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TIFOSI

Bayern-Lazio, esodo verso Monaco in cerca di un sogno

Tifosi in cerca di un sogno: a Monaco saranno in 3.400, più tutti quelli che non hanno rinunciato al viaggio nonostante il mancato biglietto per l’Allianz. I laziali ci credono, eccome se ci credono: si può vivere una serata magica e centrare una qualificazione storica. Dal Settore Ospiti riempito arriverà una spinta aggiuntiva per provare a proteggere il vantaggio dell’Olimpico, firmato da Immobile su calcio di rigore.

Una prestazione, quella dell’andata coi tedeschi, in parte ripetuta venerdì sera contro il Milan, al di là del risultato opposto. Un atteggiamento in campo apprezzato dalla Curva Nord, che alla fine ha spronato e caricato i calciatori in vista della trasferta di domani. Il Bayern, con uno spirito simile, fa meno paura e si può sperare nel passaggio del turno, considerato impossibile o quasi al momento dei sorteggi degli ottavi.

Tifosi Lazio a Monaco, i punti d’incontro

Molti tifosi hanno già raggiunto la Germania, tanti altri lo faranno tra oggi e domani mattina. La Nord, tramite i suoi account ufficiali, ha indicato i punti d’incontro per questi giorni in terra straniera. Per stasera, all’ora di cena, l’appuntamento è a Gärtnerplatz, mentre per domani alle 18.30 (due ore e mezza prima della partita) il luogo di ritrovo scelto è Marienplatz, meeting point nel centro di Monaco – consigliato anche dalla Lazio giovedì scorso – dove tra l’altro è presente una stazione della metro che porta direttamente allo stadio (scendendo alla fermata Fröttmaning). Distanze percorribili a piedi, sono circa 2 km dall’Allianz. Sarri, salendo sull’aereo dopo la rifinitura (decollo a Fiumicino previsto per le 15.45), partirà con due certezze: che servirà un’altra impresa nei novanta minuti di ritorno e che potrà contare sull’entusiasmo del popolo biancoceleste.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Milan, Rocchi su Di Bello: “Rigore su Castellanos al limite, sull’espulsione di Pellegrini doveva fermare il gioco. Poi ha perso il controllo”

Lazio-Milan è una partita che ha fatto (e ancora fa) molto discutere a causa di una prestazione da dimenticare da parte dell’arbitro Marco Di Bello, al punto che secondo le ultime indiscrezioni l’AIA l’avrebbe fermato per un mese. Sono diversi gli episodi che non hanno convinto tifosi e addetti ai lavori, oltre che i vertici arbitrali stessi. Tra questi anche un rigore chiesto dalla Lazio per un’uscita in scivolata di Mike Maignan.

A ‘Open VAR’, su DAZN, è stato mandato in onda l’audio tra Di Bello e la Sala VAR. “Per me non c’è nulla. E’ in scivolata sull’uscita precedente”, dice in diretta l’arbitro della sezione di Brindisi. Una decisione che trova sponda a Lissone: “Check completato, hai visto bene, non l’ha presa con la mano e colpisce prima il pallone”, confermano VAR e AVAR.

Presente negli studi dell’emittente, come di consueto, il designatore Gianluca Rocchi si è espresso così su questa situazione: “Non è un episodio chiaro, è un episodio al limite. Se avesse fischiato rigore ci sarebbe stato silent-check e sarebbe stata confermata la scelta di campo. Questo per farci capire come si tratti di un episodio complicato”.

Sulla trattenuta di Pellegrini a Pulisic, arrivata dopo lo scontro tra Bennacer e Castellanos e che ha portato al rosso per il terzino laziale: “L’arbitro è più attratto dal secondo episodio, non si accorge di Castellanos a terra. Se si fosse accorto di qualcosa, avrebbe fermato il gioco. Il doppio giallo è dovuto per quanto avvenuto. Quando ci rendiamo conto che c’è un problema, dobbiamo intervenire. Capisco la dinamica, è più attratto da quello che avviene dopo e va sulla dinamica da punire col doppio giallo. Detto questo, quando c’è di mezzo la testa è sempre qualcosa di serio”.

