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ARBITRI

Frosinone-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Frosinone-Lazio, designazione arbitrale e precedenti: aarà il signor Rapuano della sezione di Rimini a dirigere l’anticipo di sabato 6 marzo. Il fischietto sarà coadiuvato da Bercigli e Garzelli. Il IV uomo sarà Baroni con Abisso al Var e Di Paolo all’Avar.

Quattro i precedenti con la Lazio: 3 vittorie e una sconfitta.

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FORMELLO

Autogestione Lazio: ritiro già finito

Da Formello trapela che i giocatori siano stati informati che il ritiro ‘punitivo’ iniziato ieri sera sia già finito. Infatti dopo l’allenamento mattutino i calciatori sarebbero liberi di tornare a casa. L’ombra dell’autogestione si allunga sulla Lazio…

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Martusciello non ha certezza di rimanere oltre Frosinone. Nel caso ci sarà un traghettatore” (AUDIO)

E’ successo di tutto nelle ultime 48 ore GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ successo di tutto nelle ultime 48 ore. Lotito e Fabiani sono rimasti spiazzati da questa decisione di Sarri di lasciare e il fatto che la squadra sia stata messa nelle mani di Martusciello la dice lunga sul fatto che pensavano che le dimissioni potessero rientrare. Sarri c’è rimasto piuttosto male per la decisione di Martusciello, ma vedremo la stessa squadra come reagirà contro il Frosinone a questa decisione tecnica.

Anche per noi che seguiamo la Lazio professionalmente è stata una doccia fredda. Ad esempio anche l’ingaggio alto di Sarri e il livello di guida tecnica erano la certezza che si volessero fare investimenti sulla Lazio e che si volesse crescere. Adesso dobbiamo ammettere che evidentemente non era così. Non possiamo dire che non sia cambiato nulla nel cambio Martusciello-Sarri perché Sarri era una guida carismatica, ma dal punto di vista tecnico non c’è grande differenza. Anche i calciatori immagino siano spiazzati perché un cambio allenatore di solito vuol dire anche cambiamenti tattici e altro, mentre così…

Che subentri il vice in caso di allontanamento del titolare, ci può stare. Lo stesso Martusciello non sa se andrà oltre Frosinone: se la squadra darà un segnale importante in Ciociaria allora si ragionerà sulla sua permanenza, ma al di là del risultato. Si valuterà la risposta della squadra.

Io penso che la conferma di Martusciello possa servire per avere un po’ più di calma – visto che dopo il Frosinone c’è la sosta – per poter fare sondaggi e trovare un nuovo allenatore. Serviva per evitare di dover scegliere in 24 ore. Ad esempio Edy Reja è stato il primo a essere chiamato per fare il traghettatore, ma lui ha declinato. Anche su Rocchi è stato fatto sondaggio. Se pensi che Martusciello debba rimanere sino a fine stagione, i sondaggi non li fai, quindi…

Con Tudor c’è stato un discorso, ma lui non vuole fare il traghettatore, ma almeno un anno e mezzo di contratto. Ci sono allenatori che piacciono e che ora non sono liberi e che potrebbero a fine stagione fare al caso della Lazio, come Palladino e come altri”.

Alessio Buzzanca

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SOCIETA'

UFFICIALE – Dimissioni Sarri e squadra a Martusciello: “Grazie per i traguardi raggiunti”

“La S.S. Lazio rende noto che Maurizio Sarri ha rassegnato le proprie dimissioni da allenatore responsabile della prima squadra. La Società ringrazia il tecnico per i traguardi raggiunti e per il lavoro svolto, augurandogli le migliori fortune umane e professionali. Contestualmente, il Club comunica di aver deciso di affidare la guida tecnica a Giovanni Martusciello”. Nota ufficiale S.S. Lazio

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il post Sarri: dal “sì” di Martusciello a Lotito agli ex Lazio, passando per Tudor e Gattuso. La situazione

