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PROGETTO STADIO

Flaminio, non solo la Lazio: il Comune valuta la tripla conferenza dei servizi

La questione dello Stadio Flaminio si sviluppa su tre fronti distinti. Oltre al progetto proposto dalla Lazio, che porterà presto a un nuovo incontro tra Lotito e il Comune di Roma, ci sono anche le proposte avanzate dalla joint venture tra Cassa Depositi e Prestiti e Credito Sportivo, e quella della Roma Nuoto. 

L’intenzione del Campidoglio è quella di convocare una tripla conferenza dei servizi per valutare simultaneamente tutti i progetti e scegliere quello che otterrà l’approvazione di tutte le autorità coinvolte nel processo di autorizzazione. Tra fine settembre e inizio ottobre è in programma il nuovo incontro tra Lazio e amministrazione comunale, in cui dovrebbe esser presentato da Lotito il piano di pre-fattibilità in via formale, così da poter dare ufficialmente via all’iter.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è Dia l’uomo della svolta

Venti giorni per prendersi la Lazio e modificarla, pur di trovare spazio. Boulaye Dia la punta in più: come alternativa di livello in rosa, si pensava al momento dell’acquisto ufficializzato a metà agosto. Si è invece aggiunto subito in campo a Castellanos, senza più l’obbligo di contendersi l’unico posto con l’argentino. Ha spinto Baroni a cambiare modulo e piani, il tecnico ha abbandonato il 4-3-3 e scelto l’assetto iperoffensivo dopo soltanto due giornate. Manca il centrocampista di qualità? Restano dubbi sulle garanzie fisiche di Castrovilli? Non è stato aggiunto un regista o un trequartista a fine mercato? Dia è la soluzione studiata e concordata dalla società: “due attaccanti is meglio che one”, riprendendo un vecchio spot anni 90. Nessuna corsa alla maglia con il Taty, bensì entrambi a braccetto per sostenersi e suggerirsi a vicenda. 

Lazio con Dia, l’opzione soluzione

Il finale contro l’Udinese, con gli avversari rimasti in dieci, poi la sfida con il Milan, la prima dall’inizio con la formazione dal tandem pesante. Diventerà un’abitudine, l’aria presuppone una Lazio su questo nuovo spartito. Le decisioni rischiose per la composizione della rosa impongono a Baroni di puntare su una versione della Lazio poco pronosticabile durante la preparazione svolta ad Auronzo. In ritiro era stato testato anche Guendouzi su una linea più avanzata rispetto a Rovella e Vecino. Inutile girarci intorno: dalla continuità di Dia (e dal feeling con Castellanos) dipenderanno molte delle ambizioni biancocelesti. «Preferisco fare un passo avanti, che uno indietro», aveva confidato Baroni in sala stampa prima della gara al Bluenergy Stadium. «Sto pensando a questa opzione, poi naturalmente servono gli equilibri. Senza quelli, è impossibile. Ci vuole consapevolezza e spirito di sacrificio da parte di tutti».  

Lazio, la fiducia a Dia e i suoi numeri

Una settimana dopo ha rotto gli indugi e affrontato Fonseca schiacciando sull’acceleratore. Nelle criticità si possono trovare le soluzioni più efficaci. Castellanos e Dia hanno ripagato la fiducia segnando entrambi, hanno sfruttato il treno Tavares sulla fascia sinistra, si sono fatti trovare pronti in area di rigore. Già fondamentale, il senegalese. Lo sarà ancora di più vista la rinuncia a Castrovilli per l’Europa League. Ha permesso il passaggio al 4-4-2 muovendosi vicino e appena alle spalle del compagno di reparto. Niente male, l’intesa immediata: un gol a testa per cominciare, si sono cercati e trovati, per caratteristiche si aiutano e completano. Uno viene incontro, l’altro attacca la profondità. Lavoro di coppia da perfezionare con gli allenamenti e in partita. Sulla carta le alternative si chiamano Noslin e Pedro, all’occorrenza Dele-Bashiru o Castrovilli (solo per il campionato) alzati sulla trequarti. Dia era il più pronto degli innesti e l’ha confermato in poche settimane. Il trasferimento alla Lazio rappresenta un’occasione di riabilitazione: all’improvviso sembrano più lontane le criticità degli ultimi 12 mesi, che il ricordo dei 16 gol realizzati con la Salernitana nella Serie A 2022-2023. Soltanto Osimhen (26) e Lautaro (21) avevano fatto meglio rispetto alla sua prima stagione in Italia, appena acquistato dal Villarreal. Compirà 28 anni il 16 novembre, a Roma cerca il rilancio, contemporaneamente può centrare la definitiva consacrazione. La chance di livello superiore è arrivata nonostante le polemiche che hanno caratterizzato il periodo recente in granata. Dia ci ha messo venti giorni per prendersi la Lazio. Ora davanti c’è un’intera annata per non far pentire la società delle mosse azzardate di fine mercato. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio deve diventare la rompipalle del campionato. Patric può essere il mediano in emergenza” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per illustrare il ruolo della Lazio in campionato.

