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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Pisa a Ferrieri Caputi

La designazione arbitrale della 38ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Pisa alla signora Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione di Livorno.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Niedda ed Emmanuele: Di Marco sarà il IV ufficiale mentre Ghersini e Piccinini sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 2° incrocio tra Ferrieri Caputi e i biancocelesti, una vittoria, così come con i toscani, una sconfitta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “La situazione sta sfuggendo di mano. Politica e istituzioni, è giunto il momento di intervenire” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Voglio parlare di quello che dovrebbe avvenire da domani in poi. Mi rivolgo alla politica e alle istituzioni: è giunto il momento di intervenire, la situazione sta sfuggendo di mano. La situazione è seria, non la facciamo diventare preoccupante e pericolosa. Nessuno può dire ai tifosi che sono dei ‘stronzi’, se lo dico io dopo un’ora ho la polizia in casa. Non posso dire ai giocatori che ‘si cacano sotto’, per poi, tra l’altro, andare due ore dopo alla festa di Pedro.

Il palazzo qui sta andando in fiamme e qualcuno è in giardino a potare le piante, interveniamo prima che sia troppo tardi

L’allenatore non è mai stato un problema e non lo sarà, quindi è superfluo anche parlarne. La Lazio venderà i calciatori migliori per fare cassa e risparmiare sugli ingaggi. Arriveranno giocatori sconosciuti, o a parametro zero, che guadagneranno poco. Fabiani disse che si sarebbe dimesso in caso di fallimento, sto aspettando la lettera di dimissioni”.

Qui ci sono problemi urgenti e parliamo di Flaminio, un progetto futuribile”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Le parole di Lotito sono una ferita. Ente morale e poi? Ha perso i freni inibitori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le dichiarazioni di Lotito? Quelle parole, per forma e contenuto, producono una ferita. Parla di ente morale che però contrasta con quel linguaggio e quelle offese nei confronti dei tifosi della Lazio e dei giocatori. Siamo in un caos disorganizzato. Il primo pensiero che ho fatto è che queste parole vengono pronunciate da un senatore della Repubblica. Questa è una situazione che di razionale non ha più nulla. In questo astio, ormai radicato e reciproco, ha perso ogni forma di freni inibitori. Il rapporto con la tifoserie a è completamente irrecuperabile e ogni volta che parla è uno sfogo contro.

Lotito aveva già parlato in un certo modo dei calciatori e non pensate che tutti loro hanno fatto finta di niente. Quella telefonata aveva colpito molto nello spogliatoio, anche se non ci sono state reazioni eclatanti”.

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RASSEGNA STAMPA

Intanto Sarri tiene il Napoli in sospeso: Atalanta in forcing, il Comandante prende tempo

La situazione tra il Napoli e Sarri è diventata più scomoda ieri, al culmine di una giornata in cui la posizione dell’allenatore scelto per sostituire Conte non è cambiata rispetto a martedì. O comunque non è cambiata in meglio: quello che al Maradona, all’epoca San Paolo, avevano battezzato il Comandante non ha sciolto il groviglio di dubbi che finora gli ha impedito di accettare la proposta di De Laurentiis e Manna. Un biennale con opzione sul terzo anno e soprattutto la prestigiosa eredità di Antonio in panchina nell’anno del Centenario. Il pressing dell’Atalanta e l’offerta di Giuntoli, prossimo a diventare il direttore delle operazioni tecniche della Dea, evidentemente hanno creato un solco importante e ampliato le distanze. E così quella deputata a diventare la giornata dell’avvicinamento, s’è invece trasformata in quella dell’allontanamento. Dire che da ieri Sarri sia più distante dal Napoli significa fotografare la realtà: probabilmente oggi sarà più chiaro se il revival salterà definitivamente, ma di certo non sono stati compiuti quei passi che il club s’aspettava. De Laurentiis ha fretta: di capire e di individuare un allenatore pronto a guidare la squadra con entusiasmo e ambizione in un momento speciale. Un gruppo forte, pieno di talento e pronto a ripartire dopo un biennio di vittorie e grandi sacrifici. E così è stato anche intensificato il lavoro su altri fronti: innanzitutto Massimiliano Allegri, l’uomo che con Conte ha dominato la scena degli ultimi sedici anni del calcio italiano, già un’estate fa bloccato con la penna tra le dita dopo la decisione di Antonio di proseguire l’avventura dopo lo scudetto. E poi Vincenzo Italiano, un vecchio pallino, un profilo mai sparito dai radar tinti di azzurro attraverso le epoche di Spezia e Fiorentina. Le rispettive situazioni con il Milan e il Bologna sono coperte dalle nuvole. Il Napoli lavora.Calciomercato Napoli

