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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con il Nizza forse meno turnover, ancora dentro Pellegrini-Dele. Gila-Romagnoli, una delle coppie migliori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Nei momenti positivi si deve lavorare sui difetti. C’è entusiasmo, la giusta concentrazione, è questo il momento di migliorare ulteriormente questa Lazio di Baroni. Sto vedendo molto meglio Alessio Romagnoli. E’ stato un po’ criticato, ma ora lo vedo in crescita e credo che la coppia con Gila sia tra le migliori del campionato.

Il modulo della Lazio, in fase offensiva, è 2-4-4. Scendono i terzini contemporaneamente sulla stessa linea dei centrocampisti di Rovella e Guendouzi. Dia è vero che si muove tra trequartista, ma alla fine resta un centravanti nell’attaccare la porta.

La mancanza di qualità assoluta è vera e lo stiamo ripetendo da luglio, ma vedo delle giocate di Guendouzi, Vecino ed altri che non vanno trascurate. Magari, rispetto ai giocatori che sono andati via, mi prenderei Anderson che alzerebbe la qualità della fascia destra. Uno come Luis Alberto, invece, credo che la Lazio lo stia sostituendo con concetti di calcio diversi.

Il turnover anti-Nizza? Voglio vedere Luca Pellegrini giocare una grande partita giovedì, per poi godermi lo spettacolo con l’Empoli di Tavares. Baroni continuerà alternare bene gli uomini, forse l’unico errore è stato quello di Firenze quando ha schierato mediano Castrovilli. Non credo che ci saranno otto cambi con i francesi, per esempio sono molto curioso sulle due punte. Penso giocherà ancora Dele-Bashiru, per il resto voglio capire. A centrocampo credo che vedremo Guendouzi-Vecino“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “La Lazio gioca e si diverte, vedremo quanto reggerà. Zaccagni si sta adattando, Tavares bene anche dietro” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio mi è piaciuta anche con il Torino, mi piace l’idea di calcio di Baroni, mi piace vedere una squadra che gioca, si diverte, attacca anche con gli esterni bassi. Gli avversari sono sempre in difficoltà, sono molto soddisfatto anche se manca ancora quella affidabilità difensiva che vorrei. Da quel punto di vista c’è da lavorare, ma i passi in avanti sono stati fatti.

Romagnoli-Gila è una coppia che si completa bene. Lo spagnolo è difensore vero, è aggressivo, bravo in marcatura, rompe bene la linea. mentre Romagnoli sta crescendo gara dopo gara. Vado un po’ in controtendenza su Tavares. E’ stato un po’ criticato, ma secondo me chiude molto bene le diagonali, in qualche modo riesce sempre a chiudere sui cambi di gioco avversari. Non perde mai un contrasto.

Zaccagni, con il nuovo sistema tattico, forse è un minimo penalizzato dal punto di vista offensivo. Deve abbassarsi, accentrarsi, ma lo sto vedendo bene. Sta interpretando le nuove funzioni tattiche molto bene, con Tavares che arriva sta agendo anche da rifinitore. Quello che prima faceva Zaccagni nel 4-3-3, oggi lo fa il portoghese.

Ora aspettiamo altri test ancora più importanti. Ci sono squadre importanti che sono partite male. Quando tutte avranno finito il rodaggio, vedremo la Lazio come si posizionerà. Ad oggi sta facendo bene, abbiamo capito la mentalità di questa squadra. Si spende molto, vedremo se sarà in grado di mantenere durante la stagione questa tenuta atletica“.

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L’inchieste ultras: dal colloquio con Skriniar alla telefonata con Inzaghi

È bene specificarlo: nessun tesserato di Inter e Milan è indagato. Le più di 500 pagine dell’ordinanza del gip di Milano, Domenico Santoro, rendono conto della complessità di più scenari, tra i quali quelli relativi ai rapporti tra esponenti del mondo ultras sotto inchiesta e, appunto, tesserati dei due club. Il procuratore di Milano, Marcello Viola, ha parlato di «persone offese» in riferimento a dirigenti e dipendenti delle due società, mentre nell’ordinanza – a proposito dei rapporti tra l’Inter e il direttivo della curva – scrive il gip: «La società interista si trova in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli seppur obtorto collo».

