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Lazio, Isaksen continuità cercasi: nelle ultime quattro gare il riassunto del suo rendimento

Il danese a corrente alternata: serve il passo definitivo per abbandonare la discontinuità.

Il solito Isaksen: belle cose alternate ed errori. Come evidenzia il Corriere dello Sport, può rilassarsi nelle partite più semplici sulla carta, stracciando ogni previsione. Conclusioni violente o ficcanti a giro. Poi quelle morbide, quasi svogliate con la porta spalancata. Le ultime quattro gare sono il riassunto dell’intero Gustav: trascinante con la Juventus, spento nel turno infrasettimanale di Pisa, chirurgico con il Cagliari, infine dannoso a San Siro.

Con la Lazio, conclude il quotidiano, 93 gare e soltanto 10 reti. In questa stagione ha indirizzato il risultato con il Cagliari, non è riuscito a replicare il timbro. La chance (sprecata) più importante l’ha avuta contro il Pisa, Zaccagni l’aveva premiato a due passi da Semper. Sinistro poco cattivo, un rigore in movimento cestinato malamente. La prestazione migliore quella con la Juve: uno spunto dietro l’altro, 8 falli subiti, gli stessi del tartassato Zaccagni a Milano. L’anno scorso, per dinamica, non è stato differente. All’attesa è seguita l’esplosione: 2 gioielli contro il Napoli, nel conto anche il mancino a Plzen contro il Viktoria, risolutivo per il passaggio del turno. Si è ribloccato sul più bello, dopo aver punito l’Atalanta. A secco nelle ultime 7 giornate, il suo apporto è mancato nel momento decisivo. Isaksen sembra selezionare a caso le sfide in cui brillare o abdicare.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, con Sarri è tornata la solidità: i numeri della difesa

Che la difesa sia una certezza con Sarri non è più una novità: il dato.

Sarri è ripartito dalla fase difensiva. Ed è proprio difesa è il reparto che sta dando le soddisfazioni più grandi a Sarri. A Formello, riporta Il Messaggero, c’era la sensazione che la striscia di imbattibilità potesse interrompersi con l’Inter e in effetti il gol pronti via di Lautaro ne è stata la conferma. Dopo 4 clean sheet di fila contro Atalanta, Juventus, Pisa e Cagliari, i biancocelesti si sono fermati a 399 minuti senza subire gol, comunque un buon traguardo considerando i problemi della passata stagione.

La Lazio del Comandante davanti sarà anche meno spumeggiante di quella di Baroni, continua il quotidiano, ma dietro è tornata ai livelli del 2022-23, passando da 1,25 gol incassati di media a partita a 0,8 grazie agli attuali 9 in 11 gare. Provedel, già a 6 porte inviolate, poco ha potuto sul guizzo fortunoso di Martinez. Forse poteva fare qualcosa di più sul cross di Dimarco per Bonny, ma per Sarri a pesare nelle due occasioni sono stati gli errori di Cataldi e soprattutto Isaksen.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, problema attacco anche con il Taty: il dato dell’era Lotito

La Lazio fatica ad andare in gol: numeri così non si registravano da tempo.

La Lazio non segna e questo limite è ancora più evidente ora con l’assenza di Castellanos. Tuttavia anche con il Taty i numeri non sorridevano. Come riporta il Corriere della Sera, nelle prime sei partite, infatti, i biancocelesti sono rimasti a secco di gol in tre occasioni (contro Como, Sassuolo e Roma). Nelle cinque gare successive è accaduto altre tre volte (Atalanta, Pisa e Inter). La media gol si è abbassata (da 1,6 reti a partita col Taty a disposizione a quella di 0,6 in sua assenza), ma nelle ultime giornate la Lazio ha affrontato Atalanta, Juventus e Inter. Il calo può quindi essere legato anche al valore degli avversari incontrati.

Mai in tutta l’era Lotito, conclude il quotidiano, la Lazio, dopo 11 giornate, era rimasta senza segnare in sei gare. Di più: da quando, nel 1988, i biancocelesti sono tornati in A, non sono mai rimasti a secco in più di sei incontri su 11 (solo nel 2001-02 fecero altrettanto male).

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sosta importante per i recuperi. Guendouzi? Credo vada messo in discussione, ecco perché…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Un’emergenza come questa è un po’ anomala, anche se tutte le squadre le vivono durante la stagione. Le sosta sicuramente serve per recuperare i giocatori che sono stati fuori.

