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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il calcio relazionale di Baroni: moderna e immarcabile

La Lazio rotante di Baroni ha giocatori e ruoli girevoli: «Il calcio posizionale è finito», la massima da nuovo stregone, detta con tenacia, motivata convinzione e senza paura di sentenziosità. Attaccanti mobili, bravi negli interscambi posizionali. Centrocampisti tuttocampisti. Difensori palleggiatori. Terzini incursori. Calcio relazionale, dicono quelli bravi, non posizionaleBaroni ha creato una Lazio immarcabile o difficilmente prevedibile nei movimenti a incrocio. «Baroni ha questa idea, giocatori che si muovono tra le linee, per tutto il campo, senza mai stare in una posizione fissa. Tutto questo è molto difficile per i difensori», l’incoronazione di Pedro a Domenica Sport su Radio uno Rai, ha spopolato con il guardiolismo di prima éra ed è stato conquistato dal baronismo.

Lazio, l’idea di Baroni

Baroni alla formula ci è arrivato trovandosi di fronte questa Lazio, in parte costruita, in parte programmata dal diesse Fabiani, in parte rifinita con il suo contributo. Non era un’idea predefinita. Dopo i primi allenamenti ad Auronzo, e ancora di più dopo l’arrivo di Dia a metà agosto, si è accorto che le caratteristiche duttili di gran parte della rosa gli avrebbero permesso di pianificare questo piano di gioco. Il compendio di tutti gli studi e di tutte le esperienze fatti in carriera. Il sogno di una vita, cullato perlustrando la provincia. Baroni parla di mobilità dal primo giorno, la considera come linea di demarcazione tra il calcio di oggi e di domani. Giocatori dentro e fuori dal ruolo, vale soprattutto per gli attaccanti. Esterni fuori linea, vale per le ali, non vuole che stiano sul piede sulla riga bianca. «Movimento fuorizonale», lo slogan. La formula del “movimento”, di questa Lazio modernizzata, è ancora più visibile con il passare delle settimane.  Corriere dello Sport

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STATISTICHE

Lazio, obiettivo difesa dopo Twente e Genoa: mai tre clean-sheet di fila nel 2024

La Lazio ha vinto sei delle ultime sette partite tra Serie A ed Europa League (1P), segnando 17 reti nel periodo (2.4 di media a match). I biancocelesti potrebbero inoltre registrare tre clean sheet di fila tra tutte le competizioni per la prima volta nell’anno solare 2024. Questo il nuovo obiettivo della fase difensiva di Baroni, reduce dalla doppia porta inviolata con gli olandesi del Twente ed il Genoa.

Uno stimolo in più con vista lago di Como per Romagnoli e compagni. Da stabilire il compagno di reparto dell’ex Milan: Gigot spera nella seconda da titolare nelle ultime tre (Gila acciaccato).

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APPROFONDIMENTI

Lazio, i segreti di Baroni: rotazione e cambi, ben 7 gol dai subentrati

Saper sfruttare tutti gli elementi a propria disposizione. Tra le tante caratteristiche di questo inizio di stagione in casa Lazio forse la prerogativa principale di Marco Baroni è la capacità di coinvolgere tutti i calciatori a sua disposizione. “Sono contento perché i tre gol sono arrivati da Noslin che non giocava da tanto e da due subentrati. Questo fa piacere perché chi entra va dentro nel momento più importante della partita, il fatto che questo gruppo sia tutto acceso è importante”. Questo il Baroni pensiero dopo i tre gol al Genoa, che rappresentano ancora una volta la forza di questa Lazio. Non c’è un singolo riferimento, un leader intorno al quale costruire la fase offensiva come per tanti anni è successo con Immobile, con risultati straordinari. Baroni ha creato una cooperativa del gol, capace anche di risolvere uno dei problemi cronici della Lazio.

Si è sempre detto che la Lazio di Inzaghi prima e Sarri poi con l’undici titolare poteva giocarsela con tutti in Serie A. Il problema sorgeva con i cambi, la mancanza di alternative di qualità capaci di far rifiatare i big e di competere su più competizioni. La Lazio di Baroni ha completamente smentito questo teorema, facendo tantissime rotazioni è prima in Europa League e dei 26 gol stagionali ben sette sono arrivati da subentrati. Tre nelle ultime due partite, con Isaksen a segno in Olanda e e le due reti realizzate da Pedro prima e Vecino poi con il Genoa. A queste vanno aggiunti i gol di Isaksen a Udine, Noslin a Torino, Zaccagni col Nizza in Europa League e Pedro contro l’Empoli all’Olimpico. Tuttomercatoweb.com

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AVVERSARIO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Como provinciale che gioca da grande. Più spazi ma anche più difficoltà. Fuori chi non è al meglio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Credo che il grande tema di Como-Lazio siano le scelte di Baroni. Nei turni infrasettimanali di coppa, il tecnico ha sempre stravolto la squadra. Ora questo turno è legato al campionato, ci chiediamo cosa farà. Penso che l’ipotesi più reale sia una via di mezzo.

