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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella e il permesso di Sarri: i due viaggi lampo in poche ore

Nella notte tra sabato e domenica Rovella è diventato per la prima volta papà ed è rientrato da Como per l’occasione.

Due viaggi nel giro di poche ore, così tra sabato e domenica Rovella ha vissuto la vigilia di Como-Lazio. Il centrocampista biancoceleste è tornato nella Capitale per la nascita della sua primogenita, Venere.

Come riporta il Corriere dello Sport, Nicolò ha ottenuto il permesso di Sarri per partire. Con un aereo privato ha raggiunto Roma, il rientro in squadra è avvenuto solo domenica a pranzo, sempre con un charter.

Il tecnico toscano, dopo la notte insonne vissuta dal centrocampista, ha optato per Cataldi titolare, con Rovella che è entrato nel finale. Ora Nicolò si candida per la sfida di domenica col Verona.

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Torna la Lazio stile-Baroni? Dia e Castellanos insieme e moduli da alternare anche in base alla presenza di Vecino

La Lazio vista a Como ha lasciato diversi dubbi ed anche alcune preoccupazioni: le possibili soluzioni di Sarri

Maurizio Sarri studia nuove mosse per una Lazio che deve archiviare subito la trasferta di Como. I biancocelesti contro la squadra di Fabregas non sono mai stati pericolosi e hanno concesso troppo fin dall’inizio della gara.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, si potrebbe tornare ad una Lazio stile-Baroni con l’ingresso di Dia al posto di Dele-Bashiru, come accaduto domenica quando i biancocelesti sono passati dal 4-3-3 al 4-2-3-1; un modulo, quest’ultimo, che tra l’altro Sarri aveva spesso testato nel corso della preparazione a Formello.

Si tratta di un’opzione che il toscano potrebbe scegliere dall’inizio domenica sera contro il Verona, schierando più o meno gli stessi uomini che hanno concluso il match con il Como. Il sacrificato sarebbe quindi Dele-Bashiru; con Dia alle spalle di Castellanos, evidenzia il quotidiano, la formazione biancoceleste acquisirebbe maggiore peso in avanti e potrebbe anche trovare una copertura degli spazi più funzionale. La cerniera del reparto mediano sarebbe assicurata dal duo Guendouzi-Rovella, che tra l’altro sembrano più a loro agio in un centrocampo a due che in uno a tre.

Il 4-3-3 però non andrebbe comunque in soffitta. Tutt’altro. È probabile, si legge, che Sarri finisca con l’alternare i due

moduli. Specie quando avrà di nuovo a disposizione Vecino.

Quando avrà recuperato potrebbe però aggiungersi a Guendouzi e Rovella nel centrocampo a tre, al posto di Dele-Bashiru che non sta convincendo da mezzala.

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Lazio, oggi gli esami per Vecino: dubbi in vista del Verona

Il centrocampista laziale, out a Como, lavora per tornare a disposizione di Sarri.

Il tecnico attende Vecino. Il centrocampista, fresco di rinnovo, ha saltato la trasferta di Como a causa di un infortunio e ora si attende il suo rientro in gruppo dopo gli allenamenti personalizzati.

Come riporta il Corriere della Sera, Vecino è alle prese con un affaticamento alla coscia sinistra da un paio di settimane: sono stati prenotati per oggi gli esami strumentali a Villa Mafalda per l’uruguaiano ma, si legge, se il giocatore si dovesse sentire bene potrebbe anche saltarli e riprendere ad allenarsi insieme al resto della squadra domani.

Dopo la giornata di riposo di oggi, è prevista la doppia seduta domani: se non dovesse ancora lavorare con i compagni sarebbe difficile considerarlo pienamente recuperato per domenica col Verona. Mancheranno sicuramente Romagnoli (ancora squalificato), Isaksen, Patric (ok dopo la sosta) e Gigot, che cerca squadra.

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STATISTICHE

Lazio, Taty a secco: un’astinenza lunga quattro mesi

Il Taty Castellanos è a secco da 125 giorni. Il centravanti argentino della Lazio non riesce più a segnare un gol ufficiale da diverso tempo e anche la sfortuna, come nel caso di Como, gioca la sua parte. Fuga, aggancio e prima occasione da gol concretizzata con il piazzato in diagonale a battere Butez. Ansia da gol scacciata fino alla revisione beffarda della Var. Pochi centimetri, una spalla oltre l’ultimo difensore per rinviare la liberazione.

