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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Lazio tutta da godere, ma è presto per tirare le somme. Pedro dello scorso anno insegna…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ bellissimo godersi questa partenza sorprendente della Lazio. E’ una squadra che diverte, convince, ha una chiara fisionomia, è altrettanto giusto essere consapevoli che il campionato è lungo e bisogna capire la reale dimensione. E’ ancora presto per tirare le somme. Ora tutti parlano di Pedro, ma anche la scorsa stagione ha dimostrato che dopo una bella partenza, compreso il gol in Champions con il Celtic, poi ha avuto una flessione. Mi auguro mantenga questa condizioni, anzi mi auguro che possa essere scelto come titolare a Torino, ma da qui a parlare di rinnovo del contratto la distanza è ampia. Nell’ottica del ringiovanimento della rosa, nel mese di giugno la Lazio ha aperto una discussione con Pedro per capire le sue intenzioni per il futuro. Appresa la sua volontà di continuare a Roma non ha forzato la mano per metterlo alla porta.

Per giudicare il rendimento di Isaksen c’è oltre un anno di lavoro nella Lazio. Io continuo a vedere molto fumo e poco arrosto. Diverso il caso di Tchaouna che è giovane ed è appena arrivato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni e le frasi cult: dalle “tasche vuote” a “gioia e libertà di sbagliare

Il decalogo del condottiero è riassunto in alcune frasi cult di Baroni, pronunciate dal giorno dell’insediamento fino a domenica dopo l’Empoli. S’è insediato e ha parlato subito di gol, trasmettendo il primo input allo spogliatoio: «Parto dal gol. L’importante è correre e sacrificarsi, preferisco avere sempre un giocatore offensivo in più in campo che uno difensivo». Da qui è partito per dare una forma precisa e un’identità offensiva alla Lazio. Intuizioni tattiche, coinvolgimento ambientale. Baroni sapeva di arrivare in un momento critico, in piena contestazione, con Lotito sotto attacco e ogni sua scelta processata. S’è speso fin dal primo giorno per chiedere fiducia ai tifosi, promettendo di ricambiarli proponendo una squadra rappresentativa: «Sto cercando di dare tutto per essere all’altezza di questa grande opportunità, non ci dormo la notte… Alla squadra dico sempre di dare tutto in campo, mi piace il concetto delle tasche vuote. Se diamo tutto in campo si riesce a trasportare tutta la gente per spingere ancor di più la squadra». E poi: «La squadra deve essere presente per spendersi, il popolo laziale apprezza questo. Vogliamo che in ogni gara i ragazzi lascino tutto sul campo e questo è l’aspetto che piace ai tifosi».

La Lazio di Baroni “a testa alta”

«Super coach», lo definisce Guendouzi. Dentro lo spogliatoio, composto da uomini con storie e origini diversi, ha portato una ventata di freschezza e nuove motivazioni: «Io parlo spesso di gioia, si deve andare in campo con il piglio di chi non teme e vuole giocare a testa alta contro l’avversario». La deresponsabilizzazione dei giovani è servita per proteggerli nei giorni degli esordi, per togliergli pesi di dosso: «Le responsabilità sono mie, i giovani devono essere liberi di sbagliare». Frasi ad uso interno ed esterno. Baroni ha ispirato fiducia e confidenza improntando il rapporto con i giocatori sull’affabilità e con gentilezza si esprime sempre pubblicamente. S’è concesso i primi sorrisi solo domenica scorsa, alla fine di un ciclo di sei partite di cui cinque vinte. Dopo ogni intervista non aveva mai cambiato espressione, inflessibile nelle emozioni, tenute dentro se stesso. Si concedeva solo esultanze accalorate e appassionate dopo i gol, davanti alle telecamere no. Era fiammeggiante nel finale dell’Olimpico, s’è goduto pienamente la prima emozione liberata. La Lazio è la proiezione di tutti i suoi desideri diventati realtà a 61 anni. Tutte le gioie e le soddisfazioni in una. Per questo, almeno fin qui, la sua impresa è davvero un po’ omerica. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Infortunio Lazzari, cambio in lista con l’inserimento di Hysaj solo se…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Aspettiamo l’esito degli esami ai quali dovrà sottoporsi Lazzari. Andrà valutata l’entità del guaio muscolare. Eventualmente, laddove i tempi fossero lunghi, la Lazio potrebbe fare un cambio in lista con l’inserimento di Hysaj. Chiaro che va valutata l’opportunità di farlo, nel caso fosse solo una lesione di primo grado non ci sarebbe la necessità. Comunque sia sarà una perdita importante. Le richieste di Baroni stanno limitando molto i suoi difetti, purtroppo come è accaduto in passato si ferma sempre quando sta avendo continuità.

