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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lacchè: “Quasi fatta per la Lazio ad Auronzo questa estate. Javorcic conosce già il centro sportivo…” (AUDIO)

Ritiro di Auronzo… GIANNI LACCHÈ (Media sport event) in collegamento a ‘SVB’

“Ieri è arrivata una notizia che ha fatto vacillare alcune nostre sicurezze sul ritiro di Auronzo. Cioè che il Sindaco di Auronzo e tutto lo staff amministrativo sono stati condannati dalla Corte dei conti per cose fatte nel 2017, ma non c’entra con l’attualità.

La situazione albergo ad Auronzo (è all’asta fallimentare ndr) la stiamo risolvendo. Non possiamo fare già i fuochi d’artificio, ma siamo sulla buona strada.

Chiariamo che ad Auronzo questa estate o ci va la Lazio o non ci va nessuno. Su questo bisogna essere categorici. So che Lotito vuole andare ad Auronzo di Cadore e se il Presidente vuole andare lì, la Lazio andrà ad Auronzo.

Stiamo cercando di risolvere questo problema dell’hotel Auronzo per farlo riaprire e se ci riusciamo, la Lazio andrà lì al 100% e si allenerà al centro sportivo di Auronzo come accade da 16 anni. Questo sarebbe il diciassettesimo anno, con opzione per il diciottesimo.

So che il Presidente Lotito abbia desiderio e voglia di fare qualcosa per una sorta di accademia Lazio ad Auronzo e dintorni, ma di questo ne deve giustamente parlare lui.

Abbiamo affidato ad una società esterna uno studio e abbiamo avuto modo di verificare che i tifosi della Lazio in 16 anni hanno portato 50 milioni di euro di indotto ad Auronzo.

I tifosi della Lazio vogliono bene ad Auronzo più di quanto Auronzo non voglia bene alla Lazio e parlo di alcune gelosie politiche che a volte abbiamo incontrato.

Abbiamo superato tutti gli ostacoli per confermare la presenza della Lazio ad Auronzo anche per il 2024 e ne rimane solo uno che è il meno importante. Non voglio dare l’ufficialità, ma dico che c’è la volontà del presidente Lotito che è una garanzia.

Javorcic il vice di Tudor conosce già Auronzo e il centro sportivo perché quando allenava il Venezia andò in ritiro proprio lì. Per il momento non è prevista una spedizione tecnica perché ancora non c’è ufficialità. Aspettiamo”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Due Lazio in una: costruirà a tre e difenderà a quattro: così Felipe può fare l’esterno

Oggi inizia la seconda settimana di lavoro con mister Tudor, quella che porterà alla prima gara ufficiale con lui in panchina. Il mister – sottolinea il Corriere dello Sport – ha creato una Lazio camaleontica, che vedrà la costruzione a 3 e una fase di difesa con un 4-4-1-1. Può cambiare qualche posizione o qualche uomo, ma la direttiva data è questa. Sarà la filosofia che presenterà il mister già sabato contro la Juventus. La sua type=’text/javascript’ idea offensiva e la linea difensiva applicata da Sarri. Tudor dimostra coraggio, ma non è una novità per chi lo conosce. Ha avuto un buon impatto sullo spogliatoio: “qualcosa terrò” riferito allo stile di gioco di Sarri, ma gradualmente sta lavorando al suo modello di gioco. Sugli uomini che utilizzerà? Non ci sono molti dubbi. In porta toccherà a Mandas, con Provedel in fase di ripresa. Gila, Romagnoli e Casale sono stati provati da trio difensivo. Patric prova a rientrare con la Juve in Coppa. Si può immaginare la fase di costruzione, con il modulo Tudor, con Marusic e Felipe Anderson ai lati del centrocampo a 4. Un centrale sarà Guendouzi, l’altro Vecino o Cataldi. Luis Alberto e Zaccagni agirebbero dietro Ciro Immobile, ancora in pole su Castellanos. La fase difensiva vedrebbe la difesa a 4 con Marusic abbassato e Gila spostato terzino a destra. Una variante che lo stesso mister ha definito come superoffensiva sarebbe quella che vedrebbe Luis Alberto davanti alla difesa vicino a Guendouzi. 

