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STATISTICHE

Lazio-Torino, biancocelesti alla ricerca del poker di vittorie per fare la storia

Lunedì contro il Torino all’Olimpico la Lazio comincerà il suo impegnativo tour de force: in pochi giorni in programma c’è la gara col Toro, quella a Bergamo contro l’Atalanta, la trasferta di Europa League in Norvegia, il derby e poi il ritorno contro il Bodo-Glimt.

Un percorso importante che partirà appunto con il match contro la squadra di Vanoli. E a proposito della sfida di lunedì, la Lazio potrebbe centrare un risultato storico.

Come evidenziano i dati Opta, dopo non essere riuscita a vincere contro il Torino per cinque match di Serie A di fila (4N, 1P), la Lazio ha conquistato il successo in ciascuno degli ultimi tre confronti contro i granata nel torneo e potrebbe arrivare a quattro vittorie consecutive contro questa avversaria per la prima volta nella sua storia nella competizione.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Con Patric out rientra Pellegrini in lista. In Europa con tre centrali

“A questo punto appuntamento all’anno prossimo, sempre che laLazio non provi a cederlo nel mercato estivo nonostante i due anni rimanenti di contratto. Il futuro biancoceleste però è adesso.Verrà subito reintegrato Luca Pellegrini in campionato al suo posto”. Così è scritto, a proposito dell’intervento di Patric, sull’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo: “Lazio, Patric si è operato. Stagione finita”. Il difensore spagnolo classe ’93 è stato operato ieri al malleolo e può considerare chiusa la sua attuale stagione con la Lazio. È dunque ora possibile che torni in lista il terzino ex Juventus, escluso a gennaio per motivi disciplinari, ma la decisione andrà presa entro il 31 marzo. Intanto, in Europa League, (lista non più modificabile) il club biancoceleste si troverà con tre difensori di ruolo (Gila, Romagnoli, Gigot) non essendo presente il neoacquisto Provstgaard.

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RASSEGNA STAMPA

Gioia azzurra Rovella, ora il poker decisivo con la Lazio

Baroni lo sa, e non è un caso se, ogni volta che ha potuto, gli ha dato in mano la regia. Quando Rovella gira, la Lazio va. Quando si inceppa, tutto il sistema si appanna. In Nazionale Spalletti lo ha impiegato solo nel primo match con la Germania, lasciandolo a riposo nel secondo. Una fortuna per chi, come lui, aveva bisogno di ritrovarsi, di tirare il fiato, di lavorare su sé stesso. Si è goduto la chiamata azzurra, ma ora può riprendersi il centrocampo della Lazio, seguendo un piano di fatto già stilato. Il primo banco di prova sarà Torino, lunedì sera, nel posticipo. Poi l’Atalanta, un avversario che corre e pressa, una sfida che chiederà intelligenza e ritmo. A seguire, la pausa forzata nell’andata per squalifica con il Bodø/Glimt e poi il derby, la partita per eccellenza nella Capitale, quella che all’andata ha sofferto particolarmente a livello emotivo. Infine, il ritorno con i norvegesi all’Olimpico, quando la qualificazione alle semifinali europee si giocherà probabilmente sui dettagli, sull’equilibrio, sulla testa. Un personale poker di partite che rappresenta un crocevia della stagione, scontri diretti decisivi per la corsa Champions in campionato e per il cammino in Europa League. Per affrontarli serve un centrocampo lucido, brillante. Serve Rovella. 

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EUROPA LEAGUE RASSEGNA STAMPA

Europa e sintetico, la Lazio partirà con un giorno d’anticipo per la Norvegia: i dettagli

Oggi la Lazio torna ad allenarsi dopo i tre giorni di riposo concessi da mister Baroni. Con Patric out fino al termine dalla stagione, ci sono sa monitorare gli acciaccati Castellanos, Tavares e Dele-Bashiru.