Sarri nella morsa di una Sirena e di una Dea: Parthenope e Atalanta, Napoli e Bergamo, Aurelio e Cristiano. Il trio di ieri che oggi è un triangolo. Le prospettive sono diverse a cominciare da Champions e Conference :dopo una stagione infernale alla Lazio – ieri riunita alla festa di addio di Pedro senza Maurizio, unico assente – certe riflessioni che coniugano passato, presente e futuro sono comprensibili. Fanno anche rima con scelte di vita: tutto legittimo e da rispettare. Ma il Napoli, dicevamo, ha una fretta del diavolo di programmare il futuro e non può permettersi frenate: ha accontentato Sarri su tutta la linea ma a questo punto è ovvio che non aspetterà più di tanto. O magari non aspetterà più. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una squadra sempre più smontata. E Lotito incentiva la smobilitazione

Il puzzle attuale, con tutti i tasselli completi e sistemati, non è che abbia ottenuto risultati eccezionali. Il problema, in ottica estiva, è che rischiano di cadere tanti altri pezzi, alcuni fondamentali per la rosa. Una Lazio smontata, ancora di più. Scadenze vicine e pericolose. La difesa è il reparto che ha dato risposte migliori e il primo che preoccupa per i nomi in ballo. Gila e Romagnoli con il contratto che termina nel 2027, la loro coppia ha rappresentato il punto di forza della squadra e adesso simboleggia quello debole in vista del prossimo mercato. Senza pensare che Romagnoli, uomo-guida della linea di Sarri, ormai prossimo all’addio, aveva in realtà già salutato a gennaio, non fosse stato per la diatriba con la società legata alle ultime mensilità a cui si è rifiutato di rinunciare. Affare fatto con l’Al-Sadd, poi saltato l’ultimo giorno della sessione invernale dopo smentite e comunicati, confronti accesi a Formello e nuove tensioni tra le parti. 

Il futuro di Romagnoli e Gila

Tra poco si capirà se i qatarioti si rifaranno sotto con convinzione centrando un acquisto a quel punto soltanto rinviato di 6 mesi. La Lazio deve decidere cosa fare a un anno dallo svincolo a parametro zero. Il discorso si complica nel caso di Gila: nessuna possibilità di rinnovo, cartellino dal valore più alto, ma anche il 50% dell’eventuale cessione da riconoscere al Real Madrid come pattuito del 2022. Sullo spagnolo c’è l’interesse di diversi top club, in Italia ci hanno pensato soprattutto Inter e Milan, Lotito e Fabiani sperano in un’asta che possa portare nelle casse una cifra importante da reinvestire per il sostituto. Nei ragionamenti, così non fosse, non va esclusa l’idea di una permanenza fino a scadenza. Vanno tenuti in considerazione gli aspetti tecnici ed economici. Lazio

I giocatori che potrebbero salutare

Gila e Romagnoli in uscita, non finisce qui. In difesa Marusic è l’unico ad aver rinnovato e certo di rimanere (prolungamento fino al 2028, con opzione 2029). Hysaj si libererà dal 1° luglio, come lui Basic a centrocampo e Pedro in attacco, dove non sarà riscattato Maldini dall’Atalanta (ci sarebbe stato l’obbligo a 14 milioni in caso di qualificazione europea). In bilico, per ovvi motivi, ci sono tutti gli altri in scadenza nel 2027: Patric, Cataldi, Gigot, Lazzari, Pellegrini, Cancellieri e Provedel, che potrebbe finire all’Inter come nuovo dodicesimo di Chivu. Uno smantellamento progressivo già iniziato a stagione in corso con la partenza di Castellanos e Guendouzi. Mezza rosa medita l’addio, volutamente o forzatamente. Anche Tavares e Isaksen erano nella lunga lista dei calciatori finiti in discussione a gennaio. Le nuove valutazioni dipenderanno dalle offerte che verranno recapitate, in parte dal tecnico che prenderà il posto del Comandante. Le possibili modifiche della rosa, in attesa di conoscere i margini di manovra sul mercato, destano apprensione e inquietudine. Le parole di ieri di Lotito possono accentuare la frattura con lo spogliatoio e incentivare la smobilitazione. Pochissime certezze, interrogativi a non finire. La Lazio è un puzzle che si sta smontando un pezzo alla volta senza che ci sia la forza di ricostruirlo. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito senza freni: “Se i tifosi non vogliono non vengano, stronzi che si sfogano su di me. Squadra senza attributi. Su Sarri…”

“Sti c…i.” Claudio Lotito liquida così Tommaso Paradiso, ex voce dei Thegiornalisti e tifoso biancoceleste, che gli aveva scritto una lettera aperta accusandolo di aver “desertificato un popolo” e allontanato i laziali dall’Olimpico. Lo show del presidente della Lazio è alla buvette di Montecitorio. Il senatore forzista non le manda a dire a nessuno: sui tifosi, sulle critiche interne alla società, sul suo futuro da patron. Un sfogo a ruota libera.La lettera del cantante romano aveva fatto rumore nelle ultime ore tra i tifosi biancocelesti. Lotito la smonta in poche parole: “Io non ascolto la musica, non ballo, non ho tempo. Dormo tre ore a notte, poi lavoro. Non so chi sia questo Tommaso Paradiso”. Poi aggiunge, con tono più distaccato: “Ognuno può scrivere quello che vuole, ma sempre nel rispetto della legge”.