La Lazio proverà a vincere a Torino a prescindere dagli infortuni della Juventus. Poi dipende sempre come ci arrivi, c’è la situazione di Dia che ha una doppia gara in Africa, ma credo che l’ultima sarà mercoledì, quindi due giorni per tornare e prepararsi li avrà. Certo, l’assenza di Nico Gonzalez e Conceiçao aggiungere forza alle possibilità della Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, la sosta nel momento migliore ma…” (AUDIO)

STEFANO METTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Per come Lazzari si è fermato, non dovrebbe essere un problema troppo importante. Con lo strappo il giocatore crolla a terra per il dolore. Immagino possa essere al massimo uno stop di un mese.

La sosta non arriva al momento giusto. In questo momento la squadra sta bene fisicamente e mentalmente, ma è anche vero che per come gioca la Lazio di Baroni un momento di riposo può aiutare. Vedremo anche come arriverà all’appuntamento la Juventus, Motta ha perso Nico Gonzalez e Conceiçao. E’ in dubbio anche Koopmeiners. Il problema delle costole è che non puoi fare nulla, non c’è terapia, puoi solo aspettare.

Le tante gare ravvicinate portano via tante energie fisiche e mentali, anche per questo motivo ogni gara oggi, anche contro squadre meno importanti, sono tirate e pericolose”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Moccia: “E’ una Lazio senza paura: tutti mettono la gamba. Pedro? Non finirò mai di ringraziare la Roma” – (AUDIO)

Il regista, scrittore e autore televisivo, Federico Moccia, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per analizzare il momento vissuto dalla Lazi l’apporto di Baroni alla crescita della squadra e al boom di Pedro.

“Ad inizio campionato su baroni dissi che avrei voluto dargli tempo perché non mi piaceva la critica preconcettuale non mi piaceva perché non aveva mai potuto allenare una squadra importante come la Lazio. A me piace molto lo spirito, l’armonia e l’equilibrio. Nessuna primadonna, invece di percepire che ci sono tanti tifosi che tifano per loro”

“Dia credo abbia ancora bisogno di tempo per trovare la sua collocazione, Tavares è quella marcia in più che caratterizza il nostro gioco, profondità. Taveres è un motore in più per una bella Lazio. Mi piace il suo modo di concepire il gioco, poco falloso”.

“Tra i vecchi Castellanos ha trovato un suo spazio, maggiore libertà e si sente più considerato. L’argentino gioca con la squadra, la squadra è caratterizzata da come i giocatori si trovano tra loro. Parliamo di altruismo, non fa il solista anche se ne avrebbe le qualità”.

Pedro? Ringrazio i romanisti per questo regalo. Quattro figli e che a 37 anni gioca come un ragazzino. Amici romanisti? Sono la maggior parte e spesso subisco, alcuni hanno protestato l’allontanamento di De Rossi e addirittura la gufano a Juric sperando nel ritorno di De Rossi”.

“La Lazio al Flaminio? Da piccolo andai a vedere alcune partite lì, sarebbe l’ideale per la Lazio. Serve un lavoro fatto bene, la Lazio ci guadagnerebbe e anche la città”.

“Gi obiettivi della Lazio? Vediamo cosa accadrà con le big, al momento con le piccole non abbiamo avuto sorprese. Continuare come ora sarebbe perfetto, l’importante restano le prestazioni. La Lazio non è più passiva e opaca come lo scorso anno, questa Lazio è una squadra ottimistica, mi piace l’energia che vedo nei loro giocatori. Tutti ci mettono la gamba, non puoi avere paura, deve avere certezze che nascono dalla  tua consapevolezza. Spalletti? Deluso dalla sue scelte, soprattutto Zaccagni sarebbe stato utile perché lo vedo determinato”.   