Bisogna capire se Zaccagni avrà modo di allenarsi e recuperare per immaginare alcune scelte di Baroni. Così come sarà importante capire la gestione di Tavares. Ho la sensazione che la formazione nascerà in questi due giorni in relazione alle condizioni di alcuni giocatori che potrebbero essere considerati a rischi. Ovvio che rientrerà Romagnoli, probabilmente al posto di Gila che è alle prese con una contusione. In sintesi, chi non sarà al meglio non verrà rischiato.

Il Como è una squadra con giocatori giovani provenienti da squadre importanti come Nico Paz e Perrore. E’ una provinciale che gioca da grande. Si espone un po’ alla qualità degli avversari proprio per la sua tipologia di gioco. Segnano abbastanza, undici gol, ma ne ha subiti tanti, sedici, proprio perché prova a giocare. La Lazio avrà la possibilità di sfruttare le ripartenze, ma potrà anche essere messa in difficoltà sul piano del palleggio“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Con il Como turnover diverso rispetto all’Europa. Gestione Tavares, lavoro anche sulla postura…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Una mezza indicazione sulle scelte di Baroni per domani l’ha dato proprio lui in sala stampa dopo il Genoa, quando ha fatto capire che non ci sarà un turnover completo come in Europa League. Se giovedì se dovesse fare delle rotazioni minori vorrebbe dire semplicemente che le scelte che riguardano il campionato sono diverse a quelle per l’Europa. Non ci sarebbe nulla di male.

La chiave per interpretare la gestione di Baroni sarà la scelta su Tavares. La gestione del portoghese per adesso è stato strepitosa. E’ stato fatto un lavoro di un certo tipo per rimetterlo in sesto anche a livello posturale, oltre a come sia stato fatto riposare in Europa. Da escludere, ovviamente, che giocherà sia con il Como che lunedì contro il Cagliari. Poi ci sarà l’impegno complicato con il Porto“.

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STATISTICHE

Como-Lazio in cifre, ripensando a Lopez e Simeone: l’ultima volta oltre 20 anni fa. Baroni cerca la svolta trasferta…

Dati Opta su Como-Lazio

  • La Lazio ha vinto le ultime due sfide contro il Como in Serie A (nella stagione 2002/03), dopo che invece i lombardi erano rimasti imbattuti nelle tre gare precedenti contro i biancocelesti nel torneo (2V, 1N).
  • La Lazio ha vinto l’ultima trasferta contro il Como in Serie A, il 17 novembre 2002 (3-1 con doppietta di Claudio Lopez e gol di Diego Simeone), dopo che aveva ottenuto un solo successo nelle prime sette gare fuori casa contro i lariani nel massimo campionato (2N, 4P).
  • La Lazio ha vinto tutte le ultime sei gare di Serie A contro squadre neopromosse e può registrare una serie più lunga di successi consecutivi contro queste avversarie per la prima volta da gennaio 2020 (13 in quell’occasione).
  • La Lazio ha perso tre delle quattro trasferte giocate in questo campionato (1V) e l’unica volta negli ultimi 55 anni in cui ha registrato quattro sconfitte nelle prime cinque gare esterne disputate in una stagione di Serie A è stata nel 2015/16.
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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares raddoppia e Lotito gongola: “Non lo vendo neanche per…”

Per la prima volta in stagione potrebbe essere chiamato al doppio impegno ravvicinato: Nuno Tavares è pronto agli straordinari, con Baroni che medita di impiegarlo anche nella ostica trasferta di Como. La Lazio è sempre più dipendente dal portoghese, che ha impattato in maniera incredibile sulla Serie A, sfornando assist a iose. Ben sette. Con il Genoa ne sono arrivati altri due (la Lega calcio ha rivalutato anche quello per il gol di Noslin.

Un vero e proprio affare (la Lazio lo riscatterà per 5 milioni) di cui andare orgogliosi, con il presidente Lotito che gongola e pensa già al futuro: “Già una plusvalenze? Non lo vendo nemmeno per 70 milioni – le sue parole a Il Messaggero – Abbiamo sbaragliato una concorrenza fortissima delle big sul terzino”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Como partirei con Tchaouna, Noslin e Pedro. E su Tavares…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste:

Eticamente non giusta l’assenza del Real Madrid ieri a Parigi, a mio avviso non hanno fatto una bella figura. Per me è stato corretto premiare Rodri. Yamal? Potrebbe fare anche meglio di Messi. Pure se sembra impossibile, i presupposti ci sono. Basta che mantenga questa leggerezza e questa voglia. Mbappé all’inizio era un giocatore fantastico, poi si è ‘seduto’, non sta esprimendo il suo potenziale.