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LUTTO

Lutto Lazio, è scomparso Angelo Tonello: il cordoglio del club

La S.S. Lazio partecipa commossa al dolore della famiglia di Angelo Tonello. Il Presidente Lotito, tutta la dirigenza e la squadra esprimono profondo cordoglio alle persone care allo storico ex dirigente biancoceleste.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tudor a tempo pieno: la vera sfida è trovare fissa dimora

Inizia oggi la seconda settimana di allenamenti con il tecnico croato subentrato alla gestione Sarri. Un finale di stagione importante per una corsa verso l’Europa in cui ogni scelta dipenderà anche da semplici sensazioni. Tudor vive di queste ultime, altrimenti non avrebbe lasciato il Marsiglia con un altro anno di contratto da 2,2 milioni netti. O si sente apprezzato, o si fa da parte: non importa il contratto vigente. È proprio a questa sua regola che va ricondotta la scelta con la Lazio: per il club si poteva chiudere a giugno 2026, ma lui ha preferito puntare intanto sino al 2025, con un ingaggio di 2,5 milioni più altri 500 mila di bonus, tra cui anche la qualificazione in Europa. Un modo di dare valore al tempo. 

La vera sfida sarà trovare finalmente un equilibrio dopo tanto girovagare. Il primo contatto con l’ambiente biancoceleste è stato ottimo. In primis per la fiducia riposta in lui da Lotito e Fabiani. Poi per un centro sportivo che lo ha stregato al punto da fargli mettere in standby la ricerca di casa. Almeno per il momento infatti la moglie Stefanija e i figli Roko, Mila ed Eva resteranno a Spalato, mentre l’ex OM potrà immergersi nella preparazione delle partite assieme al suo staff. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Felipe Anderson, il rinnovo dipende anche da… Tudor

La primavera è cominciata, l’amore fra Tudor e certi giocatori deve ancora sbocciare. Felipe Anderson, per esempio, deciderà se restare alla Lazio o se andarsene anche in base al rapporto col croato. Nel 2018 decise di lasciare Roma per alcune incomprensioni con Simone Inzaghi. Il brasiliano non voleva giocare esterno di centrocampo nel 3-5-2 e il fatto che il tecnico lo avesse allontanato dall’area di rigore avversaria (per esaltare Luis Alberto) non gli faceva di certo fare i salti di gioia. Da quando è tornato a Roma Felipe ha disputato 138 partite su 138, venendo sempre schierato o come ala nel 4-3-3 o come finto 9. Con Tudor sarà probabilmente costretto a fare nuovamente un passo indietro. E prima di rinnovare il contratto (l’incontro è previsto in settimana) probabilmente dovrà riflettere anche su questo.

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Siviglia: “Dispiace per Sarri, ma la Lazio non è da nono posto. Tudor cambi con calma…” (AUDIO)

Intervenuto nella trasmissione Quelli della Libertà, in onda tutti i giorni sui 98.100 di Radiosei dalle 18.30 alle 20, l’ex difensore della Lazio Sebastiano Siviglia ha detto la sua sul momento dei biancocelesti: “Mi dispiace per Sarri che è un allenatore di prestigio e di livello. Certo è che ha le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee e va accettate per quelle. Non era partito benissimo, poi l’anno scorso ha fatto bene e in questo campionato sta nuovamente faticando. La Lazio non è da nono posto. Credo che la squadra debba stare intorno alla zona Champions. Gli episodi poi fanno la differenza, ma il livello della Lazio è quello. Tudor ha esperienze altalenanti. Le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di gioco sconvolgono l’assetto tattico dei biancocelesti. Non so quanto gli convenga cambiare lo schema, ma può mettere le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee nell’assetto che ormai la squadra ha assimilato. Non cambierei tutto subito perché secondo me queste cose vanno fatte con più calma. Zaccagni farà il ruolo che Tudor aveva fatto ricoprire a Caprari al Verona. Tudor vuole essere aggressivo e propositivo. L’Italia che vinse l’Europeo con Mancini giocava un 4-3-3 che secondo me come filosofia sarebbe simile a quella di Tudor. Non c’è quindi bisogno di stravolgere la squadra col modulo”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, pochi i gol segnati in casa: si rischia di stabilire un record negativo

Un dato preoccupante, da invertire già sabato con la Juventus. La Lazio in casa ha segnato appena 14 gol. Meno (molto meno) anche delle 22 reti totalizzate in trasferta. In Serie A solo Empoli e Salernitana ne hanno fatti meno nel proprio stadio. In tutta la sua storia la Lazio ha chiuso solo 9 volte un campionato segnando in casa un gol a partita (di media) o meno. Il record negativo nei tornei a 20 squadre è quello della Lazio di Ballardini che in casa segnò 19 gol. Resta informato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Tudor mi ricorda Inzaghi, con la Juventus mi aspetto una Lazio un po’ ibrida. C’è attesa cinica degli eventi” (AUDIO)

Angelo Mellone, dirigente Rai, ai microfoni di Radiosei

Angelo, alle porte c’è la Juventus. Come hai vissuto il cambio tecnico della Lazio?