Klose, Parolo o Brocchi…

Klose, Parolo o Brocchi come traghettatori per tre mesi oppure Tudor e Gattuso come candidature a lunga scadenza che brucerebbero i sogni del futuro come Scaloni, Sergio Conceicao e Thiago Motta? Dopo un pomeriggio nel pieno caos e un lungo vertice notturno, in casa Lazio sembra che sia prevalsa un’altra soluzione all’addio di Sarri, quella di andare avanti con il suo vice, Giovanni Martusciello, che avrebbe dato la sua disponibilità non solo a guidare la squadra a Frosinone ma anche a finire la stagione e a giocarsi anche le sue chance, con buona pace del Comandante Mau. Più o meno quello che fece Calzona a Napoli. «Non voglio darla vinta ai giocatori, l’ho detto anche a Sarri (in un vertice nella sua villa nel tardo pomeriggio, ndr) che non ha gradito, ma io resto» ha detto Martusciello nella notte al presidente. Lotito, che è piombato a Formello a tarda sera per una notte insonne e l’apertura dell’ennesimo casting, non se lo aspettava. Da Sarri si è sentito tradito anche se il presidente stava meditando già da tempo su come preparare il divorzio a fine stagione senza onorare un contratto da 8 milioni lordi fino al 2025. Scegliendo la strada opposta a quella di Mau, cioè di non comprare a gennaio, Lotito era definitivamente entrato in conflitto con il suo tecnico, a cui rinfacciava il mancato utilizzo di Kamada, di Pellegrini e di Castellanos, giocatori su cui la Lazio aveva sbriciolato – seppure a rate annuali – quasi tutti i soldi incassati con la cessione di Milinkovic.

LE CHANCE

Quando Sarri lo ha chiamato per comunicargli che si sarebbe dimesso, Lotito era ancora al Senato. Ma nell’improvvisazione, si sa, il patron è un maestro dell’azione e così si è messo subito al lavoro per cercare una soluzione, prima di prendere la strada-Martusciello, certa almeno fino a sabato: l’idea principale, quella di creare in casa un nuovo Simone Inzaghi, puntando su Tommaso Rocchi, ex capitano e bandiera, è stata bruciata nel giro di poche ore. Sfogliando l’agendina, Lotito è arrivato ai nomi buoni, quelli che potevano sognare la panchina della Lazio, cioè Miro Klose e Marco Parolo. A Lotito piace la saggezza dell’ex centrocampista, dal 2014 al 2021 punto fermo della Lazio oltre che uomo-spogliatoio: nel settembre del 2022 ha ottenuto il patentino Uefa A che gli consentirebbe di allenare dal livello giovanile fino alla serie C ma non in serie A, almeno senza un affiancamento. Klose, invece, sarebbe pronto: si era lasciato male con il ds Tare ma oggi non avrebbe più ostacoli e accetterebbe un contratto a termine (giugno), mettendosi in gioco per una eventuale riconferma dopo l’esonero dall’Altach. Tra gli ex laziali sono stati in corsa anche Massimo Oddo e Cristian Brocchi, entrambi pronti ad accettare un accordo partime pur di rientrare nel giro, come Marco Giampaolo, una delle candidature portate dal ds Fabiani. Ma il sì di Martusciello per il momento li ha bloccati.
Lotito non ha voluto esporsi subito cercando un allenatore a lunga scadenza, anche se per questa soluzione, in caso di nuovi ribaltoni, restano ancora due nomi sul tavolo: sono quelli di Tudor, consultato prima dell’ingaggio di Sarri e da tempo candidato alla panchina biancoceleste, e di Rino Gattuso, appena licenziato dal Marsiglia e anche lui già entrato in passato nei casting del senatore. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-ritiro-contratti: polveriera Lazio

