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ARBITRI

Designazioni, Como-Lazio a Pairetto: i precedenti

La designazione arbitrale della 10ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Como-Lazio al signor Luca Pairetto della sezione di Torino.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Imperiale e C. Rossi: Galipò sarà il IV ufficiale mentre Aureliano e Serra sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 17° incrocio tra Pairetto e i biancocelesti: undici vittorie, due pareggi e tre sconfitte il bilancio. Sei precedenti infine con il Como: 2 vittorie, altrettanti pareggi e sconfitte lo score.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio cambia gli uomini ma sa sempre quello che vuole. Tavares spacca…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di ieri contro il Genoa da parte della Lazio è stata una vittoria meritata. E’ una squadra che sa quello che vuole, cambia gli interpreti senza subire contraccolpi, sta esprimendo un calcio importante e vincente.

Tavares ancora una volta ha spaccato in due l’avversario, bella anche la giocata di Noslin, tutte conferme che poi la differenza la fanno i singoli. Ieri mancavano due titolari come Lazzari e Romagnoli, ma cambiando gli interpreti la prestazione resta la stessa. Questo è il vero segreto della Lazio e del lavoro di Baroni.

Non esistono partite facile, non lo era con il Genoa e non lo sarà con il Como. La squadra di Fabregas ha giocato solo tre gare in casa dove non ha mai perso. Ha vinto una volta e ne ha pareggiate tre. Giocano come una grande, sono pericolosi ed hanno giocatori come Nico Paz, Strefezza e Cutrone che sono pericolosi. Pensare di andare a passeggiare a Come sarebbe un errore. Fanno sempre la partita e lo faranno anche contro la Lazio. Deve essere pronta a questo tipo di avversario che si gioca la partita faccia a faccia.

Non banale, aggiungo, il gol di Pedro. Ha letto bene il movimento di due difensori del Genoa ed ha chiuso l’azione dimostrando di essere un giocatore diverso dagli altri”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio bella ed intelligente. Baroni nel cuore dei tifosi. Ora aumentano pressioni ed aspettative…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Anche contro il Genoa abbiamo visto una bellissima prestazione della Lazio, anche se forse è giusto dire che sia stata una gara molto intelligente. L’ha sbloccata con un grande colpo di Noslin, poi l’ha gestita e definita nel finale. E’ un momento molto bello per la squadra con un tecnico che sta entrando nel cuore dei tifosi laziali.

Quando abbiamo saputo dell’assenza di Zaccagni abbiamo un po’ temuto. Era la classica gara in cui uno come lui deve fare la differenza saltando l’uomo. E’ magico il fatto che la gara l’abbia sbloccata il suo sostituto. Per me Nolsin va eletto come migliore in campo, per l’importanza della rete ma anche per la bellezza della giocata.

La Lazio sta riuscendo a normalizzando alcune vittorie. Anche gare che si annunciano complicate si indirizzano a proprio favore, questo è un salto di qualità importante. Con il Como sarà la prima partita che la Lazio farà con un po’ di pressione sulle spalle. Ora in molti indicano nella Lazio una squadra che può dire la sua, sono aumentate le aspettative. sarà un test importante in tal senso.

Castellanos lo sto vedendo un po’ nervoso, a volte un po’ egoista per trovare un gol che da un po’ manca. Malgrado questo è importante il modo in cui gioca per la squadra. Mi è piaciuto l’impatto alla gara di Tchaouna quando è subentrato. Ha fatto quello che ci si aspetta da lui. Più segnali da lui che dal farraginoso Isaksen”.

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APPROFONDIMENTI

Paparelli, 28 ottobre e un dolore mai svanito

E rieccoci qui, al 28 ottobre. Una data che per sempre, per tutti i tifosi laziali, riporterà con la mente a quanto accaduto nel 1979. Quel giorno doveva essere uno come tanti altri in cui si giocava il derby della Capitale, Roma contro Lazio, per una rivalità che avrebbe incendiato il cuore della città in 90 minuti di emozioni forti. Ma quella partita resterà nella storia per un tragico fatto di cronaca, perché prima ancora che il fischio d’inizio risuonasse nell’Olimpico, accadde qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto dimenticare. Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, pagò con la vita un assurdo atto di violenza.