Sui due rossi: “Ha perso un po’ il controllo della situazione, il giorno dopo mi ha scritto ed era dispiaciuto per questo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio feroce per l’impresa, Sarri verso Monaco: “Trasformiamo la rabbia in carica agonistica”

Per due giorni le polemiche contro Di Bello, difeso dalla moglie con una lunga lettera, si fanno da parte. Anzi dovranno essere trasformate in carica. Perché la Lazio e i suoi tifosi da 24 anni aspettavano di vivere una notte come quella di domani a Monaco per sognare i quarti di finale. Servirà però l’impresa contro la corazzata tedesca per difendere l’1-0 di tre settimane fa all’Olimpico. Sarri crede nell’impresa e, come riporta Repubblica, ieri alla squadra ha mandato un messaggio chiaro: “Dobbiamo giocare con lo stesso spirito, con la stessa ferocia che ho visto l’altra sera all’Olimpico, trasformando la rabbia in carica agonistica”.

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Lazio, nell’inferno dell’Allianz guida Luis Alberto: le idee di Sarri

Dopo esser tornato sui suoi livelli in campionato, c’è bisogno del vero Mago anche in Champions League. I due risultati utili su tre farebbero pensare ad un’impresa fattibile, ma è tutt’altro che facile. La Lazio è attesa da un vero e proprio inferno tra campo e spalti, visto che l’Allianz sarà sold out (75mila spettatori). Luis Alberto è l’unico che può dare qualche speranza, se gioca come sa fare. Nei tre gol segnati contro Torino e Fiorentina c’è sempre stata la sua firma (2 assist e 1 gol) e, nonostante non sia andato a segno, si è fatto notare anche contro il Milan. Luis è ormai nel podio dei centrocampisti goleador della Lazio a quota 51 e non vuole fermarsi. Chissà se proprio a Monaco aggancerà la doppia cifra tra gol e assist. 

Sarri ci spera e domani punterà ancora sul numero 10, così come tutta la vecchia guardia. Tra i pali ci sarà Provedel, Gila si è ripreso dai fastidi alla caviglia e giocherà con Romagnoli. Soliti ballottaggi sulle fasce, ma ad ora la coppia Hysaj-Marusic sembra in vantaggio su Marusic-Pellegrini. Davanti spazio al tridente Felipe Anderson-Immobile-Zaccagni, mentre a centrocampo Cataldi sembra il favorito in regia. Guendouzi ovviamente ci sarà. Reduce dall’espulsione contro il Milan, che probabilmente gli costerà almeno due giornate, il francese avrà un motivo in più per dare tutto in Champions, in quella che sarà la sua 23esima gara di fila.

Ieri la squadra ha lavorato sulle palle inattive, assenti Patric, Rovella (non partiranno) e l’influenzato Sepe. Stamattina ci sarà la rifinitura a Formello e la partenza da Fiumicino alle 15.45. Alle 18 Sarri tornerà a parlare in conferenza assieme a un tesserato. 

Il Messaggero

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Lazio, Immobile e l’ultima sfida a Kane per fare la storia

Il bilancio del capitano della Lazio col Bayern…

Incredibile ma vero, il bilancio del capitano della Lazio contro il Bayern Monaco è positivo. Tre presenze, due vittorie (una nel 2014 in Coppa di Germania), e un gol. Quel rigore glaciale alla gara di andata potrebbe essere cruciale per il passaggio del turno, ma servirà un’altra impresa domani sera. I quartisono stati raggiunti solo una volta nella storia della Lazio e domani Sarri vuole eguagliare Eriksson. Per farlo, ha preservato Ciro contro il Milan, facendolo subentrare a Castellanos. Al termine del match era furioso e si è ritrovato nel parapiglia finale quando ha tentato di fermare Okafor per evitare, oltre la beffa, un altro danno. 

Bisogna ritrovare i gol dell’attacco, dal momento che nelle ultime gare sono arrivati solo dal centrocampo. Zaccagni e Felipe Anderson sono alla ricerca del primo gol in Champions e del rinnovo. A tal proposito, l’entourage del brasiliano è furioso con il club dopo che è stato disatteso un appuntamento a Formello e, se non ci si siederà subito al tavolo, è pronto ad accelerare l’addio. Pedro ha segnato contro il Celtic, prima di diventare la quarta scelta, e Isaksen aveva trovato la rete con il Bologna. Ecco perché il tecnico punterà tutto su Ciro domani.

