Categorie
DICHIARAZIONI

Cragnotti: “Complimenti a Lotito. Scudetto? Auguro a questa Lazio di rivivere quei momenti”

Presente a Formello il presidente più vincente della storia della Lazio ha così ricordato l’indimenticabile scudetto del 2000:

“Volevo ringraziare il presidente Lotito per l’ospitalità. Senza dubbio è cambiata la società, i tempi. Viviamo in un’altra epoca, noi forse abbiamo vissuto momentio particolari. Sia Lazio che Roma volevano venire fuori dall’enigma di provincialità, si voleno fare delle garndi società e ribaltare l’egemonia del nord e quindi si cercò di portare aventi un progetto per far vivere ai tifosi una nuova era.

Grazie ai sacrifici ci siamo riusciti, con degli uomoni con forza, carattere e temperemaneto; infatti nella vita sono stati uomini di successo, vedi Simoeone, Inzaghie. tanti altri. Squadra fatta di veri uomini che lottavano con tutti i mezzi per ottenere la vittoria che tutti cercavamo.

Io auguro che la Lazio di oggi ci possa far rivivere quei momenti particolare, lottando con i valoro che il presidente Lotito richiama.

E’ una storia iniziata ormai 35 anni fa, dopo Calleri. E’ stata sempre una società travagliata. Io entrai all’epoca proprio con al voglia di portare il cambiamento. Io conoscevo il calcio brasiliano che mi aveva appassionato quindi vedevo che valore poteva trasmettere il calcio alla società romana per quello accettati e portai aventi il progetto.

Ci sono grandi responsabilità, il presidente Lotito lo sa, il tifoso vuole le vittorie che arrivano con sacrificio. Faccio i complimenti a lui per come ha fatto crescere Formello”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lotito: “Grande rispetto per Cragnotti. Voglio tramandare i valori del club”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, dalla sala stampa di Formello, ha ricordato così lo Scudetto del 2000:

“Non esiste futuro senza passato. Manzini è emblematico, ha rinunciato a interessi personali per qualcosa che va sopra a tutto. La Lazio ti rapisce, ti coinvolge.

Questa è l’unica società insignita del titolo di ‘ente morale’ che porto avanti con orgoglio e responsabilità.

Nel calcio contano i risultati sportivi ed economici, ma visto il valore mediatico è giusto che ha il calcio è giusto che sia inclusione, rispetto delle regole, merito, capacità di aiutare l’altro. Noi lo dobbiamo fare nella vita dando stereotipi veri. Io voglio un calcio didascalico e moralizzatore.

Ho grande rispetto di Sergio Cragnotti e di quello che ha fatto, se sono qui è grazie a lui. E’ chiaro che quelli erano altri tempi e oggi ci sono regole più stringenti e portano ad avere comportamenti diversi.

Il tifoso è appassionato va premiato e tutelato, poi all’interno di questo ambiente ci sono delle persone che fanno del calcio un interesse. Io ho combattuto questo per riportare le regole, il rispetto, i valori. Questo per dire che non deve esserci la voglia di vincere a tutti i costi, ma per merito.

Non sempre abbiamo raccolto quanto meritato ma è un problema di tempo. Il mio compito al di là del ruolo di azionista è quello di tramandare i valori del club. Io spero che mio figlio potrà portare avanti tutto questo, non è una questione di famiglia ma semplicemente di tramandare valori importanti”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Zaccagni: “La lazialità ti entra dentro e mi ha portato a rimanere qui. Champions? Come diceva Eriksson…”

Presente a Formello anche capitan Zaccagni ha così parlato dello scudetto del 2000:

“La lazialità ti entra dentro, la città ti porta a respirare questa cosa. Mi è piaciuto molto ascoltare gli aneddoti del secondo scudetto. Anche i magazzinieri ci raccontano storie che hanno vissuto e noi le ascoltiamo con piacere.

Io l’anno scorso ho fatto una scelta importante per la mia carriera, la lazialità mi ha portato a rimanere qua e a sposare questo progetto”.

Poi in ‘zona mista’, al termine della conferenza stampa

Scudetto? Sarebbe qualcosa di magico, ai sogni ci si deve sempre credere e soprattutto porsi degli obiettivi e come diceva Eriksson, bisogna crederci sempre. Adesso è un calcio un po’ diverso, vanno messe delle basi solide per costruire una squadra per competere allo scudetto e io sono convinto che le basi si stanno mettendo e penso che la Lazio può iniziare a pensare di vincere qualcosa”. 

“Champions? È ancora tutto aperto, la lotta Europa e quella salvezza possono essere aperte a qualsiasi risultato e forse mai come negli ultimi anni, così tanto. Stiamo sul pezzo, mancano due partite e giocheremo al massimo”. 

Categorie
GIUDICE SPORTIVO

Giudice sportivo: Zac e Pellegrini saltano l’Inter, stagione finita per Kalulu

Due giornate di squalifica per Pierre Kalulu. È questa la decisione del Giudice Sportivo del campionato di Serie A, dopo l’espulsione del difensore francese “per avere, al 15° del secondo tempo, con il pallone non a distanza di giuoco, colpito con una manata alla nuca un calciatore avversario”. Il campionato del centrale della Juventus finirà così con la gara con la Lazio e il colpo proibito ai danni di Castellanos.