Paparelli, un simbolo

Quella giornata segna una ferita aperta, un trauma che ancora oggi, a distanza di 45 anni, rimane una pagina terribile della storia del calcio. Vincenzo Paparelli era un uomo comune, un lavoratore, un padre di famiglia. Viveva la sua passione per la Lazio con il cuore e l’anima. E in quella domenica di fine ottobre, in un’epoca in cui le rivalità calcistiche, anche se già accese, non avevano ancora raggiunto i livelli di violenza che purtroppo oggi conosciamo, si trovava seduto in Curva Nord, insieme a migliaia di altri tifosi, in attesa che la partita iniziasse. Un istante, uno soltanto, e cambiò tutto. Un razzo sparato dalla Curva Sud lo colpì mortalmente. Non c’era motivo, non c’era logica. Solo un atto di cieca incoscienza, un gesto che gli strappò via la vita. Da quel giorno, tra quei gradoni dell’Olimpico, resta un vuoto incolmabile. Paparelli divenne immediatamente il simbolo del tifoso innocente, di quella parte del calcio che vive di passione e amore per la squadra, e che non avrebbe mai dovuto trovarsi al centro di una violenza insensata.

Paparelli nei cuori dei tifosi

La sua morte segnò un punto di svolta, un momento di consapevolezza per tutto il calcio italiano, sebbene ancora oggi ci sia qualche idiota che “celebra” la ricorrenza con abominevoli scritte sui muri di Roma. A distanza di 45 anni, Vincenzo Paparelli è ancora lì, nei cuori di chi vive la Lazio con la stessa passione che lui nutriva. Il suo nome è scolpito nella memoria collettiva del calcio italiano, un ricordo doloroso ma necessario. La sua storia è un inno alla pace e al rispetto. È un simbolo eterno di cosa significa essere tifosi nel senso più puro. La sua tragedia è una ferita che mai si rimarginerà, ma il suo rico do vive nelle voci della Curva Nord. Ogni derby. Ogni partita. Ogni 28 ottobre. Corriere dello Sport

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SOCIAL

Di Canio avverte: “Roma, occhio a non retrocedere”. E la Lazio provoca sui social

“Sembra una squadra che non crede a se stessa. Le facce di Angelino e Cristante è la faccia di chi dice: “Ma c’è la possibilità di andare via?”. Così Paolo Di Canio, ex attaccante della Lazio, negli studi di Sky Sport analizza la pesante sconfitta della Roma a Firenze contro la Fiorentina. “C’è la paura di tornare a giocare tra qualche giorno. Un gruppo sano non vede l’ora di scendere di nuovo in campo dopo una sconfitta. Qui invece c’è una paura fottuta di pensare di dover di nuovo giocare in campo, in casa contro il Torino”, aggiunge Di Canio.

Di Canio avvisa la Roma

Di Canio poi parla addirittura di retrocessione: “Se non avessimo avuto un campionato così scarso per le ultime cinque, sei in classifica ti dicevo occhio: nel 2004 la Roma aveva Totti, Cassano, altro che squadra come questa, si sono salvati all’ultima giornata. Si era costruita male la situazione e l’ambiente”, ha aggiunto Di Canio.

Il post ironico della Lazio

Oltre alle dure parole di Di Canio e al tweet di Caicedo, arriva anche il post su X della Lazio poco dopo la fine della partita del Franchi: “Buonanotte”, la scritta accompagnata dalla foto di cinque giocatori biancocelesti. Già, proprio cinque, come i gol presi dalla Roma dalla Fiorentina. Ai tifosi della Lazio l’associazione velata non è sfuggita, scatenando l’ilarità e la goliardia. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Genoa vittoria meritata. Rovella da Nazionale, Tavares mostruoso. E su Vecino…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste dopo il successo casalingo della Lazio sul Genoa:

Non mi sembra la Lazio abbia mai sofferto ieri. Ho visto una squadra matura: l’assenza di Zaccagni non si è avvertita, Noslin al suo posto rende al meglio, la squadra sta bene in campo. Questa è una rosa che fa il 4-3-3 per essere più equilibrata e in genere questo modulo si usa per essere più offensivi. Molto importante anche il fatto che abbia segnato chi è subentrato. Giudizio molto, molto positivo sulla sfida col Genoa. Tutto positivo, vittoria meritata.