“Mi auguro che sabato la Lazio ci regali un sabato davvero santo contro la Juventus. La rottura con Sarri è avvenuta per consunzione, anche se poi è arrivato un tecnico che per idee di gioco e metodo è molto lontano da lui, come Tudor. Può sembrare un controsenso, ma è anche vero che parliamo di professionisti che di certo non sono chiamati a cambiare sport. Tudor mi sembra molto vicino ad Inzaghi, è una visione di calcio rispetto a quella di Sarri meno ideologica, meno speculativa, forse più da pallone stile antico. Il croato vuole grande aggressione in campo, un pressing asfissiante che metta alle corte l’avversario. Nutro dei dubbi su quella che può essere la resistenza di alcuni giocatori della Lazio, su novanta minuti”.

Lazio-Juventus

Probabile che sabato contro la Juventus troveremo una squadra un po’ ibrida. Speriamo bene, anche se gli obiettivi ancora raggiungibili sono il sesto posto e la finale di Coppa Italia. Ora c’è un po’ di attesa cinica degli eventi. Tudor non mi sembra un profilo di assoluto prestigio, ma un ottimo allenatore che trasmette energia, organizzazione e forza”.

Dario Cadeddu

26/03/2024

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Marino su Tudor: “Intenso e vincente, pretende abnegazione ma trasmette fiducia. Parteciperà alla rifondazione Lazio” (AUDIO)

Ho una immensa stima di Tudor… L’ex DS dell’Udinese, PIERPAOLO MARINO, in collegamento a ‘SVB’!

“Ho una immensa stima di Tudor anche se a Udine finì male con 10 punti in 10 partite e fu esonerato, ma non lo meritava. Ci fu un po’ di isterismo.

Il pregio di Tudor? L’intensità, il carattere. Era un giocatore di grande agonismo e di grande coraggio e voglia di vincere e le sue squadre rispecchiano le sue caratteristiche. Lo definirei intenso e vincente.

Tudor è un allenatore di calibro internazionale, ha avuto esperienze in Turchia, in Croazia, in Francia e in Italia. Nella gestione one-to-one con i giocatori è eccezionale. Ma lui dà e pretende. Ti dà fiducia e umanità e poi pretende prestazioni, abnegazione. Lo avvicino a Juric che è suo connazionale e amico.

Il neoallenatore laziale non è uno che pretende giocatori, anche perché non avrebbe allenato così a lungo l’Udinese dove non si possono chiedere giocatori. Ma con lui c’è collaborazione intensa sui ruoli da rafforzare e ci fu anche qualche proposta che accettammo e fu vincente.

Ora è importante per la Lazio impattare bene con la gestione Tudor. La squadra biancoceleste è a un bivio di rifondazione. Ci sono tre o quattro giocatori importanti che o vengono rinfrescati negli stimoli, oppure si dovrà trovare il coraggio di fare delle scelte.

Quando abbiamo incontrato questa Lazio con l’Udinese ho avvertito delle tensioni. Un addetto ai lavori si chiede cosa stesse accadendo con quella squadra. Anche sostituzioni inspiegabili come quelle degli attaccanti mentre erano sotto 1 a 2. Con un po’ di mio mestiere ed esperienza, un po’ di malessere traspariva nella gestione allenatore-tecnico. Quando cominciano a mancare i risultati e l’allenatore perde fiducia nel gruppo, diventa un po’ come uno di quei matrimoni finiti in cui improvvisamente si vedono tutti i difetti del coniuge che fino a quel momento non si notavano. In questi casi la dirigenza di una squadra si accorge subito che qualcosa non va”.

Alessio Buzzanca

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GIUDICE SPORTIVO

Acerbi assolto per il caso Juan Jesus: la decisione del Giudice Sportivo

Dopo le accuse di razzismo da parte di Juan Jesus (per un episodio avvenuto durante Inter-Napoli) e l’indagine effettuata dalla Procura Figc Francesco Acerbi è stato assolto e non salterà neanche una giornata. 