L’incontro con Skriniar

Il 24 gennaio 2023 gli ultrà della Nord, Marco Ferdico e Mauro Nepi, fissano un appuntamento con Milan Skriniar in un bar nei pressi dello stadio. E non alla Pinetina, seguendo il consiglio di Massimiliano Silva, SLO dell’Inter. Il difensore slovacco è in scadenza di contratto e in quelle settimane è in trattativa con il Psg, club nel quale approderà a fine stagione, e Ferdico e Nepi vogliono saperne di più. L’incontro dura circa 20 minuti: Nepi e Ferdico risalgono in auto e ne parlano al telefono con il capo ultrà Andrea Beretta («comunque va via… al 100% ha già deciso, hai visto che gli tremava la voce… aveva un po’ di paura (…) aveva paura quando ha iniziato… poi si è lasciato andare… però c’ha messo la faccia… si è presentato»). In quel momento la stagione dell’Inter deve ancora svoltare – lo farà nelle settimane successive, arrivando in finale di Champions League – e Ferdico vorrebbe spronare Simone Inzaghi: «no aggressivo no, però gli dico Mister io ti voglio dire una cosa… qui sei a Milano non sei in provincia… a me mi dispiace però devi iniziare a tirare fuori un attimo la garra perché… ma Mauro ma bisogna dirgli le cose che pensiamo… eh io parlo così domani… ma gli dico che gli devo dire… qua sei a Milano… quando sei in 10 metti due punte… lasci 2 punte…».

Gli abbonamenti in Curva Nord

A giugno 2023 i vertici della curva interista vorrebbero entrare in possesso direttamente di alcuni abbonamenti lasciati liberi dal gruppo Irriducibili (estromessi dalla curva) al secondo anello verde. La vendita libera, attraverso i canali on line, come osserva il Gip, limiterebbe la possibilità di acquisto dei suddetti abbonamenti. Quaranta tessere che il senior security manager dell’Inter, Gianluca Cameruccio, non sembra disponibile a concedere, ma che alla fine – in seguito all’assunzione di responsabilità di Ferdico attraverso una richiesta ufficiale – vengono rilasciate. A fine agosto 2023, quando la questione sembra sul punto di sbloccarsi, Ferdico riferisce ad Antonio Bellocco (altro capo ultrà, ucciso da Beretta – reo confesso – lo scorso 4 settembre a Cernusco sul Naviglio) della presunta arrabbiatura dell’allora ad dell’Inter, Giuseppe Marotta, con Cameruccio per non aver ancora concesso le 40 tessere.

I biglietti per la finale Champions, Zanetti e Inzaghi

Quando mancano due settimane alla finale di Champions League tra Manchester City e Inter, i capi ultrà nerazzurri vorrebbero 200 biglietti in più (rispetto ai 1.000 già assegnati) per la sfida di Istanbul. Marco Ferdico ne parla con Simone Inzaghi, chiedendogli di Intervenire con il club, o direttamente con Marotta. Sono trascorsi solo due giorni dalla finale di Coppa Italia vinta dall’Inter a Roma contro la Fiorentina. In quell’occasione la curva nerazzurra aveva organizzato uno sciopero del tifo per 45 minuti (poi ridotti a 15) per mettere pressione alla società. L’allenatore si dice disponibile a intervenire: «Parlo con Ferri, con Zanetti, con Marotta (…) mi attivo e ti dico cosa mi dicono». Ferdico cerca una sponda anche nell’ex difensore dell’Inter, Marco Materazzi, e nel corso della conversazione sostiene di aver saputo da Javier Zanetti, vicepresidente del club nerazzurro, che «ci sarebbero dei funzionari di Polizia che stanno monitorando la curva anche per l’accaduto che è successo al povero Vittorio (Boiocchi, capo ultrà ucciso il 29 ottobre 2022, ndr) che è morto tragicamente in strada…». Scrive il gip Santoro: «La vicenda, come era facilmente prevedibile, si risolveva in favore della Curva Nord».