“Il rientro di Gila per Baroni è importante. E’ un difensore che ha velocità e che può dare molto, sarà il titolare con Castrovilli. A differenza di Patric non ha l’errore incorporato. A proposito dello spagnolo, Inzaghi mi rivelò che lo faceva giocare da centrale di destra perché lui era il marcatore più dotato tecnicamente. Aggiungo che in caso di necessità, l’ex Barcellona potrebbe essere provato anche in mediana”.

“La Roma meglio della Lazio? Al momento non mi interessa. Quello che voglio dire è che con Hummels i giallorossi hanno messo dentro un giocatore con grande esperienza, che migliora il gruppo. La stessa cosa accadde alla Lazio con Klose. La Lazio deve lavorare su se stessa e deve diventare la rompipalle del campionato, l’intrusa che dà fastidio anche se ho dubbi a centrocampo”.

“Castrovilli può dare molto a questa squadra, ma lo vedo bene in un centrocampo a tre con Guendouzi e Rovella, non in una mediana a tre. Dele Bashiru non darebbe il meglio da mediano, lo vedo meglio come trequartista e sotto-punta”.    

    

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RASSEGNA STAMPA

Hysaj-Basic-Akpa, quanto costano alla Lazio gli esuberi fuori lista…

“Anziché darlo via risparmiando solo su una minima parte del suo ingaggio, il club biancoceleste ha preferito tenerlo in organico nel caso in cui dovesse presentarsi una situazione di necessità. E così, 5,4 milioni netti di stipendi restano fuori rosa”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Hysaj out: 2,8 milioni fuori lista”.

È terminato senza cessione degli esuberi il mercato della Lazio. Sono diversi i giocatori fuori progetto rimasti nella Capitale, tra tutti Elseid Hysaj. Arrivato a Roma nell’estate del 2021 il terzino albanese, non inserito in lista per la Serie A, percepisce uno stipendio di 2,8 milioni di euro. Sommato al milione di Akpa-Akpro e all 1,6 di Basic, si ottiene una somma di 5,4 milioni di euro di stipendi fuori rosa.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Per Cataldi una brutta sorpresa, presidente e direttore sportivo potrebbero spiegare…”

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’!

“Sentendo le parole di ieri di Cataldi mi viene da pensare a quando dalla Lazio venni ceduto al Cesena e come mi sono sentito. Sono cose che per un romano e laziale fanno male, dispiace a prescindere da dove vai a giocare. Il cuore resta lì. La sua partenza mi è dispiaciuta, sono brutte sorprese, ci rimani male al di là dei contratti. Cataldi non è più scarsi dei centrocampisti della Lazio che sono rimasti, evidentemente presidente e direttore sportivo posso esprimersi in merito, spiegare le ragioni. La società deve fare delle scelte, le fa e basta. Poi c’è anche un tecnico che deve condividere questo discorso”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Basic: “Hajduk? Lotito ha detto no. Ero disposto a…”

Intervenuto ai microfoni del quotidiano croato 24sataToma Basic ha parlato del suo mancato trasferimento dalla Lazio all’Hajduk Spalato. Di seguito le sue dichiarazioni:

«Ero pronto a rinunciare a una parte del mio stipendio. Semplicemente, il presidente Lotito ha deciso così e nulla poteva essere cambiato. Ovviamente mi dispiace e mi piacerebbe giocare di nuovo per l’Hajduk, ma questa volta non è stato possibile».