Già oggi il tecnico potrà riabbracciare in campo tutti i Nazionali, eccezion fatta per Dia e Marusic, impegnati ieri sera per le ultime sfide di Senegal e Montenegro.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, nei prossimi giorni, forse domenica, Lotito vorrebbe tenere un discorso motivazionale in vista del rush finale per la Champions e i quarti di Europa League contro il Bodo. L’andata si giocherà in Norvegia e la Lazio partirà con un giorno d’anticipo (martedì 8 aprile) proprio per allenarsi all’Aspmyra Stadion e adattarsi al manto erboso sintetico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Oddi: “Baroni deve lavorare sulla testa dei giocatori. E sul ritiro estivo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“In questi finale di stagione tutti gli assenti mancano molto. La squadra è un po’ in crisi, serve ritrovare la giusta via.

L’allenatore deve lavorare sulla testa di questi calciatori. La stanchezza c’è per tutti e avere tante partite da disputare porta, inevitabilmente, anche ad avere tanti infortuni.

Per non buttare via quanto di ottimo fatto fino ad ora bisogna provare a tornare la stessa squadra dell’avvio di stagione, cosa che non siamo stati nelle ultime gare.

Ritiro? Anche se dovesse cambiare il luogo, sicuramente non si troverà una soluzione adeguata. In certi posti si fatica meno, si recupera meglio e la condizione rimane. La tournée importante ma si deve fare dopo un minimo almeno di preparazione. 

Tudor alla Juventus? Impossibile dire ora che impatto avrà ma certo è che qualcosa con l’allenatore precedente non andava in casa bianconera e magari ora potrebbe migliorare”.

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DICHIARAZIONI

Nesta: “Laziale da sempre, mi voleva la Roma, farei fatica a tornare alla Lazio. Milan? Magari ci cascano…”

L’ex difensore Alessandro Nesta, attuale allenatore del Monza, è stato intervistato da Amazon Prime Video, all’interno della rubrica ‘Fenomeni’: “Abitavamo in un quartiere molto periferico di Roma e molto romanista. Noi eravamo i Nesta, eravamo segnati perché eravamo della Lazio. Io giocavo nel Cinecittà che era affiliata alla Roma. Mi sono venuti a vedere e volevano che andassi. In famiglia eravamo tutti malati della Lazio, da mio padre a mio fratello. Io da sempre sono stato laziale, mi avrebbero menato sennò! La Lazio mi ha preso quando avevo otto anni, ho fatto tutta la trafila fino alla Primavera con Caso allenatore”.
IL CAMBIO RUOLO – “Io giocavo attaccante, non arrivavo mai. In Primavera Caso mi ha messo terzino, che era uno scempio perché volevo crossare ma vedevo il fondo e non arrivavo mai (ride, ndr). Poi arriva Zeman che mi dice: ‘Tu fai il centrale’. Mi ha cambiato la vita. In partitella Gascoigne veniva carico, io ero ragazzino, avevo 16 anni. Nella gabbia, dove la palla non esce mai, mi aveva dato due ‘legnate’ e mi aveva fatto volare. C’era Zoff che mi diceva di andare piano. Poi un pallone rimasto lì, io sono andato forte su di lui e gli ho spaccato tutto. I tifosi mi hanno aspettato fuori, mio fratello mi aveva messo dietro e mi ha fatto uscire dal centro sportivo incappucciato. Poi ho avuto un buon rapporto con Gascoigne. Dopo sette mesi è tornato, avevo paura mi menasse! Invece mi ha regalato una canna da pesca con gli ami, anche se non ho mai pescato in vita, e un paio di scarpe. Ha aperto il cofano e quello che ha trovato mi ha dato (ride, ndr)”.

