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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, Gregucci: “Deluso da tutti, Sarri compreso. Ecco perché…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sulla Lazio avevo certezze che sono immediatamente svanite. Pensavo che una squadra con un certo tipo di maturità non andasse a picco così. Mi aspettavo più esperienza, solidità e letture. Sarri non si aspettava tanta differenza tecnica, questo mi preoccupa. L’evoluzione del Como l’avevamo già intuita tempo fa, ma sul calcio che propone Fabregas la difesa così posizionale non porta frutti, anzi. Responsabilità di Sarri? Sì, alcune ne ha per il tipo di partita che abbiamo visto. L’interpretazione e la lettura delle linee di passaggio non sono state corrette. Poi ci sono stati anche gli errori dei singoli, da Nuno Tavares allo stesso Gila. Ieri ho visto il Como dominare in tutti i concetti di gioco, da quello mentale a quello tecnico fino a quello tattico”.

“Sono rimasto deluso anche dalla personalità dei giocatori della Lazio, soprattutto a fronte dei ‘ragazzini’ del Como. Gli altri avevano faccia tosta e spensieratezza, le nostre di facce erano spesso sconfortanti. Così come tutto il linguaggio del corpo. Non si è fatto valere il mestiere, l’esperienza. Siamo stati presi a schiaffi da una manica di ragazzini?”.

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ARBITRI

In Como-Lazio la prima spiegazione degli arbitri, Casarin: “Bravo Manganiello, rapido e convincente”

“In Como-Lazio abbiamo avuto un arbitro bravo come Manganiello, ha diretto la gara in modo omogeneo per tutti i 90 minuti ed è stato il primo che ha spiegato al pubblico la decisione presa dopo la revisione al Var. Tutto è avvenuto rapidamente, in questi anni spesso si è sottolineata qualche lungaggine di troppo tra arbitro e Var. Ieri invece il Var si è fatto trovare pronto e attento e tutto è avvenuto in modo omogeneo e rapido. L’annuncio si è ridotto a una semplice frase, senza interruzioni, ha avuto il merito di togliere dubbi alla persone, informandole precisamente, è stato un inizio interessante. Spero continui così anche per situazioni più complesse”. Così l’ex arbitro e designatore Paolo Casarin, ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha commentato la prima storica spiegazione allo stadio da parte di un arbitro di una decisione presa con il Var. Protagonista Gianluca Manganiello, fischietto della partita Como-Lazio, che ha annunciato davanti al pubblico del Sinigaglia l’annullamento del gol di Castellanos per fuorigioco.

“Il grande stadio ha la capacità di turbare l’arbitro – ha aggiunto Casarin – ma se l’arbitro reagisce con un’informazione rapida, convincente e senza troppi giri di parole, l’accoglienza non può che essere positiva. La spiegazione è senza fare troppi giri di parole. Questo vuol dire che il Var si è fatto trovare presente, pronto e preparato”. L’ex direttore di gara ha poi parlato del tempo effettivo: “Si continua a giocare troppo poco – il commento di Casarin – non possiamo giocare 54 minuti di tempo effettivo. Dobbiamo arrivare almeno a 60 minuti, altrimenti sono tempi persi anche da parte dell’arbitro. La partita deve essere rapida”.

Sulla nuova regola degli otto secondi Casarin ha aggiunto: “Non aspettiamoci tanti corner, spero che qualcuno applichi questa regola. Non è fondamentale, ma aiuterebbe ad aumentare anche il tempo effettivo”. Rocchi ha invitato ad andare più spesso al monitor: “Ha ragione Rocchi. Chiunque deve avere sempre la sensazione che è l’arbitro che sta arbitrando. Il Var è un grande aiuto, fondamentale – ha concludo Casarin – ma è l’arbitro che deve prendere il comando della partita in maniera decisa e precisa. Negli ultimi anni non sempre è avvenuto”. (ANSA).

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, sponsor e Flaminio: Lotito atteso a Roma. Possibile anche un discorso alla squadra

Nei prossimi giorni il presidente della Lazio avrà diversi impegni in agenda.

Mercato bloccato, ceduto solo Tchaouna e una prima uscita che ha lasciato molti dubbi: l’estate della Lazio procede con evidenti difficoltà e il patron laziale nei prossimi giorni sarà chiamato a sbrigare diverse faccende che riguardano il futuro del club biancoceleste.

Infatti, stando a quanto riporta Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito tornerà a metà settimana a Roma per chiudere lo sponsor e avrà pochi giorni per inviare i documenti al Campidoglio, altrimenti rischia di sfumare il discorso Flaminio.