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Marcolin: “Eriksson un secondo padre, con lui è cambiato il nostro modo di pensare. La litigata Couto-Simeone…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

L’ex centrocampista della Lazio è stato tra i protagonisti nel pre-match di Lazio-Milan, quando il club biancoceleste ha reso omaggio a Sven Goran Eriksson: “E’ stata un’emozione grande, ricordare quello che per me è stato un secondo padre è stato forte. E’ stato unico, mi sono sentito fortunato ad essere lì in quel momento a ricordare una persana del genere. Era apprezzato da tutti e da grande signore ha vissuto la malattia addirittura dando consigli agli altri. In quel momento ho rivissuto tutto, il nostro feeling personale e di squadra. E’ davvero morto uno di noi.

Quella rosa era di 31 giocatori, tutti campioni. Io e Gottardi avevamo un calendario in cui mettevamo le croci sugli indisponibili (ride, ndr). Era complicato anche andare in panchina. Di quella squadra lì, molti sono diventati allenatori. Questo significa che Sven è stato per tutti un’ispirazione, tecnica e di gestione. E’ vero, io giocavo poco, ma lo spogliatoio mi ha affidato la festa interna per lo scudetto. Evidentemente ero apprezzato dal gruppo. Era giusto che avanti ci fossero i campioni con alle spalle una base solida. Questo è stato il segreto dei successi di Eriksson e della sua gestione del gruppo. Faceva sfogare tutti senza intervenire, poi dopo 3 giorni chiedeva conto. Oggi undici giocano e gli altri sono arrabbiati, nella nostra Lazio non era così.

Quando sono arrivati Sven e Mancini, siamo passati da una squadra che ci provava ad un’altra che ci credeva. E’ cambiato il pensiero grazie al loro arrivo, l’approccio era lo stesso in casa ed in trasferta. Ricordo tanti momenti particolari, la lite tra Simeone e Couto sono stati minuti che non ho mai visto in vita mia. Ricordo Mancini che riprese Boksic chiedendo di rispettare la squadra. Lui da quando professionista ha capito e tornato indietro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dia-Taty, scelta definitiva. La Lazio di Baroni è la più offensiva degli ultimi anni” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Alla fine è stato scelto di inserire Pedro in lista Uefa e di impolpare il settore attaccanti. Con l’esclusione di Castrovilli, ci sono sette giocatori offensivi e quattro elementi a centrocampo, è un rischio. Alla fine stiamo vedendo la Lazio più offensiva degli ultimi anni, per scelte di formazione e per filosofia. E’ vero che lui spesso sottolinea come ci sia necessità di trovare equilibri, poi però la direzione è molto coraggiosa. Ieri in un’intervista ha fatto capire che la soluzione delle due punte sarà praticamente definitiva. La Lazio giocherà con il 4-4-2 o comunque con un 4-2-3-1 nel quale il sotto punta sarà offensivo. Quella di Sarri era una squadra di palleggio, ma non offensiva.

Questa Lazio ha interpreti di tutt’altro spessore dal punto di vista delle individualità rispetto alle precedenti, può però trovare consensi sotto altri punti di vista. Pedro e lo stesso Noslin vanno considerati come le alternative offensive a Dia e Castellanos. In questo modo i cinque centrocampisti in rosa saranno quelli che si alterneranno per le due posizioni di centrocampo”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Baroni: “Voglio dimostrare di essere all’altezza. Ho scelto io Zaccagni come capitano. Ok Dia-Taty”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, leader solido: Baroni scopre Gigot

Leader solido, punto di riferimento nello spogliatoio e difensore centrale di grande esperienza. Dopo la sorprendente partenza di Casale, la Lazio ha puntato sulla forza e sul carattere di Samuel Gigot. Con il suo aspetto da duro e un’aria minacciosa, il difensore nato ad Avignone ha scelto di proseguire la sua carriera in un’altra città papale, questa volta la più importante. Gigot ha sempre preferito la pioggia al sole, forse per il suo atteggiamento cupo. Dopo tre anni in Belgio, tra Kortrijk e Gent, si trasferisce allo Spartak Mosca, dove vivrà la sua esperienza più lunga. Tuttavia, poco dopo il suo arrivo in Russia, deve affrontare un grave infortunio al crociato, che lo tiene fuori per otto mesi e richiede un recupero complicato, soprattutto per un giocatore con la sua struttura fisica imponente.

