Consapevolezza. Che a volte manca. Ai tifosi, che in quanto tali sono portati a sognare, ma anche alla società. Da quando è a Roma Sarri più volte ha sottolineato il fatto che la Lazio non è un top club. Domenica, dopo il pareggio con l’Empoli, ha perfino detto che “per noi andare in Champions sarebbe un miracolo”. Eppure l’ambizione del club (che evidentemente il tecnico non reputa tarata adeguatamente) sarebbe quella. Già ai tempi di Inzaghi il presidente Lotito, commentando i risultati della squadra, aveva affermato che “Simone non è mica mago Merlino”, come a dire che i risultati raggiunti in quel periodo erano scontati per il valore della rosa. Non un caso, dunque, che Inzaghi, come da lui stesso sottolineato, fosse l’unico allenatore fra i 16 arrivati agli ottavi di Champions nel 2021, con il contratto in scadenza. La società non riteneva eccezionali i suoi traguardi. In alcuni anni, senza i trofei vinti, Inzaghi avrebbe perfino rischiato l’esonero (per esempio il 2018-19, quando la Lazio arrivò ottava in campionato). In realtà la storia parla chiaro. Dalla Champions 2005-06 (la prima alla quale la Lazio, guidata da Lotito, avrebbe potuto qualificarsi) in poi, infatti, i biancocelesti sono arrivati solo due volte alla fase a gironi. Poco, molto poco. Basti pensare che in Germania sono ben 8 le squadre che in tal senso hanno fatto meglio dei biancocelesti. Fra queste ci sono società come Borussia Moenchengladbach, Werder e Schalke che a Roma non vengono percepite come superiori. A queste otto si potrebbe aggiungere anche l’Eintracht (sarebbe la nona), considerando che ha una qualificazione in meno della Lazio, ma ha vinto l’Europa League (un titolo internazionale a Formello manca dalla Supercoppa Europea del 1999). In Italia, Inghilterra e Spagna sono 18 (curiosamente 6 per ogni campionato) le squadre che dal 2005 sono arrivate in Champions con più frequenza. Anche qui fra Marsiglia, Bordeaux e Lilla alcuni club a tifosi e società probabilmente non sembrano superiori alla Lazio. La realtà è che considerando i maggiori cinque campionati d’Europa ben 32 squadre si sono qualificate alla Champions più spesso dei biancocelesti da quando c’è Lotito. Sarri e il suo staff considerano la Conference League un titolo difficile da conquistare per la presenza del Villarreal (sesto in Liga) e del West Ham (17esimo in Premier), che valutano superiori. Eppure la società era convinta di avere una squadra adeguata a competere non solo in campionato, ma pure in Europa League (fuori al primo turno). E allora probabilmente ha ragione Sarri (come Inzaghi quando diceva che “le altre hanno una corazzata, noi no”) e per la Lazio andare in Champions sarebbe un miracolo. Ma è proprio il tecnico, che ha allenato a livelli più alti, a dover aiutare il club a crescere, senza accontentarsi dello status attuale. E trasmettere alla società la consapevolezza che manca qualcosa.
Corriere della Sera