Inoltre, si legge, è anche possibile che il patron laziale farà un discorso alla squadra, che stamattina sarà impegnata in uno scarico. Domani riposo, ripresa fissata mercoledì con una doppia seduta in cui potrebbe rivedersi Vecino se gli esami di domani daranno il via libera.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, segnali allarmanti. Altro che vantaggio, il blocco del mercato un disastro storico…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto deluso dalla Lazio, a Como mi aspettavo tutta un’altra prestazione. La squadra di Fabregas ha dominato sotto tutti gli aspetti. Sarri era molto amareggiato, i segnali dell’esordio sono allarmanti. La situazione mi sembra abbastanza complessa, la reazione della squadra di fronte alla qualità del Como è stata molto pigra e timorosa. Non si può non essere preoccupati dopo questa prima giornata, anche se poi c’è stato il solito colpo di sfortuna visto il gol annullato a Castellanos per pochi centimetri. Siamo molto più concentrati sui segnali della squadra, tutto agita, dalla prestazione alla dichiarazioni del tecnico. Va detto che alcuni giocatori mancavano, l’assenza di Rovella è stata pesante, ma anche al Como mancavano alcuni elementi importanti.

Provstgaard è stato, forse, il migliore, ma Romagnoli è un pilastro della squadra. La fascia destra, da quando è stato ceduto Felipe Anderson, continua ad essere il punto debole della squadra. Tutta la catena, Lazzari non può più essere considerato un titolare.

Altro che vantaggio, il mercato bloccato è un disastro totale che resterà nella storia della Lazio. Il Como ha un progetto eccezionale, ieri hanno rifiutato 70 milioni di euro per Nico Paz. Ha respinto corteggiamenti di Inter e Roma per Fabregas, è un altro mondo. Il contrario esatto della Lazio. Come ha detto bene Sarri in conferenza stampa vince chi ha soldi ed investe.

Anche i giocatori si sono resi conto che quella di ieri non può essere una prestazione da Lazio. Chiaro che dirlo dopo è un’altra cosa, anche loro hanno le proprie responsabilità”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il gap tecnico con il Como lo specchio di tante contraddizioni: Sarri è avvisato

“Troppo brutti per essere veri”. Si può riassumere così il commento della prima Lazio stagionale, con Maurizio Sarri che non si dice preoccupato ma sottolinea quanto la prova di ieri non possa essere la cartina di tornasole del valore della rosa biancoceleste. Al Sinigaglia è emerso un gap tecnico preoccupante tra le due squadre, ma chi si sorprende sbaglia perché basta vedere le caratteristiche delle due rose per capirne la diversa struttura. La Lazio un anno fa ha scelto di costruire un gruppo capace di giocare un calcio dinamico, fisico e di uno contro uno sulle indicazioni di Marco Baroni. L’aver affidato questo gruppo a un valorizzatore del possesso palla e della tecnica come Maurizio Sarri non può non portare a certe difficoltà. Fabregas si è costruito la rosa a sua immagine e somiglianza e quanto visto ieri certifica la candidatura del Como a seria pretendente per un posto in Europa.

“La Lazio deve puntare alla Champions” oppure “la Lazio non può non centrare l’Europa”. In un anno zero come questo la Lazio non può e non deve fare nulla. La Lazio dovrà capire che stagione vivrà, un’annata complicata per mille motivi. Il cambio dell’allenatore che però non è stato assecondato da un mercato che lo potesse accompagnare. Un progetto giovani che vede la Lazio come rosa più vecchia di tutta la Serie A. Una rivoluzione con gli stessi uomini dello scorso anno. Una serie di contraddizioni che non possono portare a nulla di buono. Ecco perché tutto il mondo Lazio, dalla società all’ambiente, deve capire che questa stagione servirà a gettare le basi per il futuro. Dovrà essere bravo Sarri a trovare il giusto equilibrio tra risultati e proposta di gioco, idee e concretezza, così da non buttare all’aria una stagione. Servirà fare punti e farlo con l’idea di gioco che accompagnerà la Lazio nel futuro. Un futuro che non potrà essere come quello disegnato dall’esordio del Sinigaglia. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Tornati agli anni ’60, questa è una Lazietta. Lotito e Fabiani dovrebbero spiegare…” – (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vorrei guardare la luna e non il dito, quanto accaduto è ieri è il dito ma il problema è la luna (Fabiani e Lotito, ndr).

La società dovrebbe spiegarci che mercato ha fatto negli ultimi tre anni, con acquisti poco adatti a questa piazza. Tra l’altro Fabiani dovrebbe spiegarci anche se il blocco del mercato è solo in entrata o pure in uscita visto che ha salutato solo Tchaouna.

Giorni fa con una nota Lotito ha ringraziato gli abbonati, e gli ricordo che i tifosi sono anche quelli che non vanno allo stadio, ma un mese fa il presidente stesso aveva detto di non dover chiedere scusa a nessuno per il blocco del mercato.

La Lazio sta tornando agli anni ’60, sta tornando ad essere una Lazietta. Ieri c’era una squadra ambiziosa che giocava contro la Lazietta. Processo di ridimensionamento inevitabile e irreversibile.