Quando in emergenza fai delle cose positive, con calciatori che magari non giocano da tanto, che ben venga la pausa; alla lunga i pregi e, soprattutto, i difetti vengono fuori.

Guendouzi credo che vada anche messo un po’ in discussione. Poi dipende cosa vuole il tecnico da certi giocatori, ma quando rientra Rovella può essere messo in discussione. Questo lo dico perché da lui mi aspetto di più, non basta il compitino, deve essere il protagonista del film.

Sarri deve cercare di tirare fuori quel qualcosa in più che ha ogni calciatore, con certe dichiarazioni è difficile farlo”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Dopo la sosta si deve ripartire dalla striscia positiva. Isaksen? Ecco cosa gli avrei detto a San Siro…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Se non avessimo perso a Milano, saremmo sicuramente arrivati meglio alla sosta ma comunque la scia è stata positiva, poi in casa dell’Inter ci può stare la sconfitta. Le partite prima invece erano state buone. Il riposo è utile, qualche giocatore potrà rientrare.

Isaksen a San Siro? Da compagno di squadra gli avrei detto di tirare via quella palla. Bisogna essere più scaltri. Quando la palla può creare pericoli, va allontanata. A me lui come giocatore piace ma questi sono errori che pesano, soprattutto con queste avversarie. Devi limitare gli errori e non devi regalare a queste squadre. L’Inter da qualche anno è la rosa, nei titolari, più forte”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Posizione Lazio sugli arbitri, Mattei: “Lotito è stato fatto fuori dai centri di potere e sta provando a rientrarci” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il comunicato vero sulla chiarezza, sul futuro della Lazio, non arriva, in quel caso cala il silenzio. Non si sa come potrà muoversi la Lazio a gennaio, quindi si poteva fare un comunicato su argomenti che interessano, tipo questo. Lotito agisce per i propri interessi, se poi coincidono con quelli della Lazio bene.

La Lazio è stata spesso non salvaguardata dagli arbitri e la società è stata in silenzio; poi per un intervento chiaro di Sarri, e sottolineiamo che lui ha premesso che l’arbitro non ha inciso sul risultato, è stato fatto un comunicato. Dicono che è stato fatto per evitare il possibile deferimento a Sarri? E il problema sarebbero quindi 5mila euro?

Secondo me, e potrei anche sbagliarmi, siccome Lotito è stato sbattuto fuori da tutti i centri di potere, sta cercando di rientrare dalla porta di servizio.

Il Pisa, il primo ottobre, fece un duro comunicato contro gli arbitri dopo la gara con la Fiorentina: ecco come si muovono le società che pensano al club. Lotito si muove per migliorare la sua posizione, non quella della Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarri-società, visioni opposte. Il comunicato della Lazio? Dà meno forza alle battaglie con gli arbitri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le tensioni ci sono. Troppo spesso ci sono posizione opposte tra Sarri e la società: sul futuro, sugli acquisti. La Lazio, nella situazione in cui si messa per sue colpe, sembra come voler dire: ‘Già siamo in un momento delicato, meglio evitare fraintendimenti con gli arbitri’.

Mi sembra ci sia incoerenza, confusione. Questo comunicato dà anche meno forza alle nostre battaglie con la classe arbitrale. Torti e favori poi vanno notati anche nelle altre compagini, che magari stanno facendo il tuo percorso.

Quando una squadra viene fermata sempre in ripartenza dal fallo tattico, secondo me in qualche modo le gare vengono condizionate; poi a Milano non hai perso per questo, siamo d’accordo. Tuttavia andava ammonito Bastoni e non andava ammonito invece Zaccagni.

Raggiungere l’Europa è essenziale, soprattutto per i conti. E sappiamo quanto Lotito tenga a questo aspetto”.

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Lazio, per il Flaminio annunciati dal Campidoglio sviluppi entro dicembre: le ultime

Entro la fine dell’anno dovrebbe arrivare il tanto atteso “chiarimento” tra Lotito e le istituzioni sul futuro dello stadio.

La questione Flaminio continua a tenere banco in casa Lazio. Anche assessore allo Sport, alla moda, al turismo e ai grandi eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato, presentando in Campidoglio il raduno di Operazione Nostalgia, ha fatto il punto della situazione: «Non credo ci sia nulla da sbloccare, è un’operazione da oltre 400 milioni di euro e non la fai in due secondi. L’iter è iniziato a dicembre 2024, le interlocuzioni sono costanti e penso possa esserci un incontro a brevissimo per spiegare alcuni tecnicismi che sono fondamentali».