Polveriera Lazio…

Polveriera Lazio. Ufficialmente in ritiro punitivo da ieri pomeriggio alle 15 senza allenatore e con uno scarno allenamento, tenuto in palestra con lo staff tecnico, che rimarrà in carica almeno sino a sabato (se non fino a giugno), ma ieri alle 23.30 ha lasciato almeno per la notte Formello. Già, perché le dimissioni di Sarri hanno sconvolto la società e ogni programma prestabilito. Fabiani ha comunicato la decisione del tecnico ai giocatori, che – almeno di facciata, con una delegazione di sei senatori – hanno provato a trattenerlo: «Mister, siamo al tuo fianco». Basta recite da oratorio, come quelle successive a cena nel confronto/chiarimento fiume in sala stampa per tre ore con Lotito: accuse reciproche per l’accaduto, toni alti di Hysaj e Luis Alberto, poi ancora bagarre sul ritiro. Già interessava meno la scelta irremovibile di Sarri, il meno responsabile di questa stagione horror. Quattro-cinque elementi della “vecchia guardia” hanno mollato, Fabiani ha ereditato questa situazione dal predecessore Tare e vuole convincere Lotito a un restyling assoluto a giugno, a costo di regalare qualche cartellino o parametro zero. Lunedì notte era già successo di tutto dopo il ko, c’è stato un battibecco furioso, Romagnoli ha risposto così all’annuncio del ritiro da parte del patron nello spogliatoio: «Io non ci vado. Mandami pure via. Non mi hai dato mille cose che mi avevi promesso». In ogni scontro, tornano sempre in ballo i rinnovi rimandati o l’adeguamento. A Lotito non è mai andato giù quello richiesto ad Auronzo (dopo un anno di infortuni) da Immobile, nervosissimo con Martusciello per il cambio con Castellanos: «Siamo sotto 2-1. Non capisco». Nel tunnel, a fine gara, Ciro avrebbe pure avuto una colluttazione (non vista dagli 007 della Procura) con Samardzic per un pestone ricevuto. Ne sarebbe scaturito un parapiglia e un pugno al sopracciglio al pacere Mandas, nello spogliatoio poi con la borsa del ghiaccio. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Un progetto rimasto nel limbo e il “tradimento” della vecchia guardia: “Non mi seguite più”. Così si consuma l’addio di Sarri

L’ultima sigaretta di Sarri…

L’addio si consuma con l’ultima sigaretta fumata ieri pomeriggio con il ds Fabiani e Bianchi su una scalinata di Formello. Sarri sorprende tutti, persino Lotito, presenta le sue personali dimissioni e non torna indietro. Toglie il disturbo, soprattutto quello degli altri 8 milioni lordi del suo stipendio, a bilancio per un altro anno: verranno pagate le mensilità passate più quelle sino al 30 giugno, poi il contratto sino al 2025 sarà stracciato. Alla faccia di chi lo tacciava di essere attaccato al denaro, altro schiaffo: come al Chelsea, se ne va da signore e da grande uomo. Una decisione maturata lunedì notte dentro un gabbiotto dell’Olimpico, dopo il quarto ko consecutivo contro l’Udinese, dopo aver subito la contestazione della Curva Nord e dopo essere sceso nello spogliatoio ribadendo: «Se non mi volete più, parlate chiaro». Il solito silenzio, ha risposto il campo. A nulla è servita ieri pomeriggio una “finta” delegazione di sei senatori per provare a dissuaderlo: «Ho visto che non mi seguite più, qualcuno è troppo diverso dalla scorsa stagione. Vado via io, sennò dovrei far cacciare qualcuno di voi. Mi metto da parte, così date una scossa. Stop». Nessuno aveva il coraggio, Sarri da hombre vertical prende in mano il suo destino e svuota l’armadietto del suo ufficio. Lo avrebbe fatto comunque a giugno, non ha mai più detto di voler restare a ogni costo. Mau era stanco, anche di un progetto rimasto nel limbo. Ha tentato di nasconderlo, insieme ai problemi famigliari dell’ultimo periodo, per risollevare le sorti della Lazio. Non c’è riuscito. Ha lasciato senza avere ancora nulla di concreto in mano. Il ciclo biancoceleste è senz’altro finito. Finisce amaramente l’era dell’allenatore, che ha riportato la Champions con un miracoloso secondo posto.