Come riporta Il Tempo nella sua edizione odierna, Castellanos non segna un gol ufficiale con la maglia della Lazio da 125 giorni. Era aprile, per la precisione il 23, e i biancocelesti giocavano a Marassi contro il Genoa. Da lì in poi un digiuno che dura fino a questo momento.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Rovella e Guendouzi devono avere più soluzioni. Ecco cosa deve fare la Lazio…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il sistema di gioco non risolve il problema; prima di tutto i giocatori devono diventare protagonisti.

Il giorno di riposo ci sta, anche per schiarire un po’ le idee.

Tornando alla gara di domenica, ci sono sia i meriti del Como che i demeriti della Lazio: loro hanno una grande identità, un’importante idea di calcio e hanno preso giocatori funzionali, giovani ma con qualità; noi camminavamo, subivamo. Se mi trovo sempre a rincorrere gki avversari, devo trovare una strategia diversa.

Lottare per vincere non è semplice, non tutti i giocatori sono in grado di giocare in alcune piazze, soprattutto come questa.

Questa squadra deve verticalizzare subito; il portatore di palla, che sia Rovella o Guendouzi, deve avere più soluzioni, con 4-5 uomini davanti alla linea della palla: Catellanos, il trequarti, il terzino che diventa esterno e così via”.

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Lazio, rebus Dele-Bashiru: con l’Hellas Sarri vuole la svolta

Fisayo Dele-Bashiru piace moltissimo a Sarri. Parliamo di un incursore che ha nelle corde anche il vizio del gol, ma questo non basta. Il tecnico toscano ci punta, si ha scommesso fin dall’inizio, ma deve rivitalizzarlo quanto prima. La partita contro il Como è stata disastrosa, ora serve un netto cambio di passo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, quello di Dele-Bashiru resta un vero e proprio rebus per Maurizio Sarri. Il nigeriano non ingrana, contro il Como è sembrato un fantasma in campo e non ha inciso mai, in nessuna situazione. Il tecnico toscano ci sta puntando dall’inizio del precampionato, crede in lui e nelle sue potenzialità, ma serve una svolta.

Nell’atteggiamento in campo, nelle prestazioni da offrire, nella coerenza in campo e nei movimenti, nelle scelte da fare. Sarri vuole risposte da Dele, vuole che venga ripagata la fiducia che gli sta continuando a dare. Contro il Verona avrà la chance del riscatto, non deve sprecarla.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, silenzio e musi lunghi a Formello: confronto Sarri-squadra rimandato a domani

Il Messaggero si concentra sulla debacle della Lazio alla prima giornata di campionato contro il Como. Dopo la sconfitta silenzio e musi lunghi a Formello, si legge sul quotidiano. Nessun confronto la mattina dopo tra l’allenatore, la dirigenza e la squadra. Discorsi rimandati a domani, a sangue ancora più freddo. Nel post partita Sarri si è già sfogato dicendo che la sua squadra non aveva fatto nulla di quanto preparato. 

Uno sfogo mirato a spronare i suoi uomini e a richiamarne l’orgoglio in vista della seconda uscita ufficiale, quella di domenica sera contro il Verona all’Olimpico. Il tecnico si è preso un giorno e mezzo di riflessioni prima di affrontare a tu per tu la squadra domani a Formello: Sarri pensa che i giocatori abbiano avuto paura e chiederà il riscatto proprio contro l’Hellas prima di cercare altre soluzioni.

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APPROFONDIMENTI SERIE A

Lazio, l’esordio a Como è una mattanza. Ed una prima risposta a chi racconta favole ai tifosi…

Non poter far mercato un vantaggio certo, ma se sei già forte. Non se hai già limiti evidenti di qualità, non se sei reduce da due settimi posti. La prima risposta vera del campo è glaciale nel suo significato; profonda nella differenza tra una piccola che a suon di investimenti e talento lavora per diventare grande ed una ex grande che nel tempo per i paletti del proprio club sembra sempre più una provinciale con pochissimi slanci di tecnica e carisma. E pensare che un anno fa a Como la Lazio fece manita. In pochi mesi è cambiato il mondo, logico e non troppo sorprendente perché nella vita e nel calcio c’è chi ha visione, ambizione e mezzi per crescere ed alzare il livello e chi che per proprie responsabilità, inadempienze e mancanza di risorse ha dovuto arrestare il proprio sviluppo. Dalla cinquina ad una mattanza, l’esordio sul lago di Como è stato un monologo comasco. Una lezione di intensità, coraggio, qualità. Quella di Nico Paz che ha squarciato una partita comunque dominata dall’inizio alla fine dai padroni di casa con due perle superiori. Assist in apertura secondo tempo con balletto annesso su Tavares ed un mancino da predestinato su punizione. Colpi, genio, visione, risolutezza, tutto quello che manca tremendamente a Sarri. La Lazio non propone, non pressa, non palleggia, riparte con pochi uomini perché difende bassa. Fa solo fase di non possesso, copertura delle linee di passaggio e la speranza di affondi a sorpresa. Contropiedi, si diceva una volta. Ma anche per quelli serve delicatezza nell’ultimo passaggio. Serve imprevedibilità e quelle giocate che a sprazzi arrivano solo dalla sinistra. Tavares finché c’è tenuta, Zaccagni a piccole dosi. Non certo da Dele-Bashiru, quasi un ectoplasma, ovviamente non da una mediana di corsa e confusione tecnica. Lo si nota nella proposta, ma anche quando c’è da costruire dal basso sotto la pressione avversaria. 