Immobile vuole battere Kane, come successo all’andata e all’Europeo. Vuole prendersi il prossimo, se Spalletti non lo ignorerà di nuovo. Il gol al Bayern è stato il 206esimo in maglia biancoceleste, il capitano aveva ripreso a segnare con continuità siglando 3 reti in 3 partite, ora è di nuovo a secco da 4. La media in Champions, da quando è alla Lazio, è altissima: 4 gol in 7 partite e, se contiamo anche quelli del 2020-21, arriviamo a 9 in 12, uno ogni 95′. 

Articolo tratto da Il Messaggero

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ARBITRI

Di Bello fa il gradasso su Instagram. Laziali furiosi

Non fosse bastata la partita ad accendere gli animi dei tifosi laziali, ci ha pensato lo stesso Di Bello ad alimentare la rabbia dei biancocelesti nelle ore successive alla partita. Il fischietto di Brindisi sul proprio profilo Instagram ha pubblicato una storia (poi cancellata) con una sua foto in azione all’Olimpico, accompagnandola però con il brano musicale ‘Zitti e buoni’ dei Maneskin il cui frontman Damiano è dichiaratamente tifoso della Roma.

Una scelta che ha scatenato ulteriormente i laziali, che dopo essere stati danneggiati dalle decisioni in campo dell’arbitro si sono letteralmente sentiti presi in giro dall’arbitro pugliese che nel post ha voluto anche ricordare le sue 161 partite in Serie A.

Alessio Buzzanca

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Lotito, spallata al sistema: denuncia alla magistratura per colpire Gravina e scoprire se c’è una macchinazione contro la Lazio

La clausola compromissoria

C’è un solo modo per non violare la clausola compromissoria e proteggere la Lazio: non possono essere chiamati in giudizio altri soggetti federali, ma è ammessa – senza controindicazioni – una denuncia alla magistratura contro ignoti per verificare se c’è stata o esiste ancora una macchinazione contro il club capitolino. A questo iter, un pool di legali biancocelesti sta lavorando in gran segreto: «Per colpire Lotito si colpisce la Lazio? Non sta a me fare dietrologie, ma ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso». Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è l’obiettivo, l’acerrimo rivale ormai conclamato. Lotito teme il complotto, la sua guerra politica ora va infatti ben oltre Di Bello, persino oltre il commissariamento dell’Aia, punta a dimostrare cospirazioni dall’alto. L’arbitro viene considerato solo un esecutore dal patron: «È quanto meno strana questa direzione nel giorno in cui escono sui giornali le mie posizioni in Lega sulla Figc. La Lazio è stata violentata e mortificata, ma è solo il capro espiatorio di un sistema non più credibile e malato. Quando determinati episodi si ripetono da inizio anno, non può essere più a caso. E allora se non c’è più affidabilità, nel senso che il sistema non è in grado di correggere certi errori, si ricorre nelle sedi preposte a istituzioni terze, che pongano fine a questo abuso dei valori dello sport. Siamo senza regole e la Lega ha il dovere di ripristinarle subito. Anche perché sono stati colpiti altri club, non solo la Lazio». Insomma, si dovrebbe ribellare tutto il calcio, certi errori vanno colti quasi al balzo ma senza violare la clausola compromissoria.

INCHIESTA E UEFA

Non sono stati fatti nomi e cognomi, le istituzioni citate senza andare oltre i limiti, almeno in pubblico. Lotito è stato molto attento al verbo, stavolta persino alle virgole, nel suo sfogo. Per questo Chiné riflette se aprire un’inchiesta e un fascicolo in Procura Federale sulle parole del patron oppure sorvolare come è stato fatto con altri presidenti nell’ultimo periodo, per non gettare altra benzina sul fuoco. Iervolino è stato punito con una multa per aver puntato il dito contro il designatore Rocchi, ma è diverso. Il numero biancoceleste ha messo in dubbio un sistema generico. Poco importa che tutti sappiano a cosa e a chi si riferisca, o che sia a capo dei ribelli desiderosi di sovvertire un ordine da troppo tempo prestabilito: «Le riforme, le decide la maggioranza. Non possiamo mettere i soldi, portare i ricavi e poi far decidere per noi qualcun altro. In Premier danno incarichi a terzi e, se non garantisci bene il servizio, ti cacciano». Lotito, fra le righe, chiede sempre la testa di Gravina, che ha però ancora 4 big (e sotto sotto non solo) al suo fianco: «In Lega abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla Federazione perché non ci sono le condizioni e non abbiamo l’obbligo di restarci dentro». In realtà, c’è un vincolo sotto inteso da un altro ordinamento. Mollare la Figc significherebbe uscire dalle competizioni internazionali perché la Uefa riconosce soltanto i campionati organizzati dalle Leghe, gli altri non esistono. Lo sa bene, Lotito, e taglia corto: «Sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo».