L’incontro tra Lucci e Calabria

Nell’ordinanza viene riportato un incontro tra Luca Lucci, capo della curva del Milan, e Davide Calabria, capitano rossonero, l’8 febbraio 2023 in un bar di Cologno Monzese (dove lavora lo stesso Lucci), con il tramite di Giancarlo Capelli (storico ultrà rossonero noto come “Il barone”). 

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Lazio, l’Olimpico debutta in Europa: obiettivo 25mila

“Allo stato attuale, per il debutto casalingo di questa Europa League contro il Nizza (dopo quello di giovedì scorso ad Amburgo con la Dinamo Kiev), oltre ai circa 20.000 abbonati sono stati venduti più o meno altri 3.500 biglietti, che lasciano ipotizzare da qui a giovedì (fischio d’inizio ore 18.45) di superare i 25.000 complessivi e puntare magari a qualcosa in più”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “L’Olimpico sale a quota 25.000”.

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Tavares e il record in Europa. La Lazio vola sulle fasce e gli attaccanti sorridono

Quattro assist nelle prime quattro presenze in Serie A, gli statistici di Opta non li avevano mai registrati dai dati raccolti dal 2004. Incontenibile, irrefrenabile, quasi impossibile da bloccare Nuno. I terzini di Milan, Fiorentina, Verona e Torino hanno provato l’impatto fatale con il portoghese. Un tremendo frontale. Una scia lascia quando sgasa in porta, si schianta sulle difese. L’azione del gol di Guendouzi ha richiamato gli assalti che s’erano ammirati contro il Milan. Tavares domenica ha piazzato uno sprint di 33 chilometri orari, è la propulsione dei suoi scatti a lasciare la scia. Solo Dia e Lazzari hanno fatto meglio, possono farne un vanto. Dia ha sprintato a 35 chilometri orari, Lazzari superando i 34. È la Lazio degli sprinter.

L’avvio in salita e poi l’esplosione

Nuno Tavares è uno dei colpi low cost, costerà 5 milioni nel giugno 2025 e sarà pagato per cinque anni, un milione all’anno all’Arsenal. Lotito e il diesse Fabiani ci hanno creduto. Tavares, incredibilmente mai convocato dalla sua Nazionale, solo presenze in under 21 per lui, era confinato tra gli esuberi dei Gunners dopo il prestito al Nottingham, dove l’avventura era finita prima di cominciare. Di questo 24 enne se ne dicevano tante: discontinuo, disattento, negligente, superficiale. L’inizio non è stato agevole, l’infortunio di Auronzo dopo la prima sgommata, il recupero a rilento, voci di inadattabilità e di mercato. Il Galatasaray s’era fatto vivo a metà agosto, l’avrebbe preso in prestito con riscatto. La Lazio ha continuato a crederci e Baroni l’ha lanciato in campo contro il Milan per scuoterlo. Da lì i rush che hanno cambiato destino anche alla squadra.

La Lazio vola sulle fasce

Palla a Tavares per arrivare in porta da sinistra, per dare il via alle volate offensive: «Il merito è della squadra che mi mette nelle condizioni di fare quello che so fare, ma la cosa importante erano i tre punti»Una scia luminosa ha portato al gol di Guendouzi e un’altra s’è accesa nell’azione (nata da destra) che ha portato Lazzari ad attivare Guendouzi, dopo il recupero di Rovella, e a lanciare Isaksen, dalla sua falcata e dal suo cross è nato il gol di Dia. Sempre da sinistra, con Pellegrini vice Tavares, è nato il terzo gol di Noslin. Fasce ad uso esclusivo della Lazio di Baroni, sempre più da record per cross effettuati in campionato. C’è una spinta nuova, mai vista negli ultimi anni. Le fasce erano asfittiche, ora sono elastiche. Correre e farlo forte, questo continua a chiedere il tecnico. Una manna per i 4 attaccanti che si fiondano in area per ricevere munizioni. Non più in fasce è questa Lazio che prova a diventare adulta per tornare grande. Corriere dello Sport

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Lazio, “Tutti importanti” per Baroni: utilizzati 20 giocatori in una settimana. Mandas aspetta…

“Sono 20 i calciatori fin qui utilizzati dal tecnico biancoceleste: la distribuzione del minutaggio aumenterà sempre di più con gli impegni infrasettimanali, inaugurati ad Amburgo mercoledì scorso. Si prevedono nuove rotazioni con il Nizza”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Lazio con 20 titolari il segreto di Baroni”.