Sono invece quattordici i calciatori squalificati per una giornata: oltre al turno di stop, ammenda di € 1.500,00 per Mattia Zaccagni “per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; sanzione aggravata perché capitano della squadra; già diffidato”. Una giornata di squalifica anche per Lautaro Valenti (Parma), Arthur Atta (Udinese), Lucas Beltran (Fiorentina), Pedro Pereira (Monza), Ondrej Duda (Hellas Verona), Berat Djimsiti (Atalanta), Michael Folorunsho (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Leonardo Pavoletti (Cagliari), Luca Pellegrini (Lazio), Nicolò Savona (Juventus), Tomas Suslov (Hellas Verona) e Khephren Thuram (Juventus).

Squalificati per una giornata Fabio Trentin, collaboratore dell’Hellas Verona, e Federico Peluso (Fiorentina).

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Cucchi: “Da ragazzo di Curva a telecronista. Testimone orgoglioso del secondo scudetto”

La voce storica del secondo scudetto della Lazio, Riccardo Cucchi, direttamente dalla sala stampa di Formella ha ricordato il secondo scudetto biancoceleste:

“Per me da ragazzo di Curva, diventato radiocronista che doveva nascondere la sua fede calcistica, è stata una giornata difficile. Dovevo dividermi in due: dovevo essere la voce di tutti e allontanarmi dal mio essere laziale fio al midollo.

Entrambi gli scudetti della Lazio sono straordinari. Il secondo è una sorta di ‘giustizia’ che si rivela in campo, ogni tanto il calcio fa le cose giuste. Quello scudetto non poteva non essere della Lazio.

Mi fermano allo stadio per ripetere “‘Sono le 18 e 4 minuti’. Io sono un semplice testimone, ma con grande orgoglio”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Champions? Juve padrona del proprio destino. Occhio al Bologna…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Roma? Il vero signore si vede nei momenti di difficoltà, non quando le cose vanno bene. Champions? La Juventus è padrona del proprio destino, con l’Udinese sembrerebbe più facile. La Lazio può sperare, ma i risultati anche in zona retrocessione non sono stati favorevoli per i biancocelesti.

La Lazio dovrà guardare la finale di Coppa Italia, che condizionerà anche quello che succederà in campionato, e lo scontro di domenica prossima tra Fiorentina e Bologna. Contro l’Inter sarà quasi impossibile, servirà tenere in vita la partita attraverso le onde radio. Bisognerà sperare che il Napoli possa andare facilmente in vantaggio contro il Parma, per far capire ai nerazzurri che il miracolo è possibile»

Categorie
FORMELLO

La Lazio tra passato e presente: Cragnotti-Lotito, ecco l’abbraccio a Formello (FT)

FORMELLO Sergio Cragnotti e Claudio Lotito, l’abbraccio all’interno del centro sportivo di Formello immortalato e divulgato dal club biancoceleste sui social. E’ andato in scena l’incontro, è ancora in corso, ha avviato le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto.

Per la prima volta il presidente di oggi ha accolto l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, è tornato nella casa che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato ancor di più gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente dall’attuale patron. Un passato glorioso di grandezza e successi si stringe al presente. Ecco l’immagine pubblicata dalla società con tanto di ‘Welcome back’

Posted @withregram • @official_sslazio Welcome back

AvantiLazio

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni con l’elmetto, Fabiani: “Tensioni del momento, siamo uniti”

Uniti più che mai. La Lazio non si agita, non si scompone. In un finale di stagione carico di tensione e aspet-tative, la squadra biancoceleste ha scelto la via della com-pattezza. Il traguardo europeo è ancora li, a portata di mano. Due partite, due prove decisive, due occasioni per ribadire che il lavoro di questa stagione – fatto di crescita, sacrificio e ambizione merita un epilogo all’altezza. La Champions resta un obiettivo possibile, ma il vero diktat è uno solo: restare agganciati al treno dell’Euro-pa, senza se e senza ma. II pareggio contro la Juventus, per come è arrivato, ha lasciato un retrogusto amaro. Non solo per i due punti persi in una gara condizionata dall’inferiorità numerica bianconera, ma anche per il clima che ne è seguito. Le parole di Baroni nel post-partita hanno sorpreso più di qualcuno, tracciando una linea nuova nella narrazione di questi mesi: «Metto il casco, l’elmetto e arrivo fino in fondo. Poi si tireranno le somme. Lo farà la società e lo farò anche io», ha detto il tecnico biancoceleste, lasciando intravedere un velo di stanchezza, ma anche una consapevolezza matura, da uomo che ha guidato un processo delicato e ora pretende – legittimamente – di esserne parte attiva fino in fondo.