Ieri, con tutto il rispetto, erano titolari Cancellieri e Cataldi; in più Lazzari e Dele-Bashiru. Castellanos in due anni ha fatto 14 gol, la “vecchia Rolls Royce” Immobile ha salvato spesso l’inadempienze della società con i gol. La Lazio è povera tecnicamente e a gennaio siete così sicuri che potrà fare mercato? La Lazio arriverà tra il nono e il decimo posto, è quella la sua dimensione.

Sarri è molto preoccupato, non dicono una resa. Le sue dichiarazioni fanno capire che la situazione è molto delicata. Lui si aspettava la pioggia e non il temporale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri aspetta Vecino. Isaksen e Patric solo dopo la sosta

L’imperativo è archiviare la gara di Como e pensare subito al Verona.

Testa alla prossima sfida. La Lazio deve archiviare subito quanto accadutoi a Como. Come riporta Il Tempo, il ritorno a Roma dei biancoceelsti è stato immediato e già da oggi il gruppo tornerà a lavorare con la consueta seduta di scarico. Il pensiero corre inevitabilmente alla prossima sfida, la prima stagionare all’Olimpico contro il Verona, un appuntamento che dovrà segnare la riscossa.

Isaksen e Patric, si legge, non saranno recuperati in tempo e rientreranno soltanto dopo la sosta, mentre Gigot sembra ormai fuori dalle rotazioni tecniche più che fermo per problemi fisici. In difesa peserà anche l’assenza di Romagnoli, che dovrà scontare contro il Verona la seconda e ultima giornata di squalifica. Resta poi da chiarire la situazione di Vecino, alle prese con un fastidio muscolare che lo ha costretto a lavorare a parte negli ultimi giorni: la speranza di Sarri è quella di riaverlo a disposizione, perché la sua esperienza in mezzo al campo potrebbe garantire equilibrio e solidità a un reparto apparso in grande difficoltà a Como.

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RASSEGNA STAMPA

Falsa partenza Lazio, segnali incoraggianti solo da Provstgaard

Il danese risponde presente alla prima da titolare con Sarri.

La Lazio vista a Como ha lasciato molte perplessità: la stagione si poteva immaginare complessa, ma non così. La squadra di Fabregas ieri ha preso, fin dall’inizio, il sopravvento su quella di Sarri. L’unica nota positiva per i biancocelesti è stato la prova di Provstgaard chiamato a sostituire Romagnoli.

Come sottolinea Il Messaggero, Provedel si è ripreso la porta cinque mesi dopo, Lazzari a destra è stato un azzardo, anche se Sarri ha congelato inizialmente Marusic in panchina, come unica alternativa al tandem di centrali Gila-Provstgaard, con Romagnoli squalificato e Patric ai box. Ancora applausi alla personalità di Oliver, al debutto da titolare in A, subito decisivo in scivolata su un tiro di Douvikas, deviato sul fondo e spesso pulito nell’impostazione dal basso con il suo mancino.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sarri deve cambiare qualcosa, Lazio prevedibile. E sul mercato mancato…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“I risultati non ci devono condizionare; qui purtroppo si analizzano i risultati del pre-campionato ma non sono mai troppo indicativi.

I calciatori del Como ieri sono stati più forti ma non sono più bravi.

Si deve cambiare qualcosa, così la Lazio è prevedibile. La differenza con gli altri anni di Sarri è che prima c’erano giocatori che che cambiavano la gara.

Non scarichiamo tutte le colpe sul mercato. Secondo me i giocatori ci sono, si deve trovare la soluzione. Si deve cambiare qualcosa, non si può sempre sperare che gli altri non facciano gol

Credo che la responsabilità sia di tutti ma il capitano della nave, Sarri, deve risistemare l’equipaggio; così i giocatori sono prevedibili.

Provedel? Me lo aspettavo, sul gol non credo sia colpa sua. Mandas è bravo ma deve essere un contesto più rassicurante, con delle prosseioni può andare in difficoltà”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lo stallo del gol: serve uno scatto di determinazione per sopperire alla mancanza di qualità

La Lazio esce frastornata dalla sfida del Sinigaglia contro il Como. Tramortita dai colpi di una formazione, quella di Fabregas, in stato di grazia e con una qualità sopraffina. Ma c’è un dato, relativo ai gol, che preoccupa molto e che non accadeva dal 2021.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non perdeva due partite di fila a zero dal 2021 (Lecce e Como). L’attacco biancoceleste è in sofferenza; si fa fatica a produrre azioni da gol e si fa ancora più fatica a farli. Castellanos non incide, Dia entra ed è sostanzialmente evanescente, Noslin tenuto fuori dalle rotazioni a Como e Pedro che con i suoi 38 anni non può toglierti ogni volte le castagne dal fuoco.

Serve capire la lezione, farne tesoro, rimettere i remi in acqua e tornare a remare più forti di prima. Alle porte c’è l’Hellas Verona, una sfida da non fallire. L’Olimpico sarà il dodicesimo uomo in campo, gli oltre 29mila abbonati vanno ripagati di tutto l’affetto e l’amore dimostrati. Serve uno scatto di orgoglio: dove non arriva la qualità, serve grinta e determinazione.