Mau ha fatto di tutto per evitare il peggio: cene, confronti, allenamenti ridotti al minimo e un atteggiamento tattico diverso per venire incontro alle esigenze del gruppo. Era rimasto per i giocatori in estate, aveva stretto ad Auronzo un patto, è stato tradito. Era l’unico ad aver capito che la “vecchia guardia” non avrebbe mai più dato quel 110%, per questo aveva battuto i pugni sul mercato con Lotito. Per questo voleva Milik, Berardi, uno fra Frattesi e Zielinski, Ricci e non dover scegliere fra X e Y ad agosto. Come Delio Rossi, Pioli e Simone Inzaghi, Sarri non ce l’ha fatta a cambiare il destino della Lazio nell’anno del ritorno in Champions e alla fine è caduto fra i colpi dello spogliatoio.

LE RIFLESSIONI SEGRETE

Lotito e Fabiani si erano interrogati sino all’una di notte, lunedì nella pancia dell’Olimpico. La società continuava a ritenere Sarri il meno responsabile del crollo, non voleva darla vinta a chi remava contro all’interno e all’esterno, e oltretutto non intravedeva valide alternative possibili in panchina, in questo momento. Sarri ha colto il club in contro tempo ieri pomeriggio. Nella notte si era confrontato nella sua villa all’Olgiata sino alle 3 con il suo staff tecnico (che pretende mensilità e premi non ancora pagati, prima di seguirlo sull’addio), aveva già deciso ieri mattina di fare un passo indietro. Nessuno ci credeva, cantastorie negavano tutto prima di rimanere di stucco. Poco dopo l’ora di pranzo Mau si è presentato a Formello con le dimissioni in mano. La Lazio ha provato invano a respingerle, ha capito che accoglierle era l’unico rimedio per provare a dare un senso a questa stagione sino a maggio. Sarri ieri se n’è andato come è arrivato, alle 17 sul lato passeggero di una Porsche nera, la tuta della Lazio e l’ultima sigaretta spenta al tramonto. Tutto in fumo. Il Messaggero

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FORMELLO

Lazio, incontro Lotito-Martusciello a Formello: per ora il vice diventa titolare. Rocchi-Klose-Tudor le altre opzioni

Lo staff di Maurizio Sarri, che quest’oggi ha presentato le sue dimissioni da tecnico della Lazio, ha lasciato Formello in questi minuti. Giovanni Martusciello ha dato disponibilità a Claudio Lotito circa la possibilità di continuare a guidare i biancoceleste ed è una delle opzioni che il presidente biancoceleste sta prendendo in considerazione per sostituire il dimissionario Sarri. Le altre sono Tommaso Rocchi, attuale tecnico dell’Under 14, Miroslav Klose, tecnico stasera a Barcellona per commentare la vittoria della squadra di Xavi per conto di una tv tedesca, e Igor Tudor.

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FORMELLO

Sarri si è dimesso, lo staff no: fino a nuova comunicazione è Martusciello a guidare il ritiro

Al momento l’allenatore della Lazio è Martusciello. Le dimissioni infatti sono state presentate soltanto da Sarri, mentre lo staff è ancora in carica. Situazione abbastanza singolare a Formello. Lo staff di Sarri è ancora nel centro sportivo biancoceleste al lavoro con la squadra in ritiro. Fino a nuove comunicazioni da parte della società, Martusciello proseguirà alla guida della Lazio.

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FORMELLO

Lazio, le sconfitte che sono costate caro a Sarri

Contestazione totale. Alla società, al tecnico e ai giocatori. Al termine della partita persa dalla Lazio 2-1 in casa con l’Udinese i tifosi hanno rivolto cori truci al presidente Lotito, ma se la sono presa anche con Sarri e con i giocatori. Anche internamente, però, si polemizza. Ciro Immobile non ha digerito la decisione di Martusciello (Sarri squalificato era in tribuna) di sostituirlo per mettere Castellanos. Si tratta della terza sconfitta interna di fila per i biancocelesti che in serie A non facevano registrare una striscia così dal 2007-08. Sono ben cinque, fra tutte le competizioni, le sconfitte rimediate nelle ultime sei partite disputate. Ma il rendimento interno della Lazio è così negativo che negli ultimi 50 anni si era verificato solo tre volte che i biancocelesti perdessero tre partite di fila in casa in campionato (2007-08, 1997-98, 1984-85).