 

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Lazio, dalla rivoluzione alla rivelazione: il capolavoro di Baroni

Dalla rivoluzione alla rivelazione. Esordisce così quest’oggi Il Messaggero che, nel parlare del momento positivo della Lazio, sottolinea come il segreto di tutto vada ricercato in Marco Baroni. In due mesi il tecnico ha conquistato tutti, nonostante la partenza in estate di tanti big, il ringiovanimento della rosa e la riduzione del 20% del monte ingaggi.Il merito principale del tecnico, si legge tuttavia, è aver riportato un clima sereno all’interno di uno spogliatoio particolarmente inquieto e che fu causa degli addii di Sarri e Tudor. Invece adesso i biancocelesti hanno messo a referto la quarta vittoria consecutiva, dimostrando di saper gestire al meglio anche il doppio impegno con l’Europa League. Tra la prima sosta delle Nazionali e questa, inoltre, Castellanos, Dia e compagni, hanno messo a referto 15 reti, una media di 2,5 a partita, senza dimenticare i 21 giocatori impiegati dal tecnico. Insomma, il gruppo diverte e si diverta, ha un’identità ben precisa e una condizione fisica straripante.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Noslin al posto di Isaksen? Meglio Pedro. Rovella come Di Matteo? Sì, ecco perché…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Le polemiche sugli arbitri? Per me è da rivedere il protocollo. Se fossi un tecnico oggi spenderei mezza giornata per allenare i miei a mettere il piede sotto a quello degli avversari per prendere i rigori. Un ex calciatore al Var risolverebbe tanti problemi. Non credo alla malafede, ma credo nell’incapacità di alcuni arbitri. Serve fare chiarezza su determinate situazioni.

Noslin sulla destra al posto di Isaksen? Ci si può lavorare, ma non è che il danese ha fatto tutte gare insufficienti; nell’ultima partita non ha fatto bene. Ma invece che Noslin, perché no Pedro? La proposta di Noslin può essere utile, ma Isaksen non si può mettere fuori al primo errore. La politica di Baroni prevede anche la possibilità di sbagliare.

Isaksen è stato un ‘turista’ lo scorso anno, ha giocato ma non era prioritario. Ora questo gioco evidenzia di più le sue caratteristiche. C’è solo un discorso da fare su di lui: ha qualità, è veloce, ha tecnica, ha i tempi, col mancino ha buon tiro da fuori ma gli mancano coraggio e consapevolezza nel pensare e nell’agire. Anche Felipe Anderson all’inizio non era quello degli ultimi tempi, ci vuole tempo.

Similitudini Rovella-Di Matteo? Sì, credo ci siano delle somiglianze tra loro. Rovella ha i piedi più educati di Di Matteo; Di Matteo ha più forza fisica ed è più intelligente tatticamente in quel ruolo, perché era abituato a farlo.

Somiglianza Dia-Zirkzee ? No, Zirkzee è più tecnico, partecipa più alla manovra, è più trequartista che attaccante; Dia vive l’area di rigore.

Il neo che c’è è che siamo corti a metà campo. Poi ok che si può lavorare su Dele-Bashiru, ma in questo momento serve qualcosa. Basic farebbe comodo, intravedo in lui delle qualità e ci perderei del tempo.

Romagnoli? Soprattutto da quando è arrivato Tavares, è in crescita; sta interpretando bene il ruolo e con Gila mi dà sicurezza. La bravura di Romagnoli non è nella velocità, ma nelle letture prima degli altri. E’ sempre concentrato quando la palla ce l’hanno gli altri e lo fa bene. Grande fiducia in lui, come nel resto della squadra che sta andando bene. Poi è chiaro può crescere anche lui.

Provedel? E’ bravo e dà sicurezza. Può capitare di scivolare, magari col Milan ha fatto un errore, ma non condanniamolo.

Non convocati Zaccagni e Rovella in Nazionale? Per Zac ci sta, il modulo non lo valorizza e sta tornando ora in condizione; Rovella sta bene, non vedo perché non convocarlo alla luce delle ultime prestazioni. Dopo anni che dico che il turnover è un alibi, ieri lo ha detto anche il ct Spalletti che giocare ogni tre giorni non è problema.

Su cosa punterei per affrontare la Juventus? Non andrei a marcare a uomo con loro; non mantengono le posizioni e devo chiudere le linee di passaggio, noi tatticamente lo facciamo questo tipo di gioco. Ci sarà da difendere in modo posizionale e poi non dovremo farli impostare da dietro, portandoli all’errore, magari facendogli giocare palla lunga.

