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Lazio, tesoro Milinkovic: brilla in tutta Europa. E a giugno…

Milinkovic esposto al Louvre, ricordando le sue pennellate: «Dicono che i miei assist sono arte», ci ha scherzato su il Sergente. I suoi assist sono capolavori, è il tesoro calcistico della Lazio, se riusciranno a soffiarlo a Lotito si saprà in estate. Milinkovic è davvero da esposizione, il viaggio nell’arte compiuto a Parigi ad inizio settimana è il pretesto per esaltare la sua crescita. In Italia non c’è un centrocampista come lui, capace di segnare 8 gol e di servire 9 assist. In Europa solo trequartisti che si esibiscono da punte vantano numeri migliori. Uno è Payet del Marsiglia, 9 gol e 9 assist in Ligue 1, ma gioca avanzato. L’altro è Nkunku del Lipsia, 14 gol e 7 assist in Bundesliga. Milinkovic è terzo nella classifica dei centrocampisti con maggiori partecipazioni a gol nei campionati top europei. E svetta come colpitore di testa, ha segnato 4 volte, nessuno così tanto. Da leader. La ripartenza della Lazio è coincisa con il risveglio di Luis Alberto e la ricomposizione dell’asse con Milinkovic. Il Sergente, dal 22 dicembre (Venezia-Lazio 1-3) al 5 marzo (Cagliari-Lazio 0-3), ha segnato 3 gol (due all’Empoli e 1 alla Fiorentina) e servito 4 assist in campionato.

L’Ibrahimovic del centrocampo

Sarri l’ha utilizzato nel doppio ruolo, centrocampista e punta aggiuntiva. Spesso si vede Sergej avanzare, stazionare alle spalle di Immobile. Più sterza in attacco, meglio è per tutti, per se stesso e per la squadra. E’ diventato irresistibile Milinkovic: «E’ l’Ibrahimovic del centrocampo», è la solennità concessa da Leiva, esperto del ruolo e del reparto, uno che in carriera di campioni ne ha incrociati. Quella definizione è divenuta celeberrima. Il futuro. Di Milinkovic e del suo futuro se ne parlerà nei prossimi mesi, oggi pensa solo a riportare la Lazio in Europa. Il manager Kezman è stato a Roma a fine gennaio, ha seguito da vicino il caso Kamenovic, è un suo assistito. Ha parlato quotidianamente con Lotito e Tare, ogni discorso su Sergej è stato rinviato. Rispetto agli anni scorsi sarà più difficile resistere ad eventuali offerte. Il Sergente è in scadenza nel 2024 e non si è mai parlato di rinnovo, le eventualità che firmi un nuovo accordo sembrano remote per non dire altro. Tra un anno, restando con lo stesso contratto, il rischio sarebbe di perderlo a zero o di veder deprezzato il cartellino. Milinkovic ama la Lazio, lo dimostra da 7 anni, ogni giorno, in ogni partita. Non farebbe mai uno sgarbo, se deciderà di partire lo farà consentendo alla società di incassare un bel po’ di soldi. Dopo una militanza così lunga, all’età di 27 anni, potrebbe anche decidere di guardarsi realmente attorno. In tanti stanno parlando di lui, alcuni ex campioni nelle scorse settimane lo hanno immaginato nei top club europei, gli troverebbero posto sempre, lo hanno spinto a tentare il grande salto (…). Corrieredellosport.it

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Obiettivo 15 mila con il Venezia, poi il derby. Ipotesi abbonamenti per aprile e maggio