«La palla è sempre a metà campo, tra chi propone e le istituzioni. Mi sembra che il presidente Lotito – ha aggiunto – abbia posto delle questioni, anche pubblicamente: ci sarà a breve una risposta. C’è un progetto, che poi verrà integrato, e non è coinvolto solo il Comune, ma anche tanti enti dal Ministero in giù. Tempi per un chiarimento? Entro Natale per forza».

Il nodo principale riguarda le verifiche dell’Avvocatura comunale sulla richiesta di Lotito di ottenere i diritti di superficie. Si tratta di un lavoro tecnico, ma decisivo: solo dopo il parere legale si potrà procedere con la formalizzazione del progetto definitivo e con l’eventuale avvio dei lavori.

La volontà di Lotito di ottenere i diritti di superficie rispetto alla
concessione, spiega il Corriere dello Sport, è dovuta alla differenza sostanziale tra il tipo di convenzione che legherebbe la Lazio al Comune con l’una o l’altra soluzione. Il patron preferirebbe un contratto di diritto privato (con diritti di superficie, appunto), normato dal codice civile: questo farebbe infatti uscire il Flaminio dal patrimonio indisponibile del Campidoglio. Diverso il discorso per la concessione, che invece rappresenta un atto di diritto pubblico (restando così sotto l’egida del Campidoglio).

C’è da sottolineare, conclude il quotidiano, che, anche qualora l’avvocatura dovesse dare il suo benestare per la concessione dei diritti di superficie, il Comune al momento della stesura del contratto farà in modo di mantenere la capacità di controllo sul bene.

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Lazio, attesa e lista (entrate ed uscite) Sarri per il mercato di gennaio: il punto

L’ex Napoli non aspetta altro che tornare agli ordini del Comandante e quest’ultimo lo pretenderà come rinforzo.

Una rosa da puntellare, dopo il blocco estivo che non ha permesso cambi nella formazione. Sarri, evidenzia Il Messaggero, non nasconde i propri desideri: «Se potessi comprare un attaccante da 40 gol sarei più soddisfatto». Impresa possibile solo con cessioni illustri come quella di Castellanos, l’unico che permetterebbe di reinvestire un tesoretto. Mau, si legge, lo reputa sacrificabile e lo ribadirà nel prossimo confronto a Formello con Fabiani, assieme alle richieste per un mercato ancora in bilico e che, se aperto, sarà di occasioni, su tutte ovviamente Insigne. L’ex Napoli non aspetta altro che tornare agli ordini del Comandante e quest’ultimo lo pretenderà come rinforzo dopo i bocconi amari mandati giù in estate.

Per l’attacco, conclude il quotidiano, Sarri seguiva giovani promettenti come Daghim e Pio Esposito, ma anche profili più duttili come Raspadori e Oyarzabal, sogno tuttora vivo e identikit ideale per il centro del tridente di Mau. In difesa Aaron Martín, in scadenza col Genoa, resta un buon compromesso per sostituire Nuno Tavares, con cui la scintilla non è scattata. Idem per Ilic a centrocampo (dove il pupillo Zielinski non è avvicinabile) al posto di uno tra Belahyane o Dele-Bashiru, se non entrambi. In uscita c’è anche Noslin.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito è arrivato ad un punto di non ritorno. Arbitri? Giusto parlarne ma non domenica” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Giusto parlare degli arbitri, ma non domenica. Ci sta quando vieni danneggiato. Ok la battuta di Sarri, la società ha cercato di tutelare il suo tesserato. Io credo sia riduttivo pensare che parlare influenzi, che dopo uno sfogo possano dare o togliere, soprattutto a grandi livelli, però l’aspetto psicologico può condizionare.

Il brutto di Lotito è che in tutti questi anni non ha creato empatia con l’ambiente e questa è una cosa molto grave.

Il futuro di Sarri? Giuste le lamentele, sbagliate le tempistiche. Quello che critico ad un personaggio come lui, ad un tecnico come Sarri che ha vinto, è che ha le possibilità di cambiare le cose e se invece non gli piacciono, giusto che se ne vada.

Lotito è arrivato ad un punto di non ritorno, deve andare via. C’è despresiione nell’ambiente. Non si recupera più la situaizone, ha avuto modo di fare il salto ma non ha voluto, non ha potuto o non è stato in grado”.