LA PARTITA CON LA ROMA MI HA CAMBIATO LA VITA – “La partita contro la Roma mi ha cambiato la vita, da lì ho iniziato a mettere qualcosa di diverso quando giocavo. Tutti “bravo bravo”, poi ho preso la mia prima batosta. Li ho capito che il compitino non bastava e che bisognava mettere qualcos’altro per diventare un giocatore. Sapevo già che era il mio ultimo anno, erano otto mesi che non prendevo lo stipendio. Il club aveva imbarcato acqua, aveva tanti debiti e io venivo dal settore giovanile. Tutto quello che era plusvalenza e mi avrebbero venduto, un anno difficile. Pensavo all’Inter all’inizio, al Real Madrid l’anno prima ma avevo detto di no perché io giocavo nella Lazio. Avevo appena vinto lo scudetto, l’anno dopo la Roma e mai ‘na gioia. Il problema è che sono andato via male, di questo sono dispiaciuto. Sarei rimasto a vita, come Totti alla Roma. Siamo cresciuti lì, poi negli anni nostri si guadagnava bene. Non avevamo voglia di andare via, stavamo bene a casa nostra. Poi c’è stato il tracollo. È stato un trauma, i primi mesi sono stati durissimi. La gente era molto attaccata a me, è stata una delusione per loro. Un po’ è cambiato anche il rapporto con i tifosi. Il sabato mi avevano convocato in sede per dirmi che me ne dovevo andare, l’ho presa male. Ero andato in difficoltà, mi sono pentito tanto di essere andato via al primo tempo. Non lo farei mai più, mi butterei nel fuoco. Per questo ho tirato un calcio di rigore alla finale di Champions League. Ero deluso da me stesso, ho fatto il ragazzino. Tutti a dirmi devi andare via, partita fatta male e ho pensato ‘sai che c’è, esco’. Me ne sono pentito. Mi ha fatto crescere, m’ha fatto bene”.

MONZA, LAZIO E MILAN – “La prima settimana l’ho sofferto un po’, però i punti erano pochi. L’ultima volta non me ne sono accorto, avevamo perso con la Juve. Col Lecce avevo detto al mio secondo ‘oggi ci seccano’ e invece, no. Oggi per me i giocatori sono più fragili, la maggior parte. Bisogna studiare la generazione nuova a livello mentale, noi siamo cresciuti a calci nel sedere. Adesso è meno, a Reggio Emilia avevo un gruppo vecchia scuola che ha trasmesso ai giovani quello stile. Se prendi uno spogliatoio più giovane è difficile. Se tornerei alla Lazio? Ci vado, ma a livello emotivo farei fatica. È una parte della mia famiglia. Ringrazio per essere andato al Milan, ma per me la Lazio è stata mio padre che mi portava allo stadio col panino. Mio fratello che andava in Curva. Allenare il Milan? Magari ce cascano. Vedremo”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Cataldi in vista del riscatto: “Sto bene alla Fiorentina”

Danilo Cataldi è un giocatore di grande esperienza, cresciuto e maturato alla Lazio e arrivato pronto alla Fiorentina. Nella sua intervista a La Nazione, il centrocampista ha parlato anche del suo futuro, visto che è in prestito in Toscana: “Sto bene qui, sono stato accolto benissimo. Sono un ragazzo alla mano, mi piace stare bene con le persone che compongono il gruppo squadra e non posso chiedere di meglio per me e la mia famiglia”.

Quali sono i suoi obiettivi da qui a fine stagione?
“Si lavora per vincere e sollevare un trofeo sarebbe una ‘rivincita’ per tutti, soprattutto per il recente passato. Poi ti farebbe entrare nella storia del club viola. Ma vorrei andare in Champions anche per una questione di continuità. Io l’ho fatta, ti dà tanto spessore internazionale e ti porta a un gradino più alto”.

Fu uno dei primi a soccorrere Bove. Che cosa ha provato in quegli istanti e che cosa invece prova oggi?
“Sono contento perché lo vedo, ci parlo ed è l’aspetto più importante, il resto si vedrà. In quel momento non ti fermi a pensare. È l’istinto che ti guida. Non so se ho fatto tutto correttamente, ma se anche l’ho aiutato per lo 0,1 percento sono contento”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Senza Patric la Lazio perde un’alternativa importante. Ecco cosa dovrebbe fare Baroni…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Con Patric manca un’alterativa importante, di esperienza. Lui il suo lo fa sempre e in questo finale di stagione sarebbe stato importante. Ora rimane Gigot, un po’ soffri e devi sperare che non ci sono complicazioni per i titolarissimi. Mancherà anche la velocità dello spagnolo, la sua capacità nel difendersi scappando indietro: è una valida al aternativa a Gila e Romagnoli, Gigot ha altre caratteristiche.

Reintegro di Pellergini? Se tutte le cose si sono messe a posto sì, dipende da come si è evoluto il suo rapporto con il tecnico.

