Da un estremo all’altro. La Lazio, nel campionato in corso, è la squadra che ha utilizzato meno giocatori di tutti: appena 21. L’ultima sessione di mercato era stata valutata positivamente, ma molti dei calciatori acquistati trovano poco spazio. Mai (o quasi) dall’inizio: Gila non è mai stato schierato titolare in Serie A, Maximiano e Cancellieri solo una volta, Marcos Antonio ha giocato dal primo minuto in appena tre occasioni su 17. Se a questi si sommano le poche presenze (specie dall’inizio) anche di altri atleti arrivati recentemente come Basic (appena 4 gettoni da titolare in questo campionato) e Romero (un’unica presenza), si intuisce che i calciatori sui quali Sarri punta veramente sono pochi. Considerando che nessun tecnico in Italia ha utilizzato meno calciatori di Sarri, il fatto che una buona parte di questi scendano raramente in campo, fa sì che gli altri vengano spremuti. Dal gennaio del 2022 in poi, infatti, la Lazio ha disputato 46 gare ufficiali, e Felipe Anderson non ne ha saltata nemmeno una. Non solo: il brasiliano ne ha disputate ben 42 da titolare, Milinkovic 41, Marusic 40. É evidente che Sarri abbia una considerazione molto diversa dei vari calciatori citati. Non tutti sono adatti alle ambizioni Champions che la società ha. Non un caso dunque che ci sia una grande differenza fra i primi e i secondi tempi: se si considerassero solo i primi 45 minuti di gioco, infatti, la Lazio sarebbe addirittura prima in classifica. Nei secondi tempi, quando, giocoforza, il tecnico effettua i cambi, il livello scende drasticamente, tanto che i biancocelesti hanno lasciato per strada ben 13 punti. Tantissimi, tanto che è impossibile considerarlo solo un caso. Per Sarri però trovare una soluzione, senza l’aiuto della società, è difficile: i numeri, infatti, gli danno ragione. La Lazio vola quando in campo ci sono i titolarissimi. Altrimenti fa fatica. Ma continuando a spremere i giocatori, schierandoli quasi in ogni occasione, è inevitabile che questi si stanchino prima e rendano meno. Servirebbe una rosa con maggiore equilibrio. Nel minutaggio, e probabilmente nella qualità.
Corriere della Sera