Guai a chiamarlo turnover. Marco Baroni è stato chiaro, per lui sono tuti titolari, e le scelte di formazione lo dimostrano. In questa settimana, caratterizzata per la prima volta in stagione dal triplo impegno, la sua Lazio ha cambiato 20 calciatori. Minuti per tutti i componenti della rosa, fatta eccezione per Mandas tra i pali. L’ex tecnico del Verona ha fiducia nel suo gruppo, e i risultati lo dimostrano. Nonostante la grande rotazione, i risultati hanno premiato l’allenatore toscano. Fatta eccezione per la sconfitta contro la Fiorentina, il club capitolino ha guadagnato i tre punti contro Dinamo Kiev e Torino. Un’iniezione di fiducia importante, per un gruppo alla ricerca di continuità.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Pedro come Klose. Ecco che Lazio mi aspetto contro il Nizza…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a pochi giorni dall’impegno di Europa League contro il Nizza:

Il messaggio che Baroni ha mandato dall’inizio è di fare un calcio offensivo, della serie ‘mi difendo attaccando’. E’ chiaro che non puoi reggere il ritmo per tutta la gara, per questo poi allena la difesa nella sua metà campo. La Lazio quando si abbassa diventa un 4-4-2; quando esce Lazzari a destra, o Tavares a sinistra, il centrocampista spacca la linea.

Gara di Torino? Noi dopo il gol ci siamo abbassati ma abbiamo subito solo un’occasione, di Ilic su calcio d’angolo. Ci sta contro la prima in classifica, per ottenere il risultato. ma la prova è stata buona in entrambe le fasi, Rovella per esempio era sempre al posto giusto nel momento giusto.

Che formazione mi aspetto con il Nizza? Il tecnico farà lo stesso discorso che ha fatto giovedì scorso, in base a chi ha più bisogno di recuperare. Solita staffetta Isaksen-Tchaouna? Penso che partirà il secondo ma deve capire che non deve dimostrare solo dall’inizio; anche quando subentra deve avere lo stesso spirito. L’atteggiamento che ha avuto è da ragazzino, deve essere determinato. I gesti tecnici devono essere accompagnati dalla testa. Alcune volte mi sembra più immaturo che posizionato male; dall’inizio con la Dinamo ha giocato bene, ma quando fa le cose bene poi si rilassa.

Dele-Bashiru è un giocatore che ha strapotenza fisica, con la palla al piede spacca la squadra avversaria, è una seconda punta, un trequartista e va sfruttato per questo.

Baroni ha la bravura di aver condiviso il suo calcio entrando nella testa e nella pancia dei giocatori. Ha costruito un gruppo omogeneo, anche sul piano mentale. ha creato giocatori umili che hanno fame, si equivalgono più o meno tutti. La formazione della Lazio contro la Dinamo la potevamo dare anche titolare ad inizio stagione. Qui tutti devono stare sul pezzo, pedalare, sentirsi importanti e avere una mentalità vincente. Vige la meritocrazia e questo mi piace; in questa squadra funziona perché nessuno si sente superiore.

Pedro fonte di ispirazione? Lui è ridiventato giocatore nell’ultimo mese; aveva un po’ mollato, anche di testa. I giocatori di questo calibro li devi coinvolgere sempre. Lo spagnolo i messaggi al gruppo li manda anche con il linguaggio del corpo. Ha qualità enormi, abbina tecnica a velocità incredibile; è normale che non possiamo pretendere da lui tutte le gare ad alti livelli, ma il suo consiglio lo da quotidianamente, negli allenamenti e nelle partita. Isaksen può apprendere da lui anche solo durante la partitella dell’allenamento. Un altro modello è Klose: esempio silenzioso. Tutti lo seguivano anche se non diceva una parole. Idem per Pedro, che è forte, ha vinto tanto e che può dare molto alla crescita.