Tavares? Va recuperato, poi dipende molto da lui, da che livelli di sopportazione ha al dolore. Tra lui e Dele-Bashiru, è il portoghese la priorità.

Io penso si debba ricreare la situazione di inizio anno: Baroni è stato bravo a coinvolgere tutti. Per fare in modo che i migliori si trascinino ancora chi è rimasto indietro servono i risultati per questo la gara contro il Torino potrebbe essere una medicina importante”.

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INFERMERIA

Tegola Lazio in difesa, operazione e stagione finita per Patric: “Ho sperato di poter continuare…”

Fulmine a ciel sereno in casa Lazio. Dall’infermeria arriva una pessima notizia che mette in difficoltà il reparto difensivo della squadra di Marco Baroni. Lo spagnolo Patric è stato costretto all’intervento chirurgicoper i problemi che da tempo si portava dietro alla caviglia del piede. 

Nessuno si aspettava una notizia simile e a divulgarla è stato il calciatore stesso tramite i social. Una sua immagine subito dopo l’intervento, un messaggio per i tifosi e tanto amore per i colori biancocelesti⤵️

Posted @withregram • @patric6 Cari laziali, questo messaggio è per voi.

Vi devo una spiegazione. In questi mesi si sono dette tante cose, ma voglio assicurarvi che ho sempre dato tutto me stesso, lottando fino all’ultimo, per tornare a fare ciò che amo di più: giocare a calcio.

A novembre, durante la partita contro il Como, ho avvertito un forte dolore alla caviglia. Pensando che non fosse nulla di serio, ho continuato a giocare per un mese e mezzo, aiutandomi con antinfiammatori e infiltrazioni. Ma alla fine, quella stessa caviglia mi ha fatto capire che non potevo più andare avanti. Dopo essermi sottoposto a degli esami, è arrivata la diagnosi:
lesione longitudinale (split) peroneo corto

A quel punto avevo due opzioni: operarmi subito o tentare la via della terapia conservativa. Senza esitazione, ho scelto la seconda strada, per evitare di non rientrare in tempo per questa stagione.

Negli ultimi due mesi ho fatto tutto il possibile, e anche di più, per tornare al massimo della forma. Ho sperato fino all’ultimo di poter continuare a lottare con voi, di poter dare il mio contributo. Ma, nonostante tutti gli sforzi, la forza nella caviglia non tornava.

Avrei voluto esserci ancora, ma il dolore e instabilità mi anno costretto a prendere una decisione che mai avrei voluto immaginare: sottopormi all’operazione chirurgica.

Adesso inizia un nuovo percorso. Lavorerò ogni giorno per tornare più forte di prima.

Forza @official_sslazio sempre.
Vi Voglio bene, Gaba 🩵

Quiero expresar mi más sincero agradecimiento al @drlopezmartinez , @drjcarrillo y a todo el equipo médico por la excelente atención, antes, durante y después de la cirugía. 🙏🏼

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STATISTICHE

Lazio, Guendouzi: i numeri smentiscono le critiche francesi. E quando vede granata…

Due dei tre gol di Mattéo Guendouzi in Serie A sono arrivati proprio contro il Torino, prossimo avversario della Lazio: il 22 febbraio e il 29 settembre 2024 (2-0 e 3-2 in favore dei biancocelesti). Lo riporta Opta: quando vede granata, evidentemente il centrocampista francese si sente ispirato anche in zona realizzativa. Le cifre migliori per cancellare anche le polemiche degli ultimi giorni che l’hanno visto protagonista in patria. Attaccato dal punto di vista tecnico da alcuni ex nazionali transalpini, i numeri in Serie A su alcuni fondamentali decisivi, invece, lo eleggono tra i calciatori più decisivi, qualitativi ed efficaci della squadra di Baroni:

  • Tra tutte le competizioni 2024/25, il francese è il giocatore biancoceleste più impiegato da Baroni (3216 minuti), oltre ad essere colui che ha completato più passaggi terminati nell’ultimo terzo di campo (627), creato più occasioni su azione (44) e recuperato più possessi nella trequarti avversaria (16).