Acerbi assolto: la motivazione  

“Il Giudice Sportivo,

Vista la decisione interlocutoria di cui al C.U. n. 192 del 19 marzo 2024, con cui, letto il referto del Direttore di gara, sono stati disposti approfondimenti istruttori, a cura della Procura federale, sentiti se del caso anche i diretti interessati, in ordine a quanto riportato nel referto stesso circa eventuali espressioni di discriminazione razziale proferite dal calciatore della Soc. Internazionale Francesco Acerbi nei confronti del calciatore della Soc. Napoli Juan Guilherme Nunes Jesus;

Vista la documentazione pervenuta dalla Procura Federale, in partico- lare i verbali di audizione dei diretti interessati, compreso il video dello scontro di gioco depositato dal calciatore Juan Jesus, nonché lo stral- cio della registrazione dei pertinenti colloqui Arbitro/Sala VAR;

Sentito il Direttore di gara sullo svolgersi dei fatti in campo;

Ritenuto di dover premettere che l’odierno procedimento si è incardi- nato presso il Giudice sportivo nazionale a norma degli artt. 65, 66 e 68 CGS, sulla base dunque delle risultanze dei documenti ufficiali e in par- ticolare di quanto riportato nel referto del Direttore di gara circa gli ac- cadimenti in campo al minuto 13° del secondo tempo di gara, puntual- mente rappresentati dall’Arbitro medesimo, che riferiva in particolare: quanto segnalatogli dal calciatore Juan Jesus circa le presunte espressioni offensive di discriminazione razziale da parte del calciatore Francesco Acerbi; la piena disponibilità manifestata dall’Ar- bitro stesso per ogni eventuale e conseguente decisione; l’interruzione del gioco al fine di consentire un chiarimento tra i calciatori; la ripresa del gioco infine (dopo un’interruzione durata circa un minuto e trenta secondi) in seguito al confronto tra i calciatori e non avendo espresso il calciatore Juan Jesus alcun dissenso al riguardo;

Rilevato che la sequenza dei fatti in campo, ricostruita in base ai documenti ufficiali, con l’ausilio del Direttore di gara e comunque visibile in video, muovendo necessariamente dallo scontro di gioco e dall’atto del proferimento di alcune parole da parte dell’Acerbi nei confronti di Juan Jesus è sicuramente compatibile con l’espressione di offese rivolte, peraltro non platealmente (con modalità tali cioè da non essere perce- pite dagli altri calciatori in campo, dagli Ufficiali di gara o dai rappre- sentanti della Procura a bordo del recinto di giuoco), dal calciatore in- terista, e non disconosciute nel loro tenore offensivo e minaccioso dal medesimo “offendente”, il cui contenuto discriminatorio però, senza che per questo venga messa in discussione la buona fede del calcia- tore della Soc. Napoli, risulta essere stato percepito dal solo calciatore “offeso” (Juan Jesus), senza dunque il supporto di alcun riscontro probatorio esterno, che sia audio, video e finanche testimoniale;

Rilevato, altresì, che la condotta discriminatoria, per la sua intrinseca gravità e intollerabilità, perdipiù quando riferita alla razza, al colore della pelle o alla religione della persona, deve essere sanzionata con la massima severità a norma del Codice di giustizia sportiva e delle norme internazionali sportive, ma occorre nondimeno, e a fortiori, che l’irrogazione di sanzioni così gravose sia corrispondentemente assistita da un benché minimo corredo probatorio, o quanto meno da indizi gravi, precisi e concordanti in modo da raggiungere al riguardo una ragionevole certezza (cfr. per tutte Corte federale d’appello, SS.UU., 11 maggio 2021, n. 105);

Rilevato che nella fattispecie la sequenza degli avvenimenti e il contesto dei comportamenti è teoricamente compatibile anche con una diversa ricostruzione dei fatti, essendo raggiunta sicuramente la prova dell’offesa ma rimanendo il contenuto gravemente discriminatorio confinato alle parole del soggetto offeso, senza alcun ulteriore supporto probatorio e indiziario esterno, diretto e indiretto, anche di tipo testimoniale;

Ritenuto pertanto che non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata

P.Q.M.

di non applicare le sanzioni previste dall’art. 28 CGS nei confronti del calciatore Francesco Acerbi (Soc. Internazionale).

Il Giudice Sportivo: dott. Gerardo Mastrandrea”.