Secondo Il Corriere dello Sport, la Lazio aveva già tentato di ingaggiarlo in passato, dopo l’addio di De Vrij, prima di optare per Acerbi, che allora giocava nel Sassuolo. In Russia, Gigot si distingue nei derby, segnando due volte contro il CSKA e una contro la Dinamo Mosca, e i tifosi della Lazio sperano che questo sia un buon segno. A 29 anni esordisce finalmente in Ligue 1 con il Marsiglia, rimanendo affascinato dall’atmosfera del Velodrome. Il suo addio al club coincide con l’arrivo di De Zerbi sulla panchina dell’OM. Quanto ai suoi modelli, non guarda a difensori famosi come Cannavaro, Thuram, Sergio Ramos o Maldini, ma trae ispirazione da suo fratello maggiore Tony, un affermato giocatore di rugby nato nel 1990. Ora, Gigot è pronto a lasciare da parte la sua passione per la pioggia e a diventare il leader della difesa della Lazio, brillando sotto il sole di Roma.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni: “Voglio dimostrare di essere all’altezza. Ho scelto io Zaccagni come capitano. Ok Dia-Taty”

Marco Baroni ancora non ha smaltito tutta l’emozione di allenare per la prima volta in carriera un club di alta classifica. “Ho grande consapevolezza dell’occasione che mi è stata data – ha dichiarato in una lunga intervista a DAZN l’allenatore della Lazio – Io e il mio staff siamo concentrati e vogliosi di dare tutti noi stessi”.

“Sono arrivato qui attraverso il lavoro e sempre con esso voglio dimostrare di essere all’altezza. Ogni momento ti insegna qualcosa, nella vita bisogna sempre guardare avanti e poco indietro”, ha raccontato Baroni, che poi si è soffermato a ragionare sull’andamento della squadra in queste prime tre giornate: “Abbiamo trovato grande consapevolezza nei nostri mezzi. Ora si volta pagina. Qui alla Lazio ho trovato un ambiente bellissimo. Io e il mio staff sappiamo che è una piazza difficile, ma più è importante la sfida e meglio è”.

GIOCATORI – “Dele-Bashiru è un ragazzo che ha tanta energia e importanti qualità, sia fisiche, sia tecniche. Deve crescere dal punto di vista tattico. Credo che interpreti un calcio moderno. Deve trovare la fiducia da parte mia e dell’ambiente. Noslin anche si è appena affacciato a un calcio importante. Lo scorso anno ha fatto un buon girone di ritorno e per noi è stato importante nella prima giornata. È un ragazzo che ha la bellezza di essere pulito e può ricoprire tutti i ruoli offensivi con energia e qualità. Deve lavorare ed essere consapevole che per lui la Lazio è uno step importante, che non deve farsi sfuggire. Dia e Taty per me possono giocare insieme. Nella mia carriera ho giocato anche con quattro attaccanti insieme. Tutto sta nel trovare gli equilibri e ci stiamo lavorando. Loro sono due giocatori forti. La scelta di Zaccagni come capitano è stata mia, perché è un ragazzo che si è legato fortemente alla società, è in Nazionale ed è un punto di riferimento per tutti. Proprio per questa rappresentanza esterna credo che sia il giocatore ideale. Avrà, dall’interno, il sostegno dei tanti capitani che ho in rosa”.
OBIETTIVI – “Dobbiamo guardare solo noi stessi, perché tutto passa da quello che faremo in campo, in allenamento e dalla dedizione che ci metteremo. Sarà importante lavorare nella compattezza, negli equilibri, nell’aggressività, nella determinazione e anche nello sviluppo della manovra”.