Sulle curve semivuote dell’Olimpico, Lotito scarica la responsabilità sui tifosi stessi: “Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano”. Poi la stoccata che farà discutere: “Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina”. Ai cronisti che gli chiedono di ricucire il rapporto con la tifoseria, Lotito risponde secco: “Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno”, aggiungendo però che qualcuno “l’ha alimentata anche dentro la società” — una frecciata verso l’interno che non specifica ulteriormente. Sul suo ruolo da presidente è netto: “Il tifoso deve tifare, io faccio il presidente. Voglio rendere la Lazio immortale, indipendente anche da Claudio Lotito. Devo tutelare la storia della Lazio, non posso farla fallire”. Infine il passaggio su Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste dato in uscita da Formello e conteso da Napoli e Atalanta: “Ha un contratto con la Lazio, punto”

Incalzato dai cronisti, aggiusta un po’ il tiro: “Sul risultato” i tifosi “hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato, è andata male- ammette Lotito- una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti”. Rivendica, però, di essere sempre presente: “Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ‘sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma…”. L’anno è finito con le sconfitte in finale di coppa Italia e nel derby: “Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io…”.

Lo sciopero degli abbonati ha inciso sul rendimento della squadra? “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa- osserva Lotito- ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”. Per Lotito “il tifoso deve avere pazienza: al 30 di novembre del 2027 finiscono tutti i debiti fatti dagli altri, dagli scienziati esperti di calcio prima di me”. A quel punto “recupererò 30 milioni di euro l’anno di cassa. Poi sto facendo lo stadio e sto quotando la Lazio al Nasdaq di New York, capitalizzerà un miliardo e mezzo, tre con lo stadio: do you understand?”.

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Lazio, ultima chance per Przyborek: spera di esserci contro il Pisa

Quella di sabato può diventare l’occasione dell’esordio in biancoceleste del polacco.

Arrivato a gennaio dal Pogoń Szczecin, è stato utilizzato una volta con i ragazzi di Punzi, che l’ha convocato e schierato nel baby derby del 19 aprile: 71 minuti in campo in una sfida senza emozioni, terminata 0-0 al Fersini. È servita per riattivare le gambe dopo quasi tre mesi passati in panchina, senza mai trovare sbocco sul campo. Il discorso non è cambiato fino alla penultima giornata, è rimasta solamente la gara con il Pisa per rompere il ghiaccio in prima squadra. L’emergenza a centrocampo può aiutarlo a centrare il debutto in corsa. Przyborek, riporta il Corriere dello Sport, può sfruttare i forfait dei compagni per centrare la prima presenza con la Lazio. Nel mercato invernale Fabiani aveva chiuso il suo acquisto per 4,5 milioni di euro più bonus, crede nelle sue qualità, il desiderio di vederlo all’opera non si è mai concretizzato.

Classe 2007, il più giovane della rosa. Sarri non l’ha ancora preso in considerazione, in conferenza ha ribadito l’addestramento tattico e il lavoro fisico necessari prima di gettarlo nella mischia.«Per il ruolo da mezzala ci vorrà più tempo», aveva spiegato l’allenatore. Nel 3-5-2 della Polonia Under 19, di cui è il capitano, è stato schierato da seconda punta nelle amichevoli disputate a marzo. Per Przyborek l’unica chance rimasta è la giornata conclusiva con il Pisa. L’ultima possibile.

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Lazio, si riapre la pista Diogo Leite: le ultime sul centrale portoghese

Corriere dello Sport

Nelle ultime ore in particolare sono arrivati due segnali in vista della prossima annata: Alfonso Pedraza e Diogo Leite hanno salutato ufficialmente Villarreal e Union Berlino. Il primo, ribadisce il Corriere dello Sport, è già destinato a vestirsi di biancoceleste, il secondo potrebbe tornare presto nei radar. Pedraza, infatti, sarà un nuovo giocatore della Lazio. Lo spagnolo aveva già trovato da tempo un accordo per trasferirsi a parametro zero a Roma e il Villarreal ha ufficializzato il suo addio con un lungo comunicato pieno di affetto e riconoscenza.