A Como Noslin deve giocare perché ha fatto gol, perché così prende continuità e perché in Europa non può giocare. Va sfruttata la benzina, che è il gol. Anche Pedro deve giocare, facendo la seconda punta. Sfrutterei Tchaouna ancora dall’inizio.

Fabregas ha giocato sempre con gli stessi uomini, questo potrebbe essere un vantaggio. Fadera imprevedibile, Strefezza entra più dentro al campo.

Mandare via dei giocatori che sono stati importanti, ma che si sono rivelati negativi nello spogliatoio perché non mantenevano più il ruolo di calciatori, è stata una scelta giusta. Quando un calciatore dice qualcosa in più, che va oltre il suo ruolo in campo, diventa negativo per l’ambiente. Guardate dalla parte opposta cosa sta accadendo. Noi avevamo grandi calciatori ma con atteggiamenti sbagliati e la scelta dei dirigenti della Lazio è stata giusta.

Tavares? L’Italia non vedeva un giocatore così da anni, è devastante, fa un altro sport. E’ un fattore che determina. Io lo farei giocare anche giovedì, poi bisogna viverlo per capire come sta“.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Roma sempre inferiore da quando sono presidente. Non voglio più nomi, ma combattenti”. E Su Baroni…

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, uscendo dal consiglio Figc, è stato intercettato dai microfoni dei giornalisti: “Da quando sono presidente, la Roma ha sempre veleggiato su posizioni inferiori, ma la mia competizione non è con la Roma. A me interessa risolvere problemi. La nostra è una famiglia in cui io metto la faccia e per questo attaccano tutti me. Ma da altre parti sento dire ‘Avessimo noi un presidente come Lotito!. Nella vita, se ti assumi la responsabilità di una gestione devi farlo fino in fondo. Ho in testa un programma tale che vede la Lazio raggiungere certi obiettivi, sia in termini organizzativi che di risultati sportivi senza fare “la figura della cicala”, quella non la farò mai. Lo scudetto? Il denaro è un elemento importante, non un elemento indispensabile, senza il quale non vinci. L’Atalanta lo scorso anno ha vinto l’Europa League e c’erano squadre ben più attrezzate”. 

Sullo Stadio: “Stiamo lavorando anche per quello, a metà novembre ci sarà lo studio di pre-fattibilità. Guardate quanti fronti abbiamo aperti. Abbiamo finito il centro sportivo, la prossima settimana inizieremo i lavori dell’academy”. 

“Io coltivo passioni – continua Lotito – , che sono nate nel 1900 quando è stata costituita la società e che sono state coltivate, quindi ho l’obbligo di preservarle, mantenerle  e tramandarle. E poi, come ricordo sempre, il calcio è di didascalico e moralizzatore, il calcio deve insegnare qualcosa, deve aiutare le persone meno abbienti, meno fortunate”.

Chiusura su Baroni ed un ipotetico rinnovo: “L’ho scelto con una funzione e la sta interpretando nel migliore dei modi, perché si sente parte integrante di questa famiglia. Noi abbiamo creato una famiglia dove sono tutti i figli. Baroni è colui che coordina questa grande famiglia dal punto di vista tecnico. Per la squadra deve essere un maestro di vita, come Tommaso Maestrelli. Io non voglio più i nomi, ma i combattenti”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – 45 anni dopo, Paparelli: “L’odio non va alimentato, alla fine l’amore vince sempre” (AUDIO)

GABRIELE PAPARELLI in collegamento a ‘NMM’!

“E’ enorme l’amore che sto ricevendo, sono quasi basito e stupito. Dopo 45 anni la tragica scomparsa di mio padre continuo questo affetto da parte di tutto il mondo Lazio che mi lascia senza parole. Alla fine l’amore vince sempre, del resto ci importa relativamente. Noi siamo persone differenti, il ricordo è alla base di tutto e ringrazio per le emozioni che ci abbracciano. L’obiettivo dei miei sforzi è stato sempre quello di non alimentare l’odio, ma di far capire quanto sia bello vivere un evento sportivo e quanto sia assurdo perdere la vita allo stadio. Avendo vissuto un dolore così forte non poteva cedere ad alcune tentazioni. L’atmosfera dell’Olimpico ieri contro il Genoa era bellissima, quello è l’esempio da seguire”.