Alla fine per il Como, oltre alle tante occasioni costruite, il 69% di possesso, 19 tiri verso la porta contro 6, di cui uno solo in porta (a parte la rete annullata al Taty per una spalla in fuorigioco), quello sporco di Guendouzi al 35’. Ma soprattutto l’evidenza di una superiorità cristallina, per fluidità, coralità, mentalità, coraggio e cifra tecnica. Non solo Paz, gente come Da Cunha, Perrone, Jesus, per non parlare degli assenti Diao e Addai, nella Capitale non sarebbero comprimari. Ma punti forza. Ha vinto la squadra più forte, nessuna sorpresa. E questa è la cosa che fa più male. Crediamo anche a coloro che hanno trascorso una delle estati più indecorose della storia recente a raccontare che la stessa poteva trasformarsi in un vantaggio, un’occasione da cogliere. Gli stessi che adesso sposteranno il mirino su Sarri. Questo non è fare il bene della Lazio, guardare in faccia la realtà e non scadere nella mera propaganda di corte potrebbe essere un inizio. DB Radiosei

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Camolese: “Lazio, a Como una battuta d’arresto. In attesa del mercato c’è la rosa giusta per Sarri” (AUDIO)

GIANCARLO CAMOLESE (ex calciatore Lazio ed attuale Vicepres. AIC) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Como ha fatto una grande gara dopo aver fatto un grande mercato, con giocatori di grande qualità. Dalla Lazio ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma all’inizio del campionato una battuta d’arresto ci può stare. Questo vale per tutti.

Credo che la Lazio ha una rosa di ottimo livello, poi è chiaro che quando sarà possibile sul mercato dovranno esserci degli aggiustamenti. Sarri avrebbe potuto dire la sua in tal senso, ma intanto credo che troverà un modo per far giocare bene la squadra. Penso che in rosa ci siano i giocatori per il suo calcio.

Roma è una città che amplifica molto, ma ci sono professionisti che sono in grado di reggere la pressione. A breve ci sarà un’altra gara con la possibilità di rifarsi davanti il proprio pubblico. Per le prime posizioni ci sono diverse variabili, ma non credo che la rosa sia discutibile.

E’ finito un ciclo importante, non sempre poi le cose vengono immediatamente. C’è la necessità di far crescere gli ultimi arrivati, dal punto di vista tecnico qualcosa si potrà correggere ma il tecnico è importante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio globalmente inferiore al Como, ma a livello agonistico la squadra deve…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Premesso che all’atto pratico il Como è una squadra molto tecnica, tra le migliori in tal senso del nostro campionato, devo dire che mi aspettavo una differenza tale. Anche se la Lazio, globalmente può essere inferiore, non può esserci uno scarto tale. La gara è come se non fosse stata giocata, la squadra di Sarri non l’ha proprio giocata e loro hanno fatto molto bene. La responsabilità è di giocatori e tecnico. Il fatto scatenante è l’assenza di quella voglia e determinazione che deve esserci contro una squadra tecnica come quella di Fabregas.

Sarri conosceva bene il Como, sapeva delle loro qualità, ma l’atteggiamento della propria squadra è stato davvero remissivo. Bisogna giocare bene e non c’è stato nessun giocatore della Lazio che l’ha fatto rispettando il proprio livello. Ovviamente è meglio la botta forte subito, ti fa subito capire il livello degli avversari e gli ingredienti che non possono mai mancare. Dal punto di vista agonistico serve di più.

Sapevamo che il Como fosse più avanti a livello di qualità, si può dire che ha vinto la squadra più forte e questo fa capire molto del momento storico della Lazio. La mia paura, ora, è che il blocco del mercato possa rappresentare un alibi per i giocatori. Devono tirare fuori un po’ più di carattere”.