Siamo una squadra forte e questa deve essere l’onda che dobbiamo cavalcare. Questa non è una Lazio presuntuosa. Per me ora la partita difficile è col Como, perché giocano bene a calcio, hanno individualità importanti. E’ una squadra ‘spagnoleggiante’, che cerca il possesso per farti girare a vuoto e trovare spazi davanti. In mezzo hanno Perrone che è forte, giovane e bravo. E’ una squadra che mi piace molto.

Rovella sta crescendo partita dopo partita, come tutti. E per me può fare ancora meglio: gioca corto, gioca lungo, ruba palloni, è un tuttofare. Insieme a lui voglio elogiare Guendouzi, che non ha fatto una gara appariscente ma intelligente. Rovelli verrà chiamato da Spalletti, è meglio di Fagioli in questo momento. Poi c’è un calciatore che fa un altro sport: Tavares è mostruoso, credo sia il più forte in Europa nel suo ruolo. Tchaouna ha fatto bene quando è entrato, è un profilo interessante, Poi c’è il ragazzino (Pedro ndr) che subentra e fa gol.

Difensori centrali? Per me i quattro giocatori si equivalgono. Gila cresce in maniera esponenziale. Romagnoli sta facendo un’ottima stagione; è un calciatore intelligent. Comunque abbiamo quattro centrali forti. Gigot lo abbiamo visto poco ma è un leader; ora lo voglio vedere nelle gare importanti. Patric con Gila una garanzia, ma Gila-Romagnoli sono ancora un po’ più avanti.

Questa Lazio non è distante dalle prime postazioni, ma deve continuare a crescere.

Per me giovedì giocherà Marusic, è normale giocare tre gare a settimana. Io personalmente lo preferisco a Lazzari in questo contesto, poi in alcune partite servono gli strappi di Lazzari ma tra i due preferisco il montenegrino lì, mi dà maggiore equilibrio.

L’obiettivo ora non deve essere centrare una determinata posizione in classifica, deve essere la voglia di crescere e stupire, giocando tutte le gare come fossero finali. Poi vediamo più avanti e penseremo ad altri obiettivi.

Vecino ha un’intelligenza superiore alla media. Ha fatto tutto quello che doveva fare un centrocampista per aiutare la punta e ha anche segnato. In mezzo al campo prenderei un calciatore ma prenderne uno più forte di Vecino, Guendouzi e Rovella è un’impresa ardua.

Aspettiamo Tchaouna che ha grande potenziale“.

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INFERMERIA

Lazio, esami via libera per Lazzari: “Spero nel Como”

Si avvicina il semaforo verde per il rientro di Manuel Lazzari. L’esterno della Lazio si era infortunato ad inizio mese nel match contro l’Empoli vinto poi dai biancocelesti per 2-1. Il giocatore aveva riportato una lesione di medio grado al retto femorale della coscia sinistra e il suo recupero forse sta arrivando alla conclusione. Tutto dipenderà dall’esito della visita di controllo che si è tenuta questa mattina nella Capitale. Inizialmente i tempi di recupero erano di circa un mese ma chissà che il responso di oggi non possa accorciare il tuitto.

La speranza di Lazzari
Arrivato di prima mattina alla clinica per le visite mediche, il giocatore è stato intercettato dai cronisti presenti fra cui anche TMW. Il difensore è parso possibilità per un possibile rientro giovedì sera per il match che la Lazio disputerà sul campo del Como. “Provi ad esserci col Como?” è stata la domanda posta al ragazzo che si è limitato a dire un “Speriamo”.

