e uno tra Zaccagni e Pedro). Il Venezia evoca ricordi contrastanti ad Acerbi:all’andata segnò, ma si definì lo strappo con la Curva.

Durante il riscaldamento pre-partita, la Lazio scenderà in campo con un’altra maglia speciale per l’Ucraina, che sarà in vendita allo stadio e negli store ufficiali del club e il cui ricavato andrà a sostenere iniziative per il popolo ucraino. La Repubblica

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Una notte speciale per il capitano

Come riportato dal Corriere della Sera, sarà una notte speciale, perché verrà ricordato Pino Wilson. Sui maxischermi saranno proiettate le immagini del capitano del primo scudetto biancoceleste, anno di grazia 1974; all’ingresso della tribuna Monte Mario ci saranno maglie, foto e cimeli in suo onore; Immobile indosserà la mitica fascia rossa dell’ex libero al braccio. Non solo Wilson. I sentimenti verranno scaldati anche dalle t-shirt con le quali i calciatori della Lazio scenderanno in campo per il riscaldamento: ci saranno il simbolo della pace, l’aquila, i colori dell’Ucraina e la scritta «Stop war»

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Arma Zaccagni: ora in Serie A nessuno come lui

Ci ha messo un po’ Mattia Zaccagni a prendersi la Lazio tra infortuni e nuovo tipo di gioco. Poi da dicembre non si è più fermato. E il 2022 lo ha iniziato in modo super: solo Berardi ha servito più assist di lui in campionato (5 contro 3). E in biancoceleste solo Luis Alberto ha spedito al tiro più compagni rispetto all’ex Verona (22 volte contro 13). Sarri se lo gode, ci punta parecchio e ora anche Mancini è pronto a sceglierlo per gli spareggi del Mondiale.

Zaccagni, 2022 da record

Da febbraio in poi nessun giocatore in Serie A ha partecipato a più gol di Mattia: due reti più due assist. Doppietta al Bologna e passaggi vincenti contro Fiorentina e Udinese. “Sono molto contento della mia crescita, ma devo continuare a lavorare per trovare altri risultati”, le parole di Zac. Che non vuole mica fermarsi. Ora è diventato imprescindibile nel tridente di Sarri. Marzo è un mese decisivo per la Lazio con tanti match importanti. Vuole trascinare la squadra sempre più in alto. Corrieredellosport.it