IL SENATO

Di certo, così non si può andare avanti, la Lazio rischia di aver già perso la qualificazione in Champions, e non solo. Magari, ancora più fomentato dal danno economico e sportivo sul bilancio, a breve si capirà se Lotito farà davvero sul serio o avrà fatto solo baccano. «Stiamo studiando la reazione migliore e preparando un dossier con tutti i torti», assicura l’avvocato biancoceleste Gianmichele Gentile, senza sbilanciarsi troppo sulle prossime mosse in arrivo. Bisogna muoversi bene, avere tutto pronto nel minimo dettaglio per urlare davvero al complotto. Nel 2011 Lotito sbandierava un “tintinnio di manette”, lo sbarco in Senato lo ha cambiato, ma non troppo. Adesso potrebbe aggiungere un’interrogazione parlamentare alla denuncia per la sua Lazio. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi “Bisogna farsi sentire, la Lazio ha già pagato. L’Olimpico non è terra bruciata. Non siamo la vittima sacrificale.” (AUDIO)

“La Lazio non meritava la sconfitta con il Milan, ora bisogna farsi sentire” Giancarlo Oddi a ‘NMM’

“La Lazio ieri non meritava di perdere, nel primo tempo ha giocato meglio del Milan. Abbiamo fatto una buona partita, purtroppo è uscito fuori il discorso dell’espulsione di Pellegrini che per me stava facendo una cosa sportiva. Purtroppo lui era ammonito, l’arbitro ha visto che stava trattenendo Pulisic ed è scattata la doppia ammonizione. Già questa è stata una cosa sbagliata, poi a me sembrava che il rigore poteva esserci.

Ora dobbiamo aspettarci dalla società che intervenga, la Lazio ha già pagato. Quello del rigore è un caso in cui Maignan viene preso in controtempo da Florenzi. Poniamo che fosse un caso da 50/50, ma se un giocatore si rivolta come ha fatto Marusic, se sei un arbitro sveglio fai finta di non vedere. Gli arbitri vengono mandati a quel paese ogni volta che fischiano un fallo, fai prima a fare finta di niente.

Ora bisogna farsi sentire, non è possibile che le squadre vengono all’Olimpico e trovano terra bruciata. Ieri la Lazio ha fatto un’ottima partita e l’arbitro ha fatto di tutto, perchè altrimenti sarebbe andata in un altro modo. Nelle condizioni in cui stava la Lazio, fra infortuni e altro, ha fatto una buonissima partita. Ora voglio vedere cosa succederà.

Bisognava tirare fuori gli attributi, e ieri la Lazio lo ha fatto. Giocava contro la terza in classifica e nel primo tempo ha dominato. La squadra ha fatto una prestazione degna, poi è successo di tutto. I giocatori ora saranno arrabbiati, sono del parere che quando fai una prestazione positiva non c’è problema e l’allenatore può essere soddisfatto. Ieri la squadra ha dato una risposta sul campo a quanto detto dopo Firenze, ha giocato. In casa del Bayern l’atteggiamento deve essere lo stesso, anche se può non bastare. Se lì ti presenti come ieri sera, oltre il risultato, vai a fare una bella figura. La Lazio deve andare lì consapevole che all’andata poteva finire anche 2-0, non siamo la vittima sacrificale, saremo 11 contro 11.