Le parole del medico
Nella giornata di ieri il medico sociale Fabio Rodia era intervenuto ai microfoni dei media ufficiali biancocelesti per fare il punto della situazione sul giocatore: “Lazzari ritengo che sta andando tutto nel migliore dei modi quindi siamo prossimi al rientro in squadra”. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Gila in conferenza: “Stiamo crescendo e attenzione premiata con la porta inviolata. E su Tavares…”

Dopo la vittoria per 3-0 contro il Genoa, il difensore biancoceleste Mario Gila in conferenza stampa ha così analizzato il match dell’Olimpico:

Fortunatamente sto bene. Le partite sono difficili, dobbiamo rimanere sempre attenti perché basta un attimo per subire gol. L’importanza del tenere la porta inviolata ti aiuta a ottenere un risultato d’oro, non era facile, il Genoa è una squadra che complica molto la gara. Siamo riusciti ad arrivare al 2-0 e abbiamo gestito meglio la gara.

Il mister sta facendo un ottimo lavoro, stanno giocando tutti gli elementi della rosa e tutti danno il 100%. Non solo i difensori, ma ogni elemento dà il massimo per aiutare la squadra a difendere bene. Siamo in un ottimo momento e questo ci aiuta a dare il massimo”.

Ci aspettavamo questa classifica, abbiamo fiducia in quello che facciamo già dal ritiro. Nelle prime partite non abbiamo iniziato a questo livello ma c’era fiducia nella proposta del mister, siamo in un momento positivo e dobbiamo sfruttarlo. Possiamo ancora migliorare e ottenere un risultato migliore prima di quanto fatto oggi, segnare prima e fare qualche clean sheet in più.

Tavares? A me piace, è un giocatore veloce che ha grinta e personalità. Vuole dimostrare tanto, viene da due anni dove non è riuscito a incidere per gli infortuni. Lo vedi che ha voglia di mangiarsi il mondo, ci mette questa grinta che trasmette anche ai compagni e trascina la squadra. Sono contento di giocare con lui.

Sono migliorato tanto a livello tattico e in questo ringrazio Sarri perché tatticamente mi ha aiutato molto, posso migliorare ancora tantissime cose. Posso leggere meglio i momenti della partita, ma sono contento di avere ancora margini di miglioramento. Siamo migliorati a livello di squadra, siamo venti giocatori dove tutti danno il 100% in campo perché c’è fiducia in tutti da parte del mister e di tutti i compagni.

Real Madrid? Mi aspettavo qualcosa di diverso ieri, è vero che il Barcellona ha giocatori fortissimi. Mi dispiace perché sono madridista, mi aspettavo qualcosa in più ma aspettiamo che si riprendano e torneranno a lottare per tutti i titoli. Non mi preoccupa, il Madrid è sempre il Madrid“.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Noslin: “Lavoro ripagato, è una liberazione!”

Al termine della partita con il Genoa Noslin ha commentato ai microfoni ufficiali del club la bella vittoria di oggi.

Gol? Mi sono allenato forte, ieri in allenamento ho fatto un gol simile. Sono molto felice soprattutto se si riesce a giocare come ci si allena. Cosa significa questo gol? Questo gol significa tanto, sa di liberazione lavoro duramente ogni giorno: so di avere giocatori forti davanti me, giocatori con esperienza e che giocano in Nazionale ma cerco di sfruttare al meglio le opportunità che mi danno. Baroni? Quando ho visto il mio nome dopo la defezione di Zaccagni ero felicissimo. Conosco Baroni da Verona e sono contento che mi ha voluto qui alla Lazio. Il mio look? Penso di avere il miglior taglio di capelli, ma anche quello di Guendo non scherzano (ride, ndr).

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DICHIARAZIONI

Baroni in conferenza: “Prova matura, siamo ambiziosi. Il tifo della Lazio ti avvolge. E su Noslin e Pedro…”

La Lazio batte 3-0 in casa il Genoa. Porta inviolata e punti importanti per i biancocelesti. Così, in conferenza stampa, l’allenatore Marco Baroni ha commentato la vittoria:

Prova matura da parte della squadra. Sono gare dispendiose, i ragazzi hanno fatto bene. La partita è sempre stata sotto controllo. Nel secondo tempo qualche calciatore l’ho visto in difficoltà e ho fatto i cambi.