Parole che hanno acceso le discussioni tra tifosi, media e addetti ai lavori. E ancora solida la posizione dell’allenatore? Si è incrinato qualcosa nel rapporto con la società? Interrogativi legittimi, ma che rischiano di distrarre da ciò che più conta, il campo, il presente, gli ultimi 180 minuti. A riportare serenità ci ha pensato Fabiani: «Agitazione? Assolutamente no. Siamo tutti concentrati su questo finale di stagione. Le parole di Baroni? Le ho interpretate come il riflesso della tensione del momento. Non c’è nessun problema, siamo uniti e vogliamo arrivare in fondo con la testa giusta». Una presa di posizione chiara, che rafforza il senso di unità all’interno del club e allontana ogni ipotesi di frattura. In casa Lazio si guarda avanti, si lavora con il massimo della concentrazione per chiudere al meglio una stagione che, malgrado gli alti e bassi, ha rappresentato il primo passo per un nuovo ciclo. Il Tempo

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, pensa solo a dare il massimo a San Siro. Scelte di Inzaghi decisive” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In casa Roma, in riferimento all’episodio contestato ieri da Ranieri a Bergamo, si sostiene che non doveva essere tolto dal Var un rigore che non c’era. Sono fantastici ed uniti in questo, malgrado i precedenti arbitrali di questa stagione che rischiano di condizionare corsa Champions e Scudetto. Anche loro, giustamente, stanno facendo i calcoli sulle prossime partite e sul calendario delle altre. Il loro ambiente, comunque resta positivo, in questo non gli si può dire nulla.

Le conseguenze di Atalanta-Roma? Credo che comunque nelle ultime due gare con Milan e Torino faccia sei punti. La Lazio è chiamata a fare una grandissima partita a San Siro, anche se purtroppo il pareggio del Genoa ha cambiato i piani di Inzaghi e la difficoltà della partita di domenica. L’Inter schiererà i titolari, siamo di fronte ad una gara chiaramente proibitiva sulla carta. Non sempre si possono ripetere situazioni come Inter-Roma. Sarà decisivo capire chi sceglierà di schierare Inzaghi, quanti titolari ci saranno“.

Chiaro che c’è il rischio di non c’entrare l’Europa anche pareggiando a Milano. Scenario beffardo, ma possibile. La Lazio dovrà solo pensare a dare il massimo, sono troppi i calcoli e gli incroci di questi ultimi 180′. Riguardano anche la finale di Coppa Italia per le motivazioni di Milan e Bologna, ma anche la corsa salvezza e l’ultima della Juve a Venezia”

Categorie
AVVERSARIO

Volata Scudetto riaperta: Inzaghi cambia, con la Lazio riaffida l’Inter ai migliori

In una settimana nera, l’Inter aveva perso la finale di Coppa Italia e compromesso il campionato, passando da +3 a -3 rispetto al Napoli. Stavolta, invece, nel giro di appena 6 giorni, la squadra nerazzurra si è presa la finale di Champions, superando in un’epica semifinale il Barcellona, e a sorpresa si è pure riaperta la cosa scudetto, visto che i partenopei hanno lasciato per strada 2 punti non riuscendo a superare il Genoa. E così il nuovo scenario finisce per cambiare qualcosa nella programmazione di Inzaghi per le 3 gare (al netto del Mondiale per club) che mancano al termine della stagione.  

Attenzione, nessuna modifica in merito ai 2 giorni di riposo concessi ai suoi giocatori, che si ritroveranno soltanto domani pomeriggio alla Pinetina. Le scelte per la sfida di domenica prossima con la Lazio, invece, saranno inevitabilmente ricalibrate rispetto alle nuove necessità. In sintesi, se, prima, qualche big avrebbe potuto cominciare in panchina anche contro la squadra biancoceleste, dopo il turn-over totale con il Torino, adesso le possibilità di un nuovo ribaltone scudetto passano proprio per quella sfida. È più facile, infatti, che il Napoli si possa “incartare” in casa del Parma, piuttosto che all’ultima giornata, al Maradona, contro il Cagliari. Tanto vale, dunque, farsi trovare pronti a sfruttare un eventuale regalo. E, se qualcuno dovrà rifiatare prima della finale con il Paris Saint Germain, potrà farlo all’epilogo del campionato, contro il Como. 

Insomma, a meno di sorprese, i vari Thuram, Calhanoglu, Barella, Dumfries, Dimarco e Acerbi saranno tutti titolari contro la Lazio. Tranne l’attaccante francese, gli altri hanno comunque disputato un scorcio di gara contro il Torino, cavandosela in scioltezza e mostrando di aver smaltito le scorie della faticaccia con il Barcellona. Ma a Monaco di Baviera, a fine mese, non si può arrivare senza la giusta tensione o avendo perso il clima agonistico per aver riposato troppo. Del resto, Inzaghi è il primo a sapere che quando si stacca la spina non è mai semplice riattaccarla. Significa che, domani alla ripresa, ricomincerà subito a martellare i suoi uomini. Trovando terreno fertile, peraltro: il gruppo, infatti, ha un gran voglia di giocarsi fino in fondo le ultime chance scudetto. Tanto più che l’entusiasmo e la carica generati dall’impresa con il Barcellona hanno dato una scossa di energia supplementare. Il momento di crisi fisica, insomma, è superato. Come Dimarco, ad esempio, ha dimostrato tra Barça e Torino. Corriere dello Sport