Giocatori in ripresa

Zaccagni è un ottimo giocatore, lo ha dimostrato l’anno scorso. Questa stagione è mancato per i suoi infortuni, ma era bravo già al Verona. E’ mancato, come sono mancati altri giocatori. Adesso speriamo piano piano di ritrovarli. Luis Alberto ultimamente non sta tanto bene fisicamente, ieri ha fatto una buona partita ed è calato nel secondo tempo. Ha fatto una bella partita.

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GIUDICE SPORTIVO NEWS

Espulsioni Lazio-Milan, Marusic e Guendouzi verso le due giornate di stop. Occhio a Romagnoli

Si prospetta uno stop lungo, almeno due giornate, per le espulsioni di Lazio-Milan. I precedenti e i parallelismi esistono, ed è probabile che la giustizia sportiva si rifaccia proprio a questi episodi per decidere la durata della squalifica dei biancocelesti.

Se resta sicuro lo stop di una sola gara a Pellegrini, somma di ammonizioni, traballa la posizione di Marusic e Guendouzi. Il primo, cacciato da Di Bello per aver rivolto qualche parola di troppo al direttore di gara, potrebbe infatti andare incontro ad un stop di due gare. Il precedente, in questo caso, viene curiosamente proprio da una partita dei rossoneri. In Lecce-Milan dello scorso novembre, Giroud si rivolge in modo sgarbato all’arbitro: due giornate di stop.

Meno dubbi sul caso di Guendouzi, sanzionato con il rosso per condotta violenta. In questi casi il regolamento parla chiaro, con una certa sicurezza si può già affermare che le giornate di stop saranno due. Se si vuole un precedente, si può guardare a Kean con Mancini lo scorso anno. Insomma, con grande probabilità i due biancocelesti non saranno arruolabili per gli impegni con Udinese e Frosinone.

Sarà da valutare invece la posizione di Romagnoli. Pur non risultando fra le espulsioni di Lazio-Milan, il difensore è stato pizzicato dopo il triplice fischio mentre lamentava fra sè e sè il direttore di gara. In questo caso i precedenti sono meno chiari, ma la prova video c’è e sarà da vedere se il materiale sarà preso in considerazione per un’eventuale accusa.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Marroni “Arbitro provocatore, già nell’atteggiamento. Pesa il rapporto Lotito-Federazione, ha fatto bene a parlare” (AUDIO)

Stefano Marroni in diretta a ‘NMM’

“Oggi è difficile non essere arrabbiati, in salita fin dal primo minuto. Arbitro provocatore, già nell’atteggiamento. Ha fatto bene Lotito ad intervenire, forse comunica con un linguaggio forse poco efficace in televisione. Non tutti hanno letto le sue dichiarazioni di due giorni fa, non sanno il rapporto Lega-Federazione: va notato che questo episodio succede dopo quell’altro. Però lui ha fatto bene a parlare. Ora però scaricare tutto sulla tensione fra Lotito e gli arbitri è inutile, ieri sera ha riscattato la roba terribile di Firenze, ma i limiti si sono visti tutti.

Due gol facili facili non realizzati, al netto del rigore e dell’atteggiamento provocatorio. Anche ieri sera, che nel complesso è stato positivo, i limiti sono venuti fuori. Ora che il campionato si avvia a conclusione speriamo che in campo nel futuro la squadra sappia farsi valere. Alla fine il bilancio non sarà positivo, soprattutto viste le premesse dell’anno scorso. Almeno un paio di passi indietro ci sono stati, ma le colpe non sono tutte della squadra, c’è una grossa responsabilità di società e allenatore. Fra i nuovi arrivati almeno un paio sono di ottimo livello, come Guendouzi; Rovella è un ottimo giocatore. Ancora non riesco a capire Castellanos, che non è una sega ma semplicemente non si trova. Probabilmente è teso, quindi è più facile si sbagli. Kamada è un altro mistero, non penso che un giocatore internazionale possa sparire.

Proviamo a concludere questa parte di stagione con una bella partita a Monaco. Poi se vogliamo avere un palcoscenico internazionale adeguato bisogna smetterla con questi atteggiamenti con cori e risse. Uno che pensa di essere laziale dovrebbe fare il bene della Lazio, nel 2024 questa roba qua è inconcepibile. Martedì comunque vada, va bene. La mia speranza è che vada bene davvero. All’andata ho scommesso 50€ sulla vittoria ed è andata bene!”

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