Contento del gol di Noslin, era da un po’ che non giocava, e anche delle reti degli altri due subentrati. Il fatto che tutto il gruppo sia acceso è importante.

Noslin? Deve crescere. Io so le sue potenzialità, il gol con qualità e velocità lo avete visto tutti. L’ho detto anche altre volte, questi giocatori magari prima erano i più importanti della loro squadra, ora hanno compagni altrettanto forti e devono alzare il livello.

Pedro? Io non sono sorpreso da lui. E’ un giocatore che si allena talmente forte e sta talmente bene fisicamente che mi aspettavo queste prove. I calciatori si vedono per quello che danno e lui da tanto. Noi ce lo godiamo e ci stropicciamo gli occhi a guardarlo. Va gestito, come gli altri. Sia allena come uno che ha 27 anni.

La squadra lavora per attaccare perché ha i giocatori per farlo. Io credo che questa squadra dia il meglio di se quando attacca, quando va forte sugli esterni. Noi non prendiamo tanti tiri, la squadra deve difendersi correndo in avanti. Non possiamo difenderci correndo indietro, altrimenti dovrei mettere altri calciatori. Abbiamo messo anche tre centrocampisti, abbiamo ritrovato pericolosità. Lavoriamo su tutti questi dettagli.

Lazzari? Domani fa un controllo e speriamo di riaverlo.

Anche oggi Taty è andato al tiro, ha avuto occasioni, si muove. Io gli esterni li considero attaccanti, perché devono venire in mezzo al campo. Tchaouna in 10′ minuti poteva fare due gol. Per me l’esterno è un attaccante aggiunto che deve venire in mezzo. Stanno lavorando di squadra.

Io sono un uomo del ‘fare’ non del ‘dire’. Siamo ambiziosi, la Città lo è, la Società anche, ma dobbiamo passare dal lavoro e dalla crescita che stiamo avendo. Dobbiamo dare tutto, come stiamo facendo. La cosa importante è che la squadra si spenda, come sta facendo adesso.

I ragazzi stanno lavorando forte. Non lavoro su 11 giocatori, non l’ho mai fatto. I traguardi più importanti li ho raggiunti con chi giocava meno. Se li tieni in disparte non ti danno molto. Tchaouna o Dele, sono ragazzi che partecipano. C’è anche l’aiuto dei compagni. So che anche loro ci daranno tanto.

Non è stata una gara a ritmi alti, ma per renderle tali servono le due squadre. Loro ci aspettavano schierati, avevano grande copertura. Il Genoa ha fatto una partita complicata per noi dal punto di vista difensivo, non era facile trovare gli spazi ma la squadra è stata paziente. Tuttavia credo che abbiamo sempre avuto il controllo, tranne in quei 5′ in cui poi ho fatto i cambi.

Fisicamente la squadra sta bene ed ha l’entusiasmo giusto. Serve lavoro, dedizione e cura dei dettagli: da questo non possiamo uscire e non li faccio uscire.

Cambi di formazione giovedì in Europa League? Devo valutare. Mario ha preso una contusione forte, Adam si porta dietro un piccolo fastidio. Recuperiamo un giorno poi tiriamo le somme. Non dobbiamo per forza fare dei cambi, valuterò in base alle condizioni dei ragazzi.

Il coro dei tifosi? Questo è un tifo che ti avvolge, sempre di più. Lo vedo dai calciatori, il senso di appartenenza lo sentiamo forte tutti. Prima il coro non l’ho sentito subito, mi dispiace ma questo vi fa capire come sono concentrato sulla partita. Lo scetticismo ci poteva stare. Io so solo che darò tutto e di più per fare bene, lo meritano tutti: chi mi ha dato questa chance, tifosi, squadra e la Città. Grazie a tutti.