Questa Lazio ha unità di intenti, si ragiona con un’unica testa. Questi sono i pregi di questo gruppo. Questa squadra deve avere fiducia e si è conquistata quella dei tifosi.

Io avevo un idolo, per come si muoveva in campo: Cruijff. A me Zeman mi ha trasformato come esterno d’attacco, sentivo i suoi consigli e poi li prendevo anche dai miei compagni, guardandoli. L’abc del calcio è tempo e spazio, abbinati alla qualità ovviamente, e io pensavo a questo. Io guardavo un po’ tutti e mi prendevo le cose migliori dai più bravi. Gianni Bui mi volle al Torino, ho fatto le giovanili lì e poi è iniziata la mia carriera.

Floriani ha gamba, ha un motore straordinario. Per me è un prospetto da Lazio, se migliora. Ha centimetri, corsa e tecnica. Deve migliorare nell’1 contro 1 dietro ma in questo Pagliuca lo sta aiutando. E’ un Lazzari un po’ più alto.

Provedel-Mandas? La bravura dell’allenatore è quella di capire quando uno sta mollando e gratificare l’altro; solo il tecnico può decidere in base a ciò che vede in settimana; probabilmente ha capito che Provedel ha bisogno di continuità per rendere al meglio. Questo discorso vale per Callejón ma anche per Immobile: se non giocavano calano. Mandas non l’avrei mandato a giocare altrove, il campionato è lungo e ci sono tante occasioni.

Quarta gara in dieci giorni? Non possiamo parlare di stanchezza, siamo all’inizio e poi pensare a questo creerebbe alibi. Non mi piace parlare di turnover, ma di scelte che il tecnico fa. La mentalità vincente si costruisce giocando. Con queste gare le energie le recuperi subito.

Tavares? Secondo me ha fatto una grande partita, ma in fase difensiva si piace un po’ troppo: questo è il difetto che deve migliorare, ma sicuramente Baroni lo ha già notato.

Viti dell’Empoli? Questa è una squadra che sta facendo bene ed è difficile da affrontare. Lui è uno di quelli che stanno facendo meglio“.

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APPROFONDIMENTI

Lazio senza main sponsor: solo in cinque incassano meno…

Solo cinque squadre guadagnano meno della Lazio in Serie A dagli sponsor di maglia. I biancocelesti, dopo aver abbandonato Binance con cui hanno condiviso il biennio 2021-2023, hanno chiuso una partnership solo con Aeroitalia, che dalla manica (dove si trovava lo scorso anno) è passata a sponsorizzare il retromaglia dei biancocelesti.Come riporta Calcio e Finanza, questa partnership frutta ai biancocelesti (oltre alla possibilità di viaggiare con gli aerei della compagnia per le trasferte, ndr) solo 2 milioni di euro, che rende così la Lazio la quindicesima squadra di Serie A per introiti dagli sponsor.

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Lazio, Dia per sette: nessuno come lui in serie A

“Boulaye Dia è l’uomo copertina della Lazio. L’ultimo arrivato, il primo dei cannonieri. L’attaccante franco-senegalese ha spazio, fiducia, si diverte e segna. Tanto. Anzi: più di tutti. Perché con i 2 gol segnati in Coppa Italia con la maglia della Salernitana ad agosto (contro lo Spezia) è già a quota 7. Nessuno dei calciatori della serie A ha segnato quanto lui”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera”,nell’articolo dal titolo “Dia magnifica sorpresa: con 7 gol segnati è il cannoniere d’Italia”.

Boulaye Dia è certamente una delle note più positive in casa Lazio.Arrivato in estate dalla Salernitana, il bomber senegalese si è subito calato nella parte, diventando fondamentale per gli schemi di Marco Baroni.