Se Cambiaso va in giro per il campo, e non è più un terzino in quel momento, lì c’è il buco: rubo palla e verticalizzo. Ripartenza, contropiede, chiamalo come volete. Tatticamente la partita va preparata bene. Ho la presunzione di dire che loro, durante i 90′, si devono adattare a noi, per le qualità che abbiamo. Castellanos, per esempio, è un ‘bambino fastidioso, dispettoso’ ed ha qualità“.

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Lazio, esami per Lazzari: Baroni incrocia le dita

La Lazio deve affrontare un altro problema legato agli infortuni. Dopo gli stop di Gigot, Patric e Vecino, ora anche Manuel Lazzari si aggiunge alla lista. Durante la partita contro l’Empoli, al 38′, il terzino ha cercato di mantenere il pallone in campo, ma dopo una caduta è rimasto a terra per un po’ ed è stato soccorso dallo staff medico. Il dottor Rodia ha spiegato che Lazzari ha accusato un fastidio al retto femorale durante un’accelerazione e, per precauzione, è stato fermato. Sarà sottoposto a esami per capire l’entità dell’infortunio. La speranza è che l’intervento tempestivo abbia evitato complicazioni. 

Oggi nuovi esami

Secondo Il Corriere dello Sport, oggi Lazzari farà ulteriori accertamenti per valutare il grado dello stiramento e stabilire i tempi di recupero. L’allenatore Baroni spera che, dopo la pausa e i due giorni di riposo, Lazzari possa essere disponibile per prepararsi alla sfida contro la Juventus.

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Lazio, Pedro campione rifiorito: ora si candida per la Juventus

Pedro, con i suoi 37 anni sulle spalle, sembra invecchiare come il vino. Nonostante i 25 trofei vinti in carriera, tra Champions, Europa League, mondiali per club, Supercoppa Uefa, Europei e mondiali con la Spagna, l’attaccante spagnolo sta dimostrando di aver ancora fame di successi.

Come riporta Il MessaggeroPedro vuole centrare la qualificazione in Champions con la Lazio e per farlo si è messo a disposizione di mister Baroni, aiutando anche i compagni più giovani. Quando ha avuto l’opportunità non le ha sprecate, mettendo a referto 2 gol e 1 assist in 200 minuti disputati in tutte le competizioni. Ora si candida ad una maglia da titolare per la sfida alla Juventus dopo la sosta.

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‘9 GENNAIO’ – Mancini (Dazn):”Questa è una Lazio che si diverte e fa divertire. Pedro Totem, Rovella strepitoso”

RICCARDO MANCINI (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Questa è una Lazio che si diverte e fa divertire e entusiasma. Va migliorata la fase difensiva, ma più sulla testa dei calciatori perché a volte ci sono delle disattenzioni. E’ bello vedere una squadra che tira così tanto in porta, arriva sul fondo e ha una fase offensiva eccellente.” così Riccardo Mancini, telecronista di DAZN in esclusiva ai microfoni di RadioSeiLazio :”Il merito di Baroni è far sentire importanti tutti i giocatori. L’esempio lampante sono Vecino e Pedro che con le ottime prestazioni in Europa si sono guadagnati anche minutaggio in campionato. E’ una Lazio consapevole della propria forza.”

Su Isaksen: “Non lo vedo libero di testa, ha necessità di migliorare mentalmente, a volte è prevedibile e invece seve accendere la scintilla definitiva per diventare un giocatore ancora più importante.”
Sul mister: “Baroni è un normalizzatore ed è forse quello che serviva alla Lazio. Con il Verona ha fatto qualcosa di importante, sia come impianto di gioco che come amalgama del gruppo. Un allenatore che trova soluzioni è sempre importante.”

Pedro e Rovella: “Pedro è un totem, è fondamentale perché rappresenta un punto di riferimento, non è un caso che Mister Baroni parli così bene di lui. Rovella ha fatto una crescita esponenziale clamorosa, è il centrocampista del futuro della Lazio, ha detto di essere diventato laziale e si vede. Corre tanto ma soprattutto corre bene, secondo me merita la nazionale, è il classico centrocampista moderno che sa fare le due fasi in maniera quasi perfetta. Ha una serenità di fondo che lo aiuta sotto tutti gli aspetti.”

“La Lazio può essere in grado di andare oltre le aspettative, deve crede in se stessa per provare a fare più di quello che tutti si aspettano”