Diversa, si legge, la situazione legata a Diogo Leite. Il centrale portoghese era stato trattato concretamente già a gennaio, prima che l’operazione si arenasse tra problemi fisici e questioni legate ai suoi agenti. Ora, però, può tornare di moda. Il difensore ha salutato ufficialmente l’Union Berlino: «Non è stato solo il luogo in cui ho giocato a calcio, ma quello in cui sono cresciuto e ho vissuto alcuni dei momenti più importanti della mia carriera». Un addio che lo rende di fatto libero e che potrebbe riaprire immediatamente la pista Lazio. Il club biancoceleste aveva già mostrato interesse forte nei suoi confronti e nelle prossime settimane potrebbe tornare alla carica.

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Lazio, Fabiani sonda Pisacane ma il nome più caldo è Palladino: il borsino del dopo Sarri

La Lazio si muove in silenzio, ma il cantiere della panchina è già aperto. Il futuro di Maurizio Sarri resta appeso a valutazioni, riflessioni e possibili tentazioni esterne, con Napoli e Atalanta sullo sfondo. Per questo il club biancoceleste non vuole farsi trovare impreparato e ha iniziato a sondare più profili per l’eventuale successione. Secondo quanto riportato da Il Messaggero il nome più caldo è quello di Raffaele Palladino. L’allenatore dell’Atalanta avrebbe già dato la propria disponibilità a raccogliere l’eredità di Sarri alla Lazio. Un’apertura importante, che lo colloca tra i candidati più credibili per la panchina biancoceleste.

Palladino è considerato un profilo giovane, ambizioso e già pronto per una piazza esigente. La sua posizione è legata anche agli incastri che riguardano l’Atalanta, dove il futuro tecnico sembra destinato a cambiare. La Lazio valuta il suo nome con attenzione, consapevole che il dopo Sarri non potrà essere improvvisato. La società, però, non ha ancora sciolto il nodo principale: prima bisognerà capire cosa farà Sarri. Il tecnico ha un contratto, ma il clima attorno alla squadra e le parole di Lotito hanno reso il quadro più delicato.

Fabiani spinge per Pisacane

Tra i nomi in lista c’è anche FabioPisacane, reduce dall’esperienza al Cagliari. È un profilo che piace a Fabiani, pronto a sostenerne la candidatura. La Lazio lo considera un’opzione concreta, anche se al momento Palladino sembra più avanti nelle gerarchie. Pisacane rappresenterebbe una scelta diversa, più coraggiosa e meno scontata. Proprio per questo il suo nome resta sul tavolo, soprattutto nel caso in cui il club decidesse di aprire un nuovo ciclo con un tecnico emergente.

Restano sullo sfondo anche ThiagoMotta e Sergio Conceição, ma si tratta di piste più complicate. L’ex Juventus è considerato un profilo di alto livello, ma guadagna ancora tanto e ha estimatori anche fuori dall’Italia. Conceição, invece, resta un nome forte, ma difficilmente raggiungibile alle attuali condizioni.

Il vero spartiacque resta Sarri. Napoli e Atalanta osservano, De Laurentiis e Percassi hanno scenari aperti, mentre Lotito continua a ribadire che il tecnico è sotto contratto. La sensazione è che la Lazio abbia già preparato il piano B, ma aspetti il momento giusto per affondare.

In parallelo, il club lavora anche sul mercato: Gattuso e Grosso sono ancora in lista, mentre in difesa restano da valutare le posizioni di Gila, Romagnoli e degli altri giocatori in scadenza. La Lazio è davanti a un’estate decisiva: prima la panchina, poi la ricostruzione. Il Messaggero.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Mi chiedo se la Lazio può e vuole rilanciare. Il nuovo tecnico sarà…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Come non mai, da tifoso laziale, mi sento nel punto più basso. Al di là di un aspetto tecnico peggiorato, era difficile pensare di poter andare in crisi di risorse e di conti. Il progetto tecnico negli anni ha gradualmente perso quota in termini di importanza, ma ci si affidava ad una società solida. Questa stagione è iniziata con una bugia detta al tecnico ed è proseguito con la sessione invernale in cui sono stati ceduti giocatori. Ora ho paura di quello che potrà essere il futuro di questa squadra ed il suo livello di competitività. Il mio dubbio è se questa società ha possibilità e volontà di evitare questo rischio.

Il tecnico che verrà alla Lazio non deciderà nulla sul mercato. L’identikit del nuovo tecnico, vista la situazione, dipenderà da quello che vogliono dalla squadra. Se vuoi una squadra che non molli mai scegli Gattuso, altrimenti puoi andare su un giovane emergente in rampa di lancio. Oppure puoi andare all’estero di medio calibro che viene qui e si accontenta di quello che propone il club. Uno come Italiano, per essere chiari, oggi non accetta la Lazio”.