La Lazio conta sull’effetto Olimpico per riprendersi l’Europa sfuggita la scorsa settimana contro il Porto. Il calendario propone ben sette partite su dieci nello stadio amico. Certo, da dicembre in poi, non è andata benissimo ma, se il pubblico biancoceleste decide di scendere in campo, può diventare un fattore nella corsa ai posti utili per le coppe. Solo due vittorie nelle ultime sette partite ( con il Genoa e Bologna) e due sconfitte contro Juventus e Napoli a confermare qualche problema ma la consapevolezza di poter invertire la rotta a cominciare dalla sfida contro il Venezia di lunedì sera. Finora solo 11.5000 biglietti venduti ma ci sono ancora tre giorni pieni per avere un supporto maggiore dai tifosi anche se pesa la scelta della Lega Calcio di posticipare il match e non farlo disputare la domenica pomeriggio. Meglio va per il derby che sarà in trasferta ma, domenica 20 marzo, la banda di Sarri potrà contare sul sostegno già certo di 13.000 sostenitori. Il club sta valutando se proporre dei mini abbonamenti per le ultime cinque gare all‘Olimpico che si disputeranno ad aprile e maggio ma, in ogni caso Lotito è intenzionato a riproporre prezzi bassi per provare a riempire uno stadio che durante i mesi invernali è stato piuttosto freddo. La media è stata di 21.000 spettatori, la Lazio è quinta dietro a Inter, Roma, Milan e Napoli, un risultato non disprezzabile anche se si poteva e doveva fare di più. La scelta di non fare gli abbonamenti è costata la possibilità di avere qualche migliaia di presenze in più. Ora si è tornati sui propri passi con prezzi accessibili e già nelle sfide contro Bologna, Porto, Napoli si sono visti segnali di ripresa. Per la rimonta in campionato c’è bisogno del pubblico biancoceleste. Il Tempo

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Romero-Argentina, convocazione confermata

Quella che era una semplice chiamata, a distanza di pochi giorni è diventata una convocazione a tutti gli effetti. Luka Romero, rivela il Corriere dello Sport, farà parte della spedizione selezionata dal commissario tecnico Lionel Scaloni che affronterà EcuadorVenezuela. L’Argentina ha già strappato il proprio pass per la prossima Coppa del Mondoe le due partite che rimangono non hanno più nulla da dire. Tuttavia, in ballo c’è un importante primato: il ct con un passato nella Lazio vuole raggiungere il record di imbattibilità di 31 partite stabilito da Alfio Basile a cavallo tra il 1991 e il 1993. Al momento Scaloni è a quota 29. Chissà che il baby talento biancoceleste non possa aiutarlo a raggiungere questo traguardo.

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I tifosi sempre più con Sarri ed il derby si fa giá sentire

Le parole sono dedicate solo al Venezia: non penseremo a nient’altro, vincere è indispensabile per continuare a inseguire l’Europa. Ma la testa vola altrove: domenica 20 marzo, ore 18, derby. Ci pensano i tifosi della Lazio, i quali lo dimostrano attraverso la corsa al biglietto: quelli dei settori biancocelesti sono stati venduti quasi tutti, la curva Nord è esaurita, presto non si troveranno più tagliandi per vivere da vicino la gara. Ma inevitabilmente la Roma entra anche nella testa di chi queste due partite deve viverle dall’interno. Come Maurizio Sarri stesso, ad esempio, e come la squadra. Tutto molto normale, quasi scontato: impossibile imporre alla mente di essere concentrata su un evento, quando ne sta arrivando uno fondamentale. I tifosi della Lazio stanno riscoprendo l’amore per il team. Se ne sono allontanati, forse delusi dai risultati non entusiasmanti, certo, indispettiti dalle scelte di Lotito. Sono tornati all’Olimpico in buon numero, sostengono la squadra e se la prendono soltanto con il presidente e con Acerbi, il nuovo nemico. La sensazione è che l’allenatore li stia coinvolgendo sempre di più, il derby potrebbe rappresentare un momento culminante. Corriere della Sera

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Il Mago chiede lezioni extra: con Sarri è amore e i numeri confermano

Il Messaggero analizza la situazione in casa Lazio. Dopo un periodo iniziale condito da litigi, tra Luis Alberto e Sarri sembra sbocciato l’amore, con lo spagnolo che addirittura avrebbe chiesto delle lezioni extra al tecnico toscano. Lo stesso ex Chelsea appare stupito dalla nuova dedizione del Mago che a Cagliari ha dimostrato di poter essere utile persino in fase difensiva. L’occhiolino di intesa con Sarri è un segnale e la Lazio può solo guadagnarci.

(Corriere dello Sport) – Ex peccatore convertito al sarrismo, al culto del gioco coniugato al rambismo e al podismo, Luis Alberto, Mago brontolone, oggi santifica Mau e si sta esibendo nella versione più compiuta. Analizzando i dati della Lega di A è il giocatore della Lazio che crea più occasioni da gol (45), è secondo per assist (7), terzo per tiri (33) ed è ad un passo dalla top fivedei corridori ( ora è sesto con 9,848 chilometri percorsi in media a partita). In estate Luis Albertoaveva rianimato tutte le ombre del passato. Ad agosto aveva litigato con Sarri, gli era sembrato un persecutore e s’era ritrovato in panchina alla prima di Empoli. A ottobre aveva messo un like al post di un tifoso anti-Mau. Da Sarri, sempre a ottobre, Luis Alberto s’era sentito dire: “Non possiamo permetterlo” salvo vedersi catapultato in campo contro la Fiorentina. Il finale di anno è stato altalenante, da metà dicembre in poi gli è scattato qualcosa come a tutta la Lazio. Il 17 dicembre, contro il Genoa, entrando in corsa, Luis servì due assist. A Venezia, il 22 dicembre, sempre subentrando, segnò l’1-3. Dal 6 gennaio in poi (Lazio-Empoli) ha sempre giocato titolare tranne con l’Inter. Non ha solo giocato, ha regalato colpi d’autore, un altro assist (a Bologna) e la rete contro il Cagliari, ispirato da un suo contropiede. Cosa sarà del suo futuro nessuno lo sa. A metà febbraio erano rimbalzati rumors legati al mago e alla Liga, il portale todofichajes.com aveva scritto che il Villareal era pronto a mettere sul piatto 35 milioni di euro per averlo. Luis ha sempre sognato di giocare nel Siviglia. Prima del ritorno con il Porto lo spagnolo, in conferenza stampa, aveva sintetizzato la sua metamorfosi sarriana e rinviato ogni discorso futuro: “Sono cresciuto tanto fisicamente e difensivamente, come mi ha chiesto il mister. Come qualità credo di poter fare di più e aiutare la squadra. Sono tranquillo e sono felice, ho ancora 3 anni di contratto e non ho problemi a rimanere qui“.

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Con il Venezia in onore di Wilson: tutte le iniziative per ricordarlo

 La Lazio pronta a celebrare Pino Wilson all’Olimpico nel match di lunedì prossimo contro il Venezia. Sarà la prima occasione allo stadio per onorare l’addio del grande capitano del primo scudetto scomparso il 6 marzo. 

Come sottolinea il Corriere dello Sport, la dirigenza biancoceleste ha intenzione di invitare i campionai del ’74 come Oddi, Martini, D’Amico, Petrelli e Garlaschelli. In Monte Mario poi, troverà posto la famiglia del capitano: la compagna Daniela e i figli James e Gilda. Volerà Olympia come di consueto, poi sui maxi schermi verrà proiettato un filmato sulle gesta di Pino, Maestrelli e Chinaglia. Seguirà il minuto di silenzio e tutti i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Ciro Immobile indosserà una fascia da capitano rossa, in stile anni settanta, come faceva l’indimenticabile Wilson.

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Lazio, la potenza dell’attacco: è il migliore del 2022

Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport

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È già febbre derby, ma Sarri non farà calcoli con i diffidati. Sprint Felipe…

Allenatori e compagni entusiasti di Anderson. E’ già febbre per la stracittadina del 20 marzo, si va verso il tutto esaurito, restano 2.400 biglietti per i laziali.

Come riportato da La RepubblicaSarri ha già iniziato il pressing sui suoi: c’è il derby alle porte, è vero, ma prima bisogna affrontare il Venezia. Non si farà condizionare dal “pericolo giallo”: Luiz FelipeZaccagni e Pedro sono in diffida, ma due di loro lunedì giocheranno dall’inizio – sicuramente il difensore, forse l’esterno ex Verona – e l’altro entrerà a partita in corso, cioè lo spagnolo al posto dello stesso Zaccagni o di Felipe Anderson, dipenderà dalle esigenze della gara. A proposito di Felipe: i suoi compagni assicurano che sia al top della forma sia dal punto di vista fisico che mentale. Con la rete ai sardi è arrivato a quota 5 in campionato e 6 stagionali (1 in Europa League). E l’assist a Luis Alberto è il settimo in Serie A. Sarri è intenzionato a sfruttarne il momento magico, sarà titolare col Venezia e poi nel derby. Se la squadra è chiamata a concentrarsi sul Venezia, la tifoseria pensa invece al derby: dei 14mila biglietti messi a disposizione dei laziali, ne sono stati venduti 11.600, ne mancano 2.400. Con la Roma che gioca “in casa”, già 48 mila gli spettatori garantiti per la sfida del 20 marzo (ore 18). Alla fine previsti circa 36 mila romanisti e 14mila laziali. Quella partita sarà una delle 7 gare (su 10) che gli uomini di Sarri giocheranno all’Olimpico da qui fino al termine del campionato: una spinta in più per provare la rimonta sulle squadre che li precedono in classifica. La Repubblica

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Lazio-Sarri, le condizioni per prolungare il futuro insieme

Accordo fino al 2025 di nuovo vicino, ma il tecnico chiede garanzie sugli acquisti.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, mancano ancora due mesi alla fine della stagione, ma la programmazione della prossima annata è già iniziata. E prevede, al primo punto, la conferma di Sarri in panchina.
Rinnovo, si riparte. La scorsa estate il tecnico biancoceleste ha firmato un biennale con la Lazio, e da mesi si parla di un prolungamento contrattuale fino al 2025:  la firma era attesa proprio durante le feste di fine anno, ma è slittata per poi essere addirittura congelata. Colpa di certe frizioni sorte tra le parti durante il mercato invernale. Negli ultimi mesi, però, la società ha registrato positivamente una svolta tecnico-tattica: la squadra che è cresciuta nel gioco e nei risultati, e l’allenatore è soddisfatto del rapporto creatosi con l’ambiente.
Garanzie. Affinchè l’accordo si realizzi ci sono delle garanzie che entrambe le parti vogliono: i dirigenti chiedono di eliminare la clausola rescissoria che consente al tecnico di liberarsi per l’estero, l’allenatore vuole delle rassicurazioni sul prossimo mercato. Sarri è disposto ad accettare il sacrificio di un big (Milinkovic il principale indiziato), che serva  a finanziare 5-6 acquisti di grande livello per migliorare la rosa.E vuole avere voce in capitolo su questi acquisti – non è un mistero che abbia già indicato i nomi di Vitinha, Maxime Lopez e Kepa. La prossima sosta del campionato, a fine mese, potrebbe essere l’occasione giusta per passare dalle parole ai fatti. Laziopress.it/gazzetta dello Sport

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Calciomercato Lazio, da Strakosha a Radu, passando per Patric e Marusic: la situazione sui rinnovi

Scadenze vicine. La Lazio, che nelle ultime finestre di mercato ha dovuto fare i conti con l’indice di liquidità, che ne ha limitato le operazioni in entrata, sta rischiando di perdere tanti giocatori a parametro zero. Sono infatti in scadenza Luiz Felipe, Patric, Marusic, Strakosha, Leiva e Radu. Situazioni diverse, ma perderli tutti senza indennizzo e quindi senza monetizzare, non sarebbe affatto di buon auspicio in vista del mercato estivo. Per questo il direttore sportivo Tare sta cercando di trovare una soluzione.

Sono praticamente persi Luiz Felipe e Patric. Entrambi dovrebbero andare a giocare in Spagna. Il primo è vicino all’accordo con il Betis Siviglia, il secondo dovrebbe andare al Valencia. Patric già a gennaio aveva spinto per la cessione, ma la Lazio ha fatto muro non avendo alternative in difesa. Filtra invece ottimismo sul rinnovo di Marusic. La Lazio ha ottimi rapporti con lui e con il suo procuratore (Kezman, che gestisce anche Milinkovic e Kamenovic, tesserato a gennaio benché Sarri non fosse convinto). Entro fine campionato il club biancoceleste conta di annunciare il rinnovo. Non è escluso che rinnovino anche Leiva e Radu: il primo però vorrebbe tornare a giocare in Brasile, il secondo è più facile da convincere. Entrambi hanno faticato nella prima parte di stagione, riuscendo però a ritagliarsi maggiore spazio nella seconda. Si cerca infine di trovare un accordo con Strakosha: il portiere si era incupito perché scavalcato nelle gerarchie da Reina, ma ora che si è ripreso la maglia da titolare potrebbe anche decidere di restare. La Lazio intanto si guarda intorno e valuta il profilo di Sergio Rico, di proprietà del Psg ma attualmente in prestito al Maiorca. Potrebbe essere lui il sostituto di Strakosha se non si trovasse un’intesa con l’albanese. Ma le scadenze in casa Lazio sono tante e sono vicine. Per non ritrovarsi con troppe caselle da riempire in estate i biancocelesti vorrebbero